venerdì 14 marzo 2008
mercoledì 12 marzo 2008
Ti amo Ciarrapico
L'ala sinistra del PdL: Ciarrapico n.11 Lazio, Senato.
(nel video, dal concerto del 1° maggio 1991, e sottolineo 1991, quanto bastava Elio e non serviva Travaglio).
martedì 11 marzo 2008
36 anni fa ....
Torno su “Aguas de março” dopo il post dello scorso anno.
Lo faccio per due motivi. Uno per lo spot Enel che certamente avrete visto in TV. Due perchè da poco ho scoperto che l’11 marzo 1972 è considerata la data di nascita di questa bellissima canzone, nota anche per la versione italiana di Giorgio Calabrese cantata da Mina (oltre che per la versione anglofona “Waters of March”)
Tornando alla pubblicità, Enel non è stata certo il primo marchio ad utilizzare il brano di Jobim. Ad esempio ci ha pensato diversi anni prima la Coca Cola, in uno spot che “più anni '80 di così davvero non si può” (e con un arrangiamento altrettando "edonista reganiano" un po' lontano dallo spirito del brano...)
Il testo originale di Jobim, la traduzione italiana, la versione inglese e altre curiosità sull’origine della canzone le trovate a questo link.
domenica 9 marzo 2008
Nuovi derby.
sabato 8 marzo 2008
¿ Alejandro y Jovanotti ?
Questa "sarebbe" la canzone scopiazzata da Jovanotti da tal Alejandro Sanz, cantante che scopro oggi e leggo essere molto popolare in Ispagna e in altri paesi latini (vincitore di un Grammy Award per il miglior album pop latino). Ho scelto una versione dal vivo certamente preferibile al video (tra l'ingenuo e l'imbarazzante con la classica storia di lei che gli butta la roba dalla finestra e di lui che si ritrova mollato e per strada). Del resto è quello che ci racconta il testo della canzone che riporto di seguito anche con traduzione (trovata su internet e un po' adattata).
Su Soleluna, sito ufficiale Lorenzo Cherubini, Jovanotti risponde così:
"Su un blog si parla di A TE e di una canzone di Alejandro Sanz (un grande artista spagnolo) che si somiglierebbero. Io non la conoscevo e sono andato ad ascoltarla. Si somigliano? le note della strofa si somigliano ma sono due canzoni diverse basate su un giro armonico simile. Complimenti ad Alejandro Sanz che ha scritto canzoni bellissime e anche questa lo è!"
Alejandro Sanz- A la primera persona
A la primera persona que me ayude a comprender
Alla prima persona che mi aiuterà a capire
pienso entregarle mi tiempo, pienso entregarle mi fe,
voglio donare il mio tempo, donare la mia fiducia
yo no pido que las cosas me salgan siempre bien,
io non chiedo che le cose mi vengano sempre bene,
pero es que ya estoy harto de perderte sin querer (querer).
ma è che sono stanco di perderti senza volere (volere).
A la primera persona que me ayude a salir
Alla prima persona che mi aiuti ad uscire
de este infierno en el que yo mismo decidí vivir
da questo inferno in cui io stesso ho deciso di vivere
le regalo cualquier tarde pa' los dos,
regalerò qualche sera per noi due
lo que digo es que ahora mismo ya no tengo ni siquiera dónde estar.
cio' che dico e' che già adesso non ho nemmeno dove stare.
El oro pa' quien lo quiera pero si hablamos de ayer:
L'oro per chi lo voglia ma se parlamo di ieri
es tanto lo que he bebido y sigo teniendo sed,
è tanto quello che ho bevuto ed ho ancora sete,
al menos tú lo sabías, al menos no te decía que las cosas no eran como parecían.
almeno tu lo sapevi, almeno non ti dicevo che le cose non erano come sembravano.
Pero es que a la primera persona que me ayude a sentir otra vez
Ma alla prima persona che mi aiuti a sentire nuovamente
pienso entregarle mi vida, pienso entregarle mi fe,
sto pensando di donare la mia vita, la mia fede,
aunque si no eres la persona que soñaba para qué (¿qué voy a hacer? nada).
anche se non sarai la persona che sognavo perchè. (Cosa farò? niente).
¿Qué voy a hacer de los sueños?
Cosa farò dei sogni?
¿qué voy a hacer con aquellos besos?
Cosa farò di quei baci?
¿qué puedo hacer con todo aquello que soñamos?
dime dónde lo metemos.
Cosa posso fare con tutto quello che sognammo?
dimmi dove lo ficchiamo.
¿Dónde guardo la mirada que me diste alguna vez?
Dove custodisco lo sguardo con cui mi hai guardato qualche volta?
¿dónde guardo las promesas, dónde guardo el ayer?
Dove custodisco le promesse, dove conservo “ lo ieri”
¿dónde guardo, niña, tu manera de tocarme?
dove custodisco, bambina, la tua maniera di toccarmi?
¿dónde guardo mi fe?
Dove conservo la mia fede?
Aunque lo diga la gente yo no lo quiero escuchar,
Benche' lo dica la gente io non lo voglio ascoltare,
no hay más miedo que el que se siente cuando ya no sientes nada,
niña, tú lo ves tan fácil, ¡ay amor!
non c'e' piu' paura di quello che si sente, quando non senti nulla
bambina, tu lo vedi cosi facile, amore!
pero es que cuanto más sencillo tú lo ves, más difícil se me hace.
ma è che quanto più semplice tu lo vedi, più difficile mi sembra.
A la primera persona que me ayude a caminar
Alla prima persona che mi aiuti a camminare
pienso entregarle mi tiempo, pienso entregarle hasta el mar,
penso di donare il mio tempo, donare anche il mare,
yo no digo que sea fácil, pero, niña, ahora mismo ya no tengo ni siquiera dónde estar.
io non dico che sia facile, ma, bambina, proprio adesso non ho nemmeno dove stare.
A la primera persona que no me quiera juzgar
Alla prima persona che non mi voglia giudicare
pienso entregarle caricias que yo tenía guardadas,
voglio donare le carezze che ho conservato
yo no pido que las cosas me salgan siempre bien pero es que ya estoy harto de perderte.
io non chiedo che le cose mi arrivino sempre per il verso giusto, ma è che sono stanco di perderti
Y a la primera persona que me lleve a la verdad
Alla prima persona che mi porti dove la verita'
pienso entregarle mi tiempo, no quiero esperar más,
penso di donare il mio tempo, non voglio aspettare più
yo no te entiendo cuando me hablas ¡qué mala suerte!
io non ti capisco quando mi parli di sfortuna!
y tú dices que la vida tiene cosas así de fuertes.
e dici che la vita porta con sè cose cosi forti.
Yo te puedo contar cómo es una llama por dentro,
io ti posso raccontare com'e una fiamma dentro,
yo puedo decirte cuánto es que pesa su fuego,
io posso dirti quanto pesa il suo fuoco,
y es que amar en soledad es como un pozo sin fondo
ed è che amare da soli è come un pozzo senza fondo
donde no existe ni Dios, donde no existen verdades.
dove non c’è né Dio, dove non esistono verita'.
Es todo tan relativo, como que estamos aquí, no sabemos, pero, amor, dame sangre pa' vivir,
E' tutto relativo, come il fatto di essere qui, non sappiamo, ma, amore,
dammi il sangue per vivere,
al menos tú lo sabías, al menos no te decía que las cosas no eran como parecían.
almeno tu lo sapevi, almeno non ti dicevo che le cose non erano come sembravano.
Y es que a la primera persona que no me quiera juzgar pienso entregarle caricias que yo tenía guardadas,
Ma è che alla prima persona che non mi voglia giudicare, voglio donare le carezze che avevo conservato
niña, tú lo ves tan fácil, ¡ay amor!
bambina, tu la vedi così facile, amore!
pero es que cuanto más sencillo tú lo ves, más difícil se me hace.
però più semplice tu lo vedi, piu' difficile mi sembra.
A la primera persona que no me quiera juzgar pienso entregarle caricias que yo tenía guardadas,
Alla prima persona che non mi voglia giudicare, voglio donare le carezze che ho conservato
yo no digo que sea fácil, pero, niña, ahora mismo ya no tengo ni siquiera dónde estar. ni siquiera dónde estar.
io non dico che sia facile, ma, bambina
adesso non ho nemmeno dove stare, nemmeno dove stare
Su Soleluna, sito ufficiale Lorenzo Cherubini, Jovanotti risponde così:
"Su un blog si parla di A TE e di una canzone di Alejandro Sanz (un grande artista spagnolo) che si somiglierebbero. Io non la conoscevo e sono andato ad ascoltarla. Si somigliano? le note della strofa si somigliano ma sono due canzoni diverse basate su un giro armonico simile. Complimenti ad Alejandro Sanz che ha scritto canzoni bellissime e anche questa lo è!"
Alejandro Sanz- A la primera persona
A la primera persona que me ayude a comprender
Alla prima persona che mi aiuterà a capire
pienso entregarle mi tiempo, pienso entregarle mi fe,
voglio donare il mio tempo, donare la mia fiducia
yo no pido que las cosas me salgan siempre bien,
io non chiedo che le cose mi vengano sempre bene,
pero es que ya estoy harto de perderte sin querer (querer).
ma è che sono stanco di perderti senza volere (volere).
A la primera persona que me ayude a salir
Alla prima persona che mi aiuti ad uscire
de este infierno en el que yo mismo decidí vivir
da questo inferno in cui io stesso ho deciso di vivere
le regalo cualquier tarde pa' los dos,
regalerò qualche sera per noi due
lo que digo es que ahora mismo ya no tengo ni siquiera dónde estar.
cio' che dico e' che già adesso non ho nemmeno dove stare.
El oro pa' quien lo quiera pero si hablamos de ayer:
L'oro per chi lo voglia ma se parlamo di ieri
es tanto lo que he bebido y sigo teniendo sed,
è tanto quello che ho bevuto ed ho ancora sete,
al menos tú lo sabías, al menos no te decía que las cosas no eran como parecían.
almeno tu lo sapevi, almeno non ti dicevo che le cose non erano come sembravano.
Pero es que a la primera persona que me ayude a sentir otra vez
Ma alla prima persona che mi aiuti a sentire nuovamente
pienso entregarle mi vida, pienso entregarle mi fe,
sto pensando di donare la mia vita, la mia fede,
aunque si no eres la persona que soñaba para qué (¿qué voy a hacer? nada).
anche se non sarai la persona che sognavo perchè. (Cosa farò? niente).
¿Qué voy a hacer de los sueños?
Cosa farò dei sogni?
¿qué voy a hacer con aquellos besos?
Cosa farò di quei baci?
¿qué puedo hacer con todo aquello que soñamos?
dime dónde lo metemos.
Cosa posso fare con tutto quello che sognammo?
dimmi dove lo ficchiamo.
¿Dónde guardo la mirada que me diste alguna vez?
Dove custodisco lo sguardo con cui mi hai guardato qualche volta?
¿dónde guardo las promesas, dónde guardo el ayer?
Dove custodisco le promesse, dove conservo “ lo ieri”
¿dónde guardo, niña, tu manera de tocarme?
dove custodisco, bambina, la tua maniera di toccarmi?
¿dónde guardo mi fe?
Dove conservo la mia fede?
Aunque lo diga la gente yo no lo quiero escuchar,
Benche' lo dica la gente io non lo voglio ascoltare,
no hay más miedo que el que se siente cuando ya no sientes nada,
niña, tú lo ves tan fácil, ¡ay amor!
non c'e' piu' paura di quello che si sente, quando non senti nulla
bambina, tu lo vedi cosi facile, amore!
pero es que cuanto más sencillo tú lo ves, más difícil se me hace.
ma è che quanto più semplice tu lo vedi, più difficile mi sembra.
A la primera persona que me ayude a caminar
Alla prima persona che mi aiuti a camminare
pienso entregarle mi tiempo, pienso entregarle hasta el mar,
penso di donare il mio tempo, donare anche il mare,
yo no digo que sea fácil, pero, niña, ahora mismo ya no tengo ni siquiera dónde estar.
io non dico che sia facile, ma, bambina, proprio adesso non ho nemmeno dove stare.
A la primera persona que no me quiera juzgar
Alla prima persona che non mi voglia giudicare
pienso entregarle caricias que yo tenía guardadas,
voglio donare le carezze che ho conservato
yo no pido que las cosas me salgan siempre bien pero es que ya estoy harto de perderte.
io non chiedo che le cose mi arrivino sempre per il verso giusto, ma è che sono stanco di perderti
Y a la primera persona que me lleve a la verdad
Alla prima persona che mi porti dove la verita'
pienso entregarle mi tiempo, no quiero esperar más,
penso di donare il mio tempo, non voglio aspettare più
yo no te entiendo cuando me hablas ¡qué mala suerte!
io non ti capisco quando mi parli di sfortuna!
y tú dices que la vida tiene cosas así de fuertes.
e dici che la vita porta con sè cose cosi forti.
Yo te puedo contar cómo es una llama por dentro,
io ti posso raccontare com'e una fiamma dentro,
yo puedo decirte cuánto es que pesa su fuego,
io posso dirti quanto pesa il suo fuoco,
y es que amar en soledad es como un pozo sin fondo
ed è che amare da soli è come un pozzo senza fondo
donde no existe ni Dios, donde no existen verdades.
dove non c’è né Dio, dove non esistono verita'.
Es todo tan relativo, como que estamos aquí, no sabemos, pero, amor, dame sangre pa' vivir,
E' tutto relativo, come il fatto di essere qui, non sappiamo, ma, amore,
dammi il sangue per vivere,
al menos tú lo sabías, al menos no te decía que las cosas no eran como parecían.
almeno tu lo sapevi, almeno non ti dicevo che le cose non erano come sembravano.
Y es que a la primera persona que no me quiera juzgar pienso entregarle caricias que yo tenía guardadas,
Ma è che alla prima persona che non mi voglia giudicare, voglio donare le carezze che avevo conservato
niña, tú lo ves tan fácil, ¡ay amor!
bambina, tu la vedi così facile, amore!
pero es que cuanto más sencillo tú lo ves, más difícil se me hace.
però più semplice tu lo vedi, piu' difficile mi sembra.
A la primera persona que no me quiera juzgar pienso entregarle caricias que yo tenía guardadas,
Alla prima persona che non mi voglia giudicare, voglio donare le carezze che ho conservato
yo no digo que sea fácil, pero, niña, ahora mismo ya no tengo ni siquiera dónde estar. ni siquiera dónde estar.
io non dico che sia facile, ma, bambina
adesso non ho nemmeno dove stare, nemmeno dove stare
venerdì 7 marzo 2008
Il conte Lancillotto

Nel personaggio Massimo Calearo trovo sorprendenti analogie (a cominciare dal ritratto fisico, i capelli con i ricci, gli occhiali, l’auto sportiva, se non ricordo male la parlata) con il personaggio del conte Lancillotto (evidente parodia del conte Marzotto) splendida interpretazione di Virgilio Scapin nel Commissario Pepe di Ettore Scola (1969). E' solo una mia allucinazione?
giovedì 6 marzo 2008
Emblematico
mercoledì 5 marzo 2008
Figli della solita illusione
Elezioni 1
Provocatoriamente (ma nemmeno tanto) mi son chiesto se avrei avuto il coraggio di votare PD nel caso in cui la Binetti fosse stata capolista (o semplicemente tra "quelli in assoluta certezza di elezione") nel mio collegio. La risposta che mi son dato è no. Il nome di un candidato può essere un richiamo o un deterrente, per me di sicuro non è e non sarà mai indifferente. Anche se le candidature mischiano ad arte le carte, e per far eleggere uno che può piacerti, ti costringono ad eleggere uno che proprio non sopporti.
Elezioni 2
Si dice che Calearo possa valere un saldo positivo di 200/250 mila voti. Un calcolo che tiene ovviamente conto anche del numero di persone che, proprio per la sua presenza, non voterà più PD.
A me Calearo, al di là di tutto, al di là di quello che è e rappresenta (dice tutto spazioalfa in una parola) fa pensare alla vecchia DC quando il Veneto pretendeva e aveva il suo ministro, Rumor, Bisaglia e compagnia. Anche se al tempo della DC questa pretesa era avvalorata dalla riserva di voti assicurata (comuni all’80/90% per la DC) mentre oggi, nel PD e secondo le dichiarazioni di Calearo, dovrebbe essere avvalorata dal ruolo interpretato dal Veneto nell’economia del paese. Del resto anche la PDL avrebbe il suo ministro veneto, ovvero Galan. Contenti di questa alternativa? Perché non Lino Toffolo?
Elezioni 3
Questa delle candidature è una questione che merita più di una riflessione. Che ha aspetti qualitativi e quantitativi.
Emma Bonino non sembra ad esempio soddisfatta dalla quantità assicurata ai radicali tanto da rimette in discussione il suo ruolo di candidata di qualità (ma poi la polemica rientrerà…). La ricerca di candidati con qualche particolare qualità ha fatto parlare del presepe di Veltroni o dell’album delle figurine di Veltroni, dove la statuina/figurina del poliziotto trova posto accanto a quella della ricercatrice, il prefetto vicino alla precaria, l’operario vicino alla coppia di imprenditori. Non manca nemmeno il Generale. Insomma una sorta di Selecao (tanto per restare nelle corde di questo blog) fatta da campioni che giocano su campi diversi, in squadre diverse, in stati diversi con la difficoltà di trovare poi un gioco di squadra e di floppare miseramente com’è spesso accaduto a qualche blasonata nazionale brasiliana.
In realtà, parlando di candidature eccellenti, si tratta di piccoli numeri (Riello, presidente degli industriali del veneto, parla di specchietti per allodole) visto che poi ci saranno centinaia di eletti presi direttamente dal bacino della politica. E tornando allora sulla quantità ecco Calderoli definire il PD "il partito dei terun"ovvero (cito da republica) “di quelli che si fanno mantenere dagli altri e sfruttano il lavoro degli altri come dimostrano le candidature per la Camera e per il Senato del Pd in Lombardia, dove la presenza di paracaduti da Roma va ben oltre il 50% dei candidati''.
Elezioni 4
Infine dopo tanti giri di parole anche Veltroni vede ormai nel pari il risultato più auspicabile e probabile, prevedendo un governo per le riforme e poi nuove elezioni. Probabilmente con candidati da poter scegliere e suoi quali esprimere finalmente la propria preferenza. E allora che fare? Votare PD quanto meno per togliere peso al PDL nel governissimo che ci aspetta? O di nuovo scheda bianca, senza macchia ma non senza paura?
Elezioni 5
Tutti contro Veltroni?
Cacciari sulla questione dei temi ("basta con le puttanate”).
Molti sulla candidatura (in posizione di “sicura eletta”) della Cardinale, 26enne studentessa di ScienzedellaComunicazione, ma soprattutto figlia di papà…
Altri riportando il fatto che nel comune di Roma si è registrato, Veltroni in carica, il più alto dato di assenteismo da parte dei dipendenti comunali: 27 volte in 100 giorni lavorativi. Si mugugna allora che "se Veltroni pensa di amministrare così anche l’Italia …”
giovedì 28 febbraio 2008
Valzerino
Colgo al balzo il polverone Bertè/Sanremo per raccontare la storia del più clamoroso “presunto plagio” perpetuato dalla musica italiana nei confronti della musica brasiliana.
Dico “presunto” per una serie di motivi (che dirò subito), motivi che rendono perfino imbarazzante il pensiero del plagio. Ma tant’è.
Le canzoni sono Valsinha di Chico Buarque (su testo di Vinicius de Moraes) dall’album "Construção" del 1971 (una pietra migliare, uno degli album ai primissimi posti in qualsiasi classifica di MPB) e Poster di Claudio Baglioni (dal disco “Sabato pomeriggio” 1975 – tra l’altro arrangiamenti di Luis Enriquez Bacalov, uno che conosce bene la musica brasiliana …)
Il bello è che Valsinha, in una versione italiana tradotta da Sergio Bardotti, è presente nel secondo album di Mia Martini “Nel mondo una cosa” (1972), per capirci quello di Piccolo uomo. Mia Martini l’ha più volte cantata anche in anni più recenti come documentano diversi video su youtube.
Più bello ancora è che Mia Martini si è trovata a cantare pure Poster di Baglioni insieme alle colleghe Milva e Fiordaliso come potete vedere qui.
Sempre più bello è che anche Mina ha cantato i due brani, sia Valsinha che Poster, il primo inserito in forma di duetto con lo stesso Chico Buarque nell’album Todavia del 2007.
Il secondo, Poster, presente nell’album “Finalmente ho conosciuto il conte Dracula” del 1985. Qualcuno si è pure divertito a fare un mix di Valsinha nelle versioni Martini, Mazzini aggiungendoci pure Patty Pravo (dall’album “Sì ….incoerenza” del 1972)
Insomma pare che nessuna si sia accorta di stare a cantare la stessa canzone, forse convinte di cantare una cover. Ma a quel che mi risulta Baglioni sembra figurare come autore della canzone Poster senza mai citare Chico Buarque come autore della musica. Non so se negli archivi SIAE le cose stiano diversamente. Ma per le notizie che riesco a recepire sembra proprio trattarsi di plagio, inspiegabilmente mai sanzionato.
Diciamo che Baglioni per lo meno ha avuto il buon gusto di non copiare Vinicius.
Valsinha
Vinicius de Moraes - Chico Buarque/1970
Um dia ele chegou tão diferente do seu jeito de sempre chegar
Olhou-a dum jeito muito mais quente do que sempre costumava olhar
E não maldisse a vida tanto quanto era seu jeito de sempre falar
E nem deixou-a só num canto, pra seu grande espanto convidou-a pra rodar
Então ela se fez bonita como há muito tempo não queria ousar
Com seu vestido decotado cheirando a guardado de tanto esperar
Depois os dois deram-se os braços como há muito tempo não se usava dar
E cheios de ternura e graça foram para a praça e começaram a se abraçar
E ali dançaram tanta dança que a vizinhança toda despertou
E foi tanta felicidade que toda a cidade enfim se iluminou
E foram tantos beijos loucos
Tantos gritos roucos como não se ouvia mais
Que o mundo compreendeu
E o dia amanheceu
Em paz
Dico “presunto” per una serie di motivi (che dirò subito), motivi che rendono perfino imbarazzante il pensiero del plagio. Ma tant’è.
Le canzoni sono Valsinha di Chico Buarque (su testo di Vinicius de Moraes) dall’album "Construção" del 1971 (una pietra migliare, uno degli album ai primissimi posti in qualsiasi classifica di MPB) e Poster di Claudio Baglioni (dal disco “Sabato pomeriggio” 1975 – tra l’altro arrangiamenti di Luis Enriquez Bacalov, uno che conosce bene la musica brasiliana …)
Il bello è che Valsinha, in una versione italiana tradotta da Sergio Bardotti, è presente nel secondo album di Mia Martini “Nel mondo una cosa” (1972), per capirci quello di Piccolo uomo. Mia Martini l’ha più volte cantata anche in anni più recenti come documentano diversi video su youtube.
Più bello ancora è che Mia Martini si è trovata a cantare pure Poster di Baglioni insieme alle colleghe Milva e Fiordaliso come potete vedere qui.
Sempre più bello è che anche Mina ha cantato i due brani, sia Valsinha che Poster, il primo inserito in forma di duetto con lo stesso Chico Buarque nell’album Todavia del 2007.
Il secondo, Poster, presente nell’album “Finalmente ho conosciuto il conte Dracula” del 1985. Qualcuno si è pure divertito a fare un mix di Valsinha nelle versioni Martini, Mazzini aggiungendoci pure Patty Pravo (dall’album “Sì ….incoerenza” del 1972)
Insomma pare che nessuna si sia accorta di stare a cantare la stessa canzone, forse convinte di cantare una cover. Ma a quel che mi risulta Baglioni sembra figurare come autore della canzone Poster senza mai citare Chico Buarque come autore della musica. Non so se negli archivi SIAE le cose stiano diversamente. Ma per le notizie che riesco a recepire sembra proprio trattarsi di plagio, inspiegabilmente mai sanzionato.
Diciamo che Baglioni per lo meno ha avuto il buon gusto di non copiare Vinicius.
Valsinha
Vinicius de Moraes - Chico Buarque/1970
Um dia ele chegou tão diferente do seu jeito de sempre chegar
Olhou-a dum jeito muito mais quente do que sempre costumava olhar
E não maldisse a vida tanto quanto era seu jeito de sempre falar
E nem deixou-a só num canto, pra seu grande espanto convidou-a pra rodar
Então ela se fez bonita como há muito tempo não queria ousar
Com seu vestido decotado cheirando a guardado de tanto esperar
Depois os dois deram-se os braços como há muito tempo não se usava dar
E cheios de ternura e graça foram para a praça e começaram a se abraçar
E ali dançaram tanta dança que a vizinhança toda despertou
E foi tanta felicidade que toda a cidade enfim se iluminou
E foram tantos beijos loucos
Tantos gritos roucos como não se ouvia mais
Que o mundo compreendeu
E o dia amanheceu
Em paz
mercoledì 27 febbraio 2008
"La parona"
sabato 23 febbraio 2008
Le parole della pubblicità: il testimone

Premessa: Umberto Veronesi sarà capolista in Lombardia per il PD.
Svolgimento: più di una volta, recentemente, mi è capitato di citare Grillo.
Magari per dissentirne sui toni, magari spaventato dal fatto di condividerne alcune posizioni (specie sulla politica, meno su altri temi, l'integralismo ecologico ad esempio). Questa volta ne parlo per pura coincidenza (se esistono le coincidenze) perchè giorni fa mi ha fatto una certa impressione leggere il guidizio perentorio dato dal genovese incazzato sul dott. Veronesi (definito "dott. Cancronesi"), un giudizio che vuole sovvertire l'immagine a tutto tondo del più famoso medico d'Italia, visto dai più come un santino della ricerca e della salute. In fondo al post riporto in corsivo la prima parte dell'intervento di Grillo: tutto il resto, se volete leggerlo, lo trovate qui. Insomma, dalle parole di Grillo, il primo della lista, più che il capolista...
Personalmente sarei orientato a pensarla come Veronesi e a dire che, se fatti bene, gli inceneritori sono una soluzione, non solo indispensabile ma anche abbondantemente sicura. Capisco anche che certe relazioni, a certi livelli (leggi sponsor) siano quasi inevitabili. Ma il santino si stropiccia come quando scoprivi che anche il beato di turno mangiava il salame di venerdì, bestemmiava all'osteria di sabato e trombava dopo messa la domenica pomeriggio. Peccati veniali? Forse....
Umberto Veronesi classe 1925, Giacinto Pannella classe 1930. A dimostrare che, nel marketing, l'età in fondo non conta...
(da www.beppegrillo.it)
Cancronesi è stato ospite dallo stuoino Fazio. Ha detto che gli inceneritori non hanno alcun effetto sulla salute. Ne dovrà rendere conto, prima o poi, agli ammalati e ai loro parenti. Sono decenni che questo uomo sandwich si occupa di finanza, di imprese e, saltuariamente, di salute. Non è informato sui fatti e ha qualche piccolo conflitto di interessi. Per lui inceneritori e istituto dei tumori sono un ciclo virtuoso di creazione della malattia. Un business. La provoca e la cura.
La fondazione Veronesi ha come partner:
- ACEA - multiutility con inceneritori
- ENEL - centrali a carbone ed olii pesanti e nucleare
- VEOLIA Environment - costruzione inceneritori.
giovedì 21 febbraio 2008
Buongiorno, buonasera, buonpomeriggio e buonanotte.
Ho il piacere di postare l'intervento di Moretti e del produttore Procacci (Fandango) sulla questione del product placement BMW. Che non si dica che goodnight non dà spazio al contraddittorio. Ho visto il filmato e così, a pelle, mi son detto: beh, dai, Moretti si difende bene. Forse sono stato troppo critico. Vi invito a guardarlo e a farvene un'opinione. Solo dopo leggete "le riflessioni" che nel giro di qualche minuto mi sono rigurgitate nel cervello e che ho inserito nei commenti.
martedì 19 febbraio 2008
Non è mica facile

Vorrei morire a questa età
Vorrei tornare alla tua età
vorrei star fermo mentre il mondo va
farmi di seghe, fino a che mi va
ho quindici anni
ho cinquant’anni
Programmo la mia drum-machine
Io sogno un Suv ma guido Prinz
e suono la chitarra elettrica
e pago la bolletta elettrica
vi spacco il culo
mi spacco il culo
è questione d’equilibrio
sono al pubblico ludibrio
non è mica facile
Charlie fa surf, quanta roba si fa
Charlie’s fathèr, va che panza che ha
MDMA
"porco qui, porco là"
ma le mani chiodate se
le sue scelte obbligate se
Charlie fa skate, non abbiate pietà
lui guarda sky , quanta scelta che ha
crocifiggetelo, sfiguratelo in volto
concedeteglielo, dopo averlo sepolto
con la mazza da golf_alleluja alleluja
con la sua prima golf, eia-eià eiaeia allalà
Mi piace il metal, l’r’n’b
Non voto Lega, nè il PD
ho scaricato tonnellate di
le mie avventure vivo ora-mai
filmati porno
solo su youporn
e vado in chiesa e faccio sport
mi leggo “il foglio” e scrivo un post
prendo pastiglie che contengono
mi tolgo il tartato ostinato con ....
paroxetina … clorexidina
Io non voglio crescere
se mai torno a nascere
andate a farvi fottere
tutto in banca in svizzera
Charlie fa surf,
Charlie’s fathèr
quanta roba si fa
altro che l’onestà
MDMA
porco qui, porco là
ma le mani chiodate
con l’italia fregata
da un mondo di grandi e di preti
da un mondo di Bindi e di Bondi
fa skate
“v-day”
non abbiate pietà
basta logicità
una mazza da baseball
torna il manganello
quanto bene gli fa
come tanti anni fa
alleluja alleluja
eia-eià eiaeia allalà
È un giochino che spero riuscirete a perdonare.
Dei Baustelle sono fermo alla prima canzone e passo solo adesso a “Il liberismo ha i giorni contati”.
Dico solo che Charlie non mi ha lasciato indifferente. Mi ha fatto pensare ai suoi 15 anni. Di più. Agli ormai prossimi 50 del suo papà, Charlie’s Fathèr (da cantare con l’accento sulla e, con una leggera inflessione romagnola).
L’ho visto seduto sulla sua auto, mentre gli arriva il pezzo da una radio mainstream e un po’ alla volta comincia ad adattarlo alle sue giornate.
Lui che non è Charlie e non è diventato Linus, il cinquantenne di successo.
Preoccupato che i trentenni di Walter non lo possano capire.
Esposto alle inammissibili (nemmeno per scherzo e nemmeno per spirito di provocazione) uscite di Grillo che invoca macabri convogli per i nostri politici diretti ai termovalorizzatori in Germania. Ci mancherebbe solo questo.
È un giochino che spero riuscirete a perdonare. Anche se gli ho fatto leggere “il foglio”, che forse non leggerebbe più. Qualcuno allora mi aiuterà a capire meglio chi sia questo padre di Charlie che mi cammina a fianco e a volte, come si dice, anche nelle mie scarpe.
