sabato 23 aprile 2011

Lasciati indietro 1 (settembre 2010)

Ogni tanto nella cartella "blog" sulla mia scrivania, ritrovo delle bozze di post, semplici appunti da sviluppare o post bell-e-fatti che come che vado a ripescare per questi giorni di pasqua, piccola sorpresina in questi giorni di asparagi e cioccolata.  Comincio da un post scritto a settembre 2010, in occasione dalla "allora-nuova" uscita di Ivete Sangalo.


Ivete Sangalo ce l’ha proprio messa tutta. 24 brani, grandi ospiti da Nelly Furtado a Juanes per strizzare l’occhio ad un target allargato. Omaggio a Michael Jackson, un piccolo carnevale baiano come bis conclusivo.

Un grande show e niente playback. Insomma tutti soddisfatti, dal pubbico presente (15 mila, mi sa per larghissima parte brasiliani) ai fan USA tra cui Rihanna. "Multishow ao vivo - Ivete Sangalo no Madison Square Garden" è ora pronto ad uscire nei negozi del Brasile e del resto del mondo per consacrare definitivamente Ivete come la cantante pop d’esportazione della musica brasiliana. Non sarà così facile, perchè è davvero dura diventare Shakira se canti e parli in Portoghese. Lo spiega perfettamente quest’articolo sul nytimes.
Il portoghese, a differenza dello spagnolo, non è una lingua planetaria. Vedi Nelly Furtado che dalle iniziali incursione nella lingua lusitana (la sua famiglia è originaria delle Azzorre) è ben presto approdata al ben più commerciabile espanol.
Ma non c’è solo questo. Di fondo c’è una fondamentale questione di ritmo. Il beat dell’axe, su cui si basa la maggior parte delle sue hit non è così assimilabile, fuori del brasile. Troppo veloce, non arriva come accade invece al midtempo cumbia di Shakira a cui siamo un po’ tutti assuefatti. Si è provato con “una strategia di crossover” basata sull’introduzione di sintetizzatori è di un comune denominatore in 4/4, messo a sostegno di un medley dei suoi successi. Ma in questo modo il motore si ingolfa è perde grande parte della sua capacità propulsiva. È se ad un concerto di Ivete ti trovi con le gambe ferme, possiamo anche spegnere i riflettori.

martedì 5 aprile 2011

15 aprile 2011

Intanto il logo non è male. Qui i primi 2 minuti.













lunedì 4 aprile 2011

martedì 15 marzo 2011

Vilas e Vidas Volantes

Mi limito a riportare quanto leggo su youtube: prendendo ispirazione dal film "Vilas Volantes" di Alexandre Veras, il gruppo cearense Breculê compone "Vidas Volantes", il brano che dà il titolo al loro primo disco. Questo montaggio realizza l’incontro tra le dune, l’acqua, il vento del film e una musica da cui non riesco a staccare le orecchie.

domenica 13 marzo 2011

O disco do Pixinguinha

Nella solita catena di post, torno ancora a “Facendo i conti” e alla citazione di Pixinguinha. Vi propongo di seguito una breve compilation, la classica Carinhoso con l’ottima accoppiata Marisa Monte e Paulinho da Viola. Lamento nella versione degli MPB 4. Infine un duo italiano (choro in Italia!) “Choro na Manga”, Fabrizo Forte alla chitarra 7 corde e Marco Ruviare al mandolino, con Deborah Nurchis al pandeiro. Ciao!

Carinhoso (Pixinguinha/Braguinha)

B4 - "Lamento" (Pixinguinha/Vinícius)


Choro na Manga - Segura ele

giovedì 3 marzo 2011

33° minuto




Vi costringo a tornare, per un attimo, al post precedente dove potete ascoltare un esempio di traduzione molto fedele al testo originale. Qualche ovvio adattamento.  A medida do Bonfim diventa (e di fatto lo è) il nastrino portafortuna: un nastrino della lunghezza, non casuale, di 47 cm, legato al culto del Senhor do Bonfim, da fissare al polso con tre nodi a cui associare tre desideri…. Sta tutto qui. O disco do Pixinguinha, autore di struggenti choros, diventa “il disco del chiardiluna” anche per la necessità di restare nelle otto sillabe. As nossas melhores lembranças, ovvero i nostri migliori ricordi, diventa “quell’aria di eterna vacanza”, che rispetta metrica e rima e aggiunge perfino qualcosa al testo originale. Questo per dire  del precedente post.

