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sabato 23 aprile 2011

O xote das meninas

Negli ultimi giorni il blog ha registrato una impennata di visite, spesso per la ricerca di traduzioni. Saluto questi nuovi passaggi con un testo che sembra ingenuo, ma che ha proprio in questa semplicità e freschezza la sua bellezza.

A cantarlo è una Marisa Monte di parecchi anni fa (1995) in un video che la candida a più bella ascella della musica brasiliana. Grande pezzo di Luiz Gonzaga (nella foto in fondo) e Zé Dantas. 



Mandacaru,
quando fulora na seca
Quando il mandacaru fiorisce nella siccità 

É o siná que a chuva chega
no sertão
è segno che la pioggia è arrivata nel sertão 

Toda menina que enjôa
da boneca

Ogni ragazza che si è stancata delle sue bambole
É siná que o amor
já chegou no coração...
è segno che l'amore
ha già nel cuore ...
Meia comprida

Calze lunghe
Não quer mais sapato baixo

non vuole più scarpette basse
Vestido bem cintado
vestito stretto in vita 

Não quer mais vestir chitão...
basta vestiti di cotone a fiori
Ela só quer
Só pensa em namorar*
Lei vuole solo, pensa solo agli incontri d'amore
De manhã cedo já tá pintada
La mattina presto è già truccata
Só vive suspirando, sonhando acordada

vive sospirando, sognando ad occhi aperti
O pai leva ao dotô
a filha adoentada

Il papà porta dal dottore la figlia malata
Não come, nem estuda,
não dorme, não quer nada...
lei non mangia, non studia, 
non dorme, non si cura di niente ...
Ela só quer 
Só pensa em namorar

Lei vuole solo, pensa solo agli incontri d'amore
Mas o dotô nem examina

Ma il medico nemmeno la visita
Chamando o pai do lado, lhe diz logo em surdina

chiama il padre da parte e gli dice sottovoce
Que o mal é da idade

che è la malattia di quell’età
Que prá tal menina
não tem um só remédio
em toda medicina...
che per la ragazza non esiste un solo rimedio in tutta la medicina ...
Ela só quer
Só pensa em namorar, 
Ela só quer
Só pensa em namorar...


* Namorar is hanging out, or making out, with your namorada (girlfriend) or namorado (boyfriend). I suppose you can all it "dating".







venerdì 4 dicembre 2009

Giusy Ferreri e Marisa Monte (con cui condivido una certa passione x la lirica e segno zodiacale): sentiremo mai una canzone brasiliana ad X-Factor?

Mi ha piacevolmente sorpreso che Tiziano Ferro abbia fatto l’adattamento italiano di Vilarejo di Marisa Monte (da Infinito Particular del 2006) proponendo a Giusy Ferreri di inserirlo nel suo recente album di cover Fotografie. Il risultato dal titolo Piccolo Villaggio mi sembra buono ed oltretutto non è la prima canzone di Marisa Monte (in questo caso firmata dal quartetto Marisa Monte, Pedro Baby, Carlinhos Brown e Arnaldo Antunes) che finisce adottata da una cantante italiana. E pensare che una delle prime cose che avevo sentito di Marisa (quasi vent’anni fa!) era una cover brasiliana di E po' che fá di Pino Daniele, divenuta Bem que se quis. Se adesso il processo è all’incontrario (noi italiani che peschiamo dal repertorio di Marisa) è segno che la quarantunenne ragazza di Rio di strada ne ha fatta. Forse la possiamo mettere al top delle artiste brasiliane (considerando Gal e Maria Bethania fuori concorso?).

Marisa Monte e Giusy Ferreri, con tutte le differenze del caso, hanno un’altra cosa in comune :il fatto di essere diventate famose ancore prima di aver inciso un disco. La storia di Giusy la conoscete tutti. Marisa divenne popolare attraverso un programma televisivo diventato successivamente un disco: un’esordio, quindi, con un disco live, cosa davvero eccezionale nella carriera di un’artista. E proprio la canzone di Pino Daniele fu in quel primo disco il pezzo di maggior successo inserita nella colonna sonora della telenovela del momento. Per caso, tra le due ragazze, vedete anche una qualche somiglianza fisica?

Giusy Ferreri - Piccolo Villaggio


Marisa Monte - Vilarejo

venerdì 13 novembre 2009

Signori non scherziamo: diamo al profeta quel che è del profeta.


Sento al TG5 che oggi i francesi festeggiano la giornata della gentilezza. Leggo che i giapponesi avrebbero fondato nel 1988 il «World Kindness Movement» e che il Dalai Lama avrebbe invato nel 1989 ad una politica della gentilezza. Tutti in ritardo rispetto a Josè Datrino, l’originale profeta della gentilezza dal lontano 1961. La storia meriterebbe qualcuno che la racconti meglio di me: tutto nasce dal tragico incendio di un circo che, pochi giorni prima del Natale '61, fece a Niteroi più di 500 vittime, la maggior parte bambini. Sei giorni dopo la tragedia Josè risponde ad una chiamata divina che lo invita ad abbandonare il mondo materiale per dedicarsi alle cose dello spirito e alla consolazione dei sofferenti. Per quattro anni vive tra quel che resta di quel circo, tra le ceneri che avevano trasformato un luogo di divertimento in un luogo di immenso dolore. Nasce il Profeta Gentileza coniatore della massima “gentileza gera gentileza”, ovvero della gentilezza come rimedio a tutti i mali, unica forza salvifica nei confronti di un mondo dove tutto è in vendita e tutto rischia di essere distrutto. Dio stesso è gentilezza in quanto è “Beleza, Perfeição, Bondade, Riqueza, a Natureza”. Pensieri che il Profeta Gentileza lascia impressi su 56 pilastri del viadotto di Caju, su un tratto lungo circa un chilometro e mezzo, scritti e pitturati con uno stile che diventa, insieme alla sua lunga barba e alla tunica da profeta, il suo segno di riconoscimento. Due grandi musicisti come Gonzaguinha prima e Marisa Monte poi hanno resto omaggio al Profeta con due canzoni dallo stesso, semplice, titolo: Gentileza. Non ne sono sicuro, ma il nome del gruppo mi fa sorgere un sospetto: forse anche Banda Gentileza (2009), primo album dell’omonimo gruppo, ha qualcosa a che fare con il profeta. Se non altro ci usano la gentilezza di poter far nostro l'intero album direttamente dal loro sito.

Marisa Monte - Gentileza


Gonzaguinha - Gentileza