venerdì 25 dicembre 2009

Presente de Natal (con i miei migliori auguri).


oggi si mangia a casa mia, quindi, tra la tavola da preparare e i vari cotechini in corso di cottura, riesco a postare un pensierino di Natale con l'augurio che Papai Noel abbia soddisfatto i vostri desideri. Um Feliz Natal, Muito Amor e Paz pra Você!

Presente de Natal - joao gilberto ASCOLTA

martedì 22 dicembre 2009

Vorrei nevicasse amore.


Non ho ben capito chi abbia scritto la canzone che contiene questo verso (eletta a frase del giorno) ma sembra l’abbia cantata anche Raffaella Carrà. In tema di cose molto romantiche poche parole e tre selezioni dal nostro jukebox. L’ispirazione viene dal disco (anno 2007) di Andrea Dutra e Marcus Nabucco “O Amor de Uns Tempos Pra Cà” ovvero voce e chitarra in un repertorio di “canzoni d’amore” come si suol dire. Proprio da quel disco il primo ascolto: “A linha e o linho” di Gilberto Gil. Presenti nel disco anche gli altri due brani proposti qui nella versione dei loro autori: “Não deveria ser chamado amor” di Paulinho Moska e “Um dia, um adeus” di Guilherme Arantes (cantata anche da Vanessa da Mata). Sento già nevicare amore, metto il berretto e prendo la slitta! (grazie a Mauro Montalbani, Musibrasil)

A linha e o linho (Gilberto Gil) - andrea dutra & marcus nabuco ASCOLTA

Não deveria se chamar amor - paulinho moska ASCOLTA

Um dia, Um Adeus - guilherme arantes ASCOLTA

domenica 20 dicembre 2009

Avion Travel, Patrizia Laquidara, Arto Lindsay, Piazza dei Signori (Vicenza) ed infine la nascita dell’essere umano più bello del pianeta.

Altro post che parte (ma poi divaga) da una canzone brasiliana incisa da musicisti italiani, dopo il paesello della Giusy “X Factor” Ferreri.
Nel nuovo disco degli Avion Travel “Nino Rota - L’Amico Magico” troviamo la versione italiana del brano Giulietta Masina di Caetano Veloso, noto ammiratore del cinema di Fellini e quindi, si immagina, della musica di Rota. Nella versione di Peppe Servillo la Giulietta di Caetano diventa Pelle Bianca: purtroppo, al momento, non trovo modo di farvela ascoltare, ma rimedierò: non è la prima incursione nel repertorio brasiliano da parte degli Avion Travel visto che avevano già inciso “Che senso ha” versione italiana di How Insensitive o per meglio dire di Insensatez (brano a cui ho già dedicato quest’anno 1 e 2 post).

Restando dalle parti del cinema, ma tornando indietro di qualche anno, molto ispirata anche Patrizia Laquidara nel pezzo Noite e Luar presente nella colonna sonora di Manuale d’amore.

Patrizia Laquidara - Noite e Luar


Sinceramente di questa ragazza, nata a Catania ma che vive a Vicenza, ho sentito giusto questo pezzo ed è una lacuna visto che è una mia “vicina di casa”, visto che ha esordito (nel 2001) con un album dedicato alla musica di Caetano “Para voce querido Cae”, visto che il suo ultimo cd Funambola è prodotto niente meno che da Arto Lindsay (che collaborò in passato con gli stessi Avion Travel) e che contribuisce al disco anche con un suo recente brano Personaggio (nella versione italiana).

Patrizia Laquidara – Personaggio


Arto Lindsay Personagem


Lindsay ha una “mano santa” dal momento che, come produttore, ha lavorato su alcuni dei dischi che ho amato ed amo di più di Caetano, Gal Costa, Vinicius Cantuária, Marisa Monte (che ha fatto cantare anche con David Byrne) ecc. ecc. caratterizzando in pratica i suoni della miglior musica brasiliana di metà e fine anni novanta.
Divagazione per divagazione Marisa e David si sono poi ritrovati nell’ulitmo disco di Marisa Universo Ao Meu Redor (2006) scrivendo e cantando insieme "Statue of Liberty", pezzetto (detto con affetto) da poco più di un minuto in perfetto stile samba tropical Byrne.

Marisa Monte e David Byrne - Águas de Março


Ma tornando a Patrizia Liquadara (qui in una intervista al TG2) leggo con interesse che la canzante “vicentina” ha aperto quest’estate i concerti del tour USA di CèU, certamente la cantante brasiliana più apprezzata in questo momento negli Stati Uniti (non a caso Ceu sarà sarà presente in un brano del prossimo album di Herbie Hancock). E aggiungo che se passate per Vicenza il 31 dicembre, potrete ascoltare Patrizia Laquidara in piazza dei Signori (insieme agli Hotelrif) intorno alle 22, per il solito concertone di fineanno...
Divagazione per divagazione chiudo ricordando che nel frattempo Gisele Bundchen è diventata mamma di un bel maschietto (“già stato definito come l’essere umano più bello del pianeta”)!

venerdì 4 dicembre 2009

Giusy Ferreri e Marisa Monte (con cui condivido una certa passione x la lirica e segno zodiacale): sentiremo mai una canzone brasiliana ad X-Factor?

Mi ha piacevolmente sorpreso che Tiziano Ferro abbia fatto l’adattamento italiano di Vilarejo di Marisa Monte (da Infinito Particular del 2006) proponendo a Giusy Ferreri di inserirlo nel suo recente album di cover Fotografie. Il risultato dal titolo Piccolo Villaggio mi sembra buono ed oltretutto non è la prima canzone di Marisa Monte (in questo caso firmata dal quartetto Marisa Monte, Pedro Baby, Carlinhos Brown e Arnaldo Antunes) che finisce adottata da una cantante italiana. E pensare che una delle prime cose che avevo sentito di Marisa (quasi vent’anni fa!) era una cover brasiliana di E po' che fá di Pino Daniele, divenuta Bem que se quis. Se adesso il processo è all’incontrario (noi italiani che peschiamo dal repertorio di Marisa) è segno che la quarantunenne ragazza di Rio di strada ne ha fatta. Forse la possiamo mettere al top delle artiste brasiliane (considerando Gal e Maria Bethania fuori concorso?).

Marisa Monte e Giusy Ferreri, con tutte le differenze del caso, hanno un’altra cosa in comune :il fatto di essere diventate famose ancore prima di aver inciso un disco. La storia di Giusy la conoscete tutti. Marisa divenne popolare attraverso un programma televisivo diventato successivamente un disco: un’esordio, quindi, con un disco live, cosa davvero eccezionale nella carriera di un’artista. E proprio la canzone di Pino Daniele fu in quel primo disco il pezzo di maggior successo inserita nella colonna sonora della telenovela del momento. Per caso, tra le due ragazze, vedete anche una qualche somiglianza fisica?

