domenica 29 marzo 2009

Famiglia facebook.


"Ma per fortuna che c'e' il Riccardo che da solo gioca al biliardo, non e' di grande compagnia ma e' il piu' simpatico che ci sia".
Semplicemente straordinaria la nota sui fuori concorso.

mercoledì 25 marzo 2009

Il passaggio mancante





Chi dal 16 giugno dello scorso anno, è andato a leggere la traduzione di Quem te viu, quem te vê di Chico Buarque sul più bello si è trovato di fronte a un’intera riga di punti di domanda, a cui non sono riuscito a dare una traduzione credibile. Un buco rimasto lì per nove mesi. Ora mi viene in aiuto una mail di Sergio che traduce ed interpreta il verso rendendocelo più comprensibile. Rimando al post relativo per i vari interventi.

Aggiungo qui 2 cose: un po’ di foto relative al Bloco do Cordão da Bola Preta. Sergio cita questo importante, storico, bloco carnevalesco. Confesso la mia ignoranza e a chi vuole saperne di più suggerisco questo recente articolo di Antonio Forni sul 90 compleanno del gruppo. Gruppo che deve il proprio nome, così si narra, al vestito a pallini neri indossato da una splendida ragazza. Di fatto l’impatto grafico di questa “palla nera” fa un notevole effetto come raccontano le immagini.

Finisco con una ulteriore curiosità sul brano. Leggo che “Quem te Viu, Quem te Vê” fu presentato al pubblico per la prima volta nel febbraio del ’67 durante uno show musicale presentato da Chico Buarque e Nara Leão, prodotto dalla TV Record: il programma non ebbe alcun successo a causa della timidezza dei due giovanissimi interpreti definiti dal produttore del programma come “la più grande coppia di dis-animatori del pubblico”. Il programma finì lì, la canzone divenne un classico.

sabato 21 marzo 2009

“Figlio di puttana”: detto da Chico fa tutto un altro effetto!



La vita amico è l’arte dell’incontro, oltre ad essere il titolo di un disco bellissimo è una vera e propria filosofia di vita. Anzi la filosofia della musica brasiliana: qualcosa a cui aspiro anch’io, ma da cui mi sento, per i limiti del mio pessimo carattere, ancora troppo, troppo lontano. Non è di me che voglio parlare, ma di un grande incontro come quello tra Chico e l’Italia (che per Chico non è probabilmente il ricordo di un periodo bellissimo, ma è certamente qualcosa che va oltre il semplice dato biografico). Questo incontro è anche quello con Sergio Bardotti, raccontato nel video dai due protagonisti.

Da quell’incontro nacque anche l’album Chico Buarque de Hollanda na Italia disco che contiene buona parte dei brani pubblicati nel disco di esordio di Chico (Chico Buarque de Hollanda -1965- l’album di A banda tanto per capirci) tra cui la versione italiana di Olè Olà “richiesta” qualche giorno fa da larobi. In questo caso la versione italiana curata da Bardotti non propone un adattamento, ma una traduzione molto fedele all’originale, tranne per minimi necessari aggiustamenti. Per questo mi sento di riproporla integramente, inserendola anche nell’elenco traduzioni.
Olè, Olà è anche il brano di apertura dell’album dal vivo registrato da Maria Bethania e Chico, versione di cui esiste una “dissacrante” ma tuttosommato godibile imitazione.
Aggiungo solo una nota per larobi che spero mi legga fino a qui. Hai citato la canzone, evidentemente tra le tue preferite. Nel tuo ultimo post hai citato particolari atmosfere romane. Chissà che, coincidenza per coincidenza, non ti capiti di incontrare Chico la prossima volta che passa di lì.
Due cose per finire. Sto “Risotto Nero” credo non sia pubblicato su alcun album (ma potrei essere smentito). Il video è tratto invece da una serie di DVD (credo 9, mica uno) dedicati al lavoro di Chico Buarque: esattamente dal terzo DVD, “Vai Passar”, girato (mannaggia) a Roma.



