domenica 30 novembre 2008

Oggi, domenica piovosa scopriamo il ronca-ronca, impariamo a costruire una Cuica, ascoltiamo Deep Purple, Carlinhos da Cuíca e una splendida CéU.


Non pensiate che io conosca il mondo del samba. Quello che so e quello che riporto, l’ho giusto scovato su internet, spinto alla ricerca da qualche canzone che parla di samba. Come quella del post precedente, la bellissima “É Com Esse Que Eu Vou". Mettendosi a tradurre questi brani si finisce quasi sempre impigliati in riferimenti alle figure, ai personaggi, ai riti del samba che, ripeto, mi mancano quasi del tutto. Inutile aprire il dizionario per cercare espressioni come "ronca-ronca da cuíca", meglio affidarsi a google e meglio ancora a youtube.

Il ronca-ronca dovrebbe essere il russare: se ci penso anche in Veneto si dice “ronchesare” (“no gò mai dormio: el gà ronchesà tuta la note”). Quindi il ronca-ronca dovrebbe esprimere un certo tipo di suono continuo, un accompagnamento un po’ ossessivo, con propri ritmi e proprie variazioni. Le cose diventano più chiare con Cuíca, uno degli strumenti che rendono così ricca di suoni la musica brasiliana. L’abbiamo sentito in tantissime canzoni, un suono tipico che imita la forma di gemiti e singhiozzi e che fa subito brasile.
Riporto da wikipedia, in questa occasione esauriente: “nonostante da molti sia considerata uno strumento a percussione non lo è. Incastrata nella parte interna della pelle vi è un’asticella di bambù. Una mano stringe l’asta all’interno dello strumento con un panno umido, e il ritmo viene articolato dallo strusciare (frizione) del panno sull’asta di bambù. L’altra mano regge lo strumento e le sue dita esercitano una pressione sulla pelle. La differente stretta sull’asta e la pressione sulla pelle consentono di ottenere suoni alti o bassi, con un’estensione che arriva a due ottave”.

Come ogni strumento anche la Cuíca ha i suoi interpreti di riferimento che nel caso specifico scopro essere (non a caso) Carlinhos da Cuíca. Se a qualcuno venisse l’idea di imparare a suonare lo strumento, il sito di Carlinhos, Academia das Cuícas, potrebbe essere il primo passo per entrare.

Carlinhos da Cuíca no pagode da Tia Doca



Tra le curiosità quelle di una rudimendale, ma efficace Cuica, ottenuta da un banalissimo bicchiere di plastica (lo si vede nella foto e potete linkare qui per realizzarla a casa vostra occupando così il tempo di un pomeriggio piovoso) e quella di chi usa la Cuica per suonare perfino i Deep Purple.
Come per altri strumenti anche nel caso della Cuica qualche autore della MPB ha ben pensato di dedicarvi una canzone. In questo caso ci hanno pensato João Bosco e Aldir Blanc e la vale la pena di ascoltarla perchè l’interprete è la “carinhosa” CéU.

CéU - O Ronco da Cuíca

venerdì 28 novembre 2008

Proviamo a metterci un titolo (É com esse que eu vou).

Uno potrebbe essere mamma e figlio (e riallacciarsi così al post precedente). Elis accompagnata al piano dal marito Cesar Camargo Mariano (fantastici entrambi). Pedro Mariano, duettante con una Sandy (migliore di altre volte) in uno spettacolo TV del 2007.

Altro titolo potrebbe essere quanto mi piace 'sto pezzo. Oppure vorrei farvi entrare nel cuore questa canzone, com'è entrata nel mio. Oppure, visto che si va nel week end, voglio sambare fino a stramazzare al suolo. Oppure un samba per la gente e per la casta "gente pobre, gente rica, deputado, senador
". Oppure questa volta Caetano non è lui, ma un altro (il Pedro Caetano, autore di questo e tantissimi altri samba ). Oppure questo samba ha compiuto 60 anni. Oppure...

Qui, nel video integrale, le parole di Elis sul samba che precedono il brano (ma cosa stai fumando Elis?). Nel weekend ne parliamo, soprattutto di quel "ronca-ronca da cuíca" contenuto nel testo. Ora è tardi. Oppure...

Elis Regina - "É Com Esse Que Eu Vou" -Ensaio - MPB Especial


Sandy e Pedro Mariano - É com esse que eu vou

giovedì 27 novembre 2008

"Filho de peixe, peixinho è”


Pensate al destino di questa Maria Rita (Brandão) che canta per anni in tutta tranquillità finché si affaccia sulla scena musicale un’altra Maria Rita (Mariano) che ha però dalla sua il vantaggio di essere figlia niente meno che di Elis Regina e di Cesar Camargo Mariano. Immaginate sentirsi paragonare a una mamma, che non è nemmeno la propria, ed è invece la mamma dell’altra. A quel punto il minimo da fare era cambiarsi nome e, minimo per minimo, invertirli e diventare Rita Maria.
Prendo questo aneddoto da un articolo di Giangiacomo Gandolfi dedicato all’invasione di figli e nipoti della MPB, una forma di nepotismo che nemmeno le università italiane… Del resto, si ricorda nell’articolo, un detto brasiliano dice che i figli dei pesci fanno i pesci, anche se l’acquario brasiliano sembra davvero affollato. Maria Rita ha iniziato tardi, al contrario della mamma cantante fin da bambina, dedicandosi precedentemente al giornalismo, ha inciso tre dischi, l’ultimo nel 2007, è apparsa nuda sulla copertina di Bizz, rivista musicale deceduta lo scorso anno. Diverse foto e qualche video intervista la ritraggono con la mamma e con il fratello Pedro Mariano, nato due anni prima di lei, nel 1975, anche lui cantante, genere romanticone o romanticume come preferite.
Di Maria Rita abbiamo già ascoltato il brano Essa Mulher (presente nella sezione traduzioni) e sta per uscire il DVD dell'album Samba Meu. Per Pedro Mariano è invece il debutto sul palco di coscienzasporca. Nel video lo vediamo con il padre, quello sì un nome che conta nella musica brasiliana, per aver suonato, prodotto e arrangiato dischi davvero importanti, non solo per essere stato il secondo marito di Elis Regina. Ci sarà occasione per parlare anche del primo marito e del primo figlio di Elis quel João Marcelo Boscoli...

Cesar Camargo Mariano e Pedro Mariano "Acaso"

mercoledì 26 novembre 2008

La nuda verità


Come avrete notato ho cercato di aggiornare e aggiustare un po’ il blog inserendo, per esempio, l’elenco delle canzoni brasiliane di cui è presente una traduzione italiana (con tutti i limiti di qualsiasi traduzione). Con l’occasione ho inserito anche un contatore: non che ami la statistiche, ma qualche curiosità ce l’ho come tutti. Il contatore mi conferma il numero di persone che so frequentare abitualmente il blog a cui si aggiunge un discreto numero di persone che vi arrivano dai motori di ricerca, digitando parole che hanno più o meno a che fare con il brasile, da “vanessa da mata” a “vorrei vedere la casa di pato”. Non mi sorprende che alcune ricerche abbiano come chiave il sesso, se non altro perchè ho un post che titola “vallo a prendere in culo”, che 18 mesi dopo la sua pubblicazione risulto ancora al primo posto nella ricerca su google. Mi sorprende invece che il primo posto assoluto nella chiavi di ricerca riporti addirittura al lontanissimo secondo post pubblicato sul blog ormai 2 anni fa e che diverse persone siano così interessate a vedere Daria Bignardi nuda.
Così ho finalmente trovato il sottotitolo che mancava all’intestazione del blog.

C'è una spiegazione?



martedì 25 novembre 2008

Giusto per Natale


Foto Marco Hermes.

Dal sito non ufficiale dei fans di “o rei” Roberto Carlos arriva proprio oggi la conferma dell’uscita di “A Musica de Tom Jobim”, CD che riunisce Caetano Veloso e Roberto Carlos: 16 tracce registrate dal vivo nel corso dello show dello scorso agosto nell’Auditorio Ibirapuera (Sao Paulo), uno dei tanti spettacoli dedicati nel corso dell’anno ai 50 anni della Bossa Nova.
4 pezzi cantati insieme (Chega de Saudade, Garota de Ipanema, Tereza da Praia e Wave). Poi spettano a Caetano Por toda minha vida, Ela è Carioca, Inutil Paisagem, Meditaçao e O que tinha de ser.
A Roberto invece Eu sei que vou te amar (più la lettura del Soneto da Fidelidade di Vinicius) Insensatez, Ligia, Por Causa de Você e Samba do Avião. Prevista l’uscita di un DVD con la registrazione integrale dello spettacolo.

lunedì 24 novembre 2008

Le ragazze ci provano 3: "Menino das Laranjas"

Visto che l'abbiamo citata tra le prime canzoni che hanno fatto emergere il talento di Elis perchè non ascoltarla?
Della serie nuove voci e nuovi arrangiamenti: Mariana (in pantaloni) l'abbiamo ascoltata pochi post fa in Deixa o Verão dei Los Hermanos. Di Roberta Sá (bel vestitino) ho parlato circa un anno fa, miglior rivelazione femminile secondo i critici "paulisti".

Mariana Aydar e Roberta Sá - Menino das Laranjas

Gilberto Gil (Rolling Stone Brasil ottobre 2008).


Bei ritratti del brasiliano Daniel Klajmic, fotografo di moda ma non solo.
Sua infatti la copertina di "Todas as coisas e eu", disco di Gal Costa del 2004.
Sempre per RS, non molti mesi fa, aveva fotografato pure Caetano.

domenica 23 novembre 2008

Quale fu il primo grande successo di Elis?

Difficile dirlo parlando di una stella che incise il primo singolo, su 78 giri, a quindici anni e il primo album (“Viva a Brotolândia”) a sedici, anno 1961. Il genere potrebbe essere, mi si passi l’irriverente paragone, un genere alla Hanna Montana anni ’60 (oddio che ho detto!!!): canzonette per giovanissimi, cantate da ragazzine. Del resto il termine broto sta proprio per quello, per “bocciolo”, e con l’espressione brota ci si riveriva al fenomeno delle giovanissime cantanti, in voga allora come oggi (me la passate l’espressione “in voga”?).
Il reportorio non è ancora quella della MPB: vi si ascoltano, invece, cover di pezzi USA di successo , ritmi leggeri, pochi accenni di samba. Certo la personalità e lo stile di Elis evolvono velocemente, al ritmo di un album l’anno, fino al definitivo trasferimento da Porto Alegre a Rio, con un repertorio che si fa più adulto e più “brasiliano”, fino al grande successo del programma “O fino da bossa” da cui derivano tre splendidi album dal vivo, interpretati con Jair Rodriguez, che in questo periodo girano di continuo sul mio “giradischi”. Insomma il bocciolo è sbocciato.
In questi tre album , Elis sfoggia una voce calda, forse lontana da certi canoni bossanovistici del periodo, lontana anche dalla voce che ci rimandano le interpretazioni anni 70. Ma Elis, allora 20enne, esprime già quella forza interpretativa che ne hanno fatto un fenomeno e più tardi un mito.

Ma ecco che al solito, divagando, mi sono perso. Torno alla domanda. Quale fu il primo grande successo di Elis? Ce lo racconta lei stessa in questo video del 1973 (qui tutta l’intervista) dove ricorda come alcuni indicassero in Menino das Laranjas, scritta da Téo de Barros nel 1964, il suo primo successo. Altri lo attribuivano invece all’interpretazione di Arrastão di Edu Lobo e Vinícius de Moraes, brano con cui vinse il primo festival della Música Popular Brasileira della TV Excelsior. In realtà la grande attenzione di pubblico e critica arrivò con Preciso aprender a ser só, dei fratelli Marcos e Paulo Sérgio Valle, brano che Elis interpretava in uno show al “Little Club” di Rio de Janeiro e che incise sia in “Samba, eu canto assim” che in “Dois Na Bossa”, entrambi del 1965.

Il brano è bello, l’interpretazione magnifica, il video b/n affascinante. Le smorfiette di Elis irresistibili. Scommetto entrerà a far parte del vostro juke-box on line.
Siccome poi in queste settimane esce con Repubblica/L’espresso la Mina della TV aggiungo il mio contributo con la versione italiana interpretata dalla Mazzini nel 1968.

Elis Regina - Preciso aprender a ser só


Mina _ So ( Preciso aprender a ser so )


Preciso aprender a ser só
Composição: Marcos Valle/Paulo Sergio Valle

Ah, se eu te pudesse fazer entender

Ah se potessi farti capire
Sem teu amor eu não posso viver

Che senza il tuo amore io non posso vivere
E sem nós dois o que resta sou eu

Che senza noi due, ciò che resta sono io
Eu assim tão só

E sono così sola

E eu preciso aprender a ser só

Che devo imparare ad essere sola
Poder dormir sem sentir teu calor
Poter dormire senza sentire il tuo calore

E ver que foi só um sonho e passou
E capire che è stato solo un sogno ed è passato



Ah, o amor
 quando é demais ao findar leva a paz

L’amore quando sta per finire toglie la pace
Me entreguei sem pensar

Mi sono trovata coinvolta, senza pensare
Que a saudade existe e se vem
Che la nostalgia esiste e quando arriva

É tão triste, vê
E così triste, guarda

Meus olhos choram a falta dos teus

I miei occhi piangono l’assenza dei tuoi
Esses olhos que foram tão meus

Quegli occhi che erano tutti per me
Por Deus entenda que assim eu não vivo
Capisci che così non è più vivere
Eu morro pensando no nosso amor
Che muoio pensando al nostro amore.



venerdì 21 novembre 2008

Kassab? È sposato? Ha figli?

Ricordate le elezioni amministrative brasiliane oggetto di un recente post?
A chi fosse rimasta qualche curiosità, consiglio di approfondire l’argomento su questo articolo di Francesco Giappichini che ben analizza risultati e prospettive di questa tornata elettorale. Mi ha in particolare colpito un aspetto della campagna elettorale, riportato nell'articolo, ovvero il tentativo di screditare il candidato conservatore Gilberto Kassab, riconfermato poi sindaco di San Paolo, attraverso uno spot che in qualche modo ne ventilava una possibile omosessualità, come se questo potesse essere un motivo per negargli il voto.

giovedì 20 novembre 2008

Il vizietto 2 ("La ultima curda").

L’ho già fatto. Lo sto facendo. Lo farò ancora.
Come Tognazzi Ugo nel vizietto, ogni tanto mi concederò una scappatella nel tango.
Qui “L’ultima sbronza”, seduto di fronte a un bicchiere di rum a conversare con il bandoneon.
Memorabile Roberto Goyeneche con Nestor Marconi nel film “Sur” di Fernando Solanas (premiato per la regia al festival di Cannes 1988). Ho scelto però questa versione di Fito Paez, che trovo convincente. La traduzione dal solito libro curato da Paolo Collo e Ernesto Franco.



Testo: Cátulo Castello. Música: Aníbal Troilo.

Lastima, bandoneón, mi corazon
Che dolore, bandoneón, per il mio cuore
tu ronca maldición maleva...
la tua rauca maledizione di malavita…
Tu lágrima de ron me lleva
La tua lacrima di rum mi porta
hasta el hondo bajo fondo
nei profondi bassifondi
donde el barro se subleva.
dove il fango si ribella.

¡Ya sé, no me digás! ¡Tenés razón!
Lo so, no me lo dire. Hai ragione!
La vida es una herida absurda,
La vita è un’assurda ferita,
y es todo, todo tan fugaz
ed è tutto, tutto, così fugace,
que es una curda, ¡nada más! mi confesión.
nient’altro che una sbronza, niente più! la mia confessione…

Contame tu condena, decime tu fracaso,
Raccontami la tua condanna, dimmi del tuo fallimento.
¿no ves la pena que me ha herido?
non vedi il dolore che m’ha ferito?
Y hablame simplemente de aquel amor ausente
E parlami in modo semplice di quell’amore assente
tras un retazo del olvido.
dietro uno scampolo d’oblio,
¡Ya se que te hago daño ¡Ya sé que te lastimo!
Lo so che mi ferisce! So che ti faccio male
llorando mi sermón de vino!
piangendo la mia predica di vino!
Pero es el viejo amor que tiembla, bandoneón,
Ma è il vecchio amore che trema, bandoneon,
y busca en el licor que aturde,
e cerca un liquore che intontisce
la curda que al final termine la función
la sbronza che alla fine concluda lo spettacolo,
corriéndole un telón al corazón.
calando un sipario sul cuore.

