Perchè in Italia c'è una certa diffidenza nell'affidare la politica ai giovani? Parte della risposta (una parte soltanto) viene dall'Almanacco della Politica che indica in Benito Mussolini il più giovane presidente del consiglio avuto dall'Italia (a 39 anni, effettivamente giovane) e in Francesco Cossiga il più giovane primo ministro dell'Italia repubblicana (a 51 anni, però, e questo fa pensare).
E poi uno si domanda perchè ogni tanto si tira fuori il discorso della gabbie salariali. 8 ore di una top escort mi costano a Milano 2500€ e devo pure scomodarmi per andarla a trovare. Per una prestazione probabilmente superiore (almeno in termini orari) Berlusconi se la cava con 2000€, tra l’altro nemmeno versati, ed ovviamente concordati in nero. Qui le questioni sono altre, mica il pisello di Berlusconi. Qui è questione di potere d’acquisto non di potenza sessuale. Qui è questione di evasione fiscale mica di evasione sessuale. E poi diciamo le cose come stanno: la Escort era un modello della Ford, qui parliamo di puttane di lusso, PDL appunto.
Cosa ci fa Iggy Pop su coscienzasporca? Del resto cosa ci fa How Insensitive nell’ultimo disco del grande Iggy? Preliminaires si ispira al libro “La possibilità di un’isola” di Michel Houellebecq, libro che -parole di Iggy- “parla di morte, sesso, la fine della razza umana ed altre cose carine”. Per il lancio del disco anche tre diverse versioni video del brano King of the dogs, firmate Marjane Satrapi. Apre e chiede l’album, francese già nel titolo, la cover di Les Feuilles Mortes che farà contento anche Fiorello (nella sua versione attore drammatico francese).
Devo molto a questo blog e alle persone che hanno il piacere di parteciparvi: mi sento quindi in colpa nei momenti in cui sono costretto a trascurarlo e trascurarvi. Per farmi perdonare mi serviva qualcosa di veramente forte. Faccio poca fatica perchè la traduzione arriva dritta dritta da Musibrasil. Del resto Geni e o zepelim non poteva mancare dall'elenco delle traduzioni. Uno straordinario Chico, molto molto vicino a Fabrizio De Andrè.
Geni e o zepelim Chico Buarque/1977-1978 ( Ópera do malandro)
Geni e lo Zeppelin
De tudo que é nego torto Con ogni sorta di negro infimo (1) Do mangue e do cais do porto Dei bordelli o delle banchine del porto Ela já foi namorada Lei è già stata a letto O seu corpo é dos errantes Il suo corpo è degli erranti Dos cegos, dos retirantes Dei ciechi, degli emigranti É de quem não tem mais nada É di chiunque non possegga più niente Dá-se assim desde menina Lei gli si offre così, già da bambina Na garagem, na cantina Nel garage, in cantina Atrás do tanque, no mato Dietro la cisterna, nel bosco É a rainha dos detentos É la regina dei detenuti, Das loucas, dos lazarentos Delle pazze, dei lebbrosi Dos moleques do internato Dei ragazzini negli internati E também vai amiúde E va anche e molto spesso Com os velhinhos sem saúde Coi vecchietti infermi E as viúvas sem porvir E con le vedove senza futuro Ela é um poço de bondade E' un pozzo di bontà E é por isso que a cidade Ed é per questo che la città Vive sempre a repetir Continua a ripetere
Joga pedra na Geni Lanciate pietre su Genì Joga pedra na Geni Lanciate pietre su Genì Ela é feita pra apanhar Il suo destino è prenderle Ela é boa de cuspir E ricevere sputi Ela dá pra qualquer um Lei la dà a chicchessia Maldita Geni Maledetta Genì
Um dia surgiu, brilhante Un giorno comparve, brillando Entre as nuvens, flutuante Tra le nuvole fluttuando Um enorme zepelim Un enorme Zeppelin Pairou sobre os edifícios Si fermò sopra gli edifici Abriu dois mil orifícios Aprì duemila orifizi Com dois mil canhões assim Con duemila cannoni A cidade apavorada La città terrorizzata Se quedou paralisada Rimase paralizzata Pronta pra virar geléia Pronta a trasformarsi in gelatina Mas do zepelim gigante Ma dallo Zeppelin gigante Desceu o seu comandante Discese il suo comandante Dizendo - Mudei de idéia E disse: "Ho cambiato idea - Quando vi nesta cidade Quando vidi in questa città - Tanto horror e iniquidade Tanto orrore e iniquità - Resolvi tudo explodir Decisi di far esplodere tutto - Mas posso evitar o drama Ma posso evitare il dramma - Se aquela formosa dama Se quella formosa dama - Esta noite me servir Questa notte mi servirà"
