mercoledì 23 settembre 2009

mercoledì 16 settembre 2009

“Quero por Rita Pavone no ringtone do meu celular”


Così canta Arnaldo Antunes nel brano “Envelhecer” (“invecchiare”) dal suo nuovo disco “IÊ IÊ IÊ”.

Non so quali impulsi peterpaneschi (voglia di qualcosa di ballabile?) abbiano portato Arnaldo Antunes a concepire questo disco anni ’60 che suona tra Jovem Guarda, Twist, Surf e molto altro.
Un album “di genere”, ma tutto nuovo, senza alcun ripescaggio, a cui hanno partecipato diversi co-autori, compresi i “soliti” Marisa Monte e Carlinhos Brown.

L’idea del disco a tema, dichiarata già nel titolo, trova conferma nell’omaggio alla nostra Rita Pavone, indicata dall’Arnaldo come grande personaggio della cultura pop di quegli anni. Certo, mettere Rita Pavone nella suoneria del telefonino potrebbe anche essere un’idea…
Non chiedetemi un giudizio: certo non è il tipo di uscita che mi aspetterei dalla musica brasiliana. Ma, visto che dall’anagrafe di Antunes mi separano solo pochi mesi, ci dev’essere in questo disco qualcosa che riguarda anche me. Ricordo i dischi della Pavone che giravano per casa (con gli altri 45 giri in un paio di sacchetti di plastica che seguivano il vecchio giradischi portatile). Dirò di più: c’è una foto di mia sorella bambina, davanti al microfono di qualche festival estivo, a fianco di una Rita Pavone agli esordi, ma già famosissima. Dite che sto invecchiando anch’io?

Arnaldo Antunes "Longe"

giovedì 10 settembre 2009

Arrivi e partenze, incontri ed addii.


“Arrivi e partenze”, come più volte ricordato in questi giorni, è stata la prima trasmissione tv in onda sulla RAI, condotta ovviamente da Mike Bongiorno, inviato ad intervistare personaggi in arrivo o in partenza dai vari porti e aeroporti italiani. Inutile dire che per chi, come me, ha visto il Rischiatutto a cavallo tra le elementari e le medie, quel programma con il tabellone, Sabina, le cuffie, la 1 la 2 o la 3, il campione Massimo Inardi ed ovviamente Mike occupa una bella fetta dei ricordi televisivi. Non dico niente di nuovo. Il titolo “arrivi e partenze” mi ha rimandato all’album di Milton Nascimento “Encontros e despedidas”, anno 1985, da qualche tempo presente tra i dischi segnalati nella colonna qui a fianco. Così, dovendo scegliere un brano da cui ripartire, riprendo proprio da qui, dagli incontri e dai saluti di Milton. Con la speranza di ritrovare i vecchi lettori e fare, chissà, nuovi incontri.
Aggiungo anche una versione in spagnolo, cantata anche da Mercedes Sosa, ma che qui propongo con la voce di Carmina Cannavino e la chitarra di Lucho Gonzales (che aggiunge anche alcune note di Cais) che è la versione da me preferita per “cantarci sopra”.


Milton Nascimento


Carmina Cannavino & Lucho Gonzales


Encontros e despedidas
(Milton Nascimento e Fernando Brant)

“Mande notícias do mundo de lá”
“Mandami notizie del mondo di là”

diz quem fica.
chiede chi rimane.
“Me dê um abraço, venha me apertar,
“Dammi un abbraccio, vieni a stringermi,

Tô chetando”.
Sto per arrivare”.


Coisa que gosto é poder partir
Mi piace poter partire

Sem ter planos
Senza fare piani

Melhor ainda é poder voltar
Meglio ancora è poter tornare

Quando quero.
Quando voglio.

Todos os dias é um vai-e-vem,
Tutti i giorni è un viavai,
A vida se repete na estação
La vita si ripete alla stazione

Tem gente que chega pra ficar
C’è chi arriva per restare

Tem gente que vai pra nunca mais
C’è chi va per non tornare più
Tem gente que vem e quer voltar
C’è chi viene e vorrebbe ritornare

Tem gente que vai e quer ficar
C’è chi va e vorrebbe restare

Tem gente que veio só olhar
C’è chi è venuto solo per guardare

Tem gente a sorrir e a chorar.
C’è chi sorride e chi piange.
E assim, chegar e partir
E così, arrivare e partire

São só dois lados da mesma viagem.
Sono solo due lati
dello stesso viaggio.

