sabato 22 settembre 2007

"Cambalache": es tan actual hoy, como en 1935!

Certo il samba è fantastico, ma per descrivere un certo tipo di disagio ci vuole un tango. Un misto di rabbia e ironia, ribellione e impotenza, volontà e rassegnazione, partecipazione e distacco, disincanto e frustrazione. Una ribellione triste, pigra, consolatoria. Come capita di sentirsi di fronte a questo paese (mondo?) dove “tutto è uguale, niente è migliore”. Allora ecco CAMBALACHE parole (e musica) di Enrique Santos Discepolo scritte in Argentina nel 1935 (settantadue anni fa!). Sì, è vero, c’è un po’ di qualunquistico livore (e l’idea del post è certamente condizionata da quanto si è discusso quest’estate, dalla casta a Corona, dai Grillini ai test universitari) ma c’è soprattutto un bellissimo tango, purtroppo senza tempo e senza latitudine.

(Nella versione di Julio Sosa, anni 60, come spesso capita a questo tango, c’è qualche “attualizzazione” nel parte finale del testo).



ROBIVECCHI
Che il mondo sia stato e sarà una porcheria
già lo so…
(Nel cinquecentosei e nel duemila pure!).
Che sempre ci siano stati ladri,
machiavelli e buggerati,
contenti e amareggiati,
uomini e patacche…
Ma che il secolo ventesimo
sia un orizzonte
di malvagità insolente,
non c’è più nessuno che lo neghi.
Viviamo rotolati in una meringa appiccicosa
e in una stessa melma
tutti impastati.
Oggi è lo stesso
essere onesto o traditore!
Ignorante, saggio, ladro,
generoso o truffatore!
È tutto uguale! Niente è migliore!
Lo stesso un asino che un gran professore!
Non ci sono meriti né bocciature,
gli immorali ci hanno eguagliato
Se uno vive da impostore
e un altro ruba per ambizione,
fa lo stesso che sia prete,
materassaio, re di bastoni,
faccia di tolla o clandestino! …

Che mancanza di rispetto,
che insulto alla ragione!
Chiunque è un signore!
Chiunque è un ladro!
Va Don Bosco con Stavisky
e “La Mignón”,
Don Chicho e Napoleone,
Carnera e San Martin…
Come nella vetrina irrispettosa
dei rigattieri
si è rimescolata la vita,
e ferita da una spada senza filo
vedi piangere la Bibbia
accanto a uno scaldabagno.

Secolo ventesimo, robivecchi
problematico e febbrile! …
Chi non strilla non ciuccia tetta
e chi non spinge è un fesso!
Dai, dacci dentro!
Dai, che va tutto bene!
Che là all’inferno
ci reincontreremo!
Non pensarci più,
fatti da parte,
che a nessuno importa
se sei nato onesto!
Fa lo stesso se uno lavora
notte e giorno come un bue,
o se vive sulle spalle degli altri,
se uccide o se guarisce,
o sta fuori dalla legge…

CAMBALACHE
Que el mundo fue y sera una porqueria,
ya lo sé…
en el quinientos seis
y en el dos mil también!
Que siempre ha habido chorros,
maquiavelos y estafaos,
contentos y amargaos,
valores y dublé…
Pero que el siglo veinte
es un despliegue
de maldad insolente
ya no hay quien lo niegue.
Vivimos revolcaos en un merengue
y en el mismo lodo
todos manoseaos…
¡ Hoy resulta que es lo mismo
ser derecho que traidor!…
¡ ignorante, sabio, chorro,
generoso, estafador!...
¡Todo es igual! ¡Nada es mejor!
¡ Lo mismo un burro
que un gran profesor!
No hay aplazaos ni escalafón,
los inmorales nos han igualao.
Si uno vive en la impostura
y otro afana en su ambición,
da lo mismo que sea cura,
colchonero, rey de bastos,
caradura o polizón…
¡Qué falta de respeto,
qué atropello a la razón!
¡Cualquiera es un señor,
cualquiera es un ladrón!
Mezclaos con Stavisky van don Bosco
y “La Mignon”,
Don Chicho y Napoleón,
Carnera y San Martin…
Igual que en la vidriera irrespetuosa
de los cambalaches
se ha mezclao la vida,
y herida por un sable sin remache
ves llorar la Biblia
contra un calefón.

¡ Siglo veinte, cambalache,
problematico y febril!…
El que no llora no mama
y el que no afana es un gil.
¡Dale nomas! ¡ dale que va!
! Que alla en el horno
nos vamo a encontrar!
No pienses mas,
tirate a un lao.
Que a nadie importa
si naciste honrao!
Es lo mismo el que labura
noche y dia como un buey
que el que vive de los otros,
que el que mata, que el que cura
o esta fuera de la ley.


1 commento:

Lulu ha detto...

People should read this.