“La luna che si alza sull’isola di Gorée è la stessa che si alza in ogni parte del mondo. Ma la luna di Gorée ha un colore profondo, che non esiste in nessun’altra parte del mondo. E’ la luna degli schiavi. La luna del dolore. Eppure la pelle dei corpi di Gorée è la stessa pelle che copre tutti gli uomini del mondo. E’ la pelle degli schiavi, una bandiera di libertà”.
La semplicità è spesso la forza di un testo, come in questo caso, con una chiusura che è uno slogan per la libertà.
José Carlos Capinan è uno dei protagonisti del tropicalismo, poeta e “paroliere”, ed ha scritto canzoni insieme ad Edu Lobo, João Bosco, Gilberto Gil (oltre a questa, la superclassica Soy loco por ti, América).
Clarice è invece frutto della collaborazione con Caetano Veloso che dedica a Capinan una pagina del suo "Verità Tropicale".
Le versioni proposte sono due: un bel video con Ligiana ed Ameth Male girato proprio nell’isola di Gorée da cui venivano imbarcati gli schiavi con destinazione america latina ed una versione “mimata” da uno dei due autori della canzone, l’ex ministro della cultura Gilberto Gil.
Lo “Show da Paz” registrato da Gil nel palazzo dell’Onu, lo si può rivivere, video per video, sul sito di Gilberto Gil.
Ligiana e Ameth Male - La lune de Gorée
“Show da Paz” GIL na ONU
sabato 6 febbraio 2010
sabato 30 gennaio 2010
venerdì 29 gennaio 2010
Ciro, il cassintegrato.
mercoledì 27 gennaio 2010
Il corpo musicale.
Ricollegandomi al post precedente, inutile dire che anche nel canzoniere brasiliano “si toccano” un po’ tutte le parti del corpo. Non c’è canzone senza fisicità. Adesso non sto qui a pensare alle parti più strane, mi fermo alle più comuni come occhi, seni, mani, gambe, faccia, ma anche cuore e vene, citate nella canzone di oggi. Max de Tomassi mi perdonerà se, ancora una volta rubo a lui la traduzione. La canzone è un grande classico, meravigliosa come sempre se a scriverla sono Tom Jobim e Chico Buarque. Chico Buarque che sarà, tra non molto, in Italia per presentare il nuovo romanzo Latte Versato. Le innamorate di Chico sono avvertite (e lo dico soprattutto a Robi, se sei in ascolto!)
Vi ricordo che, qui a destra, potete sempre votare chi preferite tra Mallu e Maria (clicca qui e ascolta).
Eu te amo
Tom Jobim / Chico Buarque
Ah, se já perdemos a noção da hora
Ah, se abbiamo perso la nozione del tempo
Se juntos já jogamos tudo fora
Se insieme abbiamo buttato via tutto
Me conta agora como hei de partir
Dimmi adesso come dovrò partire
Ah, se ao te conhecer
Se quando ti ho conosciuto
Dei pra sonhar, fiz tantos desvarios
mi sono messo a sognare, ho fatto tante follie
Rompi com o mundo, queimei meus navios
Ho chiuso fuori il mondo, bruciato le mie navi
Me diz pra onde é que inda posso ir
Dimmi dove ancora possa andare
Se nós nas travessuras das noites eternas
Se noi nel passaggio della notte eterna
Já confundimos tanto as nossas pernas
abbiamo così tanto confuso le nostre gambe
Diz com que pernas eu devo seguir
Dimmi con quale gambe io dovrò continuare
Se entornaste a nossa sorte pelo chão
Se hai rovesciato a terra la nostra sorte
Se na bagunça do teu coração
Se nella confusione del tuo cuore
Meu sangue errou de veia e se perdeu
il mio sangue ha sbagliato vena e si è perso
Como, se na desordem do armário embutido
Perchè se nel disordine del tuo armadio imbottito
Meu paletó enlaça o teu vestido
La mia giacca si lega al tuo vestito
E o meu sapato inda pisa no teu
E le mie scarpe calpestano le tue
Como, se nos amamos feito dois pagãos
Perchè se ci siamo amati come due pagani
Teus seios ainda estão nas minhas mãos
i tuoi seni sono ancora nelle mie mani
Me explica com que cara eu vou sair
spiegami con che faccia dovrò andarmene
Não, acho que estás te fazendo de tonta
No, penso che tu stia soltanto fingendo
Te dei meus olhos pra tomares conta
Ti ho dato i mei occhi per custodirli
Agora conta como hei de partir.
Spiegami ora come potrò partire.
Vi ricordo che, qui a destra, potete sempre votare chi preferite tra Mallu e Maria (clicca qui e ascolta).