Essa dama era Geni Quella dama era Genì Mas não pode ser Geni Ma come può essere Genì? Ela é feita pra apanhar Il suo destino è prenderle Ela é boa de cuspir E ricevere sputi Ela dá pra qualquer um Lei la dà a chicchessia Maldita Geni Maledetta Geni
Mas de fato, logo ela Ma di fatto, proprio lei Tão coitada e tão singela Tanto povera e semplice Cativara o forasteiro Si era accattivata il forestiero O guerreiro tão vistoso Il guerriero così spaventoso Tão temido e poderoso Così temuto e poderoso Era dela, prisioneiro Divenne di lei prigioniero Acontece que a donzela E succede che la donzella - e isso era segredo dela - e questo era il suo segreto Também tinha seus caprichos Aveva anche lei i suoi capricci E a deitar com homem tão nobre E al giacere con uomo tanto nobile Tão cheirando a brilho e a cobre Che odorava e risplendeva di metalli Preferia amar com os bichos Lei preferiva far l'amore con le bestie Ao ouvir tal heresia Sentendo una tal eresia A cidade em romaria La città in processione Foi beijar a sua mão Andò a bacirle la mano O prefeito de joelhos Il sindaco in ginocchio O bispo de olhos vermelhos Il vescovo con gli occhi in lacrime E o banqueiro com um milhão E il banchiere con un milione
Vai com ele, vai Geni Vai con lui, vai o Genì Vai com ele, vai Geni Vai con lui, vai o Genì Você pode nos salvar Tu puoi salvarci Você vai nos redimir Tu puoi redimerci Você dá pra qualquer um Tu la dai a chicchessia Bendita Geni Benedetta Geni
Foram tantos os pedidos Furono tante le suppliche Tão sinceros tão sentidos Così sincere e sentite Que ela dominou seu asco Che lei dominò il suo ribrezzo Nessa noite lancinante E in quella notte lancinante Entregou-se a tal amante Si offrì a quell'amante Como quem dá-se ao carrasco Come chi si consegna al boia Ele fez tanta sujeira Fece tante porcherie Lambuzou-se a noite inteira E si insozzò la notte intera Até ficar saciado Finché fu sazio E nem bem amanhecia E non albeggiava ancora Partiu numa nuvem fria Che lui partì in una fredda nube Com seu zepelim prateado Con il suo Zeppelin argentato Num suspiro aliviado Con un sospiro alleviato Ela se virou de lado Lei si girò di lato E tentou até sorrir E provò anche a sorridere Mas logo raiou o dia Ma non appena spuntò il giorno E a cidade em cantoria La città all'unisono Não deixou ela dormir Non la lasciò dormire
Joga pedra na Geni Lanciate pietre su Genì Joga bosta na Geni Lanciate merda su Genì Ela é feita pra apanhar Il suo destino è prenderle Ela é boa de cuspir E ricevere sputi Ela dá pra qualquer um Lei la dà a chicchessia Maldita Geni Maledetta Genì
[1] Torto può significare anche strabico, irascibile, di mal carattere
Oppure l’undecima come si diceva dei papi. Eccomi qua vittima di una diverticolite (intestinale, una cosa da vecchiotti) che mi ha portato pure ad un breve passaggio in ospedale di cui mi resta ancora l’antisettico profumo sotto il naso. Qualche giorno fa kindsaluv mi ha rubato il post dalla tastiera, dal momento che stavo per scrivere anch’io de La decima vittima del mai troppo lodato Elio Petri. Mastroianni, Ursula (ma anche una bellissima Elsa Martinelli) la colonna sonora ... ma non volevo parlare di questo. Volevo invece raccontare a chi fosse sfuggito che “La decima vittima” è diventato anche un real game (si dirà così) ambientato tra le strade di Torino ma penso in futuro anche in altre città italiane.