Giusy Ferreri - Piccolo Villaggio


Marisa Monte - Vilarejo

mercoledì 2 dicembre 2009

Bevendo una tisana digestiva alle erbe proveniente da qualche coltivazione di Ossanha.


Giulia mi aggiorna sui propri acquisti musicali e “mi costringe” così a parlare di Canto de Ossanha (aggiungerò in futuro il testo tradotto).
Dico subito che la versione che preferisco è proprio quella originale dal disco Os afro-sambas (Baden Powell, Vinicius de Moraes, Quartetto em Cy): trovo perfetta la voce e l’interpretazione di Vinicius che qui offre davvero il massimo anche come interprete. L’intensità della versione di Elis Regina è come sempre straordinaria, ma continuo a preferire Vinicius. Di tutt’altro genere l’interpretazione che voglio proporvi (purtroppo non "incorporabile", quindi dovete linkare). Lei è Caterina Valente, di cui si parla troppo poco: nel video muove le mani come Mina, indossa uno scintillante vestito-pantalone in comune con il guardaroba di Dalidà, non sta ferma un attimo (giusto il contrario del video di Elis, solo sguardi, ferma davanti al microfono). L’effetto è un po’ colonna sonora di 007, però mi piace, perchè la signora ha un suo energico charme, canta in un portoghese credibile, ha uno scat invidiabile e domina il palcoscenico. Una versione da mega show, che non lascia indifferenti. A Caterina Valente (una biografia incredibile, una carriera pazzesca, basterebbe citare con chi ha cantato per definire la sua dimensione di star internazionale) va il merito di aver portato molta musica brasilana in giro per il mondo (a cominciare dalle musiche di Orfeu Negro) e l’invidiabile primato di aver inciso dischi, cantando in 12 diverse lingue.

Ma torniamo al brano, Canto de Ossanha, e al mondo che ispira l’intero album, Os afro-sambas. Africa e Brasile, quindi. Animismo che si intreccia con cattolicesimo e perfino con i culti orientali. Divinità di origine africana, gli orixas che, per essere accettate, assumono anche l’identità dei santi cattolici: così Xangô (citato da Vinicius nel testo della canzone) di professione fa anche San Gerolamo. Forze che attraversano ogni cosa. Un mondo divino altrettanto vero di quello reale, con cui non è poi così difficile mettersi in contatto. Una trama di divinità con molti aspetti comuni ai loro colleghi greci e romani. Divinità come spiriti mediatori, santi protettori: basta chiedere a una mae-do-santo di consultare le conchiglie per sapere qual’è la propria, a cui si devono, tra l’altro, alcuni aspetti del proprio carattere (un po’ come avviene con i segni zodiacali). Riti di purificazione e fenomeni di possessione, quando gli spiriti “cavalcano” il corpo degli iniziati, con immancabile sottofondo di tamburi. Tutto questo è il candomblè, spiritualità e folklore, a seconda dei punti di vista e dell’uso (anche turistico commerciale) che ne può essere fatto. Conoscendo già poco le “nostre” religioni non mi avventuro oltre, per non aggiungere stupidaggini o irritare la sensibilità di qualche divinità o praticante. Detto questo Ossanha e Xangô sono i due orixas citati nel testo della canzone, rispettivamente orixà del mondo vegetale il primo e del tuono il secondo. Quando nel testo si dice di un uomo caduto nella trappola di Ossanha si potrebbe pensare alla vittima di un filtro d’amore preparato con qualche erba (questo il legame con Ossanha?). Sempre nel testo di Vinicius, a Xangô, dio del tuono e della giustizia, è dato il compito di mettere in guardia dai pericoli del canto di Ossanha. Insomma tra le due divinità ci dev’essere della ruggine legata a qualche storia di donne, visto che queste divinità tengono pure moglie (tre nel caso di Xangô). Insomma un testo che intreccia spiritualità e quotidianità, innamoramenti e patimenti compresi, come nelle migliori mitologie.

Che si tratti di una delle canzoni importanti della MPB lo conferma una recente classifica (ottobre 2009) che Rolling Stone Brasil ha dedicato alle 100 canzoni che hanno cambiato il volto del Brasile, dove Canto de Ossanha occupa la posizione numero nove: come vedi Giulia il tuo intuito non sbagliava. Giusto per avere dei riferimenti il podio è così composto: 1) Construção di Chico Buarque 2) Águas de Março 3) Carinhoso di Pixinguinha, (straordinaria e sempre attualissima melodia del 1917, da tempo in lista per entrare in un post nella versione di Marisa Monte con Paulinho da Viola).

Qualche notizia in più su Canto de Ossanha la prendo proprio da Rolling Stone. Il disco Os Afro-Sambas fu registrato in soli 3 giorni, dal 3 al 6 gennaio del 1966 e lanciato in due versioni stereo e mono. Oltre che come pezzo d’apertura dell’album, la canzone uscì anche come singolo (sul lato b il brano "Tristeza e Solidão").
La fusione tra cultura e suoni d’Africa e Brasile che oggi consideriamo, per così dire “naturali”, all’epoca del disco non erano così scontate. Betty Faria è la voce femminile che accompagna quella di Vinicius. Un tocco di classicità è aggiunto dagli arrangiamenti di César Guerra-Peixe (importante ricordarlo). Una certa imperfezione nella registrazione del disco sembra sia dovuta ad un scelta stilistica di Guerra-Peixe che con una certa ruvidità voleva riproporre le atmosfere di uno spazio aperto come quello dei terreiros in cui si svolgono i riti del condomblè. Il coro affidato alle voci del Quarteto em Cy l’ho già ricordato. Ah, un paio di curiosità (come possono non esserci quando si parla di un disco fondamentale): sembra che Baden Powell dopo essersi convertitosi al rito evangelico non abbia più suonato brani del repertorio di Os Afro–Sambas (per alcuni temi demoniaci presenti nei testi). Betty Faria, che allora era solo all’inizio di una lunga carriera tra cinema e tv, vanta anche un piao di apparizioni sulle pagine di Playboy Brasil! Mi sembra di aver detto tutto. A questo punto non mi resta che congedarmi con un inevitabile, quanto mai necessario saravà!

lunedì 30 novembre 2009

Stefano "sempre un po' brasileiro" Bollani, anche in versione ECM


Dopo un album come Carioca continua il rapporto di Stefano Bollani con la musica brasiliana: “Dom de iludir” di Caetano Veloso e “Brigas nunca mais” di Jobim sono i due brani brasiliani presenti nel suo ultimo e recentissimo album “Stone in the water” (ECM e si sente, lo dico in senso buono) registrato a New York in trio con il contrabbasso di Jesper Bodilsen e la batteria di Morten Lund due “tipici” carioca danesi. Dom de iludir, di suo già splendida, diventa un classico del jazz. Bellissimo.

lunedì 23 novembre 2009

Se questo fosse il blog di Linus...