Eu te amo
Tom Jobim / Chico Buarque
Ah, se já perdemos a noção da hora
Ah, se abbiamo perso la nozione del tempo
Se juntos já jogamos tudo fora
Se insieme abbiamo buttato via tutto
Me conta agora como hei de partir
Dimmi adesso come dovrò partire
Ah, se ao te conhecer
Se quando ti ho conosciuto
Dei pra sonhar, fiz tantos desvarios
mi sono messo a sognare, ho fatto tante follie
Rompi com o mundo, queimei meus navios
Ho chiuso fuori il mondo, bruciato le mie navi
Me diz pra onde é que inda posso ir
Dimmi dove ancora possa andare
Se nós nas travessuras das noites eternas
Se noi nel passaggio della notte eterna
Já confundimos tanto as nossas pernas
abbiamo così tanto confuso le nostre gambe
Diz com que pernas eu devo seguir
Dimmi con quale gambe io dovrò continuare
Se entornaste a nossa sorte pelo chão
Se hai rovesciato a terra la nostra sorte
Se na bagunça do teu coração
Se nella confusione del tuo cuore
Meu sangue errou de veia e se perdeu
il mio sangue ha sbagliato vena e si è perso
Como, se na desordem do armário embutido
Perchè se nel disordine del tuo armadio imbottito
Meu paletó enlaça o teu vestido
La mia giacca si lega al tuo vestito
E o meu sapato inda pisa no teu
E le mie scarpe calpestano le tue
Como, se nos amamos feito dois pagãos
Perchè se ci siamo amati come due pagani
Teus seios ainda estão nas minhas mãos
i tuoi seni sono ancora nelle mie mani
Me explica com que cara eu vou sair
spiegami con che faccia dovrò andarmene
Não, acho que estás te fazendo de tonta
No, penso che tu stia soltanto fingendo
Te dei meus olhos pra tomares conta
Ti ho dato i mei occhi per custodirli
Agora conta como hei de partir.
Spiegami ora come potrò partire.
lunedì 25 gennaio 2010
Corpo a corpo

Qui la mappatura delle parti del corpo più citate dai vari generi musicali: devo dire che l’idea è interessante e la grafica del sito piacevole ed elegante. (da repubblica.it)
giovedì 21 gennaio 2010
"Prima o botão" (Push the button, come direbbe Facchinetti).
Un commento di Anna, nuova lettrice del blog, mi segnala la voce di Maria Gadu e mi dà lo spunto per un minisondaggio, una sfida alla X-Factor per scegliere tra le due voci emergenti della musica brasiliana. Le ragazze sono ovviamente la succitata Maria Gadu, al suo primo album, e Mallu Magalhães partita in anticipo rispetto alla “sfidante” e con un secondo album all’attivo, uscito a fine 2009.
Non è detto che la competizione si fermi qui e non possa essere allargata mettendo in sfida altre possibili pretendenti (e non mancano di certo) al trono di “jovem cantora brasileira” più rappresentativa di questo inizio decennio.
Le canzoni scelte per la sfida sono scritte dalle stesse interpreti. Mallu scrive e canta quasi sempre in inglese: ma qui ho scelto un suo brano in portoghese O Preço da Flor dal primo disco. Per Maria, il brano Shimbalaiê tema sonora di una fortunata novela TV.
Non è detto che la competizione si fermi qui e non possa essere allargata mettendo in sfida altre possibili pretendenti (e non mancano di certo) al trono di “jovem cantora brasileira” più rappresentativa di questo inizio decennio.
Le canzoni scelte per la sfida sono scritte dalle stesse interpreti. Mallu scrive e canta quasi sempre in inglese: ma qui ho scelto un suo brano in portoghese O Preço da Flor dal primo disco. Per Maria, il brano Shimbalaiê tema sonora di una fortunata novela TV.
domenica 17 gennaio 2010
Cose che si incrociano nella mia testa.

Mi è capitato l’ultimo giorno dell’anno. Non che capiti spesso, tanto che, per ripescare un episodio analogo, devo tornare a metà anni ’90. Allora eravamo in un’enoteca a Padova per cenare, questa volta in un bar libreria di Bassano, entrati per curiosare e per una merenda pomeridiana. In entrambi i casi ci è capitato di ascoltare della musica brasiliana, non un brano, ma un album per intero.
A Padova (certamente da un CD) l’Unplugged di Gilberto Gil, disco uscito in pieno boom di versioni acustiche; a Bassano (dal pc aperto su iTunes) Pérolas Aos Poucos (disco uscito nel 2003 che dovrebbe tradursi più o meno in “perle, poco a poco” ) di Zè Miguel Wisnik. Tra i due episodi ce n’è un terzo: un disco di Daniela Mercury in un negozio di abbigliamento (il commesso era un fan, già in possesso dei biglietti per un prossimo concerto della cantante di Salvador, a quei tempi regina dell'axè).
Dall’enoteca siamo usciti soddisfatti da un ottimo menù, dalla libreria con un libro dedicato a Gli Anni del Corriere dei Ragazzi, a cui ho cercato (inutilmente) di fare resistenza, come per tutte le cose che mi riportano a quei mitici (e psicologicamente mai più superati) anni settanta. Per coincidenza nei primi giorni di gennaio è morto il grande Tibet, creatore del mio eroe a fumetti dell’infanzia (siamo sempre a cavallo tra ’60 e ’70) il giornalista detective Ric Roland, pubblicato sul Corriere dei Piccoli e nei Classici Audacia / Albi Ardimento. Ric Roland (che faceva Ric Hochet nell’originale francese e che tante volte ho interpretato nella finzione dei giochi pomeridiani) aveva un guardaroba di giacche tutte uguali (in un tessuto che ancora oggi farei fatica a definire), una bella Porsche, una dolce fidanzatina Nadine e un bel po’ di nemici e misteri da risolvere, tra innevate location alpine o interni parigini. Anche qui un ricordo mantenuto vivo grazie agli acquisti su qualche bancherella di fumetti usati.