La lunga descrizione che segue è dal forum di studenti. “Per le strade di Torino, fra ignari passanti, potrebbe celarsi il tuo predatore. Da lunedì 12 maggio nel capoluogo Piemontese 100 fra ragazze e ragazzi si nascondono e si cercano, si spiano e si evitano, attendono il momento giusto per sparare alla propria vittima con una pistola ...ad acqua. Dopo New York, Vancouver, San Francisco, Los Angeles, Londra, Barcellona e Parigi anche a Torino arriva la streetwar! Il gioco si ispira al film "La decima vittima" di E. Petri con Marcello Mastroianni. Agli iscritti è stato consegnato un kit con all'interno il nome, la foto e le abitudini della propria preda: scopo del gioco è colpire con pistole ad acqua le proprie vittime evitando gli attentati del proprio killer. L'area di gioco comprende praticamente l'intera città, esclusi naturalmente abitazioni, luoghi di lavoro, locali pubblici e di culto. Come su un set, sei protagonista di un thriller mozzafiato, e vincerai un premio se riuscirai a sopravvivere eliminando gli altri concorrenti. Un torneo di 3 settimane giocato 24 ore su 24, ulteriori informazioni si possono trovare sul sito ufficiale: http://www.torinospy.com
Visto che ho passato diversi giorni steso tra letto e divano mi sono pure concesso il lusso di vedere un paio di film “prima di mezzogiorno”, tra il primo e secondo antibiotico della giornata. Fatto sta che una mattina passava Sbatti il mostro in prima pagina (forse per il fatto che in questi giorni Bellocchio è a Cannes) che avevo visto una sola volta ai tempi del cineforum della scuola (quando era ancora un film quasi recente, visto che parliamo del 78/79 o giù di lì). Quello che allora non potevo sapere e apprezzare era che il film avesse tra i propri “interpreti”, ripreso nel reale comizio con cui si apre il film, un futuro ministro della Repubblica italiana.
Quando gli fu presentata l’idea di affidare alcune delle sue canzoni più famose a dieci giovani scrittori brasiliani come ispirazione per una raccolta di racconti, Chico Buarque si limitò a chiedere di non includere nella selezione “O velho Francisco”. Forse perchè la solitudine del ex-schiavo sul letto di morte doveva ispirare la storia del nobile decaduto, anche lui al termine della sua esistenza su un letto d’ospedale, al centro di Leite Derramado, "latte versato", quarto romanzo del nostro Chico. Trovate tutto sull’articolo di Max De Tomassi.
Vi segnalo anche il blog del libro, dove trovate pure Chico che legge il 1° capitolo.
David Byrne è tornato a Verona. Soprattutto è tornato Reboman, con bellisime foto e un video di "Burning down the house". Al concerto del Teatro Romano di cui parla reboman c’ero pure io, lunedì invece no. Dalle foto, dal video, dai commenti posso dire di aver fatto male. Non posso poi dimenticare che David Byrne è un grande amico della musica brasiliana. Arrivederci.
Che Diana Krall avesse un’affinità esecutiva (nel tocco del piano) e vocale (nel canto sussurrato) con lo stile della Bossa Nova lo si è sempre saputo. Personalmente non sentivo l’esigenza di questo disco (almeno nella sua componente, per così dire, brasiliana). D’altro parere, evidentemente, il pubblico, compreso quello italiano che piazza il nuovo disco della Krall addiritttura nella top 10, cosa di per sè già strana per un disco jazzato. A cui non si può eccepire nulla, se non il fatto di non riservare alcuna sorpresa. Lo standard degli standard. Rischia di essere banale perfino la presenza di un personaggio come Claus Ogerman (già in altri dischi di Diana Krall) colui che ha creato (per i detrattori “americanizzato”) il suono di molti dischi di Jobim (Francis Albert Sinatra & Antonio Carlos Jobim, giusto per citane uno). Con quel frusciar di violini, incantevole in album di 40 anni fa.... Il disco è meno brasiliano di quanto si presenti, visto che solo 4 brani su 12 arrivano dal repertorio verdeoro (in totale meno di 17 minuti del disco). Oltre al brano che dà il titolo all’album troviamo So Nice, The Boy (?) from Ipanema, Este Seu Olhar, l'unico in portoghese. Si poteva forse cercare un brano che non avesse già svariate decine di versioni, un passaggio ruvido per dare un tocco desafinado a tanta cristalleria. Niente. Per cui, come i cristalli più preziosi regalatici, riponiamolo pure nella vetrinetta e tiriamolo fuori per il momento fonzie&martini di qualche cenetta lounge. Per il resto continuiamo a bere dai soliti bicchieri della nutella. Non me ne vogliano gli ammiratori di Diana tra cui, con tutti i primi dischi, mi ci metto anch'io.