... ovvero un blog che racconta quello che faccio e quello che mi capita ogni giorno, dovrei raccontarvi questo sogno.
Mi trovo alla guida di un camion, non grandissimo ma abbastanza grande da darmi qualche timore nella manovra, fate conto un telonato, e mi trovo a far benzina in un piccolo distributore, di quelli che si vedono ancora in città, con una o due pompe.
Il succo del discorso è che in questa stazione di servizio (e in effetti nel sogno lo riconosco) lavora pure Piero Marazzo. Per un attimo penso di cogliere l’occasione per dargli una qualche forma di sostegno (non ricordo esattamente in che formula) ma poi lo vedo tutto sommato tranquillo e penso che ritornare sulla questione, anche per solidarizzare con lui, sarebbe fuori luogo. Fecendo retromarcia per avvicinarmi al distributore, tocco leggermente (ma senza conseguenze) la macchina che mi sta dietro e poi, con quegli stacchi che esitono anche nei sogni, mi trovo alla cassa a pagare il rifornimento ed un giornale, Il Corriere se non sbaglio. Pago il giornale con due euro, senza chiedere il resto, e poi pago la benzina usando però il bancomat: quasi me ne stavo dimenticando e lo faccio presente alla signora che sta alla cassa. Se questo fosse il blog di Linus e se io mi raccontassi tutti i giorni, potreste anche avere gli elementi per interpretare questo sogno e darmi magari qualche consiglio. La questione non è secondaria perchè riguarda il modo di considerare e concepire il proprio blog. Di certo se questa mattina non mi fossi affrettato a scrivere quello che vi ho appena raccontato, di sicuro a quest’ora della sera me lo sarei già dimenticato e vi starei probabilente scrivendo qualcosa di brasiliano (anzi sicuramente su “Canto de Ossanha” come avevo promesso a Giulia, promessa che manterrò...). Ciao!

Canto de Ossanha - elis regina ASCOLTA

venerdì 20 novembre 2009

In una settimana quanto Brasile


La missione di Confindustria in Brasile, Madonna che visita la favela e bacia la bandiera della scuola di samba Portela, Bobo Vieri che va in Brasile, Battisti che “viene” in Italia, e ieri la presentazione a Londra del calendario Pirelli 2010 fotografato da Terry Richardson sulle spiaggie di Trancoso a nord di Bahia.

giovedì 19 novembre 2009

Angeli e demoni


Le fiction RAI: da Don Matteo a Don Milani e Don Bosco, da Padre Pio ai vari Papi (Lucani, Montini, Wojtyla) , da Salvo D’Acquisto ai vari medici in famiglia. Le fiction Sky, la banda della Magliana, Nel nome del Male, il mostro di Firenze, Moana Pozzi … Vorra dire qualche cosa?

mercoledì 18 novembre 2009

MaRIO DE JANEIRO Testino


Com’è spesso accaduto, per rilanciare l’immagine del blog mi sono affidato alla versatile bellezza di Gisele Bündchen e, nel caso del post precedente, all’obiettivo di Mario Testino. Lo spunto non è casuale perché al famoso “fotografo di moda” si deve un libro dedicato alla sensualità e seduttività di Rio de Janeiro. Gisele è presente fin dalla copertina e anche con alcuni testi. Prefazione di Caetano Veloso. Taschen è una garanzia. Sembrerebbe un’ottima strenna natalizia.

lunedì 16 novembre 2009

Nuova veste grafica per musibrasil

Il portale “osservatorio brasile” si ripropone in una veste grafica pulita che ne facilità la lettura tra le tante notizie che arrivano dal Brasile, pubblicate con grande puntualità e con ottimi approfondimenti. Grande spazio come sempre alla musica. Con l’occasione non perdetevi l’articolo che Antonio Forni dedica alla “crisi” (economica ma non solo) della musica brasiliana, davvero completo nell'analisi dei vari fenomeni dall’imperversare dei DVD ao vivo, alla inevitabile crisi della forma canzone e del formato album messa in rilievo niente meno che da Chico Buarque che prevede un futuro diverso nella relazione tra musica e poesia.

domenica 15 novembre 2009

E se anch'io la pensassi come Eco?


Ancora sulla questione del crocefisso, la bustina di Umberto Eco
"... almeno due generazioni di italiani hanno passato l'infanzia in aule in cui c'era il crocefisso in mezzo al ritratto del re e a quello del duce, e sui trenta alunni di ciascuna classe parte sono diventati atei, altri antifascisti, altri ancora, credo la maggioranza, hanno votato per la Repubblica".

venerdì 13 novembre 2009

Signori non scherziamo: diamo al profeta quel che è del profeta.


Sento al TG5 che oggi i francesi festeggiano la giornata della gentilezza. Leggo che i giapponesi avrebbero fondato nel 1988 il «World Kindness Movement» e che il Dalai Lama avrebbe invato nel 1989 ad una politica della gentilezza. Tutti in ritardo rispetto a Josè Datrino, l’originale profeta della gentilezza dal lontano 1961. La storia meriterebbe qualcuno che la racconti meglio di me: tutto nasce dal tragico incendio di un circo che, pochi giorni prima del Natale '61, fece a Niteroi più di 500 vittime, la maggior parte bambini. Sei giorni dopo la tragedia Josè risponde ad una chiamata divina che lo invita ad abbandonare il mondo materiale per dedicarsi alle cose dello spirito e alla consolazione dei sofferenti. Per quattro anni vive tra quel che resta di quel circo, tra le ceneri che avevano trasformato un luogo di divertimento in un luogo di immenso dolore. Nasce il Profeta Gentileza coniatore della massima “gentileza gera gentileza”, ovvero della gentilezza come rimedio a tutti i mali, unica forza salvifica nei confronti di un mondo dove tutto è in vendita e tutto rischia di essere distrutto. Dio stesso è gentilezza in quanto è “Beleza, Perfeição, Bondade, Riqueza, a Natureza”. Pensieri che il Profeta Gentileza lascia impressi su 56 pilastri del viadotto di Caju, su un tratto lungo circa un chilometro e mezzo, scritti e pitturati con uno stile che diventa, insieme alla sua lunga barba e alla tunica da profeta, il suo segno di riconoscimento. Due grandi musicisti come Gonzaguinha prima e Marisa Monte poi hanno resto omaggio al Profeta con due canzoni dallo stesso, semplice, titolo: Gentileza. Non ne sono sicuro, ma il nome del gruppo mi fa sorgere un sospetto: forse anche Banda Gentileza (2009), primo album dell’omonimo gruppo, ha qualcosa a che fare con il profeta. Se non altro ci usano la gentilezza di poter far nostro l'intero album direttamente dal loro sito.

