Dopo un album come Carioca continua il rapporto di Stefano Bollani con la musica brasiliana: “Dom de iludir” di Caetano Veloso e “Brigas nunca mais” di Jobim sono i due brani brasiliani presenti nel suo ultimo e recentissimo album “Stone in the water” (ECM e si sente, lo dico in senso buono) registrato a New York in trio con il contrabbasso di Jesper Bodilsen e la batteria di Morten Lund due “tipici” carioca danesi. Dom de iludir, di suo già splendida, diventa un classico del jazz. Bellissimo.
... ovvero un blog che racconta quello che faccio e quello che mi capita ogni giorno, dovrei raccontarvi questo sogno. Mi trovo alla guida di un camion, non grandissimo ma abbastanza grande da darmi qualche timore nella manovra, fate conto un telonato, e mi trovo a far benzina in un piccolo distributore, di quelli che si vedono ancora in città, con una o due pompe. Il succo del discorso è che in questa stazione di servizio (e in effetti nel sogno lo riconosco) lavora pure Piero Marazzo. Per un attimo penso di cogliere l’occasione per dargli una qualche forma di sostegno (non ricordo esattamente in che formula) ma poi lo vedo tutto sommato tranquillo e penso che ritornare sulla questione, anche per solidarizzare con lui, sarebbe fuori luogo. Fecendo retromarcia per avvicinarmi al distributore, tocco leggermente (ma senza conseguenze) la macchina che mi sta dietro e poi, con quegli stacchi che esitono anche nei sogni, mi trovo alla cassa a pagare il rifornimento ed un giornale, Il Corriere se non sbaglio. Pago il giornale con due euro, senza chiedere il resto, e poi pago la benzina usando però il bancomat: quasi me ne stavo dimenticando e lo faccio presente alla signora che sta alla cassa. Se questo fosse il blog di Linus e se io mi raccontassi tutti i giorni, potreste anche avere gli elementi per interpretare questo sogno e darmi magari qualche consiglio. La questione non è secondaria perchè riguarda il modo di considerare e concepire il proprio blog. Di certo se questa mattina non mi fossi affrettato a scrivere quello che vi ho appena raccontato, di sicuro a quest’ora della sera me lo sarei già dimenticato e vi starei probabilente scrivendo qualcosa di brasiliano (anzi sicuramente su “Canto de Ossanha” come avevo promesso a Giulia, promessa che manterrò...). Ciao!
La missione di Confindustria in Brasile, Madonna che visita la favela e bacia la bandiera della scuola di samba Portela, Bobo Vieri che va in Brasile, Battisti che “viene” in Italia, e ieri la presentazione a Londra del calendario Pirelli 2010 fotografato da Terry Richardson sulle spiaggie di Trancoso a nord di Bahia.
Le fiction RAI: da Don Matteo a Don Milani e Don Bosco, da Padre Pio ai vari Papi (Lucani, Montini, Wojtyla) , da Salvo D’Acquisto ai vari medici in famiglia. Le fiction Sky, la banda della Magliana, Nel nome del Male, il mostro di Firenze, Moana Pozzi … Vorra dire qualche cosa?
Com’è spesso accaduto, per rilanciare l’immagine del blog mi sono affidato alla versatile bellezza di Gisele Bündchen e, nel caso del post precedente, all’obiettivo di Mario Testino. Lo spunto non è casuale perché al famoso “fotografo di moda” si deve un libro dedicato alla sensualità e seduttività di Rio de Janeiro. Gisele è presente fin dalla copertina e anche con alcuni testi. Prefazione di Caetano Veloso. Taschen è una garanzia. Sembrerebbe un’ottima strenna natalizia.