Un poco de recuerdo y sinsabor
Un po’ di ricordo e d’amarezza
gotea tu rezongo lerdo.
stilla il tuo pigro rimprovero.
Marea tu licor y arrea la tropilla de la zurda
Ubriaca il tuo liquore e incita la mandria del cuore
al volcar la última curda.
nel versare l’ultima sbronza.

Cerrame el ventanal que quema el sol
Chiudi la vetrata che il sole brucia
su lento caracol de sueño,
la sua lenta spirale di sonno
¿no ves que vengo de un país que está de olvido,
non vedi che vengo da un paese fatto d’oblio,
siempre gris, tras el alcohol?...
sempre grigio, dietro l’alcool.

sabato 15 novembre 2008

Clara Nunes: Canto das três raças


Scherzosamente (ma aggiungo giustamente) larobi mi rimprovera di essermi dimenticato di Clara Nunes considerata una delle grandi, se non la più grande cantante del samba insieme a Beth Carvalho e Alcione. "Canto das três raças" (qui nella versione live del suo autore) è poi una vera icona del samba. Come Elis Regina anche Clara Nunes è mancata giovanissima, nemmeno quarantenne (dettaglio assurdo, per una complicazione dopo una operazione di vene varicose).
Nel 1980, tra l'altro, portò al successo Morena de Angola, uno dei tanti successi di Chico Buarque.
La resero famosa anche gli abiti bianchi e i gioielli colorati di origine africana, oltre che per la sua vocazione per il Candomblé.
Di qualche anno fa questo articolo di Ana Paula Torres.
Infine il link per chi fosse interessato al Quilombo di Palmares citato nel testo.

Nota tecnica: spero di risolvere il momentaneo blocco del post. Al momento sto postando "per vie traverse". Ciao e buona domenica a tutti.

Canto das três raças
Composição: Mauro Duarte e Paulo César Pinheiro


Ninguém ouviu

Nessuno ha sentito
Um soluçar de dor

Un singhiozzo di dolore
No canto do Brasil


Nel canto del Brasile

Um lamento triste

Un lamento triste
Sempre ecoou

Ha sempre risuonato
Desde que o índio guerreiro

Da quando il guerriero indio
Foi pro cativeiro

Fu fatto prigioniero

E de lá cantou


E dalla prigionia cantava

Negro entoou

Lo schiavo intonò
Um canto de revolta pelos ares

Nell’aria un canto di rivolta
No Quilombo dos Palmares

Nel Quilombo dos Palmares

Onde se refugiou
Dove trovò rifugio



Fora a luta dos Inconfidentes

Era stata la lotta degli Inconfidentes
Pela quebra das correntes

Per rompere le catene
Nada adiantou
Niente avanzò



E de guerra em paz

E di guerra in pace
De paz em guerra

Di pace in guerra
Todo o povo dessa terra

Tutto il popolo di questa terra
Quando pode cantar
Quando può cantare
Canta de dor

Canta il dolore



ô, ô, ô, ô, ô, ô

ô, ô, ô, ô, ô, ô




E ecoa noite e dia

E risuona giorno e notte
É ensurdecedor
assordante


Ai, mas que agonia

Oh, ma che agonia
O canto do trabalhador

Il canto di chi lavora

Esse canto que devia

Questo canto che doveva
Ser um canto de alegria

Essere un canto di allegria
Soa apenas
Suona invece

Como um soluçar de dor
Con un sospiro di dolore

Questo è un post di servizio ma anche no...


Devo effettuare una prova tecnica per vedere se il blog funziona ancora. Devo trovare una cosa qualsiasi da raccontare giusto per metter giù due righe e provare ad allegare una foto. Bene. Lula è stato in Italia ha incontrato un po' di gente e anche un po' di calciatori brasiliani, guarda caso quelli che giocano nel Milan. Non dico niente di nuovo perchè l'avrete notato tutti. Dico allora un'altra cosa: qual'era il ruolo meno ambito da un calciatore brasiliano. Fin a qualche anno fa certamente il portiere, visto che non se ne trovava nemmeno uno degno della porta della nazionale. Adesso basta dire che non solo il primo (Donieber Alexander Marangon detto Doni), non solo il secondo (Julio Sergio Bertagnoli) ma perfino il terzo portiere (Guilherme De Morais Gusmao Artur) della Roma sono brasiliani ...

domenica 9 novembre 2008

"Non è che adesso ti metti a parlare anche di politica brasiliana?" Niente paura, lo faccio solo perchè c’è di mezzo Chico ...


Chissà che carinerie potrebbe riservare Berlusconi alla giovanissima Manuela D'Ávila (nella foto) candidata del partito comunista alle recenti elezioni per la prefeitura municipal (in pratica la carica di sindaco) della città di Porto Alegre, 1,6 milioni di abitanti.
Porto Alegre ce la ricordiamo per essere stata sede di un importante Forum Sociale, per essere la città di Ronaldinho, ma soprattutto (almeno qui) per essere la città dov’è nata Elis Regina. Un post che parla quindi di cronaca politica? Non proprio: per questo vi rimando comunque all’analisi di questa importate tornata elettorale, vero e proprio test politico a due anni dall’elezione del nuovo presidente, visto che nel 2010 il buon Lula (oggi all’80% dei consensi!) dovrà per forza di cose lasciare l’incarico.



La vera ragione del post è il fatto che Chico Buarque abbia dato sostegno pubblico all’altra candidata sindaco della sinistra, Maria do Rosario, esponente del PT, il partito di Lula per capirci. Maria ha avuto la meglio su Manuela ma al ballottaggio con il sindaco uscente, il centrista José Fogaça, non ce l’ha fatta. Per le donne in politica non è mai facile, anche se giovani, carine e preparate. Curiosità da campagna elettorale: negli spot di Maria do Rosario la stella rossa del PT diventava un grande aquilone per sollevare la voglia di "mudança" ovvero cambiamento (eh sì, sempre quella) nei cieli di Porto Alegre sulle note di un jingle sambista. Insomma un po’ di musica riusciamo a sentirla anche qui.

sabato 8 novembre 2008

Quattro secondi

In un post di qualche tempo fa, mi ero chiesto se Chico Buarque e Carlinhos Brown, tra cui intercorre il rapporto di suocero e genero e una certa distanza musicale, si fossero mai trovati a far qualcosa insieme. Quattro secondi di Chico che "salta" a fare il Carlinhos è al momento la sola risposta che ho trovato (uncia sì, ma sorprendente).

Carlinhos Brown e Chico Buarque
Festival d'Estate (Salvador 2002)

domenica 2 novembre 2008

Deixa o Verão: questo divano è ancora comodo.

Mentre qui sono arrivate le prime piogge d’autunno (beh oggi, in verità, c'è il sole!) nell’altro emisfero è il momento di uscire di casa. Eppure si starebbe ancora bene sul divano e l’estate potrebbe aspettare un altro po’. Recupero il pezzo dei Los Hermanos (dall’album “Ventura” del 2003) mentre pre-ascolto il disco solista di Marcelo Camelo. Si tratta di una cover interpretata da Mariana Aydar, un po’ più fighetta dell’originale, piacevolmente pigra anche se personalmente preferisco la versione (fortemente consigliata) più tirata con Adriana Calcanhotto sul palco.

mariana aydar - deixa o verao




Deixa o Verão
(Rodrigo Amarante)

Deixa eu decidir se é cedo ou tarde

Lasciami decidere se è presto o tardi
Espere eu considerar
aspetta fin che non ho preso una decisione

Ver se eu vou assim chique à vontade

dai un occhio se così sono abbastanza chic
Igual ao tom do lugar
in sintonia con il tono del posto

Enquanto eu penso você sugeriu

Mentre ci penso, tu suggeriscimi
Um bom motivo pra tudo atrasar
un buon motivo per ritardare ogni cosa
E ainda é cedo pra lá
È ancora presto la fuori
Chegando às 6 tá bom demais
aspettare fino alle 6 dovrebbe andar bene
Deixa o verão pra mais tarde...
lascia che l’estate aspetti

Deixa, deixa o verão
Lascia, lascia l’estate
Deixa o verão pra mais tarde
Lascia l’estate per dopo

Não tou muito a fim de novidade
Non sono nello spirito giusto per le novità
Fila ou banco do bar
fila o sedia del bar (?)
Considere toda a hostilidade
Pensa a tutta l’ostilità
Que há da porta pra lá
Che ci aspetta al di là della porta

Enquanto eu fujo você inventou
Mentre io scappo tu prova ad inventarti
Qualquer desculpa pra gente ficar
una serie di scuse per rimanere
E assim a gente não sai
e fare in modo di non uscire
Esse sofá ta bom demais
questo divano sembra ancora comodo
deixa o verão pra mais tarde...
lascia che l’estate aspetti...

Uhh.. Ah, ah, aaaah
E eu digo cá entre nós
Lo dico, e che rimanga tra noi,
Deixa o verão pra mais tarde...
Lascia che l’estate aspetti...

sabato 1 novembre 2008

Scarlettina, Concitina.


Avevo visto Scarlett-Concita De Gregorio alle invasioni barbariche dalla nostra cara Daria e l’avevo trovata eroticamente irresistibile quanto politicamente inutile e saputella. Che bisogno c’era di un’altra esponente di quella sinistra letteraria, perfetto fertilizzante dei successi berlusconiani? Dopo le reazioni di Feltri e La Russa mi sono ricreduto. L’idea (consapevole o meno che sia) della fascinosa ragazza di sinistra che non te la dà e ti fa venire il sangue al cervello può avere un suo fondamento. Datemi del sessista, ma io di pancia per non dir altro, la vedo così.

martedì 28 ottobre 2008

Predicare bene...


Scuola privata o scuola pubblica? Non fosse altro che per tirchieria (ma sarebbe meglio dire scarse risorse) direi scuola pubblica. Dico agli amici che invece hanno scelto la privata, di selezionare con attenzione l’istituto in cui iscrivere i propri figli. Questo nella foto, sembrerebbe a prova di protesta. Attenti però che, aspettando di parlare con i professori, potreste trovarvi in fila con Francesco Rutelli, Michele Santoro o Nanni Moretti.

lunedì 27 ottobre 2008

The Art of Gisele



da repubblica.it
"Può esistere la perfezione? Per rendersene conto bisognerà aspettare novembre quando sarà in edicola il servizio della rivista "American Photo" che per festeggiare il 30esimo anniversario ha realizzato un servizio fotografico con la top model brasiliana Gisele Bundchen realizzato da Nino Munoz".

qualche scatto in anteprima

sabato 25 ottobre 2008

La coerenza di Paolo.


Paolo Guzzanti lo conoscete tutti. PG, oggi senatore PdL, sta da sempre dalla parte della maestra unica. Nonostante i suoi “spostamenti” sta dalla parte della M.U. oggi, anno 2008, cosìccome nel 1989 quando, parlando della riforma Galloni scriveva: "La maestra sarà rimpiazzata non da un essere umano in senso stretto, ma da un organismo polimero dell'umano, anche se vagamente antropomorfo. Ci riferiamo a quell'oggetto misterioso che va sotto il nome rispettabile di Equipe. Proprio così, al posto della maestra vagherà per le classi un gruppo di tre insegnanti indistinguibili". Non lo scriveva su Il Giornale, ma sulle pagine di Repubblica. Qualcosa allora non mi torna.

giovedì 23 ottobre 2008

Le ragazze ci provano 2: “O Mestre-Sala Dos Mares”

Anno 1910. Anno in cui i superiori usavano ancora il frustino nei confronti dei marinai "insubordinati". Anno in cui 250 frustate di troppo fanno scoppiare “la rivolta del frustino” che paralizza la città di Rio per diversi giorni. A questo episodio si ispira la canzone “O mestre sala dos mares” di Aldir Blanc e João Bosco, autori che diedero ad Elis Regina un bel po’ di pezzi e che furono ripagati con interpretazione entrate nella storia della MPB. Ci racconta tutto Alessandro Andreini in un articolo di pochi giorni fa su musibrasil.net. Da lì prendo anche il testo che riporto di seguito (nell’articolo proposto con un confronto tra testo originale e testo censurato).

Evidentemente cimentarsi con il repertorio di Elis, accettando ovviamente un confronto impossibile, sembra una tappa obbligata per le interpreti della musica brasiliana di oggi. Con “O mestre sala dos mares” si è cimentata Ivete Sangalo, ultima reginetta dell’axé, spalle nude e vestito nero. Spalle nude, ma vestito bianco per Elis: video fresco fresco (appena di ieri) ripreso da un festival del 1978 di cui trovate qui diversi altri brani.



Elis “O Mestre Sala dos Mare” (1978)


Ivete Sangalo “O Mestre Sala dos Mare” (2004)



“O Mestre-Sala Dos Mares”

(Aldir Blanc e João Bosco)

Ha muito tempo nas águas da Guanabara
Da molto tempo nella baia di Guanabara
O dragão do mar reapareceu
Il drago del mare è riapparso
Na figura de um bravo feiticeiro
Nella figura di un bravo stregone
A quem a história não esqueceu
Che la storia non ha dimenticato
Conhecido como navegante negro
Conosciuto come il navigatore 
negro
Tinha a dignidade de um mestre-sala
Aveva la dignità di un maestro di cerimonia
E ao acenar pelo mar na alegria das regatas
E al salutare per il mare nell'allegria delle regate
Foi saudado no porto pelas mocinhas francesas
Fu salutato nel porto da ragazzine francesi
Jovens polacas e por batalhões de mulatas
Giovani polacche e da battaglioni di mulatte

Rubras cascatas jorravam das costas
Rosse cascate sgorgavano dalle schiene
dos santos 
entre cantos e chibatas
dei santi tra 
canti e frustini
Inundando o coração do 
pessoal do porão
Inondando il cuore del
 personale della stiva
Que a exemplo do feiticeiro
 gritava então
Che a esempio dello stregone come 
lui gridava

Glória aos piratas, às mulatas, às sereias
Gloria ai pirati, alle mulatte, alle sirene

Glória à farofa, à cachaça, às baleias
Gloria alla farofa, alla cachaça, alle 
balene

Glória a todas as lutas inglórias
Gloria a tutte le lotte ingloriose
Que através da nossa história
Che attraverso la nostra storia
Não esquecemos jamais
Non dimentichiamo mai

Salve navegante negro
Salve navigatore negro
Que tem por monumento
Che ha per monumento
As pedras pisadas do cais
Le pietre calpestate del molo

Mas salve
Salve o navegante negro

Salve navigatore negro
Que tem por monumento as pedras pisadas do cais
Che ha per monumento le pietre calpestate del molo


Mas faz muito tempo
Ma accadde molto tempo fa

lunedì 20 ottobre 2008

Le ragazze ci provano.

Daniela deve aver ascoltato centinaia di volte Elis e si sente (sembra quasi canti con Elis nelle cuffie). Come sempre ben fisicata e grintosa, le diamo il merito di far conoscere la canzone anche a un pubblico di under21. Capita che si cimenti nel pezzo (chiedendo "desculpa" ad Elis, prima di cantare) anche Wanessa Camargo, innegabilmente carina, faccino da brava ragazza, corpo da copertina patinata. Wanessa, perfetto prodotto del pop verdeoro, come dimostrano i pezzi cantati con Ramazzotti e d’Alessio, non se la cava poi male. Molto meglio direi della pallida Sandy davvero inascoltabile (nonostante Sandy sia perfino arrivata in cima alle classifiche di vendita). Insomma tante interpreti femminile che mettono la curiosità di sapere come la canta il suo interprete maschile, nonchè autore. Belchior, con un baffo alla Roberto da Crema, la canta così: più o meno saltando una strofa ogni due, e visto che la canzone è sua e la canta come gli pare.

Daniela Mercury - Como nossos pais

domenica 19 ottobre 2008

Elis Regina: "Como Nossos Pais"

Ho appena consigliato a Larobi i due album Elis 1972 e Elis 1973... e nel frattempo ho trascorso la parte di domenica “passata in casa” a riascoltare "Falso Brilhante" (ma che consigliere sono?) album in studio che raccoglie alcuni dei brani portati in tour nelle quasi 300 rappresentazioni dello show omonimo.