Marisa Monte - Gentileza


Gonzaguinha - Gentileza

giovedì 12 novembre 2009

Mi hanno scritto: Leo del fans club "Asuma". (ne parlo con colpevole ritardo 2)


Leonardo mi ha scritto, ancora ad Aprile, in occasione del concerto di Vanessa da Mata a Torino: avevo promesso a Leo un post sugli Asuma e sulla loro Brazilian Pop Jazz Band composta da Enzo Antonicelli (voce), Fabio Gorlier (piano), Max Simini (batteria) e Alessandro Fassi (basso). Colgo l’occasione dell’inizio della loro stagione “invernale” (con un repertorio rinnovato) per postare il sito degli Asuma dove trovate le date dei loro prossimi concerti e diversi altri video. Quello che ho scelto è “Muito Pouco”, brano di Maria Rita: il video oscura i volti degli interpreti, ma Enzo ed il gruppo offrono un’interpretazione di personalità di questo bellissimo brano scritto da Paulinho Moska.

Mi hanno scritto: Bettabu (ne parlo con colpevole ritardo 1)

Qualche settimana fa, Elisabetta Lanfredini mi ha lasciato un commento carino.
Elisabetta si occupa di diverse cose, legate soprattutto al canto e alla voce, e si dedica, oltre al jazz, anche al repertorio della bossa nova: da alcuni anni tiene inoltre dei corsi di canto in quel di Bologna.

A.P.I.


“Alleanza per l’Italia” è il nuovo partito di Rutelli: stranamente il nome riesce ad evocare la fusione avvenuta tra Alleanza nazionale e Forza Italia. Con altre finalità, ci aveva pensato in passato anche Fini. Quest’uomo è davvero un genio nella creazione di brand di successo. Il logo nemmeno mi dispiace anche se la X, rossoverde, mi fa pensare a due pezzi di scotch per una formazione politica rattoppata.

venerdì 6 novembre 2009

Un biglietto per Arnaldo. Firmato Kurt.


Nel 1993 i Nirvana erano in Brasile e Kurt Cobain provò in tutti i modi ad incontrare Arnaldo Baptista, resosi purtroppo irreperibile. Gli lasciarono quindi questo biglietto con il seguente augurio e monito: "Arnaldo, best wishes to you you and beware of the system, they swallow you up and spit you out like the seed from a mara(s)chino cherry" Love Bill Bartell of Gasatanka Records and White Flag and Kurt Cobain from Nirvana
Os Mutantes Love Brilliant Genious good fun and friends.


Il pezzo è dal primo album solista di Arnaldo Baptista "Loki?" (1974) per molti il miglior album rock pop (diciamo così) brasiliano. Sul disco l'avvertenza di suonarlo ad alto volume.

domenica 1 novembre 2009

Sacumdì Sacumdà

Wilson Simonal (la cui vicenda, il grande successo e poi le accuse di collaborazione con la polizia ai tempi della dittatura militare che ne offuscano la stella, fino alla riabilitazione post mortem) meriterebbe un lungo post come quelli di “un tempo”. Ma, come vedete, il tempo da dedicare al blog è quello che è. Vi rimando alla recensione (di Antonio Forni sul blog di musibrasil) della biografia del cantante uscita da pochi giorni in Brasile. Nel titolo del libro, quello di una canzone Nao vem que não tem che conosciamo tutti, almeno nella versione italiana Sacumdì Sacumdà (parole di Paolo Limiti, arrangiamenti di Augusto Martelli) cantata da Mina (che nell’album Mina canta o Brasil l’ha incisa pure nella versione originale). Ma ne esiste pure una versione francese cantata niente meno che da Brigitte Bardot. Di pochi giorni fa questa versione ao vivo di Max de Castro (già apparso qui sul blog) e “per coincidenza” figlio di Wilson Simonal.

Wilson Simonal "Nao vem que não tem"
(autore: Carlos Imperial)




mercoledì 14 ottobre 2009

Tutti siamo stati bambini (un altro post su Adriana Partimpim)

Una bella recensione italiana al primo disco di Adriana "Partimpim" (anno 2004) la leggete qui oppure qui –a firma di Bruno Persico- anche con intervista e traduzioni. Il disco contiene anche una particolare ninna nanna di Arnaldo Antunes che propongo nella versione dal vivo del suo autore. Buona notte, boa noite, goodnight.



Saiba


Arnaldo Antunes




Saiba: todo mundo foi neném
Sappi: tutti sono stati bambini
Einstein, Freud e Platão também

Einstein, Freud e anche Platone
Hitler, Bush e Saddam Hussein
Hitler, Bush e Saddam Hussein
Quem tem grana e quem não tem


Chi ha soldi e chi non ne ha
Saiba: todo mundo teve infância
Sappi: tutti hanno avuto un'infanzia 


Maomé já foi criança


Maometto è stato bambino
Arquimedes, Buda, Galileue 


Archimede, Buddha, Galileo
E também você e eu
Ed anche tu ed io
Saiba: todo mundo teve medo


Sappi: tutti hanno avuto paura
Mesmo que seja segredo


Anche se in segreto
Nietzsche e Simone de Beauvoir

Nietzsche e Simone de Beauvoir
Fernandinho Beira-Mar
Fernandinho Beira-Mar
Saiba: 

todo mundo vai morrer


Sappi: tutti moriranno


Presidente, general ou rei


Presidenti, generali e re
Anglo-saxão ou muçulmano


Anglosassoni o musulmani


Todo e qualquer ser humano


Ciascun essere umano
Saiba: todo mundo teve pai


Sappi: tutti hanno avuto un padre
Quem já foi e quem ainda vai


Chi è già stato e chi verrà
Lao-Tsé, Moisés, Ramsés, 
Pelè
Lao-Tsé, Mosé, Ramsete, Pelè
Gandhi, Mike Tyson, Salomé


Gandhi, Mike Tyson e Salomé


Saiba: todo mundo teve mãe
Sappi: tutti hanno avuto una madre
Índios, 

africanos e alemães

Indios, africani e tedeschi



Nero, Che Guevara, Pinochete
Nerone, Che Guevara e Pinochet 


e também eu e você






Ed anche io e te.

domenica 11 ottobre 2009

Bebel Gilberto: All in One.