Per non perdere la buona abitudine delle esecuzioni casalinghe, Melissa grandi occhiali e denti bianchissimi, dà quasi i punti alla grande Diana. In più tiene anche in ordine l'armadio, il che non guasta.
Scusate il titolo, ma non trovavo modo più sintetico per descrivere la latitanza dal blog. Nei sorvegliati speciali due dischi piuttosto recenti, entrambi 2009. Di Bruno Morais vi propongo 2 "vecchie" performance radiofoniche, molto piacevoli per il clima assolutamente relax dei pezzi e dell'ambiente. Entrambi i pezzi sono del precedente disco Volume Zero. Ai link proposti trovate tutto quello che c'è da sapere e in parte da ascoltare.
Il Duo Moviola ovvero Douglas Germano e Kiko Dinucci esce con O Retrato do Artista Quando Pede credo il loro primo disco. Kiko Dinucci (e Bando) era uscito l'anno scorso con un altro disco molto, molto interessante. Adesso speriamo di sentirci con maggior frequenza. Approfitto per ringraziare chi ha lasciato la sua preferenza sulla questione squadre di Subbuteo. Ciao!
Ho una concezione troppo rispettosa della fede per pensare che la Pasqua possa trasformarsi in una specie di rievocazione storica. Devo dire che il gran numero di film in peplum che si alternano in questo periodo (come ogni anno) tra Rai1, Rete 4 e La7 certo non aiuta ad evitare il pericolo. La presenza di romani in costume anche durante alcuni riti religiosi è l’affondo finale. E pensare che, con l’inizio della quaresima, il carnevale dovrebbe essere finito.
E Obama, l’uomo del destino (...) lo sa. Ha studiato. Si è informato e ha pensato: in fondo questi ci hanno scoperti, ci hanno spiegato come si fanno i western e prendono l’auto anche per andare al bar sotto casa. Ci salveranno. E, in fondo, come diceva il vecchio Henry Ford: giù il cappello, passa un’Alfa. (da La Duna, la Punto e la Santa Marea di Vittorio Macioce)
Chissà se avremo modo di vederlo. In Brasile dovrebbe uscire il 22 maggio. José Costa sarà interpretato da Leonardo Medeiros, che abbiamo già incrociato sul blog parlando della colonna sonora di Cabra-Cega (film di cui è stato produttore associato oltre che interprete) dove compariva una bella versione di Roda Vida. Se qualcuno fosse curioso di ascoltare Chico nella lettura di alcune pagine del libro da cui è tratto il film, faccia un salto qui.
"Ma per fortuna che c'e' il Riccardo che da solo gioca al biliardo, non e' di grande compagnia ma e' il piu' simpatico che ci sia". Semplicemente straordinaria la nota sui fuori concorso.
Chi dal 16 giugno dello scorso anno, è andato a leggere la traduzione di Quem te viu, quem te vê di Chico Buarque sul più bello si è trovato di fronte a un’intera riga di punti di domanda, a cui non sono riuscito a dare una traduzione credibile. Un buco rimasto lì per nove mesi. Ora mi viene in aiuto una mail di Sergio che traduce ed interpreta il verso rendendocelo più comprensibile. Rimando al post relativo per i vari interventi.
Aggiungo qui 2 cose: un po’ di foto relative al Bloco do Cordão da Bola Preta. Sergio cita questo importante, storico, bloco carnevalesco. Confesso la mia ignoranza e a chi vuole saperne di più suggerisco questo recente articolo di Antonio Forni sul 90 compleanno del gruppo. Gruppo che deve il proprio nome, così si narra, al vestito a pallini neri indossato da una splendida ragazza. Di fatto l’impatto grafico di questa “palla nera” fa un notevole effetto come raccontano le immagini.
