mercoledì 12 dicembre 2012

Prima che me ne dimentichi



Gisella Pagano oggi regista e pittrice, in passato anche cantante e showgirl.
Direi che questa “Vai pro lado de la” si ricorda più per il balletto che per il brano in sé (ma qui c’è l’obbligo di segnalare ogni incrocio italia-brasile). Da memorizzare invece la seguente “Buongiorno giorno” che si candida ad essere un prossimo jinglee per nutella (ma anche un ottimo inno per una nuova formazione politica dal carattere ottimista). 
Da alternare all’inno d’Italia al momento dell’alzabandiera. 

domenica 9 dicembre 2012

Napolitano di' una cosa di sinistra.

"Domani vedremo i mercati"

Portuguese-Factor

Non saprei dire in quante lingue si sia cantato ad X-Factor. Lo spagnolo lo ricordo. Sul francese ho dei dubbi. Al tedesco ha pensato ICS, con una delle sue migliori performance. Al portoghese (che è la mission del blog ) non ci arrivo. Prendo spunto allora della scelte di Chiara che fin dai casting aveva proposto Teardrop.  (Parentesi Una furtiva lagrima avrebbe assicurato ad "Avetik, Avetik, Avetik" la qualificazione, chiusa parentesi). Perché non pensare allora ad un superclassico del fado come Lagrima canzone che sempre pro-muove (anche al pianto) e quindi sempre commuove. Sarà per il prossimo anno, forse.



(Parentesi. Della serie, frasi che valgono una canzone, "se morendo sapessi che piangeresti per me, per una lacrima tua, che gioia, mi lascerei ammazzare" vale anche tutto il disco. Misia, bellezza lusitana, su questo riesce anche a far sorridere i commensali. Con il groppo in gola, infatti, il bacalhau riesce difficile da deglutire. Doppia parentesi. Tra l'altro, in questo locale abbiamo anche cenato. Chiuse parentesi.))

sabato 8 dicembre 2012

Esercizio di democrazia

Alcuni modesti suggerimenti per migliorare il meccanismo di voto di X-Factor (altro che riforma elettorale!).

L'introduzione del codice 00 (per chi protesta contro la logica stessa di X-Factor, per chi protesta contro il potere delle major discografiche, per chi protesta contro l'eliminazione di Mahmoud, per chi sposa la teoria del complotto, per chi protesta sempre e comunque).

La votazione con il sistema delle lettere: ICS c'era già, bastava aggiungere Y per Davide e Z per la Galiazzo (con i numeri, tra l'altro, è più facile confondersi).

L'istituzione dell'Election Day: con l'accorpamento tra la serata finale di X-Factor e il voto delle politiche. Da valutare l'apertura notturna dei seggi (la notte bianca del voto, come ebbe a dire Cattelan, che per un ostinato "scheda bianca" come me rappresenta la possibilità di un perfetto abbinamento "total white").

Comunque, stavolta, ha vinto sul serio la migliore.

venerdì 7 dicembre 2012

V-Factor: sarà anche questo una conseguenza della crisi?


Eravamo povera gente (diceva Cesare Marchi da Villafranca, dove adesso si va a prendere gli aerei). Poi siamo diventati piccoli imprenditori. Adesso ci siamo scoperti anche cantanti al punto che Massimo Calone Ranieri invece di produrlo sotto il Vesuvio lo produciamo in casa sotto il Grappa (del resto tema di una nota canzone patriottica). Chiara and the Machine arriva da non lontano, da quella Saonara che, almeno per i fiori, è già una piccola Sanremo. Davide (che in effetti ha di fronte dei Golia) è il sogno/riscatto canoro del piccolo artigiano con p.iva e casetta a schiera, mentre Chiara già adocchiava alla finanza strozzina (non a caso gode del maggior credito) virando però da Morgan Stanley a Morgan e basta. Ad entrambi sembra riservata un’altra possibilità. In bocca (o attenti) al lupo (cioè ad Ics).

giovedì 6 dicembre 2012

Qui siamo al top

Al top della poesia con Vinicius, al top della musica con Tom ed al top dell'architettura con Oscar Niemeyer, morto questa notte a Rio de Janeiro.