Comincio dicendo che, nel sito di Bebel Gilberto, i brani del nuovo album si ascoltano tutti e per intero, il che è già una buona cosa.
Bebel, burrosa e tropicale nelle fattezze, vellutata nella voce, è uno dei “nostri” fenomeni da esportazione: ci sarà forse di meglio, ma Bebel ha quel giusto mix genetico, biografico e artistico per giocarsela bene, dentro e fuori casa. Con questo All in One, Bebel inaugura la sua collaborazione con la Verve ovvero con l’etichetta che pubblicò, tanto per dire, i fondamentali dischi di papà João con Stan Getz.
Bebel mette insieme in modo efficace anima brasiliana e modernità, partendo sempre da una certa “classicità” come dimostrano i brani in scaletta che pescano anche da Bob Marley e da uno Steve Wonder “minore” ma assolutamente piacevole (già presente nel classico Sergio Mendes and The New Brasil' 77).
Per chi, com’è giusto, guarda anche alle collaborazioni che fanno la particolarità di ogni lavoro, dietro All in one ci sono diversi nomi di spicco dal produttore Mark Ronson (Amy Winehouse, Lily Allen) agli arrangiamenti dell’immancabile Carlinhos Brown, ad un duetto con Daniel Jobim sulle note di Bim Bom di papà João. Bebel sarà in europa dal prossimo 25 ottobre, ma nessuna tappa italiana. Evvabbè...



sabato 10 ottobre 2009

Mercedes Sosa: “Volver a los diecisiete”

Non potevo dimenticare questo incontro che vede la “negrita” insieme ai “nostri” Caetano, Gal Costa, Chico e Milton (che aveva incluso il brano nell’album “Geraes”del 1976). La traduzione del testo di Violeta Parra viene dal www.antiwarsongs.org



Tornare a diciassett'anni dopo un secolo di vita
È come decifrar segni senza essere un sapiente.
Tornare all'improvviso fragile come un momento,
A sentire tutto dentro, un bimbo di fronte a Dio.
Questo è quello che io sento in questo istante fecondo.

E s'aggroviglia, aggroviglia, come al muro il rampicante
E poi germoglia, germoglia, muschio che copre la pietra,
Come il muschio sulla pietra, sì, sì sì.

Ho i passi che vanno indietro mentre i vostri vanno avanti,
L'arca dell'alleanza è entrata dentro al mio nido
Con tutto il suo arcobaleno, mi passeggia per le vene,
E anche la dura catena con cui ci lega il destino
E' come un diamante fino, che illumina la mia anima serena.

E s'aggroviglia, aggroviglia, come al muro il rampicante
E poi germoglia, germoglia, muschio che copre la pietra,
Come il muschio sulla pietra, sì, sì sì.

Quel che può il sentimento non lo ha potuto il sapere
né il cammino più insigne, né il più vasto pensiero;
Tutto si cambia al momento, come concesso da un mago
Ci allontana dolcemente da rancori e da violenze,
Solo l'amore con la sua scienza ci rende tanto innocenti.

E s'aggroviglia, aggroviglia, come al muro il rampicante
E poi germoglia, germoglia, muschio che copre la pietra,
Come il muschio sulla pietra, sì, sì sì.

L'amore è un turbinìo di purezza originale,
Anche un feroce animale sussurra il suo dolce trillo,
trattiene i pellegrini, libera i prigionieri.
Il vecchio torna bambino con le cure dell'amore
E il malvagio, con l'affetto, diventa puro e sincero.

E s'aggroviglia, aggroviglia, come al muro il rampicante
E poi germoglia, germoglia, muschio che copre la pietra,
Come il muschio sulla pietra, sì, sì sì.

E come per un incanto la finestra si spalanca,
Come un tiepido mattino l'amore entrò col suo manto.
Il suono della bella Diana fece spuntare il gelsomino,
Volando come un serafino il cielo ha ingioiellato,
E i miei diciassette anni li ha fatti tornare un cherubino.

E s'aggroviglia, aggroviglia come al muro il rampicante
E poi germoglia, germoglia, muschio che copre la pietra,
Come il muschio sulla pietra, sì, sì sì.

lunedì 5 ottobre 2009

Continuano a predicare bene


Non vorrei sembrare un qualsiasi Feltri o Belpietro alla ricerca di qualche avversario da sputtanare.
La notizia, del resto, l’ho letta su l’Espresso e si aggiunge a quanto raccontato in questo vecchio post. Sembra che anche Lucianona abbia tolto il figlio dalla media pubblica per dirottarlo verso il pio istituto salesiano Valsalice. La retta sarà pagata con i proventi (soldi facili) delle battute su Eminenz Ruini, quello che nelle parole di Lucy gongola contando i soldi che lo stato versa alla scuola privata. Sempre la Littizzetto dovrebbe essere protagonista di una prossima fiction RAI, ambientata in un liceo Statale, più o meno con lo scopo dichiarato di far conoscere e in qualche modo simpatizzare per la scuola pubblica.
Mi auguro che la notizia si riveli una bufala e che Luciana smentisca (smentisca non giustifichi) la sua scelta: diversamente comincerei a pensare anch’io che quel canone (che continuo a pagare da tanti anni) siano davvero soldi spesi male…

Hasta Siempre Mercedes Sosa


Continua l'omaggio alla grande Mercedes Sosa nella camera ardente allestita nel "Salone dei Passi perduti" al Congresso argentino...

venerdì 2 ottobre 2009

"O Rio està pronto"


Il portoghese di Lula si fa capire in tutto il mondo e la passione si sente per davvero.

Ovviamente, qui si fa il tifo per Rio.



Rio 2016, i Giochi della Passione

Roberto le passa tutte.

sorvegliati speciali e nel mangiadischi, lo dico per eventuali nuovi lettori, sono le rubriche dei miei ascolti, la prima per le cose più recenti (o per le cose che fin’ora mi ero perso), la seconda per i classici. Nel mangiadischi gira adesso “Voz e Suor”, anno 1983, con la voce di Nana Caymi e il piano di Cesar Cargo Mariano e soprattutto gira questo “Isso e Aquilo”, personale tormentone del momento che voglio condividere con voi.



Tra i sorvegliati speciali il doppio CD (e DVD) Elas cantam Roberto che 20 dive della musica brasiliana hanno dedicato a “o rei” Roberto Carlos per i suoi 50 anni di carriera, preceduto dallo show tenutosi al Theatro Municipal di São Paulo lo scorso 26 maggio di cui propongo il gran finale, divertente quanto emozionante.



Cantano con Roberto Carlos la morbidosa Ivete Sangalo, l’intramontabile Hebe Camargo
 (per capirci la “Mike Bongiorno” della tv brasiliana), la dolce Sandy
, la lirica Celine Imbert
, Rosemary già “fata” della Jovem Guarda, la sempre timida Adriana Calcanhotto, l’emozionata Nana Caymmi
, la morona e ritrovata Marina Lima
, la biondona e sbaciucchiante Claudia Leitte, Mart´nália
 che nel disco ha un pezzo molto bello, la “ancora” minigonnata Wanderléa
 altra musa della Jovem Guarda, la bella Paula Toller che già ha avuto 1 citazione nel blog, la sempre in forma Daniela Mercury, la tenebrosa Ana Carolina, la divertita Fafá de Belém, la sussurrante Fernanda Abreu, la miagolante Luiza Possi, l’elegante mamma Zizi Possi
 che ho amato moltissimo (tranne nei dischi in italiano), la signora Marilia Pera un’infinita carriera in teatro, al cinema e in tv e per finire la ruggente Alcione
 ...