“Como nosso pais” di Antonio Carlos Belchior è il pezzo che apre l’album ed uno dei tanti motivi per cui in questo blog si venera Elis Regina (tanto che ho sentito l'urgenza di farne subito un post). Elis... mettetela su un palco, datele il microfono... pazzesca. Capace di tirar fuori da ogni canzone che tocca, da ogni parola che canta, qualcosa di speciale. Nessuno come lei.
Infine, come diceva Vinicius, abbiate un po’ di pietà anche per il traduttore e per i suoi eventuali errori. Ciao!



Como Nossos Pais
Antonio Carlos Belchior


Não quero lhe falar, meu grande amor


Non voglio raccontarti, mio grande amore
Das coisas que aprendi
 nos discos...


Delle cose che ho imparato nei dischi

Quero lhe contar como eu vivi

Voglio raccontarti come ho vissuto
E tudo o que aconteceu comigo

E tutto quello che mi è capitato
Viver é melhor que sonhar

Vivere è meglio di sognare
Eu sei que o amor
 é uma coisa boa
E so che l’amore è una cosa buona

Mas também sei
 que qualquer canto

Ma so anche che qualsiasi canzone
É menor do que a vida
 de qualquer pessoa...


Non basta a raccontare la vita di nessuno

Por isso cuidado meu bem

Per questo, fai attenzione, mio bene
Há perigo na esquina

C’è un pericolo dietro l’angolo
Eles venceram e o sinal
 está fechado prá nós

Loro hanno vinto e il semaforo è rosso per noi
Que somos jovens...


Che siamo giovani

Para abraçar seu irmão


Per abbracciare tuo fratello
E beijar sua menina na rua

E baciare la tua ragazza per strada
É que se fez o seu braço,

Per questo sono state fatte le tue braccia
O seu lábio e a sua voz...


Le tua labbra e la tua voce...

Você me pergunta
 pela minha paixão
Mi chiedi del mio amore

Digo que estou encantada

Dico che sono stregata
Com uma nova invenção

da una nuova invenzione
Eu vou ficar nesta cidade

Voglio restare in questa città
Não vou voltar pro sertão
Non voglio tornare al sertão
Pois vejo vir vindo no vento

Poichè vedo, venuta nel vento,
Cheiro da nova estação

Fiuto la nuova stagione
Eu sei de tudo na ferida viva
 do meu coração...


Io sento tutto nella ferita viva del mio cuore

Já faz tempo
 eu vi você na rua

È passato del tempo da quando ti ho visto per strada
Cabelo ao vento
, gente jovem reunida

Capelli al vento, tanti ragazzi insieme
Na parede da memória
 essa lembrança

Nella parete della memoria questo ricordo
É o quadro que dói mais...


E il quadro che fa più male

Minha dor é perceber

Il mio dolore è sentire
Que apesar de termos

Che nonostante
Feito tudo o que fizemos

tutto quello che abbiamo fatto
Ainda somos os mesmos

Siamo ancora gli stessi
E vivemos

E viviamo
Ainda somos os mesmos

Siamo ancora gli stessi
E vivemos

E viviamo
Como os nossos pais...


Come i nostri genitori...

Nossos ídolos
 ainda são os mesmos

I nostri idoli sono ancora gli stessi
E as aparências
 não enganam não
E le apparenze non ingannano, oh no,

Você diz que depois deles

Tu dici che dopo di loro
Não apareceu mais ninguém

Non è venuto più nessuno
Você pode até dizer
 que eu tô por fora

Puoi anche dire che non so niente
Ou então
 que eu tô inventando...


O che me lo sto inventando

Mas é você
 que ama o passado
 e que não vê

Ma sei tu che ami il passato e che non vedi
É você
 que ama o passado
 e que não vê

sei tu che ami il passato e che non vedi
Que o novo sempre vem...


Che il nuovo arriva sempre...

Hoje eu sei
 que quem me deu
Oggi so che chi mi ha dato
A idéia
 de uma nova consciência
 e juventude

L’idea di una nuova coscienza e gioventù
Tá em casa
 guardado por Deus

Se ne sta a casa protetto dal Signore
Contando vil metal...


A contare monetine senza valore...

Minha dor é perceber

La mia sofferenza è capire
Que apesar de termos

Che nonostante tutto
Feito tudo, tudo,
Fatto tutto, dico tutto
Tudo o que fizemos

Tutto quello che abbiamo fatto
Nós ainda somos
 os mesmos e vivemos

Noi siamo ancora gli stessi e viviamo
Ainda somos
 os mesmos e vivemos

Siamo ancora gli stessi e viviamo
Ainda somos
 Os mesmos e vivemos

Siamo ancora gli stessi e viviamo
como os nossos pais...
come i nostri genitori...

Till Brönner - RIO (2008)