O trem que chega
Il treno che arriva

É o mesmo trem da partida
È lo stesso treno che parte
A hora do encontro
L’ora dell’incontro

É também despedida
È anche quella degli addii

A plataforma dessa estação
La banchina di questa stazione

É a vida desse meu lugar
è la vita di questo posto mio
É a vida.
È la vita.

domenica 12 luglio 2009

Dove c’è Barilla c’è Mina (e Piero Gherardi)

Mina è tornata a dare la sua inconfondibile voce ad alcuni spot della Barilla. Niente di particolarmente sconvolgente. Straordinari invece questi spot, girati tra il '65 e il '71, diretti da Piero Gherardi, scenografo e costumista tra i più grandi (due oscar per Fellini 8 ½ e La dolce vita) di cui si celebrano proprio quest’anno i cento anni dalla nascita.
Pensare poi che la salutistica Barilla della dieta mediterranea accettasse nel 1967 una canzone che esalta il fascino macho di un uomo che fuma (che “sa di fumo” per la precisione) è davvero un bell’esempio di come cambiano i tempi. Straordinari costumi e location di “Se telefonando” (nel 2° spezzone).

Qui sotto una medley di questi bellissimi spot che meritano di essere visti in versione integrale, in gran parte su youtube, anche per il modo graficamente intrigante in cui Gherardi risolve la presentazione della gamma prodotti nel pack shot finale (questo per chi si interessasse -ancora- di pubblicità).



sabato 11 luglio 2009

Bestia che non sono altro

Torno a qualche post fa, precisamente alla bossa dell’iguana, ovvero alla bella interpretazione che Iggy Pop ha dato ad un classico come How Insensitive (Insensatez). Per analogia questo post avrebbe dovuto intitolarsi “La bossa della tigre” proponendo l’’interpretazione dello stesso pezzo da parte della nostra Mina, a cui va certo il merito di aver proposto diversi pezzi brasiliani non sempre aiutata da una felice pronuncia (cosa non secondaria visto che, proprio la musicalità del portoghese, è uno degli ingredienti chiave della musica brasiliana). Tanto per dirne una in questa prova specifica io preferisco decisamente Iggy Pop a Mina. Ma l’intento del post prende tutta un’altra piega perché colpevolmente scopro solo ora che l’ispirazione alla composizione del brano venne a Jobim niente meno che dal Preludio n.4 di Chopin. Allora, se l’accostamento non è troppo forte, propongo di seguito Mina, Chopin e una versione che somma punto di partenza e punto d’arrivo.

Mina - Insensatez (1965)


Sergio Tiempo plays Chopin Prelude No. 4

giovedì 9 luglio 2009

L'ospite d'onore

Il 9 luglio 1980, giusto 29 anni fa, moriva Vinicius de Moraes, “o branco mais negro do Brasil” come ricorda anche Paolo Villaggio nella presentazione del nostro poetinha. Straordinario come sempre, non ci fa mancare le benedizioni a Pino Calvi, alla Pravo e a Dorelli (da cui deduco che la trasmissione dovrebbe essere un Senza Rete anno 1971, anche per quelle canne d’organo sullo sfondo) e chiude con la versione italiana di A tonga da mironga do kabulete (pubblicata appunto nel ’71), frase che potrebbe dire tutto e niente e che continuo a pensare corrispondere alla bonaria espressione veneta “va in mona to mare” (che non credo abbia bisogno di ulteriori spiegazioni).

"Che tipo è tua moglie? ...E' comprensiva…"

Immaginate che Silvio avesse portato Patrizia a casa di Veronica ...

mercoledì 8 luglio 2009

Fa caldo, ogni giorno piove come fossiamo ai tropici, oggi ho fatto pure la colonscopia e quindi ho bisogno di qualcosa di particolarmente rilassante.

Mentre ascolto Vagarosa, il nuovo disco di Céu che vedete tra i sorvegliati speciali, propongo una "vecchia" interpretazione di questo sereno cielo brasiliano dai toni acquerellati. (ah, giusto per curiosità, questo non solo è il titolo più lungo di un mio post ma è anche il numero massimo di battute, 150 per l'esattezza, che blogspot accetta per un titolo.)

CéU: Malemolencia

venerdì 3 luglio 2009

Ne sparo una (dirò una cazzata?)