Vi saluto rimandandovi al blog che Vinicius Faustini dedica alla musica di Roberto Carlos, in cui troverete molte notizie in più sulle 20 signore che hanno partecipato al tributo. Per quel che mi riguarda il brano dei 2 cd che in questi giorni ho ascoltato più volte è certamente la versione voz e violao di Do Fundo do Meu Coração interpretata da Adriana Calcanhotto. E finalmente riuscendo a scrivervi di sera, posso salutarvi augurandovi idealmente la buonanotte...

giovedì 1 ottobre 2009

Completezza dell’informazione


Dicono che “esistono 237 motivi perché una donna decida di andare a letto con un uomo”, compresa la speranza di una licenza edilizia per la propria villetta. Non basterebbero 10 stagioni di annozero per approfondirli tutti.

mercoledì 16 settembre 2009

“Quero por Rita Pavone no ringtone do meu celular”


Così canta Arnaldo Antunes nel brano “Envelhecer” (“invecchiare”) dal suo nuovo disco “IÊ IÊ IÊ”.

Non so quali impulsi peterpaneschi (voglia di qualcosa di ballabile?) abbiano portato Arnaldo Antunes a concepire questo disco anni ’60 che suona tra Jovem Guarda, Twist, Surf e molto altro.
Un album “di genere”, ma tutto nuovo, senza alcun ripescaggio, a cui hanno partecipato diversi co-autori, compresi i “soliti” Marisa Monte e Carlinhos Brown.

L’idea del disco a tema, dichiarata già nel titolo, trova conferma nell’omaggio alla nostra Rita Pavone, indicata dall’Arnaldo come grande personaggio della cultura pop di quegli anni. Certo, mettere Rita Pavone nella suoneria del telefonino potrebbe anche essere un’idea…
Non chiedetemi un giudizio: certo non è il tipo di uscita che mi aspetterei dalla musica brasiliana. Ma, visto che dall’anagrafe di Antunes mi separano solo pochi mesi, ci dev’essere in questo disco qualcosa che riguarda anche me. Ricordo i dischi della Pavone che giravano per casa (con gli altri 45 giri in un paio di sacchetti di plastica che seguivano il vecchio giradischi portatile). Dirò di più: c’è una foto di mia sorella bambina, davanti al microfono di qualche festival estivo, a fianco di una Rita Pavone agli esordi, ma già famosissima. Dite che sto invecchiando anch’io?

Arnaldo Antunes "Longe"

giovedì 10 settembre 2009

Arrivi e partenze, incontri ed addii.


“Arrivi e partenze”, come più volte ricordato in questi giorni, è stata la prima trasmissione tv in onda sulla RAI, condotta ovviamente da Mike Bongiorno, inviato ad intervistare personaggi in arrivo o in partenza dai vari porti e aeroporti italiani. Inutile dire che per chi, come me, ha visto il Rischiatutto a cavallo tra le elementari e le medie, quel programma con il tabellone, Sabina, le cuffie, la 1 la 2 o la 3, il campione Massimo Inardi ed ovviamente Mike occupa una bella fetta dei ricordi televisivi. Non dico niente di nuovo. Il titolo “arrivi e partenze” mi ha rimandato all’album di Milton Nascimento “Encontros e despedidas”, anno 1985, da qualche tempo presente tra i dischi segnalati nella colonna qui a fianco. Così, dovendo scegliere un brano da cui ripartire, riprendo proprio da qui, dagli incontri e dai saluti di Milton. Con la speranza di ritrovare i vecchi lettori e fare, chissà, nuovi incontri.
Aggiungo anche una versione in spagnolo, cantata anche da Mercedes Sosa, ma che qui propongo con la voce di Carmina Cannavino e la chitarra di Lucho Gonzales (che aggiunge anche alcune note di Cais) che è la versione da me preferita per “cantarci sopra”.


Milton Nascimento


Carmina Cannavino & Lucho Gonzales


Encontros e despedidas
(Milton Nascimento e Fernando Brant)

“Mande notícias do mundo de lá”
“Mandami notizie del mondo di là”

diz quem fica.
chiede chi rimane.
“Me dê um abraço, venha me apertar,
“Dammi un abbraccio, vieni a stringermi,

Tô chetando”.
Sto per arrivare”.


Coisa que gosto é poder partir
Mi piace poter partire

Sem ter planos
Senza fare piani
Melhor ainda é poder voltar
Meglio ancora è poter tornare

Quando quero.
Quando voglio.

Todos os dias é um vai-e-vem,
Tutti i giorni è un viavai,
A vida se repete na estação
La vita si ripete alla stazione

Tem gente que chega pra ficar
C’è chi arriva per restare

Tem gente que vai pra nunca mais
C’è chi va per non tornare più
Tem gente que vem e quer voltar
C’è chi viene e vorrebbe ritornare
Tem gente que vai e quer ficar
C’è chi va e vorrebbe restare
Tem gente que veio só olhar
C’è chi è venuto solo per guardare
Tem gente a sorrir e a chorar.
C’è chi sorride e chi piange.
E assim, chegar e partir
E così, arrivare e partire

São só dois lados da mesma viagem.
Sono solo due lati
dello stesso viaggio.

O trem que chega
Il treno che arriva
É o mesmo trem da partida
È lo stesso treno che parte
A hora do encontro
L’ora dell’incontro
É também despedida
È anche quella degli addii

A plataforma dessa estação
La banchina di questa stazione
É a vida desse meu lugar
è la vita di questo posto mio
É a vida.
È la vita.

domenica 12 luglio 2009

Dove c’è Barilla c’è Mina (e Piero Gherardi)

Mina è tornata a dare la sua inconfondibile voce ad alcuni spot della Barilla. Niente di particolarmente sconvolgente. Straordinari invece questi spot, girati tra il '65 e il '71, diretti da Piero Gherardi, scenografo e costumista tra i più grandi (due oscar per Fellini 8 ½ e La dolce vita) di cui si celebrano proprio quest’anno i cento anni dalla nascita.
Pensare poi che la salutistica Barilla della dieta mediterranea accettasse nel 1967 una canzone che esalta il fascino macho di un uomo che fuma (che “sa di fumo” per la precisione) è davvero un bell’esempio di come cambiano i tempi. Straordinari costumi e location di “Se telefonando” (nel 2° spezzone).