Finisco con una ulteriore curiosità sul brano. Leggo che “Quem te Viu, Quem te Vê” fu presentato al pubblico per la prima volta nel febbraio del ’67 durante uno show musicale presentato da Chico Buarque e Nara Leão, prodotto dalla TV Record: il programma non ebbe alcun successo a causa della timidezza dei due giovanissimi interpreti definiti dal produttore del programma come “la più grande coppia di dis-animatori del pubblico”. Il programma finì lì, la canzone divenne un classico.
La vita amico è l’arte dell’incontro, oltre ad essere il titolo di un disco bellissimo è una vera e propria filosofia di vita. Anzi la filosofia della musica brasiliana: qualcosa a cui aspiro anch’io, ma da cui mi sento, per i limiti del mio pessimo carattere, ancora troppo, troppo lontano. Non è di me che voglio parlare, ma di un grande incontro come quello tra Chico e l’Italia (che per Chico non è probabilmente il ricordo di un periodo bellissimo, ma è certamente qualcosa che va oltre il semplice dato biografico). Questo incontro è anche quello con Sergio Bardotti, raccontato nel video dai due protagonisti.
Da quell’incontro nacque anche l’album Chico Buarque de Hollanda na Italia disco che contiene buona parte dei brani pubblicati nel disco di esordio di Chico (Chico Buarque de Hollanda -1965- l’album di A banda tanto per capirci) tra cui la versione italiana di Olè Olà “richiesta” qualche giorno fa da larobi. In questo caso la versione italiana curata da Bardotti non propone un adattamento, ma una traduzione molto fedele all’originale, tranne per minimi necessari aggiustamenti. Per questo mi sento di riproporla integramente, inserendola anche nell’elenco traduzioni. Olè, Olà è anche il brano di apertura dell’album dal vivo registrato da Maria Bethania e Chico, versione di cui esiste una “dissacrante” ma tuttosommato godibile imitazione. Aggiungo solo una nota per larobi che spero mi legga fino a qui. Hai citato la canzone, evidentemente tra le tue preferite. Nel tuo ultimo post hai citato particolari atmosfere romane. Chissà che, coincidenza per coincidenza, non ti capiti di incontrare Chico la prossima volta che passa di lì. Due cose per finire. Sto “Risotto Nero” credo non sia pubblicato su alcun album (ma potrei essere smentito). Il video è tratto invece da una serie di DVD (credo 9, mica uno) dedicati al lavoro di Chico Buarque: esattamente dal terzo DVD, “Vai Passar”, girato (mannaggia) a Roma.
Ole, Olá Chico Buarque e versione italiana di Sergio Bardotti
Não chore ainda não, que eu tenho um violão Non piangere bambina, ho qui la mia chitarra E nós vamos cantar E canteremo un po' Felicidade aqui pode passar e ouvir E la felicità potrà da noi passare E se ela for de samba há de querer ficar E se le piace il samba tra di noi starà Seu padre toca o sino que é pra todo mundo saber Suonate le campane stanotte, tutto il mondo saprà Que a noite é criança, que o samba é menino Che è giovane il samba, la notte bambina Que a dor é tão velha que pode morrer E' vecchio il dolore tra un po' morirà
Olê, olê, olê, olá Olê, olê, olê, olá Tem samba de sobra, quem sabe sambar C'è samba per tutti, chi vuole potrà Que entre na roda, que mostre o gingado Entrare nel ballo a far ciò che vuole Mas muito cuidado, não vale chorar C'è un obbligo solo non piangere mai
Não chore ainda não, que eu tenho uma razão Non piangere bambina, conosco un buon motivo Pra você não chorar Perché non pianga più Amiga, me perdoa, se eu insisto à toa Amica mia perdona se insisto ancora Mas a vida é boa para quem cantar Ma la vita è bella per chi sa cantare Meu pinho, toca forte que é pra todo mundo acordar Chitarra suona forte stanotte il modo si sveglierà Não fale da vida, nem fale da morte Non devi parlare di vita e di morte Tem dó da menina, não deixa chorar Se no la bambina con te piangerà Olê, olê, olê, olá Olê, olê, olê, olá
Rit.