Beh il disco di Gilberto Gil contiene Drão, una delle canzoni che mi piacciono di più (e non solo tra quella scritte da Gil) che merita però un post a parte.
Del disco di Ze Miguel Wisnik (autore che conosco più di nome che di ascolti, letterato, professore di letteratura portoghese ecc. ecc) mi è capitato di fermarmi e tornare spesso su questa Tempo Sem Tempo. Una ragione ci dovrà pur essere.
Tempo sem tempo - Zé Miguel Wisnik
venerdì 15 gennaio 2010
Non parlo mai di pubblicità (per fortuna).
Devo dire che trovavo più gentile il trattamento d Calzedonia con chitarra e voce femminile ed una sola variante del testo, per quanto fondamentale (sorelle d’italia). Decisamente più truce il trattamento riservato da CheBanca! al Va, pensiero, classica interpretazione lirica, nessun arrangiamento particolare, ma un testo “profanato” da riferimenti a conti correnti e tassi di interesse (perchè comunque il Va, pensiero ha una sua storia ed un valore civile). Vero che il primo è l’inno italiano ed il secondo soltanto il l’inno padano (si fa per dire). Vero che (come ha detto Buffon) sarebbe stato meglio usare l’inno italiano per una finalità sociale invece che commerciale. Vero che il Va, pensiero musicalmente non mi esalta e non mi emoziona più di tanto. Ma la disparità di trattamento (lo spot Calzedonia sospeso, CheBanca! ad imperversare tra radio e tv) mi dà comunque un certo fastidio. Sarà che le calze dopo un po’ puzzano mentre, come già sapevano gli antichi, pecunia non olet.
Frasi che funzionano su di me come un telecomando.
giovedì 14 gennaio 2010
Io che non sono "uomo di classifica"...
Anche in questo post mi tocca citare Emmebi, e lo faccio molto volentieri. Personalmente non sarei in grado di fare una classifica dei miei album preferiti dell’anno o del decennio, ma già una volta m’era scappato di dire che, dovendo consigliare almeno un disco di musica brasiliana per quell’anno (ed era il 2007), sarebbe stato certamente Cê di Caetano Veloso. Ora Michele Boroni mi mette Zii e Zie sempre di Caetano (e sempre con la stessa bandaCê) al primo posto della sua classifica 2009. Come vedete non potevo non citarlo, anzi riporto per intero la sua motivazione/recensione (con tanto di link per ascoltare tutte le canzoni) che condivido appieno (anche per la parte che riguarda il "bravo e ingombrante Morelenbaum").
Caetano Veloso ha 67 anni, ma ha la sfrontatezza e la voglia di mettersi in gioco di un ragazzino. Solo che oggi ragazzini con la sfrontatezza e la voglia di mettersi in gioco di Veloso se ne vedono pochi.
Liberatosi dal bravo e ingombrante violoncellista Morelenbaum che lo aveva trasformato nel classico cantante 'borsetta' (copyright Labranca), Veloso ha ripreso la lezione di scarnificazione della MPB (Musica Popolare Brasiliana) imparata da Arto Lindsay al netto degli anacronistici rumorismi no-wave, ha poi coinvolto tre musicisti ventenni di San Paolo cresciuti a Radiohead, Yo La Tengo e Arctic Monkeys. e si è messo a lavorare sodo. Il primo risultato è stato il precedente Cé, disco ostico, figlio di un certo art rock primi anni 80 piuttosto che un lucido esempio di musica contemporanea. Quest'anno, senza promozione alcuna, è uscito Zii e Zie. La copertina più brutta dell'anno per un disco strepitoso.
Elettrico ed essenziale, dritto e scarno, ipnotico e ricco di melodia. Veloso la definisce Transambas e Transrock.
Tutto il disco si può ascoltare qui
mercoledì 13 gennaio 2010
Haiti
A qualcuno che, come me, legge il blog Emmebi, sarà capitato di fermarsi sul post odierno dall’amaro titolo “Hai mai sentito di un terremoto a Montecarlo?” Per approfondire il testo della canzone Haiti (1993), importante nel repertorio di Gil e Veloso, vi rimando qui e qui. Però, più che al tremendo terremoto di Haiti, il brano sembra adattarsi ad altri recenti fatti. Haiti è qui
, Haiti non è qui.
sabato 9 gennaio 2010
Tra tante “Cover”, l’originale.

Ultimamente (so di ripetermi) le cover ci stanno sommergendo, dall’Italia al Brasile, al resto del mondo. Non me ne tiro fuori, avendone proposte diverse aNch’io e con molto piacere. Ma questa Cover di Erasmo Carlos (dal recente album "Rock 'n' roll") lo è solo nel titolo: Erasmo (o Tremendão) si diverte a cantarci di non essere la cover di Roberto (o Rei) o di Elvis (the King): “sono una Cover, la Cover di me stesso... mi piace essere uguale a me stesso, gemello dell’io originale”. Per la cronaca la canzone si è guadagnata la terza posizione nella classifica dei migliori brani brasiliani dell’anno ("25 melhores músicas nacionais de 2009") secondo la redazione di RollingStone Brasil.
