Certo 41 anni fa e grazie a Sergio Endrigo. E così rassicuro chi legge il blog che tra lavoro, acciacchi e sanremità varie ho battuto la fiacca. Ora mi aspettano 2 giorni di vacanza (?) carnevalizia. Ci risentiamo il mercoledì delle ceneri, quando saranno rimasti soli i coriandoli per strada.
Roberto Carlos " Canzone Per Te " ( San Remo 1968 )
Eppure queste due copertine, presenti nella mia playlist, si somigliano parecchio. Io nemmeno me n’ero accorto, QuartoPiso sì. Que falta você me faz, anno 2005, è un disco tutto dedicato a composizioni di Vinicius, mentore di Maria Bethania (così come John Peel si può dire mentore di PJ Harvey ma questo lo possono raccontare altri meglio di me...). Gli uomini in nero e pelatini, le ragazze in chiaro, di profilo e i capelli con la stessa scriminatura. Ovvio che poi dentro cambia tutto, ma questa somiglianza esterna mi piace molto.
Chiudo con le parole usate nel 1965 da Vinicius per definire il talento di Maria Bethania. «Il suo canto è libero è puro, ma non di una purezza casta e disumana: è l`incontro del cielo con la terra, il matrimonio tra il mondo e l`infinito» Tutto il resto che c’è da sapere sull’album nella recensione di Fabio Germinaro.
Ana Paula Tabalipa, attrice di telenovelas e miniserie tv, stava in un servizio e sulla copertina di playboy brasil, ottobre 2008. Stando al test -ancora presente qui a fianco- il 12% del blog dovrebbe avere un contenuto per adulti. In pratica 1 post ogni 11. Perfino coscienzasporca non può non tener conto dei sondaggi, anche se difficilmente rispetterò la media. Ana Paula, comunque, non è qui per caso: in passato è stata infatti sposata con il batterista João Viana, figlio di Djavan. Visto che una scusa valida la si trova sempre?
Questo dovrebbe essere un pezzo cantato da un ventenne (non da un signore che ne farà quest’anno 60) che ha vissuto un’illusione d’amore con una donna più grande, sposata a un uomo importante e attratta solo della fisicità del giovane amante, che non sa se darsi del pazzo (mettersi la camicia di forza) o infilarsi a letto con la signora (scegliendo allora la camicia di venere, modo tutto brasiliano per definire il preservativo). Certamente alcune allusioni (il complesso di edipo, a cui penso alluda quel “Freud explica... ”) e alcuni passaggi del testo ("E isso explica porque o sexo è assunto popular".. il mio preferito) hanno fatto di questa canzone, tra le prime scritte da Zè Ramalho, un superclassico che non poteva mancare nella lista delle traduzioni (in questo caso presa in larga parte da terrabrasilis.splinder.com)
Chão de giz Un pavimento tracciato con il gesso
Eu desço dessa solidão Scendo da questa solitudine, Espalho coisas sobre um chão de giz sparpaglio cose su un pavimento tracciato con il gesso Há meros devaneios tolos a me torturar ridicole fantasticherie mi torturano Fotografias recortadas em jornais de folhas amiúde! Fotografie tagliate da giornali, tante volte Eu vou te jogar num pano de guardar confetes Ti butterò in un sacchetto di coriandoli
Disparo balas de canhão Sparo pallottole di cannone é inútil, pois existe um grão-vizir è inutile, perché c’è un granvizir Há tantas violetas velhas sem um colibri Ci sono tante violette vecchie senza un colibrì Queria usar quem sabe uma camisa de força ou de vênus volevo portare, che so, una camicia di forza o un preservativo Mas não vou gozar de nós apenas um cigarro Ma non godremo di noi il tempo di una sigaretta Nem vou lhe beijar gastando assim o meu batom... E non ti bacerò deformando il mio rossetto
Agora pego um caminhão, na lona Vou a nocaute outra vez Ora prendo un camion, un’altra volta a knockout Prá sempre fui acorrentado no seu calcanhar Sono stato incatenato al tuo tallone per sempre Meus vinte anos de "boy" That's over, baby! Freud explica... I miei 20 anni di "boy", That’s over, baby!, Freud lo può spiegare Não vou me sujar fumando apenas um cigarro Non mi sporcherò per fumare una sola sigaretta Nem vou lhe beijar gastando assim o meu batom E non ti bacerò, sprecando così il mio rossetto Quanto ao pano dos confetes já passou meu carnaval Quanto al sacchetto dei coriandoli, il mio carnevale è finito E isso explica porque o sexo è assunto popular... E questo spiega perché il sesso è un argomento così popolare No mais estou indo embora! E poi, me ne vado No mais estou indo embora! No mais estou indo embora! No mais!... Me ne vado, me ne vado...
Leggo delle belle recensioni, ma io questo disco, che ha avuto l’approvazione di mr. Dylan in persona per gli adattamenti del testo (trattasi quindi di collaborazione, più che di un omaggio) lo capisco poco. Tradurre in portoghese e virare nelle sonorità nordestine alcuni dei classici del canzoniere di Dylan, personalmente mi dice poco. Se non che inglese e portoghese siano probabilmente le 2 lingue più musicali e cantabili. Per capirlo basta “sentire” come reggono i titoli tradotti: Como uma pedra a rolar, Batendo na porta do céu, O vento vai responder e un Mr. Tamborine Man che diventa Mr. do Pandeiro, occasione per un omaggio al grande Jackson do Pandeiro. Sarà forse per il triplo passaggio dall’america, al brasile alle orecchie italiane del sottoscritto: probabilmente “là”, l’operazione fa un altro effetto. Magari insistendo a riascoltarlo... Così per una volta, invece del pezzo in portoghese, propongo l’unico brano del disco rimasto in inglese (segato purtroppo nel finale. Dylan/Harrison per fortuna sono per intero).
Hermitage ci segnala l’ascolto del podcast di una recente puntata di Brasil che Max De Tomassi ha dedicato a Francis Hime e all’uscita dell’album-songbook Album Musical 2. “Arrangiamenti sublimi ....interpretazioni memorabili ed emozionanti...”: il commento di Heritage (grazie!) nel post precedente.
Ho sempre apprezzato le intenzioni e il lavoro che c’è dietro il progetto di un songbook e anche in questo i produttori/curatori brasiliani sono davvero fenomenali. Basti ricordare quanto realizzato da Almir Chediak che credo non abbia confronti in nessun’altra discografia.
Infine il titolo l’ho rubato a un articolo di Antonio Forni su Musibrasil: ritrae perfettamente il destino di Francis Hime, meno conosciuto delle sue canzoni, perfino da parte di chi ama la mpb. Faccio anch’io il “mea culpa” non avendolo mai citato (almeno non ricordo) in questi 2 anni di vita del post pur avendo parlato di sue canzoni celeberrime come Vai Passar e Atras da Porta (“in parceria” con Chico) (PS: per completezza di informazioni il primo songbook di Hime, uscito nel 1997, ha avuto una ristampa da Biscoito Fino nel 2004. PS2: purtroppo i vecchi podcast di Brasil dopo un po’ scompaiono, rimpiazzati dalla puntate più recenti).
Torniamo ai Mutantes. Due post sotto eccomi con Tecnicolor in mano. Il disco, come ricorda Hermitage, è registrato nel 1970 ma pubblicato soltanto 30 anni dopo. Registrazioni scomparse e forse ritrovate dallo scrittore Carlos Calado mentre lavora a una biografia dei Mutantes o probabilmente non pubblicate per l’insoddisfazione del gruppo. Il lavoro non è completamente perduto perchè 4 tracce vengono comunque inserite nel disco Jardim Elétrico dell’anno successivo (1971). Fatto sta che Tecnicolor viene stampato soltanto nel 2000, probabilmente in seguito al ritorno di interesse per il gruppo, merito anche di David Byrne che ripropone i Mutantes nel catalogo della Luaka Bop (Everything is Possible: The Best of Os Mutantes).
Registrato a Parigi, Tecnicolor contiene anche un brano francese Le Premier Bonheur du Jour (successo di Francoise Hardy in pure stile pre Carla Bruni) e la versione inglese di tanti brani di successo di quegli anni, da Panis et Circenses appunto a She’s my shoo shoo ovvero A Minha Menina di Jorge Ben, ai pezzi firmati Mutantes ovvero Arnaldo Baptista, Rita Lee, Sergio Dias. Un disco che anticipa il ritorno sulle scene del gruppo che si concretizzerà (come aveva auspicato perfino Kurt Cobain) con una serie di concerti qualche anno più tardi. Quello che mi era sempre sfuggito è invece il contributo di Sean Ono Lennon, due cognomi che dicono tutto, che firma le illustrazioni del booklet. Chiudendo: può finire la musica dei Mutantes/Jorge Ben in uno spot per l’Happy Meal? Certo che sì e nell’agosto del 2008 passa pure in TV (non penso in Italia) durante le Olimpiadi di Pechino. Chi fosse invece curioso di ascoltare il primo (e forse unico) inedito firmato dai Mutantes del 1974 in poi, clicchi qui ( e perdoni l’audio). Aspettando, forse, un nuovo album in studio....
Non è la “mia” musica è chiaro, eppure ci sono aspetti fortemente brasiliani nei cromosomi musicali e negli atteggiamenti di questo duo, non solo per la lingua portoghese. Bruno Verner e Eliete Mejorado, sulla scena dal ‘95, partono da San Paolo e arrivano a Londra e anche nell’ultimo album Let You X's Be Y's (Soul Jazz 2008) un pezzo su due, o quasi, è ancora in portoghese. Per rispettare questa proporzione ecco due brani con video molto diversi. Il richiamo della natura alle porte delle città per Let The X Be X e atmosfere da balera per Olha Ela De Novo (“Guardala di nuovo” credo un pezzo dal disco omonimo del 2001, recuperato per quest’ultimo lavoro).
Eu quis cantar Voglio cantare Minha canção iluminada de sol La mia canzone illuminata dal sole Soltei os panos sobre os mastros no ar Ho sciolto le vele al vento, sull’albero, Soltei os tigres e os leões nos quintais Ho lasciato libere tigri e leoni nel giardino Mas as pessoas da sala de jantar Ma tutta questa gente "da sala da pranzo" São ocupadas em nascer e morrer è occupata a nascere e morire
Mandei fazer Ho fatto fare De puro aço luminoso um punhal Un pugnale di puro acciaio scintillante Para matar o meu amor e matei Per ammazzare il mio amore e l'ho ucciso As cinco horas na Avenida Central Alle cinque in punto nella Avenida Central Mas as pessoas da sala de jantar Ma la gente in sala da pranzo São ocupadas em nascer e morrer È impegnata a nascere e morire
Mandei plantar Ho fatto piantare Folhas de sonhos no jardim do solar foglie di sogno nel giardino della villa As folhas sabem procurar pelo sol Le foglie sanno come raggiungere il sole E as raízes procurar, procurar E le radici cercano, cercano...
Mas as pessoas da sala de jantar Ma la gente da sala da pranzo Essas pessoas da sala de jantar Quella gente da sala da pranzo São as pessoas da sala de jantar È proprio la gente da sala da pranzo Mas as pessoas da sala de jantar Ma la gente da sala da pranzo São ocupadas em nascer e morrer È occupata a nascere e morire
L’occasione fa l’uomo prolisso e qui l’occasione è offerta dall’annuale classifica dei critici paulisti, raggruppati sotto la sigla APCA. Dopo quella del 2007, ecco quella del 2008. È una classifica un po’ strana stabilita da un terzetto di critici per ogni categoria premiata, tra cui la Música Popular
Disco: Nova Estação / Wanderléa Grupo: Choro das 3 Instrumentista: Victor Lopes Show: Palavra Cantada Revelação: Vitor Araújo Cantora: Nina Becker Cantor: Zé Renato
Mi perdonerà la signora Wanderléa (62 anni indossati con nonchalance, del resto si tratta della più celebre cantante della Jovem Guarda anni ’60) al primo posto con il miglior album 2008, se le passo davanti e dedico il post alla miglior voce maschile dell’anno. Del resto il disco di Wanderléa non l’ho ancora ascoltarlo, mentre ho in sottofondo il disco di Zé Renato “E tempo de amar”. Confesso che associo Renato ai Boca Livre, mentre conosco poco della sua carriera come solista, su cui confido di rimediare presto.
Parlare di Zé Renato è una buona occasione per proporre/ascoltare tre notevoli brani. Il primo insieme ai Boca Livre, gruppo vocale che avrebbe qualcosa da insegnare a quelli visti finora nella nuova edizione di X-Factor (almeno per quello che, di sfuggita, sono riuscito a vedere… sto forse sbagliando? sui gruppi manca la mano di Morgan, non vi sembra?) Il video è tratto dall’ultimo “Ao vivo” dei Boca Livre, anno 2007, di cui credo esista la doppia versione CD e DVD. Il pezzo è la bellissima Desenredo di Dori Caymmi e Paulo César Pinheiro che meriterebbe una traduzione (vedrò che fare) eseguita qui con la bellissima Roberta Sà, per coincidenza ma non per caso, tra i premiati APCA del 2007.
Boca Livre e Roberta Sá "Desenredo"
Con un salto di 25 anni ecco i Boca Livre nella “classicissima” Panis et Circenses di Veloso/Gil canzone manifesto che torna periodicamente a rivivere (e a cui ho appena deciso di dedicare il prossimo post). Se poi non bastasse ecco un pezzo dei Boca Livre che conoscono davvero tutti, magari nella versione di Endrigo, ma reso celebre in brasile dalla versione del quartetto vocale.
Boca Livre "Panis et Circenses" (1983)
Infine visto che il premio l’avrebbe vinto il “solo” Zé Renato, come cantante maschile, doveroso chiudere dando a Zé quel che è di Zé. Ma ancora una volta non da solo, visto che il pezzo ospita un’altra grande voce come quella di Milton Nascimento. Del resto il pezzo l’hanno scritto insieme, inserito nello stesso disco Boca Livre (1983) di Panis et Circenses. Ho dimenticato qualche cosa?
Così appare Vanessa da Mata, quasi irriconoscibile con i capelli tirati al posto dei soliti ricci, in un articolo su Vogue Brasil dello scorso luglio. Hai capito la ragassa?
Ci vuole molta pazienza, specie con l’assistenza di libero che non ti caga e ti toglie la voce per giorni e giorni. Adesso va, fra 10 minuti chissà. Anche per questo sarò breve: non trovate anche voi una certe somilianza tra Lenine e Mickey?
Paciencia – Lenine (Lenine e Dudu Falcão)
Mesmo quando tudo pede um pouco mais de calma E' così, quando tutto chiede un po' più di calma Até quando o corpo pede um pouco mais de alma o quando il corpo chiede un po' più d'anima A vida não pàra la vita non si ferma Enquanto o tempo acelera e pede pressa mentre il tempo accelera e mette fretta Eu me recuso, "faço hora" e vou na valsa io mi rifiuto, spero e faccio un giro di valzer A vida é tão rara La vita è tanto rara
Enquanto todo mundo espera a cura do mal Così mentre tutto il mondo cerca la cura del male E a loucura finge que isso tudo é normal e la follia finge che tutto ciò sia normale Eu finjo ter paciência io fingo di avere pazienza O mundo vai girando cada vez mais veloz il mondo gira ogni volta più veloce A gente espera do mundo e o mundo espera de nós la gente spera nel mondo e il mondo spera in noi Um pouco mais de paciência un po' più di pazienza
Será que é tempo que lhe falta prá perceber? Sarà che ci manca il tempo per comprendere? Será que temos esse tempo prá perder? sarà che abbiamo (tutto) questo tempo da perdere? E quem quer saber? e chi può saperlo?
A vida é tão rara, tão rara... La vita è tanto rara, così rara... Mesmo quando tudo pede um pouco mais de calma che quando tutto richiede un po' più di calma Até quando o corpo pede um pouco mais de alma o quando il corpo chiede un po' più d'anima Eu sei, a vida não pàra io lo so, la vita non si ferma A vida não pàra, não la vita non si ferma, no
...almeno dalle nostre parti. Lo riscontro anche dal numero di persone che finiscono sul blog cercando info sul fortunato pezzo con Ben Harper. Da quel lontano post su Boa Sorte (Good Luck) non ho più parlato di questa ragazza proveniente dal Matogrosso e arrivata anche in Italia nel 2008 per una serie di concerti. A chi volesse conoscerla meglio propongo il podcast di una recente puntata di Brasil su Radio 1 con l'intervista di Max de Tomassi e diversi ascolti dall'album Sim.
Nell'intervista si ascolta anche una delle prime canzoni scritte da Vanessa con la musica di Chico Cesar "A força que nunca seca" portata al successo qualche anno fa da Maria Bethania: davvero uno splendido esordio e una bella storia da ascoltare. Ciao e "boa sorte" a tutti!
Ella Fitzgerald - Mas que nada - Things ain´t what they used to be
Nicola di Bari - Mas que nada (1973) italian cover
Mas Que Nada vanta decine e decine di incisioni e cover, tra cui quella di Ella Fitzgerald. C’è perfino la versione italiana affidata alla voce particolare di Nicola di Bari. Davvero una canzone che non finisce mai di avere fortuna: questo Natale nel programma di Hebe, in onda sulla STB, Seu Jorge ha coinvolto un po’ tutti nella sua versione (che finisce con una citazione di "Por causa de você, menina" altro straordinario pezzo di Jorge Ben) . E Seu Jorge non è mica uno qualsiasi, ma il signore che con America Brasil ha tirato fuori uno dei migliori dischi brasiliani degli ultimi anni. Se per caso avete visto le “Le avventure acquatiche di Steve Zissou” lo avrete riconosciuto tra gli interpreti nonchè tra gli autori della singolare colonna sonora con diverse cover acustiche e in portoghese dei classici di David Bowie.