Diciamolo pure: oggi il principale partito dell’opposizione è laRepubblica. È laRepubblica ad aver dettato le modalità delle recente campagna elettorale. È laRepubblica ad indicare le principali strategie dell’opposizione. Non voglio parlare di un giornale di partito, visto che il partito non lo vedo, ma certamente del giornale che ha i numeri e quella certa forza (il giornale e il gruppo) per fare opposizione. Allora se a suo tempo D’Alema e Veltroni sono stati direttori de l’Unità perchè non pescare da laRepubblica il nuovo segretario di un possibile partito d’opposizione (chiamiamolo per ora PD). Provocatoriamente chiedo: un Massimo Giannini (che in verità mi piace poco, qui sta la provocazione) potrebbe essere peggio di un Dario Franceschini? E un vecchio Scalfari non sarebbe un bel presidente della Repubblica? Ne è stato perfino il fondatore.

mercoledì 1 luglio 2009

Tutti i day

(segnalato da La Zanzara - Radio24)

Ciuffo mangia frangetta.




È da un po’ di giorni che voglio dire qualcosa della Serracchiani. Poi mi son fermato perché la cosa subiva aggiornamenti quotidiani (il botta e risposta con Grillo, ad esempio). Quello che mi disturba, e non poco, è quel sito “a casa di Debora”, quell’approccio per forza di cose fresco e leggero, così facebook o nel suo caso così frangettabook. Con tanto di fumettizzazione del personaggio.
Mi dicevo: se la ricetta è questa, al di là dell'ampio consenso locale, capisco perchè anche a Prato, come in Emilia e nelle Marche, "il pane e salame" della Lega (farcito, lo concedo, di localismo e paure) comincia ad essere apprezzato. Poi leggo l’ottimo titolo di Emmebi e salto alla disarmante intervista di Curzio Maltese su Repubblica. Poi sento la Meloni alla radio – di sei anni più giovane della Debora- e già ministro, mica una promessa. E ho pensato che il ciuffo di Giorgia, la frangetta della Debora se la mangia in un boccone.

lunedì 29 giugno 2009

I giovani ci hanno già deluso.


Perchè in Italia c'è una certa diffidenza nell'affidare la politica ai giovani?
Parte della risposta (una parte soltanto) viene dall'Almanacco della Politica che indica in Benito Mussolini il più giovane presidente del consiglio avuto dall'Italia (a 39 anni, effettivamente giovane) e in Francesco Cossiga il più giovane primo ministro dell'Italia repubblicana (a 51 anni, però, e questo fa pensare).

lunedì 22 giugno 2009

Gabbie salariali


E poi uno si domanda perchè ogni tanto si tira fuori il discorso della gabbie salariali.
8 ore di una top escort mi costano a Milano 2500€ e devo pure scomodarmi per andarla a trovare. Per una prestazione probabilmente superiore (almeno in termini orari) Berlusconi se la cava con 2000€, tra l’altro nemmeno versati, ed ovviamente concordati in nero. Qui le questioni sono altre, mica il pisello di Berlusconi. Qui è questione di potere d’acquisto non di potenza sessuale. Qui è questione di evasione fiscale mica di evasione sessuale. E poi diciamo le cose come stanno: la Escort era un modello della Ford, qui parliamo di puttane di lusso, PDL appunto.

sabato 6 giugno 2009

La bossa dell’Iguana



Cosa ci fa Iggy Pop su coscienzasporca? Del resto cosa ci fa How Insensitive nell’ultimo disco del grande Iggy? Preliminaires si ispira al libro “La possibilità di un’isola” di Michel Houellebecq, libro che -parole di Iggy- “parla di morte, sesso, la fine della razza umana ed altre cose carine”. Per il lancio del disco anche tre diverse versioni video del brano King of the dogs, firmate Marjane Satrapi. Apre e chiede l’album, francese già nel titolo, la cover di Les Feuilles Mortes che farà contento anche Fiorello (nella sua versione attore drammatico francese).

sabato 30 maggio 2009

Coscienza sporchissima

Devo molto a questo blog e alle persone che hanno il piacere di parteciparvi: mi sento quindi in colpa nei momenti in cui sono costretto a trascurarlo e trascurarvi. Per farmi perdonare mi serviva qualcosa di veramente forte. Faccio poca fatica perchè la traduzione arriva dritta dritta da Musibrasil. Del resto Geni e o zepelim non poteva mancare dall'elenco delle traduzioni. Uno straordinario Chico, molto molto vicino a Fabrizio De Andrè.