Vecchie glorie e nomi nuovi
Sembra proprio che questa ragazza sia stata la rivelazione del 2009: il tempo ne confermerà o meno il talento e la personalità che non sembrano mancarle. Ma aspettiamo ancora un po’, come si dice per i campioncini del calcio. Intanto Maria Gadù si gode il favore del pubblico e un 2009 che l’ha vista in uscita con il primo album, in tv nella miniserie dedica alla cantante Maysa, nelle cronache del gossip per la relazione con Luiza Possi, in alto negli ascolti grazie al solito volano delle “minissérie tv” (con l’interpretazione di “A Historia de Lily Braun” di Chico Buarque ed Edu Lobo). Insomma, visto che siamo ormai nel weekend, non vado oltre, ma ne approfitto per linkare un po’ di musica.
A Historia de Lily Braun la facciamo cantare anche a Chico perchè il video, tratto dall’ultimo lavoro (Carioca Ao Vivo), è davvero bello e propone un’ottima session di musicisti.
A Maria Gadù, visto le tante cover passate ultimamente, affidiamo la superclassica Ne Me Quitte Pas di Jacques Brel che mi permette di ringraziare Paola per la traduzione che mi scrisse qualche anno fa e che ancora conservo gelosamente nella busta del vinile. Merci mille fois!
A Historia de Lily Braun la facciamo cantare anche a Chico perchè il video, tratto dall’ultimo lavoro (Carioca Ao Vivo), è davvero bello e propone un’ottima session di musicisti.
A Maria Gadù, visto le tante cover passate ultimamente, affidiamo la superclassica Ne Me Quitte Pas di Jacques Brel che mi permette di ringraziare Paola per la traduzione che mi scrisse qualche anno fa e che ancora conservo gelosamente nella busta del vinile. Merci mille fois!
giovedì 7 gennaio 2010
Ricoperti dalle cover
Mentre Zé Ramalho ha scelto di fare il Bob Dylan traducendolo in portoghese, e Carlos Careqa continua a divertirsi a fare il Tom Waits, traducendolo in portoghese, ultimamente Seu Jorge si è inventato di fare Michael Jackson (in inglese, però nel video c'è il testo portoghese) interpretandone ao vivo diverse canzoni. Rock with you, registrata poi in studio, entrerà nel suo nuovo album previsto in prossima uscita.
mercoledì 6 gennaio 2010
2010

immagine tratta da http://territorio.terra.com.br/blog/redacao/
Ormai è diventata quasi un’abitudine: nell’impossibilità di seguire le puntate di Brasil in diretta, ne scarico il podcast che ascolto regolarmente nella settimanale seduta di lungo lento (nessuna allusione, parliamo di corsa ovviamente) che tra preparativi e defaticamento mi porta via giusto l’ora e mezza di una puntata. Oggi, ad esempio, mi sono trovato ad ascoltare la puntata del 28 dicembre, correndo in una nebbia fredda e appiccicosa, mentre nelle orecche mi passavano le note di Samba de Verão in una bella interpretazione di due musicisti italiani, Eddy Palermo (chitarra) e Marina De Sanctis (voce). Qualche settimana fa, un’intera puntata mi è passata lungo i binari di una pista di fondo, tra l’odore di neve e di abeti. Devo dire che questo cocktail di freddo alpino e calore brasiliano è stato davvero inebriante, specie con il cuore e i polmoni che pompano a mille. Max De Tomassi mi ha scritto un piao di volte, l’ultima addirittura per invitarmi in trasmissione (onore di cui non posso non tener conto e che potrebbe anche farmi superare l’abituale ritrosia). A Max De Tomassi dobbiamo uno straordinario appuntamento settimanale, uno degli spazi musicali più accoglienti e meglio curati della radio, al di là del fatto che si parli e si ascolti musica brasiliana. A Max “rubo” l’idea per il primo ascolto del 2010 (traduzione compresa) visto che si tratta di un pezzo perfetto per aprire l’anno nuovo. Lui è Ivan Lins, l’album “Um Novo Tempo” (interamente dedicato a temi natalizi), il brano Novo Tempo, scritto insieme a Vitor Martins (stessa coppia di autori di “Começar de novo”, a cui sono particolarmente legato) . Si tratta di una versione particolare, da fine anno, con tanto di coro, chiusa dal tema “Fim de ano", con cui auguro a tutti un buon 2010 “muito dinheiro no bolso, saúde pra dar e vender”.