«Non è l'angolo retto che mi attrae, né la linea diritta, dura, inflessibile, creata dall'uomo. Quello che mi affascina è la curva libera e sensuale: la curva che trovo sulle montagne del mio paese, nel corso sinuoso dei suoi fiumi, nelle onde dell'oceano, nelle nuvole del cielo e nel corpo della donna preferita». In questo molto vicino agli altri due giganti nella foto.

lunedì 10 settembre 2012

The mini-skirt rule



Quando ci si occupa, come capita a me, di scrittura professionale, succede di imbattersi in lunghi elenchi di suggerimenti su “come migliorare la propria scrittura” e cose simili. Americani ed inglesi sono maestri in questo campo, con la loro sintesi, le loro storie e metafore. Nell’elenco di 201 suggerimenti in cui mi sono imbattuto oggi (how to be a writer) c’è un po’ di tutto: cose ovvie, cose più o meno comprensibili, cose discutibili, cose decisamente contestabili. Ma c’è questo suggerimento davvero ben formulato –“la regola della minigonna”- che suggerisce di scrivere testi abbastanza lunghi da coprire tutto ma abbastanza corti da mantenere l’interesse. Come dissentire?

domenica 9 settembre 2012

Caspita la Carminho






Non ricordo se ho mai postato un fado precedentemente. Ho scoperto la voce e l’elegante bellezza di Carminho nell’ultima traccia di “Tempo de menino” album del 2011 del sempre bravo Pedro Luis. Avercene.


Dopo il duetto con PL (+ Antonio Saraiva) meritava un  ascolto tutto suo. Che fatica capire il portoghese dei portoghesi, ma questa Carminho si fa capire benissimo.


giovedì 6 settembre 2012

Sotto le lenzuola e il "cubo" della naja.

Paolo Rossi che in un coro degli alpini canta Prince. Una bella idea che aveva avuto anche Celentano quarantun anni fa (dal minuto 5' 35"). Comunque suggestiva e divertente. E Paolo Rossi credibile nella parte del vecio: il fatto che indossi il sacro cappello suggerisce che lo sia stato, alpino, per davvero. Ad una certa età non si sfoggia la stella di latta se non si è davvero il tutore della legge in città.

Anche per com'è costruito il testo, una perfetta canzone alpina. Ascoltare per credere.



giovedì 30 agosto 2012

venerdì 24 agosto 2012

Parole sante


Mastermind: un classico.


E' un gioco che conoscete tutti, immagino. Prima o poi finirà anche nella sezione "O que estou jogando agora".
Immagino esistano oggi versioni digitali, per iPhone e “quantaltro”. Resta, nella confezione originale, il fascino dei piolini da infilare, anche con una certa difficoltà, visto le piccole dimensioni
e ho sempre trovato straordinaria la foto sul fronte della scatola, che di per sé è tutto un racconto:
lei, orientale, lui nordico, elegantemente polsinato e con le mani inquietantemente giunte... il riflesso sul tavolo lucido... quasi una scena da cattivi di 007. Un gioco semplice quanto intelligente, che si può portare dappertutto come le carte da briscola.

giovedì 23 agosto 2012

Tutti, ma proprio tutti...


Fregole e pistcacchio

Il gelato sta diventando sempre più l'alimento di tendenza. A questo punto possedere una gelatiera (se non una gelateria) diventa indispensabile.

mercoledì 22 agosto 2012



Tutti quelli che si sentono in imbarazzo ad uscire dalla libreria con il bestseller dell’estate, facciano come Nicole, scegliendo la raffinata soluzione delle lettura in lingua originale, certamente di stimolo a migliorare il proprio inglese se non le proprie performance amatorie. A meno di non adottare la vecchia tattatica da edicola, con il pornazzo in mezzo ad altri dieci giornali. Starà bene Platone con E. L. James?

domenica 12 agosto 2012

Nessun particolare motivo, mi piace il pezzo, sopratutto quel "crack, crack, crack" che fa tanto paperella...

