domenica 27 aprile 2008

"...ma Norma aveva un po' di cellulite..."





da repubblica.it

Il tamburo sono io.

Percussão corporal o body percussion: usare il proprio corpo, non solo le corde vocali, per fare musica. Dentro e fuori, dalla testa ai piedi. Credo che sia una tecnica diffusa un po’ ovunque, Italia compresa, oltre ad essere un ottimo metodo per l’educazione musicale. Una tecnica antichissima, probabilmente all’origine stessa della musica, ed attualissima. Fernando Barba e il gruppo Barbatuques ne hanno fatto una vera e propria arte, portando i loro spettacoli anche fuori dal Brasile.



Il video spiega un po’ tutto, con didascalie in inglese: si apre con una piccola esibizione di Fernando Barba, si parla dei workshop organizzati in giro per il mondo, si chiude con i Barbatuques in un teatro di Sao Paulo (qui il brano integrale)


Grazie a blog.musibrasil.net

mercoledì 16 aprile 2008

Ho incontrato un governo ombra. Anno 2008



Tema dello sceneggiato TV "Ho incontrato un'ombra" Anno 1974.

Qualcuno ricorda il "governo sole" della Lega con Pagliarini premier?
Anno 1996.

sabato 12 aprile 2008

Si può ancora parlare di politica?


Io sarò un coglione, ma il voto di sfiducia costruttivo, proposto da Sartori sul Corriere, non l’ho capito, non l’ho proprio capito.
Sartori parla di un 30% di indecisi a cui propone la soluzione di un voto disgiunto:
fra gli esempi possibili, quello di votare PD al senato e PDL alla camera. O viceversa.
Mi domando allora: se la metà di questi indecisi votasse in un modo (PD al senato e PDL alla camera) e l’altra metà nell’altra (PD alla camera e PDL al Senato) non ne risulterrebbe un balzo in avanti, per entrambi, del 15%? Entrambi più forti, rispetto ai partitini, ma senza spostare le posizioni di uno rispetto all’altro.
Io penso che Sartori valuti che questi indecisi stiano più a centrosinistra che a centrodestra e in qualche modo suggerisce loro di votare PD al senato (come male minore) e quindi PDL alla camera, sapendo che la partita si gioca tra i vecchi al senato: un esercizio incantatorio per recuperare il voto di coloro che per andare a votare non trovano da tempo sufficiente la motivazione antiberlusconiana.

Anche Nanni Moretti, non solo RaiMediaset riserva più spazio a Berlusconi.
Sul pericolo Berlusconi punta invece l’appello di Nanni Moretti: nel sunto riportato su repubblica.it, per sostenere la candidatura di Veltroni (“Ecco perché sceglierò il Pd") Moretti non trova di meglio che nominare Berlusconi per ben 10 volte, contro le 4 citazioni per Veltroni: irritante e sconfortante, foriero di un anti-antiberlusconismo, ottimo concime per gli obiettivi del Cavaliere.
Il PD dovrebbe essere un grande progetto, emozionante, coinvolgente, esaltante, ma da un artista sensibile come Moretti riesco solo a capire che è il meno peggio di Berlusconi. Da qui alle conclusioni di Grillo il passo è breve e soprattutto logico (“Il meno peggio” – 10 aprile sul blog di Grillo)

Diversamente mi sembra, invece, di aver capito due cose
. La prima: sarà determinante il voto al senato. La seconda: sarà determinante il voto delle regioni che pesano di più in termini numerici, come ad esempio la Campania, seconda solo alla Lombardia, ma più incerta negli esiti. Alla fine ho insomma capito che, al di là di tutte le chiacchere, a decidere la partita sarà ancora De Mita.

Mai provato il voto alla cieca? Si prende la scheda, la si apre e si chiudono gli occhi. La si fa girare un po’ di volte in tondo, poi la si lascia sul ripiano e tenendo solo la matita si indirizza a caso la punta o si fa direttamente una croce. Può accadere di tutto: aver dato un voto che sarà annullato, aver votato per Daniela Santanchè piuttosto che per Flavia D’Angeli (a proposito perchè continuo a sentir dire, su media nazionali, che la Santanchè è l’unica candidata donna? Mah ...) A quel punto è fatta e ci si potrebbe essere macchiati di un voto che peserà sulla coscienza per molto molto tempo. Ulteriore variante è quella di richiudere la scheda senza nemmeno aver visto per chi si è votato, restando per sempre nel dubbio. Ulteriore variante, per chi ha 2 schede, guardarne una e non guardare l’altra. Così facciamo contento anche Sartori.

mercoledì 9 aprile 2008

Ma non sarebbe stato più corretto dire ...


...dissotterrare l'ascia di guerra o prendere l'arco invece di imbracciare i fucili?

sabato 5 aprile 2008

Gal a todo festiv-al

Z., dopo il Festival, mi dice: ma perchè non hai parlato di Gal Costa a Sanremo?
Recupero adesso e con l’occasione linko un articolo di Max De Tomassi che ha partecipato all’evento in prima persona.

Di mio aggiungo solo due cose. Avete mai provato a cantare con la mano di Pippo poggiata sulla spalla? La “povera” Gal si trova catapultata dal caldo dell’estate tropicale al gelo musicale del festivalone nazionale.
Tradisce la sua tensione, che non è certo paura del palco di Sanremo, ma un segno di serietà (e di rispetto) per l’impegno preso con chi la ospita e la difficoltà di interpretare un pezzo provato pochissimo. Di fatto Gal sta sul palco della musica (e anche dei Festival) da 40 anni e questa tensione è il segno della sua professionalità e bravura. Perde perfino i fogli con il testo, ma non perda la calma.
Piaccia o meno la canzone, di buono resta il fatto che il Festival abbia ricordato in questo modo i 50 anni della Bossa Nova (un grazie per questo a Sergio Cammariere). Partecipa al pezzo la tromba di Fabrizio Bosso ed anche questo non è poco.
La domanda per Pippo è questa: ma davvero pensi ancora che non sappiamo dove sta il Corcovado?