Quello di Till Brönner è solo l’ultimo esempio di un jazzista affascinato dai suoni della musica brasiliana. I precedenti sono celeberrimi da Stan Getz a Toots Thielemans, al recentissimo lavoro (“Carioca” di cui prometto parlerò in futuro) di Stefano Bollani che al Brasile, e specificamente a Jobim, aveva già dedicato un intero album “Falando do Amor”.
Till Brönner ha la particolarità di essere un musicista tedesco (particolarità rispetto al repertorio di RIO), di essere alla mano (anche se sa di essere piacente), di saper suonare la tromba e cantare, di amare le collaborazioni. Già nel disco di esordio “Oceania” (2006) troviamo ad esempio Madame Sarkozy nel brano “In My Secret Life” di Leonard Cohen. Disco prodotto da Larry Klein, marito di Joni Mitchell, che ritroviamo anche alla produzione di questo nuovo Rio.
Il making-of dell’album racconta molte cose, conferma quanto siano disponibili i musicisti brasiliani, ci fa vedere tanti nomi noti da Marcos Susano, a João Donato, a Ed Motta, a Joyce tutti in ottima forma. C’è poco da fare, l’aria del Brasile fa bene. Ah, dimenticavo, nel disco c’è pure un pezzo con Annie Lennox, tanto per dirne un’altra. Un disco troppo easy listening, troppo caramelloso, perfettino negli arrangiamenti, fatto per accontentare un pubblico internazionale? Può essere, ma a volte vanno bene anche quei dolcetti super colorati e caramellati che ci rovinano i denti. Vorrà dire che la prossima volta segnalerò qualcosa di più ruvido, effetto colluttorio.

Making-of RIO


Till Bronner & Carla Bruni - In My Secret Life

sabato 11 ottobre 2008

Elis Regina -Transversal do Tempo (1978)


L’idea di proporre spettacoli dal vivo, concepiti e sviluppati intorno a un’idea base, ad un "tema", è un aspetto centrale della carriera di Elis.
Nel 1977, dopo lo strepitoso successo dello spettacolo Falso Brilhante, Elis decide di dare un’ulteriore svolta alla sua carriera. E così il 17 Novembre debutta a Porto Alegre, sua città natale, la prima del nuovo spettacolo Transversal do Tempo.
Elis racconta che lo spunto per il nuovo show, a comunciare proprio dal titolo, le venne seduta in un taxi, intrappolato in un ingorgo nelle strade di San Paolo. Fuori l’agitazione dei poliziotti a cavallo, l’arrivo di elicotteri, il fuggi fuggi della gente. Elis intrappolata, impotente, impossibilitata a prendere qualsiasi decisione, seduta in un taxi come in una “trasversale del tempo”.
Elis spiegò in questo modo il titolo e l’idea su cui si sviluppò lo spettacolo che ebbe poi nel 1978 la sua versione su disco. Direzione di Maurício Tapajós e Aldir Blanc, scene e costumi di Melo Menezes, direzione musicale di César Camargo Mariano.
Le immagini di questo video sono state registrate a Lisbona nel 1978 e fanno parte di uno speciale trasmesso dalla TV portoghese in occasione della morte di Elis.

Nella scelta dei brani dello show, Deus lhe Pague non può che occupare un ruolo centrale. Scritta nel 1971 e inserita nell’album Construçao è l’ennesima perla di Chico, straordinaria descrizione di una vita che ci è imposta di vivere, socialmente organizzata in ogni dettaglio, descritta con quella straordinaria capacità di raffigurazione, nelle immagine evocate e nelle parole scelte, che appartiene a Chico e a pochi altri.


ELIS REGINA: TRANSVESAL DO TEMPO -- LISBOA 1978

Deus lhe Pague (Chico Buarque - 1971)


Por esse pão pra comer, por esse chão pra dormir
Per questo pane da mangiare, per questo pavimento per dormire
A certidão pra nascer, e a concessão pra sorrir

Il certificato di nascita e il permesso di sorridere
Por me deixar respirar, por me deixar existir

Per lasciarmi respirare, per permettermi di esistere
Deus lhe pague


Possa Dio ricompensarti

Pelo prazer de chorar e pelo "estamos aí"

Per il piacere di piangere e per lo "stiamo qui"
Pela piada no bar e o futebol pra aplaudir

Per gli scherzi al bar e il calcio da applaudire
Um crime pra comentar e um samba pra distrair

Un crimine da commentare e un samba per distrarsi
Deus lhe pague


Possa Dio ricompensarti

Por essa praia, essa saia, pelas mulheres daqui

Per questa spiaggia, questa gonna, per le donne di qua
O amor malfeito depressa, fazer a barba e partir

L'amore malfatto di fretta, farsi la barba e partire
Pelo domingo que é lindo, novela, missa e gibi

Per la domenica piacevole, le novelas, la messa e i fumetti
Deus lhe pague


Possa Dio ricompensarti

Pela cachaça de graça que a gente tem que engolir

Per la cachaça gratis che dobbiamo inghiottire
Pela fumaça, desgraça, que a gente tem que tossir

Per le zaffate di fumo, disgrazia, che ci fanno tossire
elos andaimes, pingentes, que a gente tem que cair

Per i ponteggi, grondanti sudore, da cui dobbiamo scendere
Deus lhe pague


Possa Dio ricompensarti

Por mais um dia, agonia, pra suportar e assistir

Per un altro giorno, agonia, per sopportare e assistere
Pelo rangido dos dentes, pela cidade a zunir

Per il digrignar di denti, per il rumore della città
E pelo grito demente que nos ajuda a fugir

E per il grido demente che ci aiuta a fuggire
Deus lhe pague


Possa Dio ricompensarti

Pela mulher carpideira pra nos louvar e cuspir

Per le donne lamentose che pregano per noi e sputano
E pelas moscas-bicheiras a nos beijar e cobrir

E per i vermi che ci baciano e ci ricoprono
E pela paz derradeira que enfim vai nos redimir

E per la pace estrema che infine ci redime
Deus lhe pague
Possa Dio ricompensarti

traduzione dalla lista di discussione "Tutto Brasile" (http://it.groups.yahoo.com/group/musibrasil/)

Più recentemente si è cimentata nel pezzo, che ha indubbiamente la sua vena rock, una certa Pitty (di cui non so nulla di più)
Pitty - Deus lhe pague - ao vivo no