Geni e o zepelim
Chico Buarque/1977-1978 

( Ópera do malandro)



Geni e lo Zeppelin

De tudo que é nego torto
Con ogni sorta di negro infimo (1) 

Do mangue e do cais do porto

Dei bordelli o delle banchine del porto
Ela já foi namorada
Lei è già stata a letto


O seu corpo é dos errantes
Il suo corpo è degli erranti
Dos cegos, dos retirantes
Dei ciechi, degli emigranti

É de quem não tem mais nada
É di chiunque non possegga più niente


Dá-se assim desde menina

Lei gli si offre così, già da bambina
Na garagem, na cantina
Nel garage, in cantina


Atrás do tanque, no mato

Dietro la cisterna, nel bosco


É a rainha dos detentos
É la regina dei detenuti, 

Das loucas, dos lazarentos
Delle pazze, dei lebbrosi


Dos moleques do internato
Dei ragazzini negli internati


E também vai amiúde

E va anche e molto spesso


Com os velhinhos sem saúde
Coi vecchietti infermi


E as viúvas sem porvir

E con le vedove senza futuro
Ela é um poço de bondade

E' un pozzo di bontà


E é por isso que a cidade

Ed é per questo che la città
Vive sempre a repetir

Continua a ripetere

Joga pedra na Geni
Lanciate pietre su Genì


Joga pedra na Geni
Lanciate pietre su Genì
Ela é feita pra apanhar

Il suo destino è prenderle


Ela é boa de cuspir
E ricevere sputi


Ela dá pra qualquer um

Lei la dà a chicchessia


Maldita Geni
Maledetta Genì

Um dia surgiu, brilhante

Un giorno comparve, brillando
Entre as nuvens, flutuante

Tra le nuvole fluttuando
Um enorme zepelim

Un enorme Zeppelin
Pairou sobre os edifícios
Si fermò sopra gli edifici 

Abriu dois mil orifícios
Aprì duemila orifizi


Com dois mil canhões assim
Con duemila cannoni

A cidade apavorada
La città terrorizzata


Se quedou paralisada
Rimase paralizzata


Pronta pra virar geléia

Pronta a trasformarsi in gelatina
Mas do zepelim gigante

Ma dallo Zeppelin gigante
Desceu o seu comandante

Discese il suo comandante


Dizendo - Mudei de idéia

E disse: "Ho cambiato idea


- Quando vi nesta cidade
Quando vidi in questa città

- Tanto horror e iniquidade
Tanto orrore e iniquità
- Resolvi tudo explodir

Decisi di far esplodere tutto


- Mas posso evitar o drama

Ma posso evitare il dramma


- Se aquela formosa dama


Se quella formosa dama
- Esta noite me servir

Questa notte mi servirà"





Essa dama era Geni
Quella dama era Genì 

Mas não pode ser Geni

Ma come può essere Genì?

Ela é feita pra apanhar
Il suo destino è prenderle


Ela é boa de cuspir

E ricevere sputi


Ela dá pra qualquer um

Lei la dà a chicchessia


Maldita Geni

Maledetta Geni

Mas de fato, logo ela

Ma di fatto, proprio lei


Tão coitada e tão singela
Tanto povera e semplice
Cativara o forasteiro

Si era accattivata il forestiero
O guerreiro tão vistoso
Il guerriero così spaventoso


Tão temido e poderoso

Così temuto e poderoso
Era dela, prisioneiro
Divenne di lei prigioniero


Acontece que a donzela
E succede che la donzella


- e isso era segredo dela

- e questo era il suo segreto

Também tinha seus caprichos

Aveva anche lei i suoi capricci


E a deitar com homem tão nobre
E al giacere con uomo tanto nobile


Tão cheirando a brilho e a cobre
Che odorava e risplendeva di metalli

Preferia amar com os bichos

Lei preferiva far l'amore con le bestie


Ao ouvir tal heresia
Sentendo una tal eresia


A cidade em romaria
La città in processione


Foi beijar a sua mão

Andò a bacirle la mano
O prefeito de joelhos
Il sindaco in ginocchio


O bispo de olhos vermelhos

Il vescovo con gli occhi in lacrime


E o banqueiro com um milhão
E il banchiere con un milione





Vai com ele, vai Geni
Vai con lui, vai o Genì
Vai com ele, vai Geni
Vai con lui, vai o Genì