Non posso astenermi da un breve commento

Con la Margherita già recisa e la Rosa radicale che si gioca l’innesto nel PD, pensavo che in politica le simbologie floreali stessero sfiorendo.
Lo smentisce invece Fiorello: proprio quello che temevo. Faccio comunque il dovuto distinguo perchè astensione (come nel caso dello strappo della scheda) non è scheda bianca. Astensione è mutismo. Scheda bianca è un acuto.
domenica 17 febbraio 2008
Le parole della pubblicità: il casting.


Il perchè di tanti post sul PD? Inutile girarci intorno. La prima questione da sciogliere per goodnight è questa: mi piace o non mi piace ‘sto PD e quindi votare o non votare per Veltroni? Non è forse la domanda che ci stiamo facendo in tanti? Non penso quindi che sia necessario spiegarne il perchè (ma se qualcuno avesse delle domande, le aspetto volentieri nei commenti).
Evidente che, al di là delle scelte pubblicitarie, il “ma anche” sia il vero slogan del PD. Una sintesi perfetta, ormai un po’ fastidiosa come ogni tormentone, ma efficace per esprimere, non tanto e non solo cosa sia il PD di Veltroni, ma soprattutto cosa sia l’Italia: un funambolo sempre più agitato e scomposto in cattivo equilibrio su un filo sottile. Abbiamo davvero alternative al fatto di restare con il fiato sospeso a guardare?
Il “ma anche” è la logica applicata nella scelta delle candidature, dove ci sta il laico ma anche il cattolico, l’operario ma anche el paron e da cui sono state eliminate solo le frange che non accettano il fatto che l’Italia sia un paese amico dell’America, amico della Chiesa, amico della Finanza.
Il rischio nel dover proporre delle candidature e metterle in un certo ordine (almeno di questo non possiamo dare la colpa a Veltroni) è quello di produrre una rappresentanza di sintesi, da laboratorio politico, inseguendo una sorta di teorema democratico, dove gli esperti in statistica servono più degli statisti.
Con l’effetto di aver candidature degne di un casting da Grande Fratello, in cui aspettarci il nobile e il borgataro, il supermacho ed il trans.
Ecco allora l’operaio a Torino (visto che l’imprenditore di riferimento non ce l’ho certo contro) e l’imprenditore a Milano, sapendo che fare l’inverso sarebbe impossibile. Ci sta tutto, per carità ... ci sta il taglio a spazzola, la rasatura gillette, la cravatta e il porta badge... ci sta il codino, l’orecchino, la barbetta, lo sciarpone.
Noto comunque che questi trentenni hanno già i capelli più grigi dei miei, ormai vecchio quarantenne e passa, lasciato in fondo alla lista come sempre.
Breaking news: dal balcone di casa vedo sventolare le bandiere del Kossovo.

Da un appartamento di fronte al mio sventola una grande bandiera rossa con l'aquila bicefala nera insieme ad una bandiera italiana un po' più piccola. Più in là, una casetta con giardino sembra addobbata per un matrimonio: palloncini rossi, bandiere kosovare, cartelli che immagino inneggiare l'indipendenza. Il solito riserbo mi impedisce di prendere la digitale: dovete accontentarvi della cronaca. Mi viene spontaneo chiedermi come la prenderanno le famiglie serbe che abitano sempre nel mio quartiere. Forse dall'Italia il sentimento di reazione sarà più morbido. Almeno lo spero.
Breaking news 2 delle 17.00: i festeggianti si sono ora riuniti nel piazzale, diverse auto, diverse bandiere, lo scoppio di qualche petardo. Qualcuno fotografa con il telefonino.
Devo dire che la cosa fa una certa impressione. Mi distraggo qualche minuto e adesso non li vedo più. Torno a guardare la tv.
giovedì 14 febbraio 2008
Dia dos Namorados

In Brasile, che non per niente sta dall’altra parte del globo, il "giorno degli innamorati" si festeggia il 12 giugno. Volevo dirvelo, dovesse capitarvi di sposare Gisele Bündchen o trovare una morosa brasiliana.
mercoledì 13 febbraio 2008
Le parole della pubblicità: USP (“Unique Selling Proposition” o “proposta unica di vendita”).

Ovvero il valore aggiunto che il prodotto pubblicizzato possiede rispetto alla concorrenza. Insomma le marche ammettono che i loro prodotti, al di là della fuffa, sono molto simili e funzionano alla stessa maniera.
Per questo ogni marca si sforza di individuare e attribuire al suo prodotto una qualità unica, differenziante, inconfondibile. Allora visto che tutti sono d’accordo nell’abbassare le tasse, concedere qualcosa agli stipendi, non far nulla sulle questioni del privato, visto insomma che i programmi finiscono per confordersi cosa ci possiamo mai inventare per convincere il consumatore, pardon l’elettore?
Ieri a "Porta a Porta" Silvio Berlusconi ha presentato l’USP del suo programma ovvero allungare la vita degli italiani fino a 120 anni. Non ho capito con che personaggio (un prete?) e in quale struttura (a Verona?) starebbe mettendo a punto la ricetta per ottenere questa promessa di lunga vita, trasformando il PDL da partito dell'immoralità a partito dell'immortalità.
Così al volo non riesco a trovare veline o ansa o video da linkare. Appena possibile aggiorno. Ciao a tutti.
martedì 12 febbraio 2008
Lo slogan unico: "Rialzati Italia, si può fare".