Ole, Olá
Chico Buarque e versione italiana di Sergio Bardotti

Não chore ainda não, que eu tenho um violão
Non piangere bambina, ho qui la mia chitarra
E nós vamos cantar
E canteremo un po'
Felicidade aqui pode passar e ouvir
E la felicità potrà da noi passare
E se ela for de samba há de querer ficar
E se le piace il samba tra di noi starà
Seu padre toca o sino que é pra todo mundo saber
Suonate le campane stanotte,
tutto il mondo saprà
Que a noite é criança, que o samba é menino
Che è giovane il samba,
la notte bambina
Que a dor é tão velha que pode morrer
E' vecchio il dolore
tra un po' morirà


Olê, olê, olê, olá
Olê, olê, olê, olá
Tem samba de sobra, quem sabe sambar
C'è samba per tutti,
chi vuole potrà
Que entre na roda, que mostre o gingado
Entrare nel ballo a far ciò che vuole
Mas muito cuidado, não vale chorar
C'è un obbligo solo
non piangere mai

Não chore ainda não, que eu tenho uma razão
Non piangere bambina,
conosco un buon motivo
Pra você não chorar
Perché non pianga più
Amiga, me perdoa, se eu insisto à toa
Amica mia perdona 
se insisto ancora
Mas a vida é boa para quem cantar
Ma la vita è bella
per chi sa cantare
Meu pinho, toca forte que é pra todo mundo acordar
Chitarra suona forte stanotte
il modo si sveglierà
Não fale da vida, nem fale da morte
Non devi parlare
di vita e di morte
Tem dó da menina, não deixa chorar
Se no la bambina
con te piangerà
Olê, olê, olê, olá
Olê, olê, olê, olá

Rit.

Não chore ainda não, que eu tenho a impressão
Non piangere bambina
ormai ho l'impressione
Que o samba vem aí
Che il samba sia tra noi
É um samba tão imenso que eu às vezes penso
E' un samba tanto immenso
che il tempo stesso
Que o próprio tempo vai parar pra ouvir
Si vorrà fermare 
ad ascoltare un po'

Luar, espere um pouco, que é pra o meu samba poder chegar
Ti prego luna aspetta fin quando
il mio samba verrà
Eu sei que o violão está fraco, está rouco
Io so che il mio canto
è debole e roco
Mas a minha voz não cansou de chamar
Ma io non mi stanco
da tanto chiamare
Olê, olê, olê, olá
Olê, olê, olê, olá

Tem samba de sobra, ninguém quer sambar
C'è samba per tutti
nessuno lo balla
Não há mais quem cante, nem há mais lugar
Nessuno lo canta
e posto non ha
O sol chegou antes do samba chegar
Il sole si alza,
il samba non c'è
Quem passa nem liga, já vai trabalhar
Nessuno ci bada
e va a lavorare
E você, minha amiga, já pode chorar
E tu amica mia
puoi piangere ormai

mercoledì 18 marzo 2009

Tanto lo so che una sbirciatina ad X-Factor gliela date sempre.



Allora vi propongo questa somiglianza tra Matteo Becucci (che sinceramente non è che mi piaccia granchè) ed un Erasmo Carlo di qualche tempo fa. Stesso parrucchiere.

martedì 17 marzo 2009

Questo è troppo (anche per me).


L'avevo già visto da tempo. La miglior simulazione del gioco del calcio, il Subbuteo, nella miglior simulazione realizzata in digitale. Il meglio del meglio, rischia a volte di essere il peggio: qualcuno ci ha giocato?

venerdì 13 marzo 2009

Il posto più strano dove l'avete fatto.

Intendo suonare una canzone. È quello che è venuto in mente ai creatori del progetto/sito Musica de Bolso (musica tascabile o qualcosa del genere), quando hanno deciso di invitare diversi musicisti brasiliani, specie dell’ultima generazione ma non solo, a suonare la loro musica in piccoli spazi inusuali, fuori dei luoghi deputati, cogliendo il momento. Musica e video in una forma assolutamente spontanea o quasi.

Il sito è pieno di cose interessanti, da approfondire quando si ha un po’ di tempo da perdere in maniera piacevole.
Ogni volume -dei 71 ad oggi presenti- è pensato come una sorta di 45 giri, con un lato A e B e quindi con la registrazione di due brani. Interessanti le note a corredo per sapere tutto dei vari brani e su chi li esegue e vedere gli eventuali dietro le quinte.

Seleziono tre, quattro cose: il primo gruppo coinvolto nel progetto, Patu Fu con Fernanda Takai, suona in un negozio di giocattoli artigianali (un po’ nello stile della Playtoy Orchestra): perchè ci vuole classe a suonare anche un orsacchiotto.

Música de Bolso - Pato Fu - Mamã Papá


Il grande Arnaldo Antunes (già negli storici Titas, “banda” oggi raccontata in un film; diventato "abbastanza" popolare anche da noi come componente dei Tribalistas) che sceglie, com’era logico aspettarsi, un posto piuttosto insolito. Il brano B è “Volte Para O Seu Lar” inciso anche da Marisa Monte in “Mais”

Música de Bolso - Arnaldo Antunes - Volte Para o Seu Lar


Natalia Mallo di cui torno magari a parlare, argentina arrivata in Brasile, divisa tra pop brasiliano e tango argentino (con il gruppo Gato Negro) il cui disco Qualquer Lugar (2007) è entrato in sordina nella mia personale playlist e ora vi si ritrova tra i più ascoltati del momento.

Música de Bolso - Natalia Mallo – Banheira


E infine Marcelo Camelo (Los Hermanos) con cui vorrei ora condividere una cerveja (non troppo) gelada al bar. Il brano alla chitarra è quello che apre il suo disco solista “Sou” ovvero “Sono” con quella bella copertina che letta al contrario diventa “ nos” ovvero noi.

Música de Bolso - Marcelo Camelo - Téo e a Gaivota

giovedì 12 marzo 2009

Padri degeneri domani portate i vostri figli in edicola: dite con orgoglio che anche voi avete scritto la leggenda del Subbuteo.


Il momento tanto atteso è finalmente arrivato: dal giorno 13 marzo Subbuteo la leggenda sarà in edicola allegato con Panorama e Tv Sorrisi e Canzoni. Il nome non poteva essere migliore perché il gioco del Subbuteo è veramente leggendario.
Se ne sono accorti alla Fabbri quando, trapelata la notizia a settembre, hanno cominciato a ricevere richieste di informazioni da tutti gli angoli del mondo. Il prodotto è sostanzialmente il medesimo già recensito su questo stesso sito (vedi) ….

Invito "appassionati e non" a leggere questo bell'articolo (che sottoscriverei interamente) stranamente scritto da una ragazza.

Lo spot ed il sito Fabbri Editori

domenica 8 marzo 2009

Unica data italiana


Il 19 marzo, dall’ Olympia, inizia il Tour Labiata di Lenine. Unica data italiana, il 29 marzo.

venerdì 6 marzo 2009

Jorge Ben - Falcão (1983)


Kidsaluv lancia, Hermitage insacca: non mi resta che mandare in onda.
Davvero una chicca questo pezzo di Jorge Ben.

mercoledì 4 marzo 2009

Ma Luciano, qualche volta, ascolterà Tom?

A volte mi capita di sentire una canzone, che passa per radio, che non c’entra niente, che ascolto distrattamente tra la buca che mi precede e il furgone che mi fa i fari, e mi capita di pensare: c’è qualcosa di simile in una canzone di ....

La canzone che passa è un pezzo di Ligabue. Cerco il nome e il testo su internet: si chiama “Il mio pensiero” e cominicia così “Cosa c’entra questo cielo lucido, che non è mai stato così blu” e più avanti continua "Cosa c’entra quel tramonto inutile, non ha l’aria di finire più"... C’è quell’aggettivo "inutile” e quell’idea di un paesaggio romantico che non serve davvero a niente se non c’è una storia d’amore. Qualcosa di simile a quel Inútil paisagem che mette insieme Elis e Tom in quello straordinario disco del 74 inciso a Los Angeles.
E in una giornata "spompa" come oggi, questo bianco e nero, questa chiccosissima e sorridente malinconia, vento e gesti banali, mani in tasca per il freddo a cui non farai l'abitudine, ci stanno che è una meraviglia.



Inutil paisagem
Tom Jobim/Aloysio de Oliveira

Mas pra que

Ma a che serve
Pra que tanto céu

A che serve tutto il cielo
Pra que tanto mar,

A che serve tutto il mare
Pra que. De que serve esta onda que quebra

A che serve?

 A che serve l’onda che s’infrange
E o vento da tarde

E il vento che soffia il pomeriggio
De que serve a tarde

A che serve il tramonto?
Inútil paisagem

Inutile paesaggio …
Pode ser

Potrebbe darsi
Que não venhas mais

Che non arrivi
Que não voltes nunca mais
Che non arrivi mai più 

De que servem as flores que nascem pelo caminho
A che servono i fiori che spuntano
 lungo la strada
Se o meu caminho

Se la mia strada
Sozinho é nada.
É nada.
É nada
Senza te… è nulla, nulla.

venerdì 27 febbraio 2009

Ormai è fatta!


Alla cerimonia erano presenti soli i parenti stretti e i suoi tre cani. Sarà per la prossima volta.

mercoledì 25 febbraio 2009

Carnevale è finito 2

Allora gustiamoci questo video cartolina su Rio , sulla musica di Marcio Local. Senza problema. Salve o sol e o futebol. Salve o mar e o carnaval!

Marcio Local - Samba Sem Nenhum Problema

Carnevale è finito 1

domenica 22 febbraio 2009

Quando il Brasile cantava italiano (e vinceva pure Sanremo)

Certo 41 anni fa e grazie a Sergio Endrigo. E così rassicuro chi legge il blog che tra lavoro, acciacchi e sanremità varie ho battuto la fiacca. Ora mi aspettano 2 giorni di vacanza (?) carnevalizia. Ci risentiamo il mercoledì delle ceneri, quando saranno rimasti soli i coriandoli per strada.

Roberto Carlos " Canzone Per Te " ( San Remo 1968 )

sabato 14 febbraio 2009

Una pura coincidenza.


Eppure queste due copertine, presenti nella mia playlist, si somigliano parecchio. Io nemmeno me n’ero accorto, QuartoPiso sì.
Que falta você me faz, anno 2005, è un disco tutto dedicato a composizioni di Vinicius, mentore di Maria Bethania (così come John Peel si può dire mentore di PJ Harvey ma questo lo possono raccontare altri meglio di me...).
Gli uomini in nero e pelatini, le ragazze in chiaro, di profilo e i capelli con la stessa scriminatura. Ovvio che poi dentro cambia tutto, ma questa somiglianza esterna mi piace molto.

Chiudo con le parole usate nel 1965 da Vinicius per definire il talento di Maria Bethania.
«Il suo canto è libero è puro, ma non di una purezza casta e disumana: è l`incontro del cielo con la terra, il matrimonio tra il mondo e l`infinito» Tutto il resto che c’è da sapere sull’album nella recensione di Fabio Germinaro.

venerdì 13 febbraio 2009

Serve un pretesto


Ana Paula Tabalipa, attrice di telenovelas e miniserie tv, stava in un servizio e sulla copertina di playboy brasil, ottobre 2008. Stando al test -ancora presente qui a fianco- il 12% del blog dovrebbe avere un contenuto per adulti. In pratica 1 post ogni 11.
Perfino coscienzasporca non può non tener conto dei sondaggi, anche se difficilmente rispetterò la media. Ana Paula, comunque, non è qui per caso: in passato è stata infatti sposata con il batterista João Viana, figlio di Djavan. Visto che una scusa valida la si trova sempre?

mercoledì 11 febbraio 2009

"Chão de giz": diamo a Zé quello che è di Zé (Ramalho ovviamente).

Questo dovrebbe essere un pezzo cantato da un ventenne (non da un signore che ne farà quest’anno 60) che ha vissuto un’illusione d’amore con una donna più grande, sposata a un uomo importante e attratta solo della fisicità del giovane amante, che non sa se darsi del pazzo (mettersi la camicia di forza) o infilarsi a letto con la signora (scegliendo allora la camicia di venere, modo tutto brasiliano per definire il preservativo). Certamente alcune allusioni (il complesso di edipo, a cui penso alluda quel “Freud explica...
”) e alcuni passaggi del testo ("E isso explica porque o sexo 
è assunto popular"..

il mio preferito) hanno fatto di questa canzone, tra le prime scritte da Zè Ramalho, un superclassico che non poteva mancare nella lista delle traduzioni (in questo caso presa in larga parte da terrabrasilis.splinder.com)



Chão de giz
Un pavimento tracciato con il gesso

Eu desço dessa solidão

Scendo da questa solitudine,
Espalho coisas sobre
um chão de giz

sparpaglio cose su un pavimento tracciato con il gesso 

Há meros devaneios tolos
a me torturar

ridicole fantasticherie mi torturano
Fotografias recortadas
em jornais de folhas
amiúde!

Fotografie tagliate da giornali, tante volte
Eu vou te jogar
 num pano de guardar confetes

Ti butterò in un sacchetto di coriandoli 



Disparo balas de canhão

Sparo pallottole di cannone
é inútil, pois existe
um grão-vizir

è inutile, perché c’è un granvizir 

Há tantas violetas velhas
sem um colibri

Ci sono tante violette vecchie senza un colibrì 

Queria usar quem sabe 
uma camisa de força 
ou de vênus

volevo portare, che so, una camicia di forza o un preservativo 

Mas não vou gozar de nós 
apenas um cigarro

Ma non godremo di noi il tempo di una sigaretta
Nem vou lhe beijar
 gastando assim o meu batom...
E non ti bacerò deformando il mio rossetto 



Agora pego 
um caminhão, na lona 
Vou a nocaute outra vez
Ora prendo un camion, un’altra volta a knockout 

Prá sempre fui acorrentado
 no seu calcanhar

Sono stato incatenato al tuo tallone per sempre
Meus vinte anos de "boy"
 That's over, baby!
 Freud explica...


I miei 20 anni di "boy", That’s over, baby!, Freud lo può spiegare 

Não vou me sujar
 fumando apenas um cigarro

Non mi sporcherò per fumare una sola sigaretta
Nem vou lhe beijar
 gastando assim o meu batom

E non ti bacerò, sprecando così il mio rossetto
Quanto ao pano dos confetes 
já passou meu carnaval

Quanto al sacchetto dei coriandoli, il mio carnevale è finito
E isso explica porque o sexo è assunto popular...


E questo spiega perché il sesso è un argomento così popolare
No mais estou indo embora!

E poi, me ne vado

No mais estou indo embora!
No mais estou indo embora!
 No mais!...
Me ne vado, me ne vado...

"Tà tudo mudando" Zé Ramalho canta Bob Dylan (2008)


Leggo delle belle recensioni, ma io questo disco, che ha avuto l’approvazione di mr. Dylan in persona per gli adattamenti del testo (trattasi quindi di collaborazione, più che di un omaggio) lo capisco poco. Tradurre in portoghese e virare nelle sonorità nordestine alcuni dei classici del canzoniere di Dylan, personalmente mi dice poco. Se non che inglese e portoghese siano probabilmente le 2 lingue più musicali e cantabili. Per capirlo basta “sentire” come reggono i titoli tradotti: Como uma pedra a rolar, Batendo na porta do céu, O vento vai responder e un Mr. Tamborine Man che diventa Mr. do Pandeiro, occasione per un omaggio al grande Jackson do Pandeiro.
Sarà forse per il triplo passaggio dall’america, al brasile alle orecchie italiane del sottoscritto: probabilmente “là”, l’operazione fa un altro effetto. Magari insistendo a riascoltarlo...
Così per una volta, invece del pezzo in portoghese, propongo l’unico brano del disco rimasto in inglese (segato purtroppo nel finale. Dylan/Harrison per fortuna sono per intero).

Zé Ramalho - If not for you

sabato 7 febbraio 2009

«Non sapevo che questa canzone fosse sua»


Hermitage ci segnala l’ascolto del podcast di una recente puntata di Brasil che Max De Tomassi ha dedicato a Francis Hime e all’uscita dell’album-songbook Album Musical 2.
“Arrangiamenti sublimi ....interpretazioni memorabili ed emozionanti...”: il commento di Heritage (grazie!) nel post precedente.

Ho sempre apprezzato le intenzioni e il lavoro che c’è dietro il progetto di un songbook e anche in questo i produttori/curatori brasiliani sono davvero fenomenali. Basti ricordare quanto realizzato da Almir Chediak che credo non abbia confronti in nessun’altra discografia.

Infine il titolo l’ho rubato a un articolo di Antonio Forni su Musibrasil: ritrae perfettamente il destino di Francis Hime, meno conosciuto delle sue canzoni, perfino da parte di chi ama la mpb. Faccio anch’io il “mea culpa” non avendolo mai citato (almeno non ricordo) in questi 2 anni di vita del post pur avendo parlato di sue canzoni celeberrime come Vai Passar e Atras da Porta (“in parceria” con Chico)
(PS: per completezza di informazioni il primo songbook di Hime, uscito nel 1997, ha avuto una ristampa da Biscoito Fino nel 2004. PS2: purtroppo i vecchi podcast di Brasil dopo un po’ scompaiono, rimpiazzati dalla puntate più recenti).

giovedì 5 febbraio 2009

Il disco ritrovato (Tecnicolor e una paccata di link)

Torniamo ai Mutantes. Due post sotto eccomi con Tecnicolor in mano. Il disco, come ricorda Hermitage, è registrato nel 1970 ma pubblicato soltanto 30 anni dopo. Registrazioni scomparse e forse ritrovate dallo scrittore Carlos Calado mentre lavora a una biografia dei Mutantes o probabilmente non pubblicate per l’insoddisfazione del gruppo. Il lavoro non è completamente perduto perchè 4 tracce vengono comunque inserite nel disco Jardim Elétrico dell’anno successivo (1971).
Fatto sta che Tecnicolor viene stampato soltanto nel 2000, probabilmente in seguito al ritorno di interesse per il gruppo, merito anche di David Byrne che ripropone i Mutantes nel catalogo della Luaka Bop (Everything is Possible: The Best of Os Mutantes).

Registrato a Parigi, Tecnicolor contiene anche un brano francese Le Premier Bonheur du Jour (successo di Francoise Hardy in pure stile pre Carla Bruni) e la versione inglese di tanti brani di successo di quegli anni, da Panis et Circenses appunto a She’s my shoo shoo ovvero A Minha Menina di Jorge Ben, ai pezzi firmati Mutantes ovvero Arnaldo Baptista, Rita Lee, Sergio Dias. Un disco che anticipa il ritorno sulle scene del gruppo che si concretizzerà (come aveva auspicato perfino Kurt Cobain) con una serie di concerti qualche anno più tardi. Quello che mi era sempre sfuggito è invece il contributo di Sean Ono Lennon, due cognomi che dicono tutto, che firma le illustrazioni del booklet.
Chiudendo: può finire la musica dei Mutantes/Jorge Ben in uno spot per l’Happy Meal? Certo che sì e nell’agosto del 2008 passa pure in TV (non penso in Italia) durante le Olimpiadi di Pechino. Chi fosse invece curioso di ascoltare il primo (e forse unico) inedito firmato dai Mutantes del 1974 in poi, clicchi qui ( e perdoni l’audio). Aspettando, forse, un nuovo album in studio....

mercoledì 4 febbraio 2009

Tetine con una t sola.

Non è la “mia” musica è chiaro, eppure ci sono aspetti fortemente brasiliani nei cromosomi musicali e negli atteggiamenti di questo duo, non solo per la lingua portoghese. Bruno Verner e Eliete Mejorado, sulla scena dal ‘95, partono da San Paolo e arrivano a Londra e anche nell’ultimo album Let You X's Be Y's (Soul Jazz 2008) un pezzo su due, o quasi, è ancora in portoghese.
Per rispettare questa proporzione ecco due brani con video molto diversi. Il richiamo della natura alle porte delle città per Let The X Be X e atmosfere da balera per Olha Ela De Novo (“Guardala di nuovo” credo un pezzo dal disco omonimo del 2001, recuperato per quest’ultimo lavoro).

Tetine - Let The X Be X


Tetine - Olha Ela De Novo

domenica 1 febbraio 2009

Mutantes "Tecnicolor": mi ero perfino dimenticato di averlo


Poi una fredda domenica di febbraio Hermitage ha risvegliato la mia povera memoria! Ci sarà occasione di parlarne...

"Panis et Circenses": sempre attuale.

1968 Os Mutantes nel fondamentale Tropicália: ou Panis et Circenses.
1983 Boca Livre (giusto nel post precedente)
1996 Marisa Monte
2009?

Panis et Circences - Marisa Monte


Panis et Circenses
(Gilberto Gil/Caetano Veloso)

Eu quis cantar

Voglio cantare
Minha canção iluminada de sol

La mia canzone illuminata dal sole
Soltei os panos sobre os mastros no ar

Ho sciolto le vele al vento, sull’albero,
Soltei os tigres e os leões nos quintais

Ho lasciato libere tigri e leoni nel giardino
Mas as pessoas da sala de jantar

Ma tutta questa gente "da sala da pranzo"
São ocupadas em nascer e morrer


è occupata a nascere e morire

Mandei fazer

Ho fatto fare
De puro aço luminoso um punhal
Un pugnale di puro acciaio scintillante 

Para matar o meu amor e matei

Per ammazzare il mio amore e l'ho ucciso
As cinco horas na Avenida Central

Alle cinque in punto nella Avenida Central
Mas as pessoas da sala de jantar
Ma la gente in sala da pranzo 

São ocupadas em nascer e morrer


È impegnata a nascere e morire

Mandei plantar

Ho fatto piantare
Folhas de sonhos no jardim do solar

foglie di sogno nel giardino della villa
As folhas sabem procurar pelo sol
Le foglie sanno come raggiungere il sole

E as raízes procurar, procurar


E le radici cercano, cercano...

Mas as pessoas da sala de jantar

Ma la gente da sala da pranzo
Essas pessoas da sala de jantar

Quella gente da sala da pranzo
São as pessoas da sala de jantar

È proprio la gente da sala da pranzo
Mas as pessoas da sala de jantar

Ma la gente da sala da pranzo
São ocupadas em nascer e morrer
È occupata a nascere e morire

venerdì 30 gennaio 2009

Uno di quei bei post di una volta in cui si parla di tante cose...


L’occasione fa l’uomo prolisso e qui l’occasione è offerta dall’annuale classifica dei critici paulisti, raggruppati sotto la sigla APCA. Dopo quella del 2007, ecco quella del 2008. È una classifica un po’ strana stabilita da un terzetto di critici per ogni categoria premiata, tra cui la Música Popular

Disco: Nova Estação / Wanderléa
Grupo: Choro das 3
Instrumentista: Victor Lopes
Show: Palavra Cantada
Revelação: Vitor Araújo
Cantora: Nina Becker
Cantor: Zé Renato

Mi perdonerà la signora Wanderléa (62 anni indossati con nonchalance, del resto si tratta della più celebre cantante della Jovem Guarda anni ’60) al primo posto con il miglior album 2008, se le passo davanti e dedico il post alla miglior voce maschile dell’anno. Del resto il disco di Wanderléa non l’ho ancora ascoltarlo, mentre ho in sottofondo il disco di Zé Renato “E tempo de amar”. Confesso che associo Renato ai Boca Livre, mentre conosco poco della sua carriera come solista, su cui confido di rimediare presto.

Parlare di Zé Renato è una buona occasione per proporre/ascoltare tre notevoli brani.
Il primo insieme ai Boca Livre, gruppo vocale che avrebbe qualcosa da insegnare a quelli visti finora nella nuova edizione di X-Factor (almeno per quello che, di sfuggita, sono riuscito a vedere… sto forse sbagliando? sui gruppi manca la mano di Morgan, non vi sembra?) Il video è tratto dall’ultimo “Ao vivo” dei Boca Livre, anno 2007, di cui credo esista la doppia versione CD e DVD. Il pezzo è la bellissima Desenredo di Dori Caymmi e Paulo César Pinheiro che meriterebbe una traduzione (vedrò che fare) eseguita qui con la bellissima Roberta Sà, per coincidenza ma non per caso, tra i premiati APCA del 2007.

Boca Livre e Roberta Sá "Desenredo"



Con un salto di 25 anni ecco i Boca Livre nella “classicissima” Panis et Circenses di Veloso/Gil canzone manifesto che torna periodicamente a rivivere (e a cui ho appena deciso di dedicare il prossimo post). Se poi non bastasse ecco un pezzo dei Boca Livre che conoscono davvero tutti, magari nella versione di Endrigo, ma reso celebre in brasile dalla versione del quartetto vocale.

Boca Livre "Panis et Circenses" (1983)



Infine visto che il premio l’avrebbe vinto il “solo” Zé Renato, come cantante maschile, doveroso chiudere dando a Zé quel che è di Zé. Ma ancora una volta non da solo, visto che il pezzo ospita un’altra grande voce come quella di Milton Nascimento. Del resto il pezzo l’hanno scritto insieme, inserito nello stesso disco Boca Livre (1983) di Panis et Circenses. Ho dimenticato qualche cosa?

Zé Renato e Milton Nascimento "Anima"

giovedì 29 gennaio 2009

Hai capito la Vanessa?


Così appare Vanessa da Mata, quasi irriconoscibile con i capelli tirati al posto dei soliti ricci, in un articolo su Vogue Brasil dello scorso luglio. Hai capito la ragassa?