Qui sotto una medley di questi bellissimi spot che meritano di essere visti in versione integrale, in gran parte su youtube, anche per il modo graficamente intrigante in cui Gherardi risolve la presentazione della gamma prodotti nel pack shot finale (questo per chi si interessasse -ancora- di pubblicità).



sabato 11 luglio 2009

Bestia che non sono altro

Torno a qualche post fa, precisamente alla bossa dell’iguana, ovvero alla bella interpretazione che Iggy Pop ha dato ad un classico come How Insensitive (Insensatez). Per analogia questo post avrebbe dovuto intitolarsi “La bossa della tigre” proponendo l’’interpretazione dello stesso pezzo da parte della nostra Mina, a cui va certo il merito di aver proposto diversi pezzi brasiliani non sempre aiutata da una felice pronuncia (cosa non secondaria visto che, proprio la musicalità del portoghese, è uno degli ingredienti chiave della musica brasiliana). Tanto per dirne una in questa prova specifica io preferisco decisamente Iggy Pop a Mina. Ma l’intento del post prende tutta un’altra piega perché colpevolmente scopro solo ora che l’ispirazione alla composizione del brano venne a Jobim niente meno che dal Preludio n.4 di Chopin. Allora, se l’accostamento non è troppo forte, propongo di seguito Mina, Chopin e una versione che somma punto di partenza e punto d’arrivo.

Mina - Insensatez (1965)


Sergio Tiempo plays Chopin Prelude No. 4

giovedì 9 luglio 2009

L'ospite d'onore

Il 9 luglio 1980, giusto 29 anni fa, moriva Vinicius de Moraes, “o branco mais negro do Brasil” come ricorda anche Paolo Villaggio nella presentazione del nostro poetinha. Straordinario come sempre, non ci fa mancare le benedizioni a Pino Calvi, alla Pravo e a Dorelli (da cui deduco che la trasmissione dovrebbe essere un Senza Rete anno 1971, anche per quelle canne d’organo sullo sfondo) e chiude con la versione italiana di A tonga da mironga do kabulete (pubblicata appunto nel ’71), frase che potrebbe dire tutto e niente e che continuo a pensare corrispondere alla bonaria espressione veneta “va in mona to mare” (che non credo abbia bisogno di ulteriori spiegazioni).

"Che tipo è tua moglie? ...E' comprensiva…"

Immaginate che Silvio avesse portato Patrizia a casa di Veronica ...

mercoledì 8 luglio 2009

Fa caldo, ogni giorno piove come fossiamo ai tropici, oggi ho fatto pure la colonscopia e quindi ho bisogno di qualcosa di particolarmente rilassante.

Mentre ascolto Vagarosa, il nuovo disco di Céu che vedete tra i sorvegliati speciali, propongo una "vecchia" interpretazione di questo sereno cielo brasiliano dai toni acquerellati. (ah, giusto per curiosità, questo non solo è il titolo più lungo di un mio post ma è anche il numero massimo di battute, 150 per l'esattezza, che blogspot accetta per un titolo.)

CéU: Malemolencia

venerdì 3 luglio 2009

Ne sparo una (dirò una cazzata?)


Diciamolo pure: oggi il principale partito dell’opposizione è laRepubblica. È laRepubblica ad aver dettato le modalità delle recente campagna elettorale. È laRepubblica ad indicare le principali strategie dell’opposizione. Non voglio parlare di un giornale di partito, visto che il partito non lo vedo, ma certamente del giornale che ha i numeri e quella certa forza (il giornale e il gruppo) per fare opposizione. Allora se a suo tempo D’Alema e Veltroni sono stati direttori de l’Unità perchè non pescare da laRepubblica il nuovo segretario di un possibile partito d’opposizione (chiamiamolo per ora PD). Provocatoriamente chiedo: un Massimo Giannini (che in verità mi piace poco, qui sta la provocazione) potrebbe essere peggio di un Dario Franceschini? E un vecchio Scalfari non sarebbe un bel presidente della Repubblica? Ne è stato perfino il fondatore.

mercoledì 1 luglio 2009

Tutti i day

(segnalato da La Zanzara - Radio24)

Ciuffo mangia frangetta.




È da un po’ di giorni che voglio dire qualcosa della Serracchiani. Poi mi son fermato perché la cosa subiva aggiornamenti quotidiani (il botta e risposta con Grillo, ad esempio). Quello che mi disturba, e non poco, è quel sito “a casa di Debora”, quell’approccio per forza di cose fresco e leggero, così facebook o nel suo caso così frangettabook. Con tanto di fumettizzazione del personaggio.
Mi dicevo: se la ricetta è questa, al di là dell'ampio consenso locale, capisco perchè anche a Prato, come in Emilia e nelle Marche, "il pane e salame" della Lega (farcito, lo concedo, di localismo e paure) comincia ad essere apprezzato. Poi leggo l’ottimo titolo di Emmebi e salto alla disarmante intervista di Curzio Maltese su Repubblica. Poi sento la Meloni alla radio – di sei anni più giovane della Debora- e già ministro, mica una promessa. E ho pensato che il ciuffo di Giorgia, la frangetta della Debora se la mangia in un boccone.

lunedì 29 giugno 2009

I giovani ci hanno già deluso.


Perchè in Italia c'è una certa diffidenza nell'affidare la politica ai giovani?
Parte della risposta (una parte soltanto) viene dall'Almanacco della Politica che indica in Benito Mussolini il più giovane presidente del consiglio avuto dall'Italia (a 39 anni, effettivamente giovane) e in Francesco Cossiga il più giovane primo ministro dell'Italia repubblicana (a 51 anni, però, e questo fa pensare).

lunedì 22 giugno 2009

Gabbie salariali


E poi uno si domanda perchè ogni tanto si tira fuori il discorso della gabbie salariali.
8 ore di una top escort mi costano a Milano 2500€ e devo pure scomodarmi per andarla a trovare. Per una prestazione probabilmente superiore (almeno in termini orari) Berlusconi se la cava con 2000€, tra l’altro nemmeno versati, ed ovviamente concordati in nero. Qui le questioni sono altre, mica il pisello di Berlusconi. Qui è questione di potere d’acquisto non di potenza sessuale. Qui è questione di evasione fiscale mica di evasione sessuale. E poi diciamo le cose come stanno: la Escort era un modello della Ford, qui parliamo di puttane di lusso, PDL appunto.

sabato 6 giugno 2009

La bossa dell’Iguana



Cosa ci fa Iggy Pop su coscienzasporca? Del resto cosa ci fa How Insensitive nell’ultimo disco del grande Iggy? Preliminaires si ispira al libro “La possibilità di un’isola” di Michel Houellebecq, libro che -parole di Iggy- “parla di morte, sesso, la fine della razza umana ed altre cose carine”. Per il lancio del disco anche tre diverse versioni video del brano King of the dogs, firmate Marjane Satrapi. Apre e chiede l’album, francese già nel titolo, la cover di Les Feuilles Mortes che farà contento anche Fiorello (nella sua versione attore drammatico francese).

sabato 30 maggio 2009

Coscienza sporchissima

Devo molto a questo blog e alle persone che hanno il piacere di parteciparvi: mi sento quindi in colpa nei momenti in cui sono costretto a trascurarlo e trascurarvi. Per farmi perdonare mi serviva qualcosa di veramente forte. Faccio poca fatica perchè la traduzione arriva dritta dritta da Musibrasil. Del resto Geni e o zepelim non poteva mancare dall'elenco delle traduzioni. Uno straordinario Chico, molto molto vicino a Fabrizio De Andrè.