Il 4 dicembre 2006, quando questo blog ancora non esisteva, commentai da “anonimo” un post di onanrecords, dichiarando le ragioni della mia “scheda bianca”.
In questi giorni ho sentito più volte citare un intervento di Milena Gabanelli sul forum di Report (datato 15/06/2007) in cui la giornalista afferma di considerare la “scheda bianca” come l’unica forma di voto oggi possibile per un concreto tentativo di cambiamento. Scheda bianca, non annullamento né astensione, esattamente la mia posizione. L’ipotesi della nostra reporter è che, a fronte di una rilevante percentuale di schede bianche, la questione dovrebbe essere dibattuta perfino a livello europeo (non capisco esattamente in che termini …)
Devo dire che la data dell’intervento pone qualche interrogativo.
Da come parla sembra che, nelle precedenti elezioni, la Gabanelli abbia comunque votato per qualcuno o per meglio dire “contro qualcuno” e verrebbe da pensare contro Berlusconi (o sbaglio?). Così fosse la Gabanelli sarebbe arrivata un po’ in ritardo visto che, dal mio punto di vista, già nelle elezioni del 2006 c’erano tutte le condizioni per votare scheda bianca, anzi di più. In quel contesto, come ho cercato di dire nel mio intervento su onanrecords, votare scheda bianca significava rifiutare un bipolarismo di convenienza, tanto finto quanto inefficace se non dannoso. Avesse pure significato consegnarci a Berlusconi sarebbero almeno trascorsi 2 anni: due anni comunque buttati con la prospettiva di tenerci adesso Berlusconi fino al 2013 (una data fantascientifica).
Ma il 15 giugno 2007 l’idea delle elezioni anticipate era ancora un po’ lontana, le primarie del PD del 14 ottobre di là da venire … insomma pensare alla scheda bianca era un po’ più facile. La domanda è dunque questa: non è che per caso a distanza di pochi mesi ma con qualche novità (?), la Gabanelli abbia cambiato idea individuando finalmente quel “qualcuno per cui votare”? Forse Veltroni, forse Bonino, forse Santanchè, chi può dirlo. O davvero Milena è una sostenitrice di “scheda bianca” fino in fondo?
Dico questo non per fare il processo alle intenzioni della Gabanelli, ma per fare il processo alle mie intenzioni in questo momento davvero insondabili. Quello di cui sono "quasi" certo è che non sopporterei l’idea di un partito della scheda bianca. Hanno fondato perfino la lista degli astensionisti (“io non voto”), ma la scheda bianca è qualcosa di diverso, rimane essenzialmente una scelta personale: non riesco a vederla come l’indicazione di voto di uno schieramento o di qualsiasi altra organizzazione o movimento.
Infine, facendo or-ora un salto sul blog di Grillo, vedo che il Beppe definisce Berlusconi e Veltroni “una doppia scelta unica” praticamente le stesse parole che ho usato su onanrecords, definendo i due schieramenti del 2006 come "i due partiti unici".
Se sono arrivato al punto di ragionare allo stesso modo di Grillo (o Grillo allo stesso modo di coscienzasporca) o sono messo male io, o è messo male Grillo o siamo messi male tutti. Non so poi se, avendogli dato dell'anarchico democristiano stessi pensando ad un Casini come quello di oggi, pronto ad andarsene per la sua strada (ma forse questa è una semplice casualità).
Con il massimo affetto, goodnight a tutti.
lunedì 11 febbraio 2008
Gli slogan: "Si può fare".

Il riferimento alto sarebbe Obama. Quello laterale Mel Brooks e il suo Frankenstein Jr. Il riferimento più vicino è invece Mario Adinolfi, oggi faccione da MTV, che ha utilizzato il "si può fare" nella sua campagna per le primarie e che si sarebbe a sua volta ispirato al titolo di una canzone di Branduardi.
Le parole della pubblicità: location.

Location
Una location è un luogo reale. Un area, una struttura, un ambiente, chiuso o aperto dove una produzione si reca per avere il giusto sfondo per raccontare una storia.
Una location citata in una sceneggiatura può essere molto precisa, come "il Colosseo" o piuttosto generica come "una piazza rinascimentale" o del tutto immaginaria come "il paradiso".
da www.tvspot.it
sabato 2 febbraio 2008
Alcione canta "Brasileirinho", di Waldir Azevedo.
Tre cose. Intanto il brano, “Brasileirinho”, super-classico di Waldir Azevedo, inciso per la prima volta nel 1949 e diventato il brano più venduto nella storia dello choro.
Poi il genere lo “choro”, appunto, a cui Mika Kaurismaki, dalla lontana Finlandia, ha dedicato perfino un film, non ha caso intitolato “Brasileirinho”.
Infine gli interpreti. Lei è la grandissima Alcione, in un video di molti anni fa (anche se non è gentile ricordarlo).
I musicisti, nei loro completi bianchi, sono straordinari. Tra l’altro, al cavaquinho, appare proprio l’autore del brano (l’ultimo nella presentazione di Alcione) in una delle sue rare apparizioni video.
E per finire, trovo oramai irrinunciabili le esecuzioni amatoriali su YouTube: meglio di un porno fatto in casa. Ci ritroviamo dopo il carnevale: e non dimenticate che il samba aiuta a smaltire le frittelle.
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