Il portale “osservatorio brasile” si ripropone in una veste grafica pulita che ne facilità la lettura tra le tante notizie che arrivano dal Brasile, pubblicate con grande puntualità e con ottimi approfondimenti. Grande spazio come sempre alla musica. Con l’occasione non perdetevi l’articolo che Antonio Forni dedica alla “crisi” (economica ma non solo) della musica brasiliana, davvero completo nell'analisi dei vari fenomeni dall’imperversare dei DVD ao vivo, alla inevitabile crisi della forma canzone e del formato album messa in rilievo niente meno che da Chico Buarque che prevede un futuro diverso nella relazione tra musica e poesia.
Ancora sulla questione del crocefisso, la bustina di Umberto Eco "... almeno due generazioni di italiani hanno passato l'infanzia in aule in cui c'era il crocefisso in mezzo al ritratto del re e a quello del duce, e sui trenta alunni di ciascuna classe parte sono diventati atei, altri antifascisti, altri ancora, credo la maggioranza, hanno votato per la Repubblica".
Sento al TG5 che oggi i francesi festeggiano la giornata della gentilezza. Leggo che i giapponesi avrebbero fondato nel 1988 il «World Kindness Movement» e che il Dalai Lama avrebbe invato nel 1989 ad una politica della gentilezza. Tutti in ritardo rispetto a Josè Datrino, l’originale profeta della gentilezza dal lontano 1961. La storia meriterebbe qualcuno che la racconti meglio di me: tutto nasce dal tragico incendio di un circo che, pochi giorni prima del Natale '61, fece a Niteroi più di 500 vittime, la maggior parte bambini. Sei giorni dopo la tragedia Josè risponde ad una chiamata divina che lo invita ad abbandonare il mondo materiale per dedicarsi alle cose dello spirito e alla consolazione dei sofferenti. Per quattro anni vive tra quel che resta di quel circo, tra le ceneri che avevano trasformato un luogo di divertimento in un luogo di immenso dolore. Nasce il Profeta Gentileza coniatore della massima “gentileza gera gentileza”, ovvero della gentilezza come rimedio a tutti i mali, unica forza salvifica nei confronti di un mondo dove tutto è in vendita e tutto rischia di essere distrutto. Dio stesso è gentilezza in quanto è “Beleza, Perfeição, Bondade, Riqueza, a Natureza”. Pensieri che il Profeta Gentileza lascia impressi su 56 pilastri del viadotto di Caju, su un tratto lungo circa un chilometro e mezzo, scritti e pitturati con uno stile che diventa, insieme alla sua lunga barba e alla tunica da profeta, il suo segno di riconoscimento. Due grandi musicisti come Gonzaguinha prima e Marisa Monte poi hanno resto omaggio al Profeta con due canzoni dallo stesso, semplice, titolo: Gentileza. Non ne sono sicuro, ma il nome del gruppo mi fa sorgere un sospetto: forse anche Banda Gentileza (2009), primo album dell’omonimo gruppo, ha qualcosa a che fare con il profeta. Se non altro ci usano la gentilezza di poter far nostro l'intero album direttamente dal loro sito.
Leonardo mi ha scritto, ancora ad Aprile, in occasione del concerto di Vanessa da Mata a Torino: avevo promesso a Leo un post sugli Asuma e sulla loro Brazilian Pop Jazz Band composta da Enzo Antonicelli (voce), Fabio Gorlier (piano), Max Simini (batteria) e Alessandro Fassi (basso). Colgo l’occasione dell’inizio della loro stagione “invernale” (con un repertorio rinnovato) per postare il sito degli Asuma dove trovate le date dei loro prossimi concerti e diversi altri video. Quello che ho scelto è “Muito Pouco”, brano di Maria Rita: il video oscura i volti degli interpreti, ma Enzo ed il gruppo offrono un’interpretazione di personalità di questo bellissimo brano scritto da Paulinho Moska.
Qualche settimana fa, Elisabetta Lanfredini mi ha lasciato un commento carino. Elisabetta si occupa di diverse cose, legate soprattutto al canto e alla voce, e si dedica, oltre al jazz, anche al repertorio della bossa nova: da alcuni anni tiene inoltre dei corsi di canto in quel di Bologna.
