
Sapete che periodicamente mi entra in testa una canzone, che mi arriva d’improvviso e spesso dal passato, come questa Pavio do destino che mi ha sorpreso dal mini iPOD che mi accompagnava nella corsa e che adesso continua a seguirmi da giorni. Sergio Sampaio è quello che si dice un “maldito”, fama maledetta per i contrasti che l’hanno portato a rompere ripetutamente con l’industria discografica, l’alcol e altre vicessitudini di cui potete leggere nel lungo articolo di Marco Pisani -quasi una piccola biografia attraverso i testi delle sue canzoni- da cui prendo una parziale traduzione del brano in questione. Pavio do destino è tratta da Cruel, disco postumo del 2006, uscito dodici anni dopo la morte di Sampaio.
Non trovandola nella versione originale, devo proporverla nel pur bella interpretazione di Lenine, da un disco tributo del ’98.
O bandido e o mocinho são os dois do mesmo ninho
Il bandito e il bambino vengono dallo stesso nido
Correm nos estreitos trilhos, lá no Morro dos Aflitos, na Favela do Esqueleto
Corrono nei vicoli stretti, là sulla Collina degli Afflitti, nella Favela dello Scheletro
São filhos do primo pobre, a parcela do silêncio, que encobre todos os gritos
Sono figli del parente povero, un frammento del silenzio, che copre tutte le urla.
E vão caminhando juntos, O mocinho e o bandido, De revólver de brinquedo
E camminano insieme, il bambino e il bandito, con una pistola giocattolo
Porque ainda são meninos
Perché sono ancora bambini
Quem viu o pavio aceso do destino? ... do destino
Chi ha visto la fiaccola accesa del destino? ....del destino
Com um pouco mais de idade e já não são como antes
Ancora qualche anno e non sono più come prima
Depois que uma autoridade, Inventou-lhes um flagrante
Dopo che qualche autorità, gli ha inventato un flagrante
Quanto mais escapa o tempo Dos falsos educandários Mais a dor é o documento Que os agride e os separa
Quanto più si allontana il tempo dei falsi istituti, tanto più il dolore è la prova, che li aggredisce e li separa
Já não são mais dois inocentes Não se falam cara a cara Quem pode escapar ileso Do medo e do desatino
Non sono più due innocenti/ Non si parlano faccia a faccia/ Chi può sfuggire illeso/ Alla paura e alla follia.
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