Lattepiù


Non entro nel merito della questione, su cui si continuerà a parlare molto, dal momento che quello che posso dire aggiunge davvero poco a quello che potete aver letto o pensato.
Aggiungo solo quello che sento io, ovvero un recupero di simpatia per Alex Schwazer verso cui provavo, finora, non dico un certo fastidio, ma certo una "non simpatia".

Avendole provate tutte o almeno una buona parte, non si sono fatto mancare nemmeno qualche passo di marcia che oltre ad essere davvero impegnativa, risulta imbarazzante per le movenze forzate e un po' ridicole (almeno che, marciando, tu non dia la polvere a chi sta correndo sul suo percorso). Tutto sommato divertente, fatto per mezz’ora, fatto per una vita sinceramente non saprei.
Comunque di tante vicende ital-olimpiche che si dimenticheranno in fretta questa, piaccia o meno, resterà. Al di là dei nobili o meno ideali e valori olimpici, su cui Grillo non ci ha risparmiato la sua. 
Ed è decisamente un fantastico plot, quello in cui il cattivo della vicenda sia il bravo kinder che fa ancora merendina con Pinguì (i cui effetti erano già noti)

venerdì 3 agosto 2012

Non sono di quelli che ricercano le spiaggie in inverno e la neve d’estate, però qui si parla di neve e sci di fondo.




Devo dire che, lo scorso anno, senza andar tanto lontano ho rischiato veramente di metter gli sci ad Agosto. 6/7 gradi la mattina e il riscaldamento accesso in albergo facevano quanto meno autunno (mettendo in borsa le cose per andare a correre non avrei mai pensato di dover metter la calzamaglia. Lo farò quest’anno, se non altro per scaramanzia). Posto al riguardo un’immagine invernale, un po’ con l’intento di rinfrescare l’atmosfera, un po’ per effettiva astinenza da neve, lo scorso inverno davvero scarsa dalle nostre parti, al punto da aver rinunciato al battesimo dei nuovi sci. Questa “Snow Farm” si trova in Nuova Zelanda ed è stata scelta come meta per l’allenamento estivo da Justyna Kowalczyk,  plurimedagliata campionessa di mondiali ed olimpiadi. Bello il posto, bello il nome, bello il marchietto.
A fine 2010 pensavo di inaugurare un nuovo blog (quest’è matto!) dedicato “alla mia prima Marcialonga” che avrei corso a distanza di qualche mese, parlando degli allenamenti e della marcia di avvicinamento a questo fondamentale appuntamento nella “carriera” di un fondista. Il blog non l’ho fatto, la gara invece sì, portata a termine quanto meno con dignità. Poi le cose sono andate come sono andate, la crisi dei blog, altre cose a cui pensare, già è difficile aggiornare coscienzasporca ecc. ecc. Non è detto allora che dà qui in avanti non ci sia qualche altra incursione nel mondo degli sci stretti. Sì perché potrei raccontare “la mia seconda Marcialonga” visto che, con largo quanto necessario anticipo, nel mese di aprile avevo già inviato all’organizzazione la mia quota di iscrizione.


mercoledì 1 agosto 2012

Homepage sweet homepage



Questa l’homepage del sito di Federica Pellegrini. Che appaia in un elegante vestito invece che in agonistico costume vorrà dire forse qualche cosa… Cerco l’official website di Allison Schmitt, vincitrice dei 200 SL, ma nemmeno lo trovo. Provo allora con Camille Muffat oro nei 400, argento nei 200 sempre SL e accanto all’immagine delle fresche medaglie mi consolo vedendo che le sue iniziali son già diventate un marchio. Almeno qui sul fondo della homepage son rimasti i riflessi dell’acqua.