“Alleanza per l’Italia” è il nuovo partito di Rutelli: stranamente il nome riesce ad evocare la fusione avvenuta tra Alleanza nazionale e Forza Italia. Con altre finalità, ci aveva pensato in passato anche Fini. Quest’uomo è davvero un genio nella creazione di brand di successo. Il logo nemmeno mi dispiace anche se la X, rossoverde, mi fa pensare a due pezzi di scotch per una formazione politica rattoppata.
Nel 1993 i Nirvana erano in Brasile e Kurt Cobain provò in tutti i modi ad incontrare Arnaldo Baptista, resosi purtroppo irreperibile. Gli lasciarono quindi questo biglietto con il seguente augurio e monito: "Arnaldo, best wishes to you you and beware of the system, they swallow you up and spit you out like the seed from a mara(s)chino cherry" Love Bill Bartell of Gasatanka Records and White Flag and Kurt Cobain from Nirvana Os Mutantes Love Brilliant Genious good fun and friends.
Il pezzo è dal primo album solista di Arnaldo Baptista "Loki?" (1974) per molti il miglior album rock pop (diciamo così) brasiliano. Sul disco l'avvertenza di suonarlo ad alto volume.
Wilson Simonal (la cui vicenda, il grande successo e poi le accuse di collaborazione con la polizia ai tempi della dittatura militare che ne offuscano la stella, fino alla riabilitazione post mortem) meriterebbe un lungo post come quelli di “un tempo”. Ma, come vedete, il tempo da dedicare al blog è quello che è. Vi rimando alla recensione (di Antonio Forni sul blog di musibrasil) della biografia del cantante uscita da pochi giorni in Brasile. Nel titolo del libro, quello di una canzone Nao vem que não tem che conosciamo tutti, almeno nella versione italiana Sacumdì Sacumdà (parole di Paolo Limiti, arrangiamenti di Augusto Martelli) cantata da Mina (che nell’album Mina canta o Brasil l’ha incisa pure nella versione originale). Ma ne esiste pure una versione francese cantata niente meno che da Brigitte Bardot. Di pochi giorni fa questa versione ao vivo di Max de Castro (già apparso qui sul blog) e “per coincidenza” figlio di Wilson Simonal.
Wilson Simonal "Nao vem que não tem" (autore: Carlos Imperial)
Una bella recensione italiana al primo disco di Adriana "Partimpim" (anno 2004) la leggete qui oppure qui –a firma di Bruno Persico- anche con intervista e traduzioni. Il disco contiene anche una particolare ninna nanna di Arnaldo Antunes che propongo nella versione dal vivo del suo autore. Buona notte, boa noite, goodnight.
Saiba Arnaldo Antunes Saiba: todo mundo foi neném Sappi: tutti sono stati bambini Einstein, Freud e Platão também Einstein, Freud e anche Platone Hitler, Bush e Saddam Hussein Hitler, Bush e Saddam Hussein Quem tem grana e quem não tem Chi ha soldi e chi non ne ha Saiba: todo mundo teve infância Sappi: tutti hanno avuto un'infanzia Maomé já foi criança Maometto è stato bambino Arquimedes, Buda, Galileue Archimede, Buddha, Galileo E também você e eu Ed anche tu ed io Saiba: todo mundo teve medo Sappi: tutti hanno avuto paura Mesmo que seja segredo Anche se in segreto Nietzsche e Simone de Beauvoir Nietzsche e Simone de Beauvoir Fernandinho Beira-Mar Fernandinho Beira-Mar Saiba: todo mundo vai morrer Sappi: tutti moriranno Presidente, general ou rei Presidenti, generali e re Anglo-saxão ou muçulmano Anglosassoni o musulmani Todo e qualquer ser humano Ciascun essere umano Saiba: todo mundo teve pai Sappi: tutti hanno avuto un padre Quem já foi e quem ainda vai Chi è già stato e chi verrà Lao-Tsé, Moisés, Ramsés, Pelè Lao-Tsé, Mosé, Ramsete, Pelè Gandhi, Mike Tyson, Salomé Gandhi, Mike Tyson e Salomé Saiba: todo mundo teve mãe Sappi: tutti hanno avuto una madre Índios, africanos e alemães Indios, africani e tedeschi Nero, Che Guevara, Pinochete Nerone, Che Guevara e Pinochet e também eu e você Ed anche io e te.