Você pode nos salvar
Tu puoi salvarci
Você vai nos redimir

Tu puoi redimerci


Você dá pra qualquer um
Tu la dai a chicchessia 


Bendita Geni

Benedetta Geni





Foram tantos os pedidos
Furono tante le suppliche


Tão sinceros tão sentidos
Così sincere e sentite
Que ela dominou seu asco
Che lei dominò il suo ribrezzo
Nessa noite lancinante
E in quella notte lancinante

Entregou-se a tal amante
Si offrì a quell'amante


Como quem dá-se ao carrasco

Come chi si consegna al boia


Ele fez tanta sujeira
Fece tante porcherie 

Lambuzou-se a noite inteira
E si insozzò la notte intera


Até ficar saciado

Finché fu sazio


E nem bem amanhecia

E non albeggiava ancora
Partiu numa nuvem fria
Che lui partì in una fredda nube


Com seu zepelim prateado
Con il suo Zeppelin argentato
Num suspiro aliviado
Con un sospiro alleviato



Ela se virou de lado
Lei si girò di lato
E tentou até sorrir

E provò anche a sorridere
Mas logo raiou o dia
Ma non appena spuntò il giorno


E a cidade em cantoria
La città all'unisono


Não deixou ela dormir

Non la lasciò dormire





Joga pedra na Geni

Lanciate pietre su Genì


Joga bosta na Geni

Lanciate merda su Genì

Ela é feita pra apanhar
Il suo destino è prenderle


Ela é boa de cuspir
E ricevere sputi

Ela dá pra qualquer um

Lei la dà a chicchessia
Maldita Geni
Maledetta Genì

[1]
Torto può significare anche strabico,
irascibile, di mal carattere


mercoledì 20 maggio 2009

L’undicesima vittima.

Oppure l’undecima come si diceva dei papi. Eccomi qua vittima di una diverticolite (intestinale, una cosa da vecchiotti) che mi ha portato pure ad un breve passaggio in ospedale di cui mi resta ancora l’antisettico profumo sotto il naso. Qualche giorno fa kindsaluv mi ha rubato il post dalla tastiera, dal momento che stavo per scrivere anch’io de La decima vittima del mai troppo lodato Elio Petri. Mastroianni, Ursula (ma anche una bellissima Elsa Martinelli) la colonna sonora ... ma non volevo parlare di questo. Volevo invece raccontare a chi fosse sfuggito che “La decima vittima” è diventato anche un real game (si dirà così) ambientato tra le strade di Torino ma penso in futuro anche in altre città italiane.

La lunga descrizione che segue è dal forum di studenti.
“Per le strade di Torino, fra ignari passanti, potrebbe celarsi il tuo predatore. Da lunedì 12 maggio nel capoluogo Piemontese 100 fra ragazze e ragazzi si nascondono e si cercano, si spiano e si evitano, attendono il momento giusto per sparare alla propria vittima con una pistola ...ad acqua.
Dopo New York, Vancouver, San Francisco, Los Angeles, Londra, Barcellona e Parigi anche a Torino arriva la streetwar!
Il gioco si ispira al film "La decima vittima" di E. Petri con Marcello Mastroianni. Agli iscritti è stato consegnato un kit con all'interno il nome, la foto e le abitudini della propria preda: scopo del gioco è colpire con pistole ad acqua le proprie vittime evitando gli attentati del proprio killer.
L'area di gioco comprende praticamente l'intera città, esclusi naturalmente abitazioni, luoghi di lavoro, locali pubblici e di culto. Come su un set, sei protagonista di un thriller mozzafiato, e vincerai un premio se riuscirai a sopravvivere eliminando gli altri concorrenti.
Un torneo di 3 settimane giocato 24 ore su 24, ulteriori informazioni si possono trovare sul sito ufficiale: http://www.torinospy.com



Visto che ho passato diversi giorni steso tra letto e divano mi sono pure concesso il lusso di vedere un paio di film “prima di mezzogiorno”, tra il primo e secondo antibiotico della giornata. Fatto sta che una mattina passava Sbatti il mostro in prima pagina (forse per il fatto che in questi giorni Bellocchio è a Cannes) che avevo visto una sola volta ai tempi del cineforum della scuola (quando era ancora un film quasi recente, visto che parliamo del 78/79 o giù di lì). Quello che allora non potevo sapere e apprezzare era che il film avesse tra i propri “interpreti”, ripreso nel reale comizio con cui si apre il film, un futuro ministro della Repubblica italiana.

venerdì 1 maggio 2009

sabato 25 aprile 2009

Il ritorno di Chico (in libreria)


Quando gli fu presentata l’idea di affidare alcune delle sue canzoni più famose a dieci giovani scrittori brasiliani come ispirazione per una raccolta di racconti, Chico Buarque si limitò a chiedere di non includere nella selezione “O velho Francisco”. Forse perchè la solitudine del ex-schiavo sul letto di morte doveva ispirare la storia del nobile decaduto, anche lui al termine della sua esistenza su un letto d’ospedale, al centro di Leite Derramado, "latte versato", quarto romanzo del nostro Chico. Trovate tutto sull’articolo di Max De Tomassi.