Ivan Lins: Novo Tempo
(Ivan Lins / Vitor Martins)
No novo tempo, apesar dos castigos
Nel nuovo tempo, nonostante i castighi
Estamos crescidos, estamos atentos, estamos mais vivos
Siamo cresciuti, siamo attenti, siamo più vivi
Pra nos socorrer, pra nos socorrer, pra nos socorrer
Per venirci in aiuto
No novo tempo, apesar dos perigos
Nel nuovo tempo, nonostante i pericoli
De todos os pecados, de todos enganos, estamos marcados
Nonostante i peccati, nonostante gli errori, siamo destinati
Pra sobreviver, pra sobreviver, pra sobreviver
a sopravvivere
Pra que nossa esperança seja mais que a vingança
Affinchè la nostra speranza, più forte della voglia di vendetta,
Seja sempre um caminho que se deixa de herança
Sia sempre la strada che lasceremo come eredità.
No novo tempo, apesar dos castigos
Nel nuovo tempo, nonostante i castighi
Estamos em cena, estamos nas ruas, quebrando as algemas
Siamo in scena, siamo nelle strade, rompendo le catene
Pra nos socorrer, pra nos socorrer, pra nos socorrer
Per venirci in aiuto
No novo tempo, apesar dos perigos
Nel nuovo tempo, nonostante i pericoli
A gente se encontra cantando na praça, fazendo pirraça
Noi ci incontreremo, cantando nella piazza, giocando
Pra sobreviver, pra sobreviver, pra sobreviver
Per sopravvivere
(Incidental music) Fim de ano
(Francisco Alves/ David Nasser)
Adeus, ano velho
Feliz ano novo
Que tudo se realize
No ano que vai nascer
Muito dinheiro no bolso
Saúde pra dar e vender
venerdì 25 dicembre 2009
Presente de Natal (con i miei migliori auguri).
martedì 22 dicembre 2009
Vorrei nevicasse amore.

Non ho ben capito chi abbia scritto la canzone che contiene questo verso (eletta a frase del giorno) ma sembra l’abbia cantata anche Raffaella Carrà. In tema di cose molto romantiche poche parole e tre selezioni dal nostro jukebox. L’ispirazione viene dal disco (anno 2007) di Andrea Dutra e Marcus Nabucco “O Amor de Uns Tempos Pra Cà” ovvero voce e chitarra in un repertorio di “canzoni d’amore” come si suol dire. Proprio da quel disco il primo ascolto: “A linha e o linho” di Gilberto Gil. Presenti nel disco anche gli altri due brani proposti qui nella versione dei loro autori: “Não deveria ser chamado amor” di Paulinho Moska e “Um dia, um adeus” di Guilherme Arantes (cantata anche da Vanessa da Mata). Sento già nevicare amore, metto il berretto e prendo la slitta! (grazie a Mauro Montalbani, Musibrasil)
domenica 20 dicembre 2009
Avion Travel, Patrizia Laquidara, Arto Lindsay, Piazza dei Signori (Vicenza) ed infine la nascita dell’essere umano più bello del pianeta.
Altro post che parte (ma poi divaga) da una canzone brasiliana incisa da musicisti italiani, dopo il paesello della Giusy “X Factor” Ferreri.
Nel nuovo disco degli Avion Travel “Nino Rota - L’Amico Magico” troviamo la versione italiana del brano Giulietta Masina di Caetano Veloso, noto ammiratore del cinema di Fellini e quindi, si immagina, della musica di Rota. Nella versione di Peppe Servillo la Giulietta di Caetano diventa Pelle Bianca: purtroppo, al momento, non trovo modo di farvela ascoltare, ma rimedierò: non è la prima incursione nel repertorio brasiliano da parte degli Avion Travel visto che avevano già inciso “Che senso ha” versione italiana di How Insensitive o per meglio dire di Insensatez (brano a cui ho già dedicato quest’anno 1 e 2 post).
Restando dalle parti del cinema, ma tornando indietro di qualche anno, molto ispirata anche Patrizia Laquidara nel pezzo Noite e Luar presente nella colonna sonora di Manuale d’amore.
Patrizia Laquidara - Noite e Luar
Sinceramente di questa ragazza, nata a Catania ma che vive a Vicenza, ho sentito giusto questo pezzo ed è una lacuna visto che è una mia “vicina di casa”, visto che ha esordito (nel 2001) con un album dedicato alla musica di Caetano “Para voce querido Cae”, visto che il suo ultimo cd Funambola è prodotto niente meno che da Arto Lindsay (che collaborò in passato con gli stessi Avion Travel) e che contribuisce al disco anche con un suo recente brano Personaggio (nella versione italiana).
Patrizia Laquidara – Personaggio
Arto Lindsay Personagem
Lindsay ha una “mano santa” dal momento che, come produttore, ha lavorato su alcuni dei dischi che ho amato ed amo di più di Caetano, Gal Costa, Vinicius Cantuária, Marisa Monte (che ha fatto cantare anche con David Byrne) ecc. ecc. caratterizzando in pratica i suoni della miglior musica brasiliana di metà e fine anni novanta.
Divagazione per divagazione Marisa e David si sono poi ritrovati nell’ulitmo disco di Marisa Universo Ao Meu Redor (2006) scrivendo e cantando insieme "Statue of Liberty", pezzetto (detto con affetto) da poco più di un minuto in perfetto stile samba tropical Byrne.