Comincio dicendo che, nel sito di Bebel Gilberto, i brani del nuovo album si ascoltano tutti e per intero, il che è già una buona cosa. Bebel, burrosa e tropicale nelle fattezze, vellutata nella voce, è uno dei “nostri” fenomeni da esportazione: ci sarà forse di meglio, ma Bebel ha quel giusto mix genetico, biografico e artistico per giocarsela bene, dentro e fuori casa. Con questo All in One, Bebel inaugura la sua collaborazione con la Verve ovvero con l’etichetta che pubblicò, tanto per dire, i fondamentali dischi di papà João con Stan Getz. Bebel mette insieme in modo efficace anima brasiliana e modernità, partendo sempre da una certa “classicità” come dimostrano i brani in scaletta che pescano anche da Bob Marley e da uno Steve Wonder “minore” ma assolutamente piacevole (già presente nel classico Sergio Mendes and The New Brasil' 77). Per chi, com’è giusto, guarda anche alle collaborazioni che fanno la particolarità di ogni lavoro, dietro All in one ci sono diversi nomi di spicco dal produttore Mark Ronson (Amy Winehouse, Lily Allen) agli arrangiamenti dell’immancabile Carlinhos Brown, ad un duetto con Daniel Jobim sulle note di Bim Bom di papà João. Bebel sarà in europa dal prossimo 25 ottobre, ma nessuna tappa italiana. Evvabbè...
Non potevo dimenticare questo incontro che vede la “negrita” insieme ai “nostri” Caetano, Gal Costa, Chico e Milton (che aveva incluso il brano nell’album “Geraes”del 1976). La traduzione del testo di Violeta Parra viene dal www.antiwarsongs.org
Tornare a diciassett'anni dopo un secolo di vita È come decifrar segni senza essere un sapiente. Tornare all'improvviso fragile come un momento, A sentire tutto dentro, un bimbo di fronte a Dio. Questo è quello che io sento in questo istante fecondo.
E s'aggroviglia, aggroviglia, come al muro il rampicante E poi germoglia, germoglia, muschio che copre la pietra, Come il muschio sulla pietra, sì, sì sì.
Ho i passi che vanno indietro mentre i vostri vanno avanti, L'arca dell'alleanza è entrata dentro al mio nido Con tutto il suo arcobaleno, mi passeggia per le vene, E anche la dura catena con cui ci lega il destino E' come un diamante fino, che illumina la mia anima serena.
E s'aggroviglia, aggroviglia, come al muro il rampicante E poi germoglia, germoglia, muschio che copre la pietra, Come il muschio sulla pietra, sì, sì sì.
Quel che può il sentimento non lo ha potuto il sapere né il cammino più insigne, né il più vasto pensiero; Tutto si cambia al momento, come concesso da un mago Ci allontana dolcemente da rancori e da violenze, Solo l'amore con la sua scienza ci rende tanto innocenti.
E s'aggroviglia, aggroviglia, come al muro il rampicante E poi germoglia, germoglia, muschio che copre la pietra, Come il muschio sulla pietra, sì, sì sì.
L'amore è un turbinìo di purezza originale, Anche un feroce animale sussurra il suo dolce trillo, trattiene i pellegrini, libera i prigionieri. Il vecchio torna bambino con le cure dell'amore E il malvagio, con l'affetto, diventa puro e sincero.
E s'aggroviglia, aggroviglia, come al muro il rampicante E poi germoglia, germoglia, muschio che copre la pietra, Come il muschio sulla pietra, sì, sì sì.