Seu Jorge sings "Queen Bitch" (Life Aquatic with Steve Zissou)
Seu Jorge "Mas que nada" ao vivo
Mas Que Nada* Che mi importa Sai da minha frente Levati da davanti Que eu quero passar Che io voglio passare Pois o samba está animado Perchè il samba è in agitazione E o que eu quero é sambar... E quello che voglio è sambare... Esse samba que é misto de maracatu Questo samba che è un mix di maracatu Samba de Preto Velho Il samba di un vecchio negro Samba de Preto tú.. Samba di negro tu... Mas Que Nada Che mi importa Um samba como este tão legal un samba come questo è così buono Você não vai querer Che tu vorrai Que eu chegue no final... Che io arrivi fino alla fine Ô, Ô Ô Ô Ô Ariá! Raiô! Obá! Obá! Obá!...
* Espressione carioca che dovrebbe corrispondere al nostro "lascia perdere", "neanche per sogno"...
Non so se i Black Eyed Peas siano un gruppo Hip Hop, ma credo proprio di sì. Conosco poco o niente di quell’universo musicale (se non le cose che arrivano a tutti) e non so come siano considerati, al di là dei successi in classifica, Will I Am e compagni.
Tutti conoscono la collaborazione tra Black Eyed Peas e Sergio Mendes che ha ri-portato per l'ennesima volta al successo un sempre verdeoro di Jorge Ben Jor, quel Mas Que Nada dell’inevitabile trenino di capodanno. Brano che ripropongo in una versione video che farà felice chi ama ancora il calcio in punta di scarpette [nel primo spot della Nike per i mondiali del '98 la versione usata dovrebbe essere invece quella del Tamba Trio, anno 1963]
Di fatto Jorge Ben entra nella carriera e nella musica dei Black Eyed Peas fin dal primo loro disco, Behind the Front, anno 1998. E non si tratta di un semplice sample (del tipo, ma questa l’ho già sentita, da dove l’avranno presa?) ma di 3, dico 3, brani presi a piene mani dal buon Jorge, tanto che il risultato finale non è poi così lontano dalla fonte di ispirazione. Facciamo una prova? Bene ascoltate Black Eyed Peas in “Positivity” e passate poi alla bellissima “Cinco Minutos”, da uno straordinario disco del 1974 "A Tábua De Esmeralda" che dovrebbero procurarsi tutti, anche i più indifferenti alla musica brasiliana (e appassionati magari di hip hop). Qualcuno l’ha definito come “il Pet Sounds della musica brasiliana" A seguire Black Eyed Peas "Falling" e Jorge Ben "Comanche" dal disco "Negro É Lindo" (1971). Infine Black Eyed Peas "A8" e Jorge Ben "O Homem Da Gravata Florida". Beh, direte, niente di particolare, tutto questo è normale nella scrittura musicale dell’hip hop. La cosa eccezionale sembrerebbe invece che il signor Jorge Ben (che si è dichiarato ammiratore dei BEP e che sicuramente ci avrà guadagnato le sue belle royalties) non venga mai citato nel booklet del CD. Tre sample meritavano forse un ringraziamento. Cercherò di pescarne una copia per verificare che sia così. Altrimenti mi scuso in anticipo con Mr Will I Am.
Come dice Valentina è una gran figata, peccato sia copiata. Il coro di "Do you think I'm sexy" sembra davvero copiato da quello di Taj Mahal (il primo pezzo del trenino): lo riconosce perfino una sentenza internazionale che ha dato ragione a Jorge Ben su Rod Stewart. Certo il video di "Do you think..” dà ragione a Rod, ma per altri motivi. Ma anche Valentina, grintosetta post-dark, non mi sembra niente male.
Ieri mi è capitato, per puro caso, di vedere questi due film in successione, il primo su LA7, il secondo su Sky. C'è sempre qualcosa di inquietante dietro la bontà dei film Disney, non vi pare?
“Two Man Sound”, che poi sono tre belgi, vi dirà molto poco. Se dico Disco Samba, anno 1978, avrete cominciato a capire.
Se dico il trenino del veglione di domani sera avete capito tutto.
Mi sono trovato ad ascoltarlo di recente durante la cena aziendale nel ristorante del Gardaland Resort, eseguita al momento del taglio panettone. Il trio, accompagnato da una voce femminile, aveva del resto accompagnato gli antipasti con un po’ di bossa nova. È quel che si dice il classico luogo comune sulla musica brasiliana: “uscesce' uscesce” su fritturina e san daniele, “pe pe, pe pe pe pe” al momento del botto. Niente di sconvolgente o di terrificante nemmeno per me: la musica brasiliana mi piace perfino così. Al momento di disco samba (senza trenino, niente paura) dicevo a un amico che in mezzo a quel pot-pourri, fatto in pratica di soli refrain, ci sono dei pezzi importanti, giustamente trascinanti, che hanno alle spalle grandi autori e grandi interpreti. Soltanto Zazueria, 3 elemento della compilation, ha avuto un sacco di incisioni, tra cui Elis Regina e Astrud Gilberto, anche se poi ho scelto la voce di Wilson Simonal, credo il primo a inciderla. Sì perchè oltre alla briga di elencare tutti i vagoni del trenino, m’è passato per la testa l’idea di proporveli per intero, in alcune delle loro interpretazioni importanti. Mancano le pur indispensabili (per il trenino) Brigitte Bardot e Charlie Brown (trovata!) e i 4 brani che portano la firma di un componente del trio, tale Lou Deprijck, tra cui la celeberrima Pega no ganzê (“faccela vedè, faccela toccà”) uscita giusto da un coro allo stadio (trovata anche questa, leggi commenti). Nessuna traccia di video, invece, dei brani Caramba (Jorge Ben) e Mariana.
Il trenino Taj Mahal (Jorge Ben) Upa neguinho (Edu Lobo e Gianfrancesco Guarnieri) Zazueira (Jorge Ben) Aeiou Ypselum (L. Deprijck) Fio maravilha (Jorge Ben) Brigitte Bardot (Miguel Gustaud) Caramba (Jorge Ben) País tropical (Jorge Ben) Sou fla fla (L. Deprijck) Aquarela do Brasil (Ary Barroso) Voce abusou (Antonio Carlos - Jocafi) Nega de obaluaê (Wando) Tristeza (Haroldo Lobo - Nithinho) Charlie Brown (Benito Di Paula) Pega no ganzê (L. Deprijck - S. Vanholmen) Mariana (Rodolfo De Souza - Olho Verde - Paulo Brasao) Mas Que Nada (Jorge Ben) Desacato (Antonio Carlos - Jocafi) por isso ancora deixa estar Copacabana (S. Vanholmen - Penny Els) Ritmocada (L. Deprijck) Charlie Brown (Benito Di Paula)
Jorge Ben Jor – “Taj Mahal”
Elis Regina - "Upa Neguinho"
Wilson Simonal – “Zazueira”
Maria Alcina- “Fio Maravilha”
Wilson Simonal – “País Tropical”
Joao Gilberto – “Aquarela do Brasil”
Elis e Antonio Carlos & Jocafi - "Lucia Esparadrapo, Mudei de Idéia, Você Abusou, Mas que doidice e Desacato"
Finisce il 2008, anno dei 50 anni della bossa nova, in cui non sono certo mancati gli omaggi “di genere” al genere. Diverse le celebrazioni piene della comprensibile devozione, ma povere della necessaria originalità, in questo e per questo poco bossanoviane. Per fortuna c’è Tom Zè che, in epoca di classifiche di fine anno, non esito a piazzare ai primissimi posti delle mie personali preferenze. “Estudando a Bossa”, terzo di una ideale trilogia -"Estudando Samba" (1976) , "Estudando Pagode" (2005)- è un disco tanto talentuoso quanto godibile, che omaggia la bossa come genere vivo, suonandone le emozioni ed i tic, le eterne novità e gli inevitabili luoghi comuni.
Insieme alla voce, al solito graffiante di Tom Zé, un infinito elenco di voci femminili e quella di David Byrne, tanto che nei 14 pezzi dell'album Tom appare da solo nel solo João Nos Tribunais, vera lezione in musica sulla nascita della bossa nova. Sincope Jaobim con Andréia Dias è splendida fin dal titolo con un testo che cita tutti i nomi della bossa. Da modesto studente, Tom si applica con il solito estro, dimostrandosi un ideale maestro senza cattedra. Questa volta dietro la lavagna i colleghi, al confronto davvero poveri di idee.