Marisa Monte e David Byrne - Águas de Março
Ma tornando a Patrizia Liquadara (qui in una intervista al TG2) leggo con interesse che la canzante “vicentina” ha aperto quest’estate i concerti del tour USA di CèU, certamente la cantante brasiliana più apprezzata in questo momento negli Stati Uniti (non a caso Ceu sarà sarà presente in un brano del prossimo album di Herbie Hancock). E aggiungo che se passate per Vicenza il 31 dicembre, potrete ascoltare Patrizia Laquidara in piazza dei Signori (insieme agli Hotelrif) intorno alle 22, per il solito concertone di fineanno...
Divagazione per divagazione chiudo ricordando che nel frattempo Gisele Bundchen è diventata mamma di un bel maschietto (“già stato definito come l’essere umano più bello del pianeta”)!
Nel nuovo disco degli Avion Travel “Nino Rota - L’Amico Magico” troviamo la versione italiana del brano Giulietta Masina di Caetano Veloso, noto ammiratore del cinema di Fellini e quindi, si immagina, della musica di Rota. Nella versione di Peppe Servillo la Giulietta di Caetano diventa Pelle Bianca: purtroppo, al momento, non trovo modo di farvela ascoltare, ma rimedierò: non è la prima incursione nel repertorio brasiliano da parte degli Avion Travel visto che avevano già inciso “Che senso ha” versione italiana di How Insensitive o per meglio dire di Insensatez (brano a cui ho già dedicato quest’anno 1 e 2 post).
Restando dalle parti del cinema, ma tornando indietro di qualche anno, molto ispirata anche Patrizia Laquidara nel pezzo Noite e Luar presente nella colonna sonora di Manuale d’amore.
Patrizia Laquidara - Noite e Luar
Sinceramente di questa ragazza, nata a Catania ma che vive a Vicenza, ho sentito giusto questo pezzo ed è una lacuna visto che è una mia “vicina di casa”, visto che ha esordito (nel 2001) con un album dedicato alla musica di Caetano “Para voce querido Cae”, visto che il suo ultimo cd Funambola è prodotto niente meno che da Arto Lindsay (che collaborò in passato con gli stessi Avion Travel) e che contribuisce al disco anche con un suo recente brano Personaggio (nella versione italiana).
Patrizia Laquidara – Personaggio
Arto Lindsay Personagem
Lindsay ha una “mano santa” dal momento che, come produttore, ha lavorato su alcuni dei dischi che ho amato ed amo di più di Caetano, Gal Costa, Vinicius Cantuária, Marisa Monte (che ha fatto cantare anche con David Byrne) ecc. ecc. caratterizzando in pratica i suoni della miglior musica brasiliana di metà e fine anni novanta.
Divagazione per divagazione Marisa e David si sono poi ritrovati nell’ulitmo disco di Marisa Universo Ao Meu Redor (2006) scrivendo e cantando insieme "Statue of Liberty", pezzetto (detto con affetto) da poco più di un minuto in perfetto stile samba tropical Byrne.
Marisa Monte e David Byrne - Águas de Março
Ma tornando a Patrizia Liquadara (qui in una intervista al TG2) leggo con interesse che la canzante “vicentina” ha aperto quest’estate i concerti del tour USA di CèU, certamente la cantante brasiliana più apprezzata in questo momento negli Stati Uniti (non a caso Ceu sarà sarà presente in un brano del prossimo album di Herbie Hancock). E aggiungo che se passate per Vicenza il 31 dicembre, potrete ascoltare Patrizia Laquidara in piazza dei Signori (insieme agli Hotelrif) intorno alle 22, per il solito concertone di fineanno...
Divagazione per divagazione chiudo ricordando che nel frattempo Gisele Bundchen è diventata mamma di un bel maschietto (“già stato definito come l’essere umano più bello del pianeta”)!
giovedì 17 dicembre 2009
venerdì 4 dicembre 2009
Giusy Ferreri e Marisa Monte (con cui condivido una certa passione x la lirica e segno zodiacale): sentiremo mai una canzone brasiliana ad X-Factor?
Mi ha piacevolmente sorpreso che Tiziano Ferro abbia fatto l’adattamento italiano di Vilarejo di Marisa Monte (da Infinito Particular del 2006) proponendo a Giusy Ferreri di inserirlo nel suo recente album di cover Fotografie. Il risultato dal titolo Piccolo Villaggio mi sembra buono ed oltretutto non è la prima canzone di Marisa Monte (in questo caso firmata dal quartetto Marisa Monte, Pedro Baby, Carlinhos Brown e Arnaldo Antunes) che finisce adottata da una cantante italiana. E pensare che una delle prime cose che avevo sentito di Marisa (quasi vent’anni fa!) era una cover brasiliana di E po' che fá di Pino Daniele, divenuta Bem que se quis. Se adesso il processo è all’incontrario (noi italiani che peschiamo dal repertorio di Marisa) è segno che la quarantunenne ragazza di Rio di strada ne ha fatta. Forse la possiamo mettere al top delle artiste brasiliane (considerando Gal e Maria Bethania fuori concorso?).