"Ora un altro figlio"... e prossimamente i nuovi spot



Capisco che la vita di uno sportivo, specie quando si tratta di una donna, deve seguire una certa programmazione, non solo per quanto riguarda gli allenamenti o la dieta o il sonno, ma anche la gestione della vita famigliare. Ma davvero ci interessa che la Vezzali programmi per questo dopo olimpiadi un altro figlio? Davvero necessario dichiararlo, non basterebbe farlo? Almeno che non serva a rassicurare gli sponsor sulla possibilità di aggionrare i soggetti dei prossimi spot...

giovedì 26 luglio 2012

Barbara Casini e Monica Demuru in un omaggio a Chico Buarque





Davvero brave Barbara Casini e Monica Demuru che ho ascoltato mardedì sera nel cortile di Palazzo Festati a Valdagno. Monica mi ha davvero sorpreso, Barbara di cui ho anche qualche CD, la ascoltavo in questa occasione per la terza volta, sempre confermando la sua qualità.
Emozionante sentire le parole di Chico recitate per una volta in italiano e poi di nuovo ritrovate e rigustate in portoghese nell’intreccio con le note. Spogliate della musica, quelle stesse parole colpiscono in altro modo e capisci quanto la musica, mediando con la sua dolcezza e leggerezza, riesca a renderle accettabili nella loro frequente crudezza, forza, violenza.
Qui l’articolo di Silvia Ferrari. (da cui deriva anche la foto).
Dopo una lettura del brano “Uma palavra”, l’omaggio a Chico delle due splendide interpreti si è aperto con questo “Bom Conselho” (1972) dove “il bersaglio di Buarque sono i modi di dire che postulano consenso passivo. I proverbi, come Dormire non fa passare il dolore o Prendersela comoda non porta lontano sono inviti all’inerzia e al conformismo... ricette pacificanti e tranquilizzanti, considerazioni standardizzate che nascondono un interesse nel mantenimento dello status quo" (Menezes).


Bom conselho (Chico Buarque)

Ouça um bom conselho
Ascolta un buon consiglio
Que eu lhe dou de graça
Che ti dò gratis
Inútil dormir que a dor não passa
Dormire non fa passare il dolore
Espere sentado
Attendi seduto
Ou você se cansa
Altrimenti ti stanchi
Está provado, quem espera nunca alcança
È certo, chi aspetta non ottiene nulla

Venha, meu amigo
Vieni, amico mio
Deixe esse regaço
Abbandona le sottane materne
Brinque com meu fogo
Gioca col mio fuoco
Venha se queimar
Vieni a bruciarti
Faça como eu digo
Fa come dico
Faça como eu faço
Fa come faccio
Aja duas vezes antes de pensar
Agisci due volte prima di pensare

Corro atrás do tempo
Corro dietro il tempo
Vim de não sei onde
Vengo da dove non so
Devagar é que não se vai longe
Prendersela comoda non porta lontano
Eu semeio o vento
Semino vento
Na minha cidade
Nella mia città
Vou pra rua e bebo a tempestade
Vado per la strada e bevo la tempesta


traduzione da mappesonore.altervista.org/


mercoledì 25 luglio 2012

Luglio col bene che ti voglio

Bello questo Luglio, peccato che stia già per finire. Se avessi tempo o forse soltanto voglia di andare a correre metterei questo "Luglio" nelle cuffiette.

Che avanti che siamo noi del Subbuteo




Fifa e PES mica ce l'hanno il Balotelli a torso nudo.



martedì 24 luglio 2012

I 10 dollari meglio spesi della vostra vita


Prezzo modico per il classico oggetto “mai più senza”.
Gadget indispensabile, indicato per le vacanze ormai prossime, molto apprezzato dal target femminile.
Mi domando come questo video di culto, possa aver avuto finora meno di 100 visualizzazioni. Certamente coscienza sporca contribuirà a questa campagna a favore dell’igiene personale, ovunque e comunque. Sto già pensando ad un co-marketing con la Perrier.

lunedì 23 luglio 2012

"Le mille voci della ragazza di Ipanema"

Con questa compilation anche LaRepubblica.it ricorda la ragazza di Ipanema.

sabato 21 luglio 2012

Vai per Maria e scopri Mattia


“Ma sei andato a vedere Maria Gadù?”
Ti pare potessi perdermi colei che, la scorsa estate,  ha portato al blog più di mille contatti al giorno e a una vertiginosa scalata alla classifica dei blog musicali più visti? Sarei stato quanto meno ingrato e irriconoscente.