E come per un incanto la finestra si spalanca, Come un tiepido mattino l'amore entrò col suo manto. Il suono della bella Diana fece spuntare il gelsomino, Volando come un serafino il cielo ha ingioiellato, E i miei diciassette anni li ha fatti tornare un cherubino.
E s'aggroviglia, aggroviglia come al muro il rampicante E poi germoglia, germoglia, muschio che copre la pietra, Come il muschio sulla pietra, sì, sì sì.
Non vorrei sembrare un qualsiasi Feltri o Belpietro alla ricerca di qualche avversario da sputtanare. La notizia, del resto, l’ho letta su l’Espresso e si aggiunge a quanto raccontato in questo vecchio post. Sembra che anche Lucianona abbia tolto il figlio dalla media pubblica per dirottarlo verso il pio istituto salesiano Valsalice. La retta sarà pagata con i proventi (soldi facili) delle battute su Eminenz Ruini, quello che nelle parole di Lucy gongola contando i soldi che lo stato versa alla scuola privata. Sempre la Littizzetto dovrebbe essere protagonista di una prossima fiction RAI, ambientata in un liceo Statale, più o meno con lo scopo dichiarato di far conoscere e in qualche modo simpatizzare per la scuola pubblica. Mi auguro che la notizia si riveli una bufala e che Luciana smentisca (smentisca non giustifichi) la sua scelta: diversamente comincerei a pensare anch’io che quel canone (che continuo a pagare da tanti anni) siano davvero soldi spesi male…
sorvegliati speciali e nel mangiadischi, lo dico per eventuali nuovi lettori, sono le rubriche dei miei ascolti, la prima per le cose più recenti (o per le cose che fin’ora mi ero perso), la seconda per i classici. Nel mangiadischi gira adesso “Voz e Suor”, anno 1983, con la voce di Nana Caymi e il piano di Cesar Cargo Mariano e soprattutto gira questo “Isso e Aquilo”, personale tormentone del momento che voglio condividere con voi.
Tra i sorvegliati speciali il doppio CD (e DVD) Elas cantam Roberto che 20 dive della musica brasiliana hanno dedicato a “o rei” Roberto Carlos per i suoi 50 anni di carriera, preceduto dallo show tenutosi al Theatro Municipal di São Paulo lo scorso 26 maggio di cui propongo il gran finale, divertente quanto emozionante.
Cantano con Roberto Carlos la morbidosa Ivete Sangalo, l’intramontabile Hebe Camargo (per capirci la “Mike Bongiorno” della tv brasiliana), la dolce Sandy , la lirica Celine Imbert , Rosemary già “fata” della Jovem Guarda, la sempre timida Adriana Calcanhotto, l’emozionata Nana Caymmi , la morona e ritrovata Marina Lima , la biondona e sbaciucchiante Claudia Leitte, Mart´nália che nel disco ha un pezzo molto bello, la “ancora” minigonnata Wanderléa altra musa della Jovem Guarda, la bella Paula Toller che già ha avuto 1 citazione nel blog, la sempre in forma Daniela Mercury, la tenebrosa Ana Carolina, la divertita Fafá de Belém, la sussurrante Fernanda Abreu, la miagolante Luiza Possi, l’elegante mamma Zizi Possi che ho amato moltissimo (tranne nei dischi in italiano), la signora Marilia Pera un’infinita carriera in teatro, al cinema e in tv e per finire la ruggente Alcione ... Vi saluto rimandandovi al blog che Vinicius Faustini dedica alla musica di Roberto Carlos, in cui troverete molte notizie in più sulle 20 signore che hanno partecipato al tributo. Per quel che mi riguarda il brano dei 2 cd che in questi giorni ho ascoltato più volte è certamente la versione voz e violao di Do Fundo do Meu Coração interpretata da Adriana Calcanhotto. E finalmente riuscendo a scrivervi di sera, posso salutarvi augurandovi idealmente la buonanotte...