Geni e o zepelim
Chico Buarque/1977-1978 

( Ópera do malandro)



Geni e lo Zeppelin

De tudo que é nego torto
Con ogni sorta di negro infimo (1)
Do mangue e do cais do porto

Dei bordelli o delle banchine del porto
Ela já foi namorada
Lei è già stata a letto


O seu corpo é dos errantes
Il suo corpo è degli erranti
Dos cegos, dos retirantes
Dei ciechi, degli emigranti

É de quem não tem mais nada
É di chiunque non possegga più niente


Dá-se assim desde menina

Lei gli si offre così, già da bambina
Na garagem, na cantina
Nel garage, in cantina


Atrás do tanque, no mato
Dietro la cisterna, nel bosco


É a rainha dos detentos
É la regina dei detenuti, 

Das loucas, dos lazarentos
Delle pazze, dei lebbrosi


Dos moleques do internato
Dei ragazzini negli internati


E também vai amiúde

E va anche e molto spesso


Com os velhinhos sem saúde
Coi vecchietti infermi


E as viúvas sem porvir

E con le vedove senza futuro
Ela é um poço de bondade
E' un pozzo di bontà


E é por isso que a cidade
Ed é per questo che la città
Vive sempre a repetir

Continua a ripetere

Joga pedra na Geni
Lanciate pietre su Genì


Joga pedra na Geni
Lanciate pietre su Genì
Ela é feita pra apanhar

Il suo destino è prenderle


Ela é boa de cuspir
E ricevere sputi


Ela dá pra qualquer um

Lei la dà a chicchessia


Maldita Geni
Maledetta Genì

Um dia surgiu, brilhante

Un giorno comparve, brillando
Entre as nuvens, flutuante

Tra le nuvole fluttuando
Um enorme zepelim

Un enorme Zeppelin
Pairou sobre os edifícios
Si fermò sopra gli edifici 

Abriu dois mil orifícios
Aprì duemila orifizi


Com dois mil canhões assim
Con duemila cannoni

A cidade apavorada
La città terrorizzata


Se quedou paralisada
Rimase paralizzata


Pronta pra virar geléia

Pronta a trasformarsi in gelatina
Mas do zepelim gigante

Ma dallo Zeppelin gigante
Desceu o seu comandante
Discese il suo comandante


Dizendo - Mudei de idéia

E disse: "Ho cambiato idea


- Quando vi nesta cidade
Quando vidi in questa città

- Tanto horror e iniquidade
Tanto orrore e iniquità
- Resolvi tudo explodir

Decisi di far esplodere tutto


- Mas posso evitar o drama

Ma posso evitare il dramma


- Se aquela formosa dama


Se quella formosa dama
- Esta noite me servir

Questa notte mi servirà"





Essa dama era Geni
Quella dama era Genì 

Mas não pode ser Geni

Ma come può essere Genì?

Ela é feita pra apanhar
Il suo destino è prenderle


Ela é boa de cuspir

E ricevere sputi


Ela dá pra qualquer um

Lei la dà a chicchessia


Maldita Geni

Maledetta Geni

Mas de fato, logo ela

Ma di fatto, proprio lei


Tão coitada e tão singela
Tanto povera e semplice
Cativara o forasteiro
Si era accattivata il forestiero
O guerreiro tão vistoso
Il guerriero così spaventoso


Tão temido e poderoso

Così temuto e poderoso
Era dela, prisioneiro
Divenne di lei prigioniero


Acontece que a donzela
E succede che la donzella


- e isso era segredo dela

- e questo era il suo segreto

Também tinha seus caprichos

Aveva anche lei i suoi capricci


E a deitar com homem tão nobre
E al giacere con uomo tanto nobile


Tão cheirando a brilho e a cobre
Che odorava e risplendeva di metalli
Preferia amar com os bichos

Lei preferiva far l'amore con le bestie


Ao ouvir tal heresia
Sentendo una tal eresia


A cidade em romaria
La città in processione


Foi beijar a sua mão

Andò a bacirle la mano
O prefeito de joelhos
Il sindaco in ginocchio


O bispo de olhos vermelhos

Il vescovo con gli occhi in lacrime


E o banqueiro com um milhão
E il banchiere con un milione





Vai com ele, vai Geni
Vai con lui, vai o Genì
Vai com ele, vai Geni
Vai con lui, vai o Genì


Você pode nos salvar
Tu puoi salvarci
Você vai nos redimir

Tu puoi redimerci


Você dá pra qualquer um
Tu la dai a chicchessia 


Bendita Geni

Benedetta Geni




Foram tantos os pedidos
Furono tante le suppliche


Tão sinceros tão sentidos
Così sincere e sentite
Que ela dominou seu asco
Che lei dominò il suo ribrezzo
Nessa noite lancinante
E in quella notte lancinante

Entregou-se a tal amante
Si offrì a quell'amante


Como quem dá-se ao carrasco

Come chi si consegna al boia


Ele fez tanta sujeira
Fece tante porcherie 

Lambuzou-se a noite inteira
E si insozzò la notte intera


Até ficar saciado

Finché fu sazio


E nem bem amanhecia
E non albeggiava ancora
Partiu numa nuvem fria
Che lui partì in una fredda nube


Com seu zepelim prateado
Con il suo Zeppelin argentato
Num suspiro aliviado
Con un sospiro alleviato



Ela se virou de lado
Lei si girò di lato
E tentou até sorrir
E provò anche a sorridere
Mas logo raiou o dia
Ma non appena spuntò il giorno


E a cidade em cantoria
La città all'unisono


Não deixou ela dormir

Non la lasciò dormire





Joga pedra na Geni

Lanciate pietre su Genì


Joga bosta na Geni

Lanciate merda su Genì

Ela é feita pra apanhar
Il suo destino è prenderle


Ela é boa de cuspir
E ricevere sputi

Ela dá pra qualquer um

Lei la dà a chicchessia
Maldita Geni
Maledetta Genì

[1]
Torto può significare anche strabico,
irascibile, di mal carattere