Não chore ainda não, que eu tenho a impressão Non piangere bambina ormai ho l'impressione Que o samba vem aí Che il samba sia tra noi É um samba tão imenso que eu às vezes penso E' un samba tanto immenso che il tempo stesso Que o próprio tempo vai parar pra ouvir Si vorrà fermare ad ascoltare un po'
Luar, espere um pouco, que é pra o meu samba poder chegar Ti prego luna aspetta fin quando il mio samba verrà Eu sei que o violão está fraco, está rouco Io so che il mio canto è debole e roco Mas a minha voz não cansou de chamar Ma io non mi stanco da tanto chiamare Olê, olê, olê, olá Olê, olê, olê, olá
Tem samba de sobra, ninguém quer sambar C'è samba per tutti nessuno lo balla Não há mais quem cante, nem há mais lugar Nessuno lo canta e posto non ha O sol chegou antes do samba chegar Il sole si alza, il samba non c'è Quem passa nem liga, já vai trabalhar Nessuno ci bada e va a lavorare E você, minha amiga, já pode chorar E tu amica mia puoi piangere ormai
Allora vi propongo questa somiglianza tra Matteo Becucci (che sinceramente non è che mi piaccia granchè) ed un Erasmo Carlo di qualche tempo fa. Stesso parrucchiere.
L'avevo già visto da tempo. La miglior simulazione del gioco del calcio, il Subbuteo, nella miglior simulazione realizzata in digitale. Il meglio del meglio, rischia a volte di essere il peggio: qualcuno ci ha giocato?
Intendo suonare una canzone. È quello che è venuto in mente ai creatori del progetto/sito Musica de Bolso (musica tascabile o qualcosa del genere), quando hanno deciso di invitare diversi musicisti brasiliani, specie dell’ultima generazione ma non solo, a suonare la loro musica in piccoli spazi inusuali, fuori dei luoghi deputati, cogliendo il momento. Musica e video in una forma assolutamente spontanea o quasi.
Il sito è pieno di cose interessanti, da approfondire quando si ha un po’ di tempo da perdere in maniera piacevole. Ogni volume -dei 71 ad oggi presenti- è pensato come una sorta di 45 giri, con un lato A e B e quindi con la registrazione di due brani. Interessanti le note a corredo per sapere tutto dei vari brani e su chi li esegue e vedere gli eventuali dietro le quinte.
Seleziono tre, quattro cose: il primo gruppo coinvolto nel progetto, Patu Fu con Fernanda Takai, suona in un negozio di giocattoli artigianali (un po’ nello stile della Playtoy Orchestra): perchè ci vuole classe a suonare anche un orsacchiotto.
Música de Bolso - Pato Fu - Mamã Papá
Il grande Arnaldo Antunes (già negli storici Titas, “banda” oggi raccontata in un film; diventato "abbastanza" popolare anche da noi come componente dei Tribalistas) che sceglie, com’era logico aspettarsi, un posto piuttosto insolito. Il brano B è “Volte Para O Seu Lar” inciso anche da Marisa Monte in “Mais”
Música de Bolso - Arnaldo Antunes - Volte Para o Seu Lar
Natalia Mallo di cui torno magari a parlare, argentina arrivata in Brasile, divisa tra pop brasiliano e tango argentino (con il gruppo Gato Negro) il cui disco Qualquer Lugar (2007) è entrato in sordina nella mia personale playlist e ora vi si ritrova tra i più ascoltati del momento.
Música de Bolso - Natalia Mallo – Banheira
E infine Marcelo Camelo (Los Hermanos) con cui vorrei ora condividere una cerveja (non troppo) gelada al bar. Il brano alla chitarra è quello che apre il suo disco solista “Sou” ovvero “Sono” con quella bella copertina che letta al contrario diventa “ nos” ovvero noi.
Música de Bolso - Marcelo Camelo - Téo e a Gaivota
Il momento tanto atteso è finalmente arrivato: dal giorno 13 marzo Subbuteo la leggenda sarà in edicola allegato con Panorama e Tv Sorrisi e Canzoni. Il nome non poteva essere migliore perché il gioco del Subbuteo è veramente leggendario. Se ne sono accorti alla Fabbri quando, trapelata la notizia a settembre, hanno cominciato a ricevere richieste di informazioni da tutti gli angoli del mondo. Il prodotto è sostanzialmente il medesimo già recensito su questo stesso sito (vedi) ….
Invito "appassionati e non" a leggere questo bell'articolo (che sottoscriverei interamente) stranamente scritto da una ragazza.