Vi segnalo anche il blog del libro, dove trovate pure Chico che legge il 1° capitolo.

Il ritorno di Zimbra

David Byrne è tornato a Verona. Soprattutto è tornato Reboman, con bellisime foto e un video di "Burning down the house". Al concerto del Teatro Romano di cui parla reboman c’ero pure io, lunedì invece no. Dalle foto, dal video, dai commenti posso dire di aver fatto male. Non posso poi dimenticare che David Byrne è un grande amico della musica brasiliana. Arrivederci.

domenica 19 aprile 2009

Diana Krall: Quiet Nights. Semplicemente perfetto (e sottolineo "semplicemente").

Che Diana Krall avesse un’affinità esecutiva (nel tocco del piano) e vocale (nel canto sussurrato) con lo stile della Bossa Nova lo si è sempre saputo. Personalmente non sentivo l’esigenza di questo disco (almeno nella sua componente, per così dire, brasiliana). D’altro parere, evidentemente, il pubblico, compreso quello italiano che piazza il nuovo disco della Krall addiritttura nella top 10, cosa di per sè già strana per un disco jazzato. A cui non si può eccepire nulla, se non il fatto di non riservare alcuna sorpresa. Lo standard degli standard. Rischia di essere banale perfino la presenza di un personaggio come Claus Ogerman (già in altri dischi di Diana Krall) colui che ha creato (per i detrattori “americanizzato”) il suono di molti dischi di Jobim (Francis Albert Sinatra & Antonio Carlos Jobim, giusto per citane uno). Con quel frusciar di violini, incantevole in album di 40 anni fa....
Il disco è meno brasiliano di quanto si presenti, visto che solo 4 brani su 12 arrivano dal repertorio verdeoro (in totale meno di 17 minuti del disco). Oltre al brano che dà il titolo all’album troviamo So Nice, The Boy (?) from Ipanema, Este Seu Olhar, l'unico in portoghese.
Si poteva forse cercare un brano che non avesse già svariate decine di versioni, un passaggio ruvido per dare un tocco desafinado a tanta cristalleria. Niente. Per cui, come i cristalli più preziosi regalatici, riponiamolo pure nella vetrinetta e tiriamolo fuori per il momento fonzie&martini di qualche cenetta lounge. Per il resto continuiamo a bere dai soliti bicchieri della nutella. Non me ne vogliano gli ammiratori di Diana tra cui, con tutti i primi dischi, mi ci metto anch'io.



Per non perdere la buona abitudine delle esecuzioni casalinghe, Melissa grandi occhiali e denti bianchissimi, dà quasi i punti alla grande Diana. In più tiene anche in ordine l'armadio, il che non guasta.

sabato 18 aprile 2009

Televoto

"Ci manda la RAI"





giovedì 16 aprile 2009

Poco tempo e molti cazzi.

Scusate il titolo, ma non trovavo modo più sintetico per descrivere la latitanza dal blog. Nei sorvegliati speciali due dischi piuttosto recenti, entrambi 2009.
Di Bruno Morais vi propongo 2 "vecchie" performance radiofoniche, molto piacevoli per il clima assolutamente relax dei pezzi e dell'ambiente. Entrambi i pezzi sono del precedente disco Volume Zero. Ai link proposti trovate tutto quello che c'è da sapere e in parte da ascoltare.





Il Duo Moviola ovvero Douglas Germano e Kiko Dinucci esce con O Retrato do Artista Quando Pede credo il loro primo disco.
Kiko Dinucci (e Bando) era uscito l'anno scorso con un altro disco molto, molto interessante. Adesso speriamo di sentirci con maggior frequenza. Approfitto per ringraziare chi ha lasciato la sua preferenza sulla questione squadre di Subbuteo. Ciao!

mercoledì 15 aprile 2009

Gisele per Calzedonia


E pensare che qualcuno di "noi" ha lavorato in passato per la comunicazione Calzedonia. Vero Reboman?