Che dire allora del suo nuovo tour “Mais uma Pagina” e della tappa al Teatro romano di Verona? Intanto le  apparenze: Maria mi è apparsa più alta e muscolare di quanto mi aspettassi. Vista dalle gradinate bollenti, forse anche per il desiderio di un tuffo in acqua, mi è appara come una sorta di Pellegrini con chitarra. Per quanto riguarda la parte musicale, molti pezzi li ascoltavo per la prima volta, anche perché il disco, alla data del concerto (30 giugno), in Italia non era ancora ufficialmente uscito. Detto questo mi è piaciuta “più dal vivo che dall’album”, convincente anche nella riproposta dei recenti successi, mai dati per scontati. Legato alle cose del passato ho molto apprezzato che nella setlist -come nell’album- fosse presente Amor de Indio di Beto Guedes e Marcio Borges, che a distanza di 34 anni rimane davvero un grande pezzo (nel prossimo post la traduzione). Di poche parole, anche se l’italiano lo pratica non male, è sembrata un po’ intimidita da un contesto tanto suggestivo.
(foto da www.daringtodo.com)


Chi invece non si è risparmiato nemmeno a parole, risultando assolutamente padrone della situazione, è stato quel Mattia Cigalini a cui spettava il compito di aprire le serata (tutti gli appuntamenti in programma prevedevano una doppia presenza)
accompagnando il caldo tramonto veronese in attesa dalla star della serata.
Un’apertura jazz, con rilettura di successi pop, decisamente lontana dal mondo di Maria Gadù  con il solo denominatore comune della giovane età dei due interpreti
oltre al fatto che anche i brani proposti da Mattia appartengono ad un album progetto
non ancora pubblicato. Talmente giovani che, anche sommado i loro anni, non riescono a raggiungere la mia età.
Sax, chitarra, basso e batteria che suonano il waka waka e Lady Gaga. Forse per l’atmosfera, al calar della sera, ho trovato questa Firework  particolarmente intrigante... e poi il brano di Katy Perry mi è sempre piaciuto.
L’audio qui è quello che è (poca cosa) assicuro che dal vivo l’impatto è stato davvero notevole.

venerdì 13 luglio 2012

Chissà perché l'11 luglio?



11 luglio 1982, trent’anni dal mondiale di Paolo Rossi (e di tutti gli altri ovviamente),
il mondiale delle partite video registrate e riviste fino alla noia/nausea, felici possessori della tecnologia della moviola fino ad allora esclusivo appannaggio del mitico Carlo Sassi. La ricorrenza mi sarebbe invero sfuggita se non fossi incappato nel ricordo del solito Linus (dico solito per la mia frequentazione radiofonica e in perenne ricordo del tratto corso insieme lungo la ciclabile Riccione Cattolica...) che nella stessa puntata celebra anche i 50 anni della canzone brasiliana più popolare al mondo, sembra in assoluto seconda solo a Yesterday come numero di cover, quella Garota de Ipanema esportata anche nella versione inglese di The Girl from Ipanema.
Ora l’anno è certamente quello e se avessi ascoltato tutta la puntata vi saprei dire anche il perché di questa data, 11 luglio appunto, che potrebbe corrispondere alla prima esecuzione o registrazione o uscita del disco o registrazione alle Siae brasiliana ce ne fosse una. Tant’è. Prendo per buone le parole di Linus e aggiungo due considerazioni personali. Da Garota di Ipanema al mondiale di Spagna passano 20 anni. Da quel “Campioni, Campioni, Campioni” ad oggi passano 30 anni, 10 di più. I calendari non mentono. Eppure già al tempo di Pablito&Co, la canzone di deMoraes/Jobim mi sembrava un classico lontanissimo nel tempo, mentre oggi sento il 3° mondiale italiano come parte di un passato, certo non prossimo, ma non ancora remoto. Sarà perchè l’intensità della prima parte delle nostre vite sembrano dilatare il tempo, mentre la fretta degli anni centrali lo sembrano abbreviare. Insomma una spiegazione ci sarà di certo.
Detto questo, se qualcuno avesse una sua versione preferita di Garota de Ipanema la riporti nei commenti. Linus per l’occassione ha scelto la versione di Lou Rawls ma le alternative non mancano di certo, comprese quelle degli italiani, da Bruno Martino a Piero Pelù.

(grazie per la foto a gianzinho-culturabrasil.blogspot.com)

venerdì 11 maggio 2012

Bonfà sua.



Spot per la gamma Lancia Ecochic, detto più prosaicamente il GPL di Lancia. Se i credits sono corretti, il pezzo dovrebbe chiamarsi Mona Lisa, realizzato da Will.I.AM dei Black Eyed Peas: uno che, tramite Sergio Mendes, ha bazzicato un bel po' di musica brasiliana.
Detto questo e quindi non a caso, il pezzo campionato dal 15" dello spot (regia di Gabriele Muccino) è la stessa Manha de Carnaval che citavo nel post precedente. Direi che Bonfà... fà tendenza.

venerdì 4 maggio 2012

Com’è nata la tua canzone più famosa? Mi piaceva un pezzo di chitarra del brasiliano Luiz Bonfá...


Cari ragazzi, mentre il blog langue come una balena arenata nella sabbia e son lontani i tempi delle 1000 visite al giorno (avrei dovuto bissare il successo con la traduzione di Ai se eu te pego, che vi ho risparmiato) un altro tormentone ci riporta alla nostra amata musica brasiliana. Eh sì care garotinhas e cari rapazes, dietro l’acchiappante giro di chitarra che apre Somebody that I used to know c’è il languido baffetto del nostro Luis Bonfà di cui penso conosciate tutti almeno questo pezzo. 
Adesso per forza di cose vi tocca di conoscere pure questa apprezzabile Seville che, se non altro, ha reso un bel servizio al riconoscente Sig. Gotye. Ciao, ciao.

PS: visto che la balena muove ancora la coda? 
PPS: non male poi il pezzo di Gotye in questa cover....


domenica 15 aprile 2012

A Distância: da Ney a Rita.



Visto che non scrivo quasi più, seguo la tendenza a limitare le parole ed abbondare in immagini, postando un video ad integrazione di un vecchio post. Ecco quindi la versione perfetta di Ney Matogrosso, sempre al top nella mia personale classifica di interpreti maschili.
Sommando i due post potete confrontare l'autore Roberto Carlos, la nostra Iva Zanicchi, Ney per l'appunto.
Per completezza e per pareggiare il conto interpreti italiani e brasiliani, voci maschili e voci femminili, mettiamoci una Rita Pavone. In spagnolo però. O in francese. Decidete voi.

sabato 10 marzo 2012

Ehi, lettori, com'è che vi va?

C'è anche questa Com'è che ti va? (Onde anda voce) con le firme di Sergio Bardotti e Vinicius de Moraes nell'ultimo album di Sergio Cammariere, in uscita lunedì. Un'altra conferma, ce ne fosse mai bisogno, di uno stretto e duraturo legame tra le "nostre" musiche.




E qui l'originale Vinicius che apre il cuore come sempre.

giovedì 1 marzo 2012

Lucio dove vai


L’anno è il 1967, dopo Sanremo, come adesso. Bisogna saper perdere uno dei primi 45 giri, forse il primissimo che ho comprato. Lucio dove vai, il lato B. 


Dovessi scegliere ora una canzone, a parte le citate, metterei sul piatto la sigla del programma Gli eroi di cartoni. Ma c’è anche un Chico che canta Lucio e, visto il tema del blog, la scelta è inevitabile.

domenica 19 febbraio 2012

Cose rimaste indietro: ecco Ambra di Patty Pravo

Un commento a un vecchio post (agosto 2010) mi ha riportato alla memoria  la versione italiana di Ambar di Maria Bethania nella interpretazione di Patty Pravo.
Allora non si trovava, oggi finalmente eccola su YouTube.
Il disco è Radio Station, anno 2002, traccia nove, e c’è il nome di Max De Tomassi per la versione italiana accanto a quello di Adriana Calcanhotto che ne è l’autrice. 
Ma nello stesso album c’è un altro pezzo brasiliano, questa volta di Carlinhos Brown, Lagoinha, che nella versione italiana, sempre di Max De Tomassi, diventa Noi di là.

Patty Pravo – Ambra



Citando ora Carlinhos Brown mi sorge il dubbio di non aver mai detto una parola sull’album Argilla (1997, quanto tempo!) di Ornella Vanoni, all’interno del quale ci sono ben 6 brani d’origine brasiliana di cui due del nostro Carlinhos. 

Ornella Vanoni – Viaggerai

Insomma un’altro tributo alla musica brasiliana, dopo La voglia, la pazzia, l'incoscienza, l'allegria (1976) che Rolling Stone mette al 76° posto tra i 100 migliori dischi della musica italiana (al 5° in quella personale di Jovanotti) anche se l’unica canzone totalmente italiana (per così dire) che contiene è Anema e core.


Una curiosità che forse vi sembrerà una bizzarria (e chi non ne ha?): è un disco che non possiedo, che non ho mai acquistato, per una sorta di rispetto sacrale. Non ho il vinile, né il cd e, credo, nemmeno più la cassatta fatta in casa, non originale quindi, che faceva avanti e indietro nel walkman di tanto tempo fa. Però qui, sul blog, un pezzettino, appena un minuto e mezzo, ci sta. E ricorda “lascia la porta socchiusa...”.

Ornella Vanoni - Accendi una luna nel cielo

Acende uma lua no céu - [ Toquinho / Vinícius ]

lunedì 2 gennaio 2012

Fate finta che sia ancora il 31 dicembre


Un cronico ritardo mi ha impedito di farlo prima, ma spero di essere ancora in tempo per le prossime festine.
Ancora non conoscete passi e mossette dell’ultimo successo planetario "produzido no Brasil"?
La storia è nota. La canzone aveva tutti gli ingredienti per diventare un tormentone.
Un biondo cantante occhioazzurro dotato.
Un genere musicale –la musica sertaneja-  al top del successo in brasile e che attendeva una hit da esportazione.
Un acceleratore di notorietà innestato da youtube con la coreografica interpretazione del fenomeno calcistico del momento, il mohicanuto Neymar, a cui si sono aggiunti poi ballerini, non certo di seconda fila, come Cristiano Ronaldo e Pato.

Lo stesso Michel Telò l’aveva pensata bene fin dal video, credo autoprodotto, riempendo il teatrino di fanciulle in ottima salute, ancora indecise tra la via del perdizione o quella della redenzione.

Detto di Neymar&Co, sceglietevi l’insegnante di danza che preferite. Le alternative non mancano. Come antidoto al gonfiore post natalizio, in abbinamento al bifidus, la lezione casalinga della Marcuzzi.

Il tutorial italiano mette in tacchi, scalzando i boots-sordina della Marcuzzi, e adottando una mimica ancor più esplicita.

Non manca una versione grafica, per gli amanti delle schematizzazioni. E se proprio non vuoi perderti testo e traduzione, clicca qui.

Da qui alla prossima estate non mancheranno le occasioni in cui esibirsi.
Intanto buon inizio a tutti.