Marisa Monte e Giusy Ferreri, con tutte le differenze del caso, hanno un’altra cosa in comune :il fatto di essere diventate famose ancore prima di aver inciso un disco. La storia di Giusy la conoscete tutti. Marisa divenne popolare attraverso un programma televisivo diventato successivamente un disco: un’esordio, quindi, con un disco live, cosa davvero eccezionale nella carriera di un’artista. E proprio la canzone di Pino Daniele fu in quel primo disco il pezzo di maggior successo inserita nella colonna sonora della telenovela del momento. Per caso, tra le due ragazze, vedete anche una qualche somiglianza fisica?
Giusy Ferreri - Piccolo Villaggio
Marisa Monte - Vilarejo
Marisa Monte e Giusy Ferreri, con tutte le differenze del caso, hanno un’altra cosa in comune :il fatto di essere diventate famose ancore prima di aver inciso un disco. La storia di Giusy la conoscete tutti. Marisa divenne popolare attraverso un programma televisivo diventato successivamente un disco: un’esordio, quindi, con un disco live, cosa davvero eccezionale nella carriera di un’artista. E proprio la canzone di Pino Daniele fu in quel primo disco il pezzo di maggior successo inserita nella colonna sonora della telenovela del momento. Per caso, tra le due ragazze, vedete anche una qualche somiglianza fisica?
Giusy Ferreri - Piccolo Villaggio
Marisa Monte - Vilarejo
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mercoledì 2 dicembre 2009
Bevendo una tisana digestiva alle erbe proveniente da qualche coltivazione di Ossanha.

Giulia mi aggiorna sui propri acquisti musicali e “mi costringe” così a parlare di Canto de Ossanha (aggiungerò in futuro il testo tradotto).
Dico subito che la versione che preferisco è proprio quella originale dal disco Os afro-sambas (Baden Powell, Vinicius de Moraes, Quartetto em Cy): trovo perfetta la voce e l’interpretazione di Vinicius che qui offre davvero il massimo anche come interprete. L’intensità della versione di Elis Regina è come sempre straordinaria, ma continuo a preferire Vinicius. Di tutt’altro genere l’interpretazione che voglio proporvi (purtroppo non "incorporabile", quindi dovete linkare). Lei è Caterina Valente, di cui si parla troppo poco: nel video muove le mani come Mina, indossa uno scintillante vestito-pantalone in comune con il guardaroba di Dalidà, non sta ferma un attimo (giusto il contrario del video di Elis, solo sguardi, ferma davanti al microfono). L’effetto è un po’ colonna sonora di 007, però mi piace, perchè la signora ha un suo energico charme, canta in un portoghese credibile, ha uno scat invidiabile e domina il palcoscenico. Una versione da mega show, che non lascia indifferenti. A Caterina Valente (una biografia incredibile, una carriera pazzesca, basterebbe citare con chi ha cantato per definire la sua dimensione di star internazionale) va il merito di aver portato molta musica brasilana in giro per il mondo (a cominciare dalle musiche di Orfeu Negro) e l’invidiabile primato di aver inciso dischi, cantando in 12 diverse lingue.
Ma torniamo al brano, Canto de Ossanha, e al mondo che ispira l’intero album, Os afro-sambas. Africa e Brasile, quindi. Animismo che si intreccia con cattolicesimo e perfino con i culti orientali. Divinità di origine africana, gli orixas che, per essere accettate, assumono anche l’identità dei santi cattolici: così Xangô (citato da Vinicius nel testo della canzone) di professione fa anche San Gerolamo. Forze che attraversano ogni cosa. Un mondo divino altrettanto vero di quello reale, con cui non è poi così difficile mettersi in contatto. Una trama di divinità con molti aspetti comuni ai loro colleghi greci e romani. Divinità come spiriti mediatori, santi protettori: basta chiedere a una mae-do-santo di consultare le conchiglie per sapere qual’è la propria, a cui si devono, tra l’altro, alcuni aspetti del proprio carattere (un po’ come avviene con i segni zodiacali). Riti di purificazione e fenomeni di possessione, quando gli spiriti “cavalcano” il corpo degli iniziati, con immancabile sottofondo di tamburi. Tutto questo è il candomblè, spiritualità e folklore, a seconda dei punti di vista e dell’uso (anche turistico commerciale) che ne può essere fatto. Conoscendo già poco le “nostre” religioni non mi avventuro oltre, per non aggiungere stupidaggini o irritare la sensibilità di qualche divinità o praticante. Detto questo Ossanha e Xangô sono i due orixas citati nel testo della canzone, rispettivamente orixà del mondo vegetale il primo e del tuono il secondo. Quando nel testo si dice di un uomo caduto nella trappola di Ossanha si potrebbe pensare alla vittima di un filtro d’amore preparato con qualche erba (questo il legame con Ossanha?). Sempre nel testo di Vinicius, a Xangô, dio del tuono e della giustizia, è dato il compito di mettere in guardia dai pericoli del canto di Ossanha. Insomma tra le due divinità ci dev’essere della ruggine legata a qualche storia di donne, visto che queste divinità tengono pure moglie (tre nel caso di Xangô). Insomma un testo che intreccia spiritualità e quotidianità, innamoramenti e patimenti compresi, come nelle migliori mitologie.