Al contrario questo Fio Maravilha tradotto per una giovanissima Loretta Goggi è l’esempio di un adattamento del tutto libero, al limite del non-sense, visto che un testo dedicato ad una delle tante, belle, storie del calcio viene stravolto in un modo davvero bruttino, improbabile, insulso.

Loretta Goggi - Fio Maravilha (da "Formula Due" 1973)

La vicenda di Fio Maravilha è quella di João Batista Sales, attaccante dotato di buoni numeri e strani denti, che fu protagonista di un episodio raccolto direttamente da Jorge Ben dagli spalti del Flamengo. L’episodio risale al 1972. Amichevole con il Benfica (o forse una partita del campionato nazionale, leggo notizie discordanti). João Batista Sales se ne sta in panchina, ma il pubblico lo vuole in campo incitando il cambio: “Fio Maravilha nós gostamos de vocé". Se  Mario Zagallo non l’avesse fatto entrare, al repertorio di Jorge Ben mancherebbe oggi una delle sue hit più famose. Al 33 del secondo tempo infatti il nostro prende palla, scarta l’intera difesa, supera pure il portiere ma per non infierire “sull’uomo morto” gli evita l’umiliazione di entrare in porta con la palla. Il goal comunque lo segna. In qesto episodio, Jorge Ben vede la sintesi del miglior calcio fatto di  fantasia e improvvisazione, ma anche di assoluto rispetto nei confronti dell’avversario. Facendo di una telecronaca una canzone che ha fatto più volte il giro del mondo.
La storia ha uno strano epilogo, per così dire “disbanded”, visto che João Batista Sales citò in causa Jorge Ben, convinto dal proprio avvocato di poter chiedere parte delle royalties: causa persa, con tanto di spese processuali da pagare, anche se Jorge Ben decise comunque di modificare il titolo da Fio Maravilha in Filho Maravilha. Oggi che João Batista Sales allena squadre giovanili e consegna pizze a domicilio in quel di San Francisco CA (città che lo accolse nella sua ultima esperienza da professionista, giocando nella SF Mercury) le cose sembrano risolte, senza rancori tra il giocatore e il musicista e con il ritorno all’uso del titolo originale. Per la versione brasiliana ho scelto una Tania Maria anno ’75, così ho l’occasione di citare un’artista non ancora passata sul blog…

Tania Maria - Fio maravilha   ('75)



domenica 13 febbraio 2011

Facendo i conti




Rimango sempre sorpreso nello scoprire quante canzoni brasiliane siano finite nei dischi di cantanti italiani. Finora m’era sfuggito il fatto che Tosca avesse duettato con Chico Buarque, in un disco del 97 (Incontri e passaggi), nella versione italiana di Trocando em Miúdos di Chico Buarque e Francis Hime (e sottolineo Francis Hime). La canzone, nella versione italiana di Sergio Bardotti, che ne fa al solito un’ottima traduzione/adattamento, era già inclusa nell’album Fio de Meada di Olivia Hime (sì, moglie di ...) con il titoli di Dividersi i resti.


Il testo, come si intuisce, parla della faticosa, fastidiosa, ma a volte inevitabile necessità di dividersi le cose quando ci si lascia. Anche piccole cose, come un libro o un disco, magari condivisi per lungo tempo. Io non ho mai sopportato che mi venissero restituti i regali, al di là del valore o del significato del regalo. Mi è capitato con oggetti a cui avevo dato importanza e che piuttosto di ritrovarmeli in mano avrei preferito dati in pegno o fusi, come suggeriscono le parole della canzone. Dividersi i resti diventa, nel disco di Tosca, Facendo i conti, togliendo al titolo una certa sfumatura funebre. Fanno ancora di più Alcione ed Emilio Santiago che, in una versione più soft, quasi ballabile, prendono la cosa con uno spirito più leggero ed ironico. Potere del samba....

venerdì 11 febbraio 2011

Cibelle: Sapato Azul

9 mesi fa, giusto il tempo di una gravidanza, promisi di farvi ascoltare questa Sapato Azul. Eccoci al parto...


Tocca tornare sul tema


Dovrei (o vorrei, sono in dubbio su quale verbo usare) parlare più spesso di pubblicità, visto che la cosa in qualche modo mi coinvolge. Alla fine parlo solo degli spot CheBanca! (ma, assicuro, è una pura coincidenza) sempre e solo motivato dalla scelto dei loro jingle. Nel precedente spot ipotizzavo un effetto “arancia meccanica” suscitato dalla marcetta di sottofondo. Ebbene nello spot in onda da pochi giorni sono stato accontentato, visto che l’Inno alla Gioia di Beethoven fa parte della colonna sonora del citato film e che la gente protagonista dello spot ha preso le mazze in mano. Le sensazioni a volte non ingannano...

sabato 5 febbraio 2011

Warm up



Più di un mese senza blog sono un po’ come sei mesi di stop per infortunio per chi pratica la corsa. Conosco entrambe le situazioni e quanto sia difficile ripartire. Nel caso della corsa ogni metro pesa come un km e il solito giretto sembra una maratona olimpica. Ma poi i km vengono, la gambe tornano a rispondere, il respiro torna alle normali frequenze (ma che fatica!)
Nel caso del blog ti sembra di non aver niente da dire o almeno nessun argomento così forte per poter colmare un silenzio così lungo. Se torni ad aprir bocca ci si aspetta che tu abbia qualcosa di eclatante da dire: il solito post ti sembra inadeguato... ma da qualche parte bisogna pur cominciare, magari da un post tranquillo, di riscaldamento, giusto per mettersi in moto. 


Iva Zanicchi - Testarda io (R. Carlos - C. Malgioglio)

Partiamo allora da qui, da Iva Zanicchi, e dico anche perchè. 
La canzone è di Roberto Carlos è quindi siamo in tema.
Il video è dal programma “Tante Scuse” (che rivolgo anche agli amici lettori del blog), quindi Vianello e Mondaini, l’ingrediente di nostalgia in bianco nero di cui non posso privarmi.
Iva Zanicchi mi si collega alle vicende berlusconiane e quindi mi risponde all’obbligo dell’attualità politica gossippara.  Inoltre mi ha vinto ben 3 festival di Sanremo e quindi siamo pienamente sul pezzo.
Cristiano Malgioglio, che ha ne fatto la versione italiana, mi rappresenta quell’elemento di colore che non guasta  mai.
Poter dire che trovo la versione di Giuliano Palma insostenibilmente fastidiosa mi consente di inserire quell’elemento di polemica che è il sale di ogni buon blog. 
Anche se è il 5 febbraio, le temperature si stanno alzando e la neve fatica a resistere, fate conto che sia il primo dell’anno e accettate i miei auguri di buon 2011. 

In coda la versione originale brasiliana
À distância (Roberto Carlos - Erasmo Carlos)



sabato 25 dicembre 2010

Sono ancora in tempo per gli auguri?

Dalla Cantata BWV 156, Flavio Venturini ebbe la buona idea di ricavare questa versione che mi sembra sufficientemente adatta al clima natalizio. Magari facciamo anche nevicare! Un abbraccio a tutti!

mercoledì 22 dicembre 2010

Coincidenze natalizie.

Proprio come l’anno scorso, anche oggi, sotto le feste, mi si inchioda in testa una canzone firmata da Ze Miguel Wisnik.
Marcelo Jeneci (che con Wisnik e Paulo Neves compone il pezzo) ha inserito il brano nel suo recente omonimo CD. Se lo preferite dal vivo, eccolo qui.

 

mercoledì 15 dicembre 2010

Nove minuti che passano in fretta come pochi (Also Sprach Zarathustra)


Eumir Deodato è uno che ha messo le mani nella produzione di qualcosa come 500 dischi, da Jobim a Björk, oltre ad aver realizzato di persona alcuni grandi successi come questa "planetaria" ASZ. Per quanto poi si sforzi di fondere e mischiare la sua vena brasiliana viene, inequivocabilmente, fuori. