mercoledì 25 dicembre 2013
Caspita è già Natale
Ascoltando Macaxeira Fields di Alexandre Andrés vien subito da pensare a Clube da Esquina.
Impossibile replicare certe imprese, piacevole riascoltare un certo modo di concepire un disco. Gli arrangiamenti di André Mehmari (che, non a caso, a Clube de Esquina dedicò in passato una bella lettura per piano solo) si fanno riconoscere ed apprezzare. Dietro il disco c'è un bel po' di bella gente, di quella con cui dev'essere davvero bello fare musica. Dal momento che non trovo in 'talian gnuna notizia sull'album (che pure ha già un annetto) tocca riaprire l'account e far fare al blog il suo mestiere. Va decisamente meglio con il giapponese: lì, infatti, una rivista dedicata alla musica latina ha eletto l'album, miglior disco di musica brasiliana dell'anno. E, prima che passi la festa, Felice Natale a tutti.
venerdì 25 ottobre 2013
Italiano, portoghese, spagnolo.
Mi mancava un titolo così. L'occasione me la offre questa Força Estranha, scritta da Caetano per Roberto Carlos nel 1978. La versione italiana (S. Bardotti) è dello stesso anno. La performance di Caetano del 2011. La versione spagnola di Miguel Poveda, cantante flamenco. E devo ammettere che mi piace, mi piace, mi piace.
(ps: certo che detto in portoghese "eu vi a mulher preparando outra pessoa" è da brivido)
(ps: certo che detto in portoghese "eu vi a mulher preparando outra pessoa" è da brivido)
Etichette:
Caetano Veloso,
Força Estranha,
Miguel Poveda,
Roberto Carlos
sabato 19 ottobre 2013
Chissà quando ti somiglierò, ma tutto quel che so è che succederà, Vinicius, velho, saravà.
Questo blog probabilmente non esisterebbe se 100 anni fa esatti non fosse nato questo uomo e se 100 anni fa esatti questo uomo non fosse nato, io sarei sicuramente un'altra persona.
Etichette:
100 anni,
100 anos,
Samba pra Vinicius,
Vinicius De Moraes
domenica 13 ottobre 2013
Gloria a Gloria.
Che Gloria di Sebastian Lelio sia un grande film, non lo devo dire io.
Che quella di Pualina Garcia sia una grandissima interpretazione, l'ha subito capito la giuria del festival di Berlino attribuendole l'Orso d'Argento come migliore attrice. Cosa può aggiungere coscienzasporca? Due curiosità "brasiliane": in una scena si ascolta Águas de Março, in un'interpretazione molto aderente a quella di Elis e Tom (alla chitarra e voce maschile Hugo Moraga, che io non conoscevo) e più avanti, in un momento "fumato", una Lança Perfume di Rita Lee. Gran finale poi con Tozzi, spanish version (e bisogna dire che il pezzo ci sta tutto)
Che quella di Pualina Garcia sia una grandissima interpretazione, l'ha subito capito la giuria del festival di Berlino attribuendole l'Orso d'Argento come migliore attrice. Cosa può aggiungere coscienzasporca? Due curiosità "brasiliane": in una scena si ascolta Águas de Março, in un'interpretazione molto aderente a quella di Elis e Tom (alla chitarra e voce maschile Hugo Moraga, che io non conoscevo) e più avanti, in un momento "fumato", una Lança Perfume di Rita Lee. Gran finale poi con Tozzi, spanish version (e bisogna dire che il pezzo ci sta tutto)
giovedì 10 ottobre 2013
Quando Nanni Loi intingeva il cornetto nel cappuccino altrui.
Nuove idee di marketing. Solita candid camera, usata questo volta per il remake di Carrie. Idea semplice, realizzata bene. Forse l'interprete della candid in questione, meglio di Chloe Moretz (comunque avezza alle parti horror) chiamata all'impossibile confronto con gli occhi di Sissy Spacek.
Stessa tecnica, altro bar, ecco l'omaggio ai Nanni Loi di cui nel titolo. Buona colazione.
Stessa tecnica, altro bar, ecco l'omaggio ai Nanni Loi di cui nel titolo. Buona colazione.
mercoledì 9 ottobre 2013
Se non ho fatto male i conti.
Da quanto non correte 100 metri di fila? Mettevi alla prova, senza esagerare, e cronometratevi. Che tempo avete fatto? Immaginate adesso di correre
questi 100 m per 421 volte di fila, senza pause, giusto il tempo di qualche
bicchier d’acqua. Bene Wilson Kipsan (due post sotto a questo) l’ha fatto
coprendo ognuno di questi 100 metri in 17 secondi e mezzo. Non provatelo,
credeteci e basta (il signore in giallino, che ruba il nastro d’arrivo a
Wilson, c’ha provato solo per gli ultimi 15 metri).
Etichette:
Berlin Marathon,
record del mondo,
Wilson Kipsan
martedì 8 ottobre 2013
domenica 29 settembre 2013
Post con dedica
Sarei voluto tornare dal concerto di Patrizia Laquidara, ieri sera, nell’insolita sede delle Fonderie di Montorso, e mettermi a scrivere con la musica ancora nelle orecchie. Invece le consuete carte e la necessità di scrivere-per-sopravvivere anche di domenica, mi porta lontano da quello che vorrei dire per dedicarmi a quello che dovrei-e-devo fare. Fine dello sfogo.
L’ho scritto in passato e lo ripeto adesso. Conosco pochissimo Patrizia Laquidara (da poco tornata da una tournée brasiliana) ed il suo repertorio
(che brutta espressione). Ho iniziato a colmare la lacuna con il live di ieri e
con l’acquisto dell’album Funambola dopo il concerto (peccato non fosse
disponibile anche Il Canto dell’Anguana ). Che dire. Ho fatto male a non farlo
prima.
Patrizia Laquidara ha una voce per cui si potrebbero sprecare gli aggettivi, per cui ne
scelgo uno solo “consapevole”. Una presenza misurata al servizio della musica
più che del personaggio (che ha, com’è evidente, la sua fascinosità). Una scelta musicale difficilmente classificabile e che
definire eclettica sarebbe limitativo (leggere le cose che ha fatto, fa girare un po' la testa): parlare di una somma tra jazz, etno, folk, bossa o mpb o
quel che volete non mi sembra corretto, perché quello che ho ascoltato ieri
sera non è stata certo un’operazione aritmetica. Ho ascoltato un’autrice
interprete che ci ha regalato anche qualche cover (tra cui il sonno mattutino
con tanto di sbadiglio, di chi passa la notte tra samba e amore, nel primo dei
bis) che non nasconde le sue ispirazioni, ma propone soprattutto una precisa
identità autorale e musicale. Con uno splendido trio dove allo strumento vocale
di Patrizia si sono uniti il basso di Davide Garrattoni e le chitarre di
Giancarlo Bianchetti. Vorrei raccontare di più, ma il tempo è scaduto: torno alle
sudate e tediose carte. Mi consolerò con il cd portato a casa e con la dedica
che Patrizia ha regalato ai lettori del blog.
Rose (dall’album Indirizzo Portoghese)
Etichette:
dissensi2013,
Funambola,
patrizia laquidara
venerdì 20 settembre 2013
“E che c’ho scritto Jo Condor?”
Enrico Letta, oltre al fatto
del Subbuteo che mi coinvolge direttamente, dimostra ancora una volta il suo
orizzonte generazionale (esiste ‘sta definizione?). Per dire che non è mica
fesso ricorre ad uno slogan cult della pubblicità inizio anni settanta, quando
le parole della pubblicità entravano nel dizionario o quanto meno nella lingua
parlata. Sarei curioso di sapere fino a quale età e generazione questa
espressione dice ancora qualcosa. Tant’è che TGCom 24, ma immagino anche altri
media, sentono la necessità di spiegare chi fosse Jo Condor. Fa comunque
piacere che il lavoro di “noi” copy (scribacchini pubblicitari, come dovrei
mettere nel biglietto da visita) possa ancora tornare utile alla comunicazione
anche da parte delle massime cariche dello Stato. Ricorderei ad Enrico un altro
slogan di Jo Condor “non c’ho il paracadute, non c’ho la mutua” (per molti copy
e lavoratori del terziario cosiddetto avanzato, molto attuale) ma questa è
un’altra questione e servirebbe un altro blog.
Etichette:
copywriter,
Enrico Letta,
Jo Condor,
pubblicità
giovedì 19 settembre 2013
Egli mi ha dato un bacio sulla bocca

Questa foto ritrae il bacio tra Caetano e Gil che, insieme ad altri baci, hanno sostenuto una campagna di protesta (Feliciano não me representa) contro le dichiarazioni omofobe del pastore evangelico Marco Feliciano.
Ma questo bacio e prima ancora l’iniziativa dei
grillini mi hanno fatto subito ricordare un altro beijo, quella di un classico della
scrittura di Veloso “Ele Me Deu Um Beijo na Boca”, dialogo immaginario tra Cae
e Gil. Eccola qui con tanto di traduzione, ‘sta volta facile, prechè presa dal
libro di Paolo Scarnecchia Musica Popolare Brasiliana, gammalibri – 1983. Solo il testo
italiano perché il pezzo è di quelli belli lunghi. Baci in bocca a tutti,
ovviamente.
Ele me deu um beijo na boca
Egli
mi ha dato un bacio sulla bocca dicendomi:
La
vita è vuota come la cuffia
Di
un bebè senza testa
E io
ho riso a più non posso
E
lui: come la testa di una volpe ubriaca
E io
ho detto: basta con le tue storie
Di
pozzo senza fondo
E io
so che il mondo
E’ un flusso senza letto
Ed è
soltanto nel cavo del tuo petto
Che
corre un fiume
Ma
egli concordò che la vita è buona
Sebbene
sia appena una corona:
La faccia
è il vuoto
Ed
egli rise e rise e rìse e rideva
E io
dissi: basta di filosofia
A me
bastava che il sindaco desse una sistemata
Alla
città di Bahia
Questo
fatto riguarderebbe tutta la gente della terra
E
noi vedremo nascere una pace bollente
I
figli nella guerra fredda
Sarebbe
un antincidente
Come
una rima
Disinnescando
il disegno di quella profezia
Che
mi raccontò Vicente
Secondo
l’astronomia
In
novembre dell’anno che inizia
Sette
astri si allineeranno sullo scorpione
Come
nel giorno della bomba di Hiroshima
Ed
egli mi guardò
Dall’alto e disse rivolto a me:
Delfim,
Margareth Thatcher, Menahem Begin
La
politica è la fine
E
che la critica non tocchi la poesia
II
giornale Time dice che i Rolling Stones
Già
non appartengono più al mondo del Time
E io
dico (Lui ha detto):
Che
quello che non appartiene più è il Time
Nel
mondo degli Stones, forever rockin’ and
rollin’
Perché
indurre il disprezzo per i vivi
E
fomentare desideri reattivi
Apache,
punks, esistenzialisti, hippies, beatniks
Di
tutti i tempi innovati
E io
dissi si, ma si, ma no, non è questo
Soltanto
alcuni santi, al limite, nelle loro dimore
E
solitari
Ma
egli mi parlò: tu sei triste
Perché
la tua dama ti abbandona
E tu
non resisti, quando lei compare
Arriva
e instaura il suo cosmetico caotico
Tu
cominci a guardare con occhio gotico
Di
cristiano legittimo
Ma
io sono negro, fratello mio
Io
so che questo non annulla, ma per fino attiva
Il
vecchio ritmo mulatto
E il
leone ruggisce
Il
fatto è che c’è un istmo
Tra
il mio dio
E le
tue divinità
Io
sono del clan di Djavan
E tu
sei un fan di Donato
E
non ci interessa il trip cristiano
Di
Dilan Zimmerman
Ed
egli ancora direbbe altro
Ma
la canzone deve finire
Ed
io risposi:
Il
dio che tu senti è il dio dei santi
La
superficie iridescente di una bolla vuota
I
miei dei sono teste di bebè senza cuffia
Era
un momento senza paura e senza desiderio
Egli
mi ha dato un bacio sulla bocca
E io
ho cor risposto quel bacio
Etichette:
Caetano Veloso,
Ele me deu um beijo na boca
domenica 15 settembre 2013
Morto l'uomo più vecchio del mondo.
Dice il servizio alla radio. 112 anni. Ed aggiunge: " Qual'è il segreto per vivere a lungo?".
"Non morire" penso subito. Intanto il giornalista intervista il presidente di "Italia Longeva", l'associazione che ancora mi mancava. Sopravviverà anche il blog? Mangando verdura e vivendo sereni, forse sì.
E, come mi piace, provo la solita combinazione speciale con la musica brasilana. Un classico delle dediche al papà, ovviamente di Roberto Carlos, che il giovane Michel Telo, nuovo astro del tormentone made in brasil, dedica al baffuto, e non ancora tanto vecchio, papà presente in sala.
E intanto, grazie all'ottima tinta e alle ottime creme, il settantaduenne Roberto non conosce il problema dei cabelos brancos né delle rugas marcadas pelo tempo. Testo inevitabilmente "retorico", ma perfetto, che commuoverebbe ogni buon papà.
"Non morire" penso subito. Intanto il giornalista intervista il presidente di "Italia Longeva", l'associazione che ancora mi mancava. Sopravviverà anche il blog? Mangando verdura e vivendo sereni, forse sì.
E, come mi piace, provo la solita combinazione speciale con la musica brasilana. Un classico delle dediche al papà, ovviamente di Roberto Carlos, che il giovane Michel Telo, nuovo astro del tormentone made in brasil, dedica al baffuto, e non ancora tanto vecchio, papà presente in sala.
E intanto, grazie all'ottima tinta e alle ottime creme, il settantaduenne Roberto non conosce il problema dei cabelos brancos né delle rugas marcadas pelo tempo. Testo inevitabilmente "retorico", ma perfetto, che commuoverebbe ogni buon papà.
Etichette:
Meu Querido Meu Velho Meu Amigo,
Michel Telo,
Roberto Carlos
sabato 6 luglio 2013
Enzo & Chico
Mentre riascolto un “vecchio” Cd che Carlos Fernando e
Toninho Horta hanno dedicato alla canzoni di Chico Buarque (Qualquer canção) e
riascolto l’ottima interpretazione di Pedro Pedreiro mi viene in mente che di
canzone esiste una versione italiana di Enzo Jannacci. Pedro che aspettava
l’aumento adesso, forse, aspetta perfino il lavoro. E spera nel biglietto della
lotteria. Cambiato qualche cosa?
Tra tanti tributi a Jannacci, il piccolo ricordo di
coscienzasporca.
Etichette:
Chico Buarque,
Enzo Jannacci,
Pedro Pedreiro
venerdì 5 luglio 2013
Aprendo il computer...
... e tutti i programmi che abitualmente mi servono, per lavoro o per intrattenimento, ancora incapace di scegliere con quale musica accompagnarmi, mi affido ad iTunes DJ. Questo è il pezzo con cui si apre la giornata. Per muovere un po' il blog, sembrava bello proporvelo.
Il brano Jardins de infancia è di João Bosco e Aldir Blanc.
Il disco “Falso Brilhante” (1976). Lei e, ovviamente, Elis. Il testo parla degli orrori della dittatura ricorrendo alle immagini della fiabe. Siamo a metà anni '70...
Il disco “Falso Brilhante” (1976). Lei e, ovviamente, Elis. Il testo parla degli orrori della dittatura ricorrendo alle immagini della fiabe. Siamo a metà anni '70...
“Come in una favola c’è sempre una strega da bruciare, un drago che si mangia la gente e una bella addormentata che non ricorda nulla…E c’è chi si nasconde, chi fa finta di nulla, chi non vuole vedere…”
E como um conto de fada tem sempre uma bruxa pra apavorar. O dragão comendo gente e a bela adormecida sem acordar. ... E você se escondeu, E você esqueceu.
Etichette:
Aldir Blanc,
Elis Regina,
Falso Brilhante,
Jardins de Infancia,
João Bosco
giovedì 20 giugno 2013
Pari opportunità: vorremmo averle anche noi, che paghiamo tutta l'IMU, anzi di più.
mercoledì 19 giugno 2013
Appello ai lettori del blog.
Si fa un gran parlare di politica. Ma questi appelli
elettorali del 1992 valgono mille Ballarò.
Ascoltate Fini. O Craxi. Ascoltate Altissimo. Tutto è ancora
fermo lì. Ascoltate il dizionario usato. In più le note di una sigla portentosa.
Il logo dei partiti introdotto da una grafica straordinaria. Tanti altri contributi qui.
Etichette:
Bettino Craxi,
Gianfranco Fini,
Tribuna elettorale
martedì 18 giugno 2013
Morrer De Amor (su speciale richiesta di mm1)
Perdona la traduzione, certamente zoppicante. Spero sempre
nelle correzioni di qualche anima buona. Per farmi perdonare ti aggiungo due
versioni a quella di Odette Lara. In portoghese Luciana Souza. In una versione
inglese (con testo adattato) Sarah Vaughan. Fantastico pezzo di Oscar Castro
Neves e Luvercy Fiorini, portato al successo da Maysa.
Andei sozinha, cheia de mágoas
Ho camminato sola, piena di tormento
Pelas estradas de caminhos sem fim
lungo le strade dal percorso infinito
Tão sem ninguém que pensei
talmente sola che ho pensato
Até em morrer, em morrer
perfino di morire, di morire
Mas vendo sempre que a minha sombra
Ma nel vedere che la mia ombra
Ia ficando cada instante mas só
diventava ogni momento più sola
Muito mais só, sempre a caminhar
molto più sola, continuando a camminare
Para não mais voltar, eu quis morrer
per non tornare più, desiderai morire
Então eu via que eu não morria
Ma vedendo che non sarei morta
Eu só queria morrer de muito amor por ti
volevo solo morire di un grande amore per te
E hoje eu volto na mesma estrada
E ora torno sulla stessa strada
Com esperança infinita no olhar
con infinita speranza negli occhi
Para entregar todo um coração que o amor
per dare
l’intero cuore che l’amore
Escolheu para morrer, morrer de amor
ha scelto per morire, morire di amore.
domenica 2 giugno 2013
Forse il post più confusionario che abbia mai scritto (forse anche no).
Non credo che, fondando il suo movimento Vogliamo Vivere,
Emilio Fede pensasse al capolavoro di Ernst Lubitsch. Alla sua presentazione,
se ricordate, il teatro era pressochè vuoto. Ieri sera invece un buon numero di
spettatori occupava le poltroncine del cinema Odeon a Vicenza dove si
proiettata l’edizione restaurata di To be or not to be (Vogliamo vivere! appunto nella traduzione italiana) riportata nelle
sale grazie al distributore indipendente Teodora. Film imperdibile illuminato,
tra gli altri interpreti, dallo straordinario glamour di Carole Lombard.
Quindi questa settimana sono stato al cinema ben due volte,
un tempo standard minimo, oggi evento eccezionale. Come del resto eccezionale
era l’occasione di vedere in sala queste due pellicole.
Martedì a vedere Tropicalia eravamo giusto in tre: io, per i
motivi che sapete, e una signora brasiliana che portava al cinema la figlia
ventenne per darle l’occasione di vedere com’erano quegli anni. Anni in cui,
come mi ha raccontato, in ogni aula universitaria c’era almeno un agente della
polizia in borghese ad ascoltare quel che si diceva. Insomma se non fosse stato
per mamma e figlia avrei rischiato di essere al cine da solo, esperienza
davvero terribile. A me è successo solo una volta (l’ho già raccontato?), da
bambino, ad una proiezione di Barabba con Anthony Quinn.
Adesso, se penso che in un solo post sono riuscito a mettere
insieme tropicalismo, una commedia in bianco e nero e un film d’ispirazione
biblica non so proprio come chiuderla. Scelgo Alegria Alegria che la mamma
brasiliana canticchiava sottovoce a qualche poltrona di distanza. Buona
domenica.
Etichette:
Carole Lombard,
Ernst Lubitsch,
Teodora Film,
To be or not to be,
Vogliamo Vivere
domenica 26 maggio 2013
E chi se lo perde!
Sono sul web, cercando notizie su una sagra dei bisi
(piselli per i non veneti) . Mi capita così di scoprire (in un sito su eventi
programmati in provincia) che da lunedì 27 a mercoledì 29 maggio sarà possibile
vedere Tropicalia, docu-film diretto da Marcelo Machado, nelle sale del
circuito The Space.
Il periodo è “quello”, fine anni ’60, con tutto il fascino
delle vecchie riprese. Ci sono tutti i nostri eroi, Caetano, Gil, Tom Zè,
Mutantes ecc.ecc. Il tutto in una vera sala cinematografica. Silence is not an option dice la locandina, sintetizzando lo spirito dei tempi e l’urgenza del
movimento. A cui aggiunge é Tudo
Verdade – It’s All True (forse pensando che certe cose oggi non sarebbero concepibili?) Nao recomendavel para menores de 12 anos avverte infine il codino
dell’official trailer. Bene, concludo,
sono pronto a crederci e l’età ce l’ho, posso andare. Non mi capiterà
come quella volta che, troppo piccolo, mi rifiutarono l’ingresso a Bonnie and
Clyde (tanto per aggiungere il sapore degli aneddoti personali). Vi auguro buona domenica. E, se potete, vi aspetto
al cine.
Etichette:
Marcelo Machado,
The Space,
Tropicalia
mercoledì 15 maggio 2013
giovedì 9 maggio 2013
Siete tutti convocati.
Ci sono risultati entrati nella storia del calcio. Pronunci
4 a 3 e puoi pensare a una sola partita, sotto le nuvole del mexico. Restando
entro i patrii confini, 5 a 3 non può essere che la partita in cui il Milan
perse lo scudetto, già cucito sulla maglia, nella fatal Verona. 20 maggio 1973.
A 40 anni esatti di distanza, domenica 19 maggio (ore 21) al Teatro Laboratorio
all’Arsenale di Verona (ex Arsenale Asburgico, padiglione 2C) andrà in scena
una speciale rappresentazione di Verona Milan cinque a tre, monologo teatrale
interpretato da Andrea de Manincor dall’omonimo testo di Diego Alverà. Per
questa particolare occasione saranno presenti Pierluigi Busatta e Giuseppe
Maschi, due dei protagonisti di quella partita. Dico solo che Diego Alverà,
l’autore del testo, è un fedelissimo del subbuteo, la qual cosa per me è
garanzia della qualità dello spettacolo, tra l’altro ottimamente recensito.
Aggiungo solo che Radiozimbra firma la locandina. Con queste premesse il 19
sera rinunciate a un inutile posticipo domenicale e date sfogo alla vera
passione per il calcio. Grazie a Gaia e a Diego che mi inviano la loro fedele
ricostruzione subbuteistica di uno
dei tre goal di Livio Luppi.
mercoledì 8 maggio 2013
Il commissario tecnico Enrico Letta
Continua la metafora calcistica del subbuteista Letta che
invita la squadra in ritiro per fare spogliatoio (con il plauso di Prandelli). Sull’onda, stamattina, non
ricordo chi tra Padellaro e Ferrara (mi sembra quest’ultimo) parla del governo
come di una formazione di riserve fatta per giocare in Coppa Italia che si
trova però ad affrontare la Champions League... e guardate che fotina ho trovato! Ciao
venerdì 26 aprile 2013
Piove, governo ladro.
La conferma che il calcio sia
un’imitazione del Subbuteo viene dal presidente del consiglio incaricato,
Enrico Letta che, in un twitter di circa un anno fa, chiedeva se
nessuno avesse mai bagnato il panno del subbuteo per simulare le condizioni di
una partita sotto la pioggia. Vediamo se sarà in grado di stupirci anche con la
“squadra” di governo.
Per non deludere chi si aspetta di ascoltare della buona musica brasileira, commento il post con la classica Chove Chuva di Jorge Ben nella straordinaria versione di .... Topo Gigio (nome con cui Grillo apostrofava l'ex leader PD, Walter Veltroni, giusto per chiudere il cerchio). Anzi no, lo chiudo con la versione dello stesso Jorge Ben, giusto per non svaccare troppo.
Etichette:
Chove Chuva,
Enrico Letta,
jorge ben,
Subbuteo,
Topo Gigio
Iscriviti a:
Post (Atom)