Che si tratti di una delle canzoni importanti della MPB lo conferma una recente classifica (ottobre 2009) che Rolling Stone Brasil ha dedicato alle 100 canzoni che hanno cambiato il volto del Brasile, dove Canto de Ossanha occupa la posizione numero nove: come vedi Giulia il tuo intuito non sbagliava. Giusto per avere dei riferimenti il podio è così composto: 1) Construção di Chico Buarque 2) Águas de Março 3) Carinhoso di Pixinguinha, (straordinaria e sempre attualissima melodia del 1917, da tempo in lista per entrare in un post nella versione di Marisa Monte con Paulinho da Viola).
Qualche notizia in più su Canto de Ossanha la prendo proprio da Rolling Stone. Il disco Os Afro-Sambas fu registrato in soli 3 giorni, dal 3 al 6 gennaio del 1966 e lanciato in due versioni stereo e mono. Oltre che come pezzo d’apertura dell’album, la canzone uscì anche come singolo (sul lato b il brano "Tristeza e Solidão").
La fusione tra cultura e suoni d’Africa e Brasile che oggi consideriamo, per così dire “naturali”, all’epoca del disco non erano così scontate. Betty Faria è la voce femminile che accompagna quella di Vinicius. Un tocco di classicità è aggiunto dagli arrangiamenti di César Guerra-Peixe (importante ricordarlo). Una certa imperfezione nella registrazione del disco sembra sia dovuta ad un scelta stilistica di Guerra-Peixe che con una certa ruvidità voleva riproporre le atmosfere di uno spazio aperto come quello dei terreiros in cui si svolgono i riti del condomblè. Il coro affidato alle voci del Quarteto em Cy l’ho già ricordato. Ah, un paio di curiosità (come possono non esserci quando si parla di un disco fondamentale): sembra che Baden Powell dopo essersi convertitosi al rito evangelico non abbia più suonato brani del repertorio di Os Afro–Sambas (per alcuni temi demoniaci presenti nei testi). Betty Faria, che allora era solo all’inizio di una lunga carriera tra cinema e tv, vanta anche un piao di apparizioni sulle pagine di Playboy Brasil! Mi sembra di aver detto tutto. A questo punto non mi resta che congedarmi con un inevitabile, quanto mai necessario saravà!
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lunedì 30 novembre 2009
Stefano "sempre un po' brasileiro" Bollani, anche in versione ECM

Dopo un album come Carioca continua il rapporto di Stefano Bollani con la musica brasiliana: “Dom de iludir” di Caetano Veloso e “Brigas nunca mais” di Jobim sono i due brani brasiliani presenti nel suo ultimo e recentissimo album “Stone in the water” (ECM e si sente, lo dico in senso buono) registrato a New York in trio con il contrabbasso di Jesper Bodilsen e la batteria di Morten Lund due “tipici” carioca danesi. Dom de iludir, di suo già splendida, diventa un classico del jazz. Bellissimo.
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lunedì 23 novembre 2009
Se questo fosse il blog di Linus...

... ovvero un blog che racconta quello che faccio e quello che mi capita ogni giorno, dovrei raccontarvi questo sogno.
Mi trovo alla guida di un camion, non grandissimo ma abbastanza grande da darmi qualche timore nella manovra, fate conto un telonato, e mi trovo a far benzina in un piccolo distributore, di quelli che si vedono ancora in città, con una o due pompe.
Il succo del discorso è che in questa stazione di servizio (e in effetti nel sogno lo riconosco) lavora pure Piero Marazzo. Per un attimo penso di cogliere l’occasione per dargli una qualche forma di sostegno (non ricordo esattamente in che formula) ma poi lo vedo tutto sommato tranquillo e penso che ritornare sulla questione, anche per solidarizzare con lui, sarebbe fuori luogo. Fecendo retromarcia per avvicinarmi al distributore, tocco leggermente (ma senza conseguenze) la macchina che mi sta dietro e poi, con quegli stacchi che esitono anche nei sogni, mi trovo alla cassa a pagare il rifornimento ed un giornale, Il Corriere se non sbaglio. Pago il giornale con due euro, senza chiedere il resto, e poi pago la benzina usando però il bancomat: quasi me ne stavo dimenticando e lo faccio presente alla signora che sta alla cassa. Se questo fosse il blog di Linus e se io mi raccontassi tutti i giorni, potreste anche avere gli elementi per interpretare questo sogno e darmi magari qualche consiglio. La questione non è secondaria perchè riguarda il modo di considerare e concepire il proprio blog. Di certo se questa mattina non mi fossi affrettato a scrivere quello che vi ho appena raccontato, di sicuro a quest’ora della sera me lo sarei già dimenticato e vi starei probabilente scrivendo qualcosa di brasiliano (anzi sicuramente su “Canto de Ossanha” come avevo promesso a Giulia, promessa che manterrò...). Ciao!
venerdì 20 novembre 2009
In una settimana quanto Brasile

La missione di Confindustria in Brasile, Madonna che visita la favela e bacia la bandiera della scuola di samba Portela, Bobo Vieri che va in Brasile, Battisti che “viene” in Italia, e ieri la presentazione a Londra del calendario Pirelli 2010 fotografato da Terry Richardson sulle spiaggie di Trancoso a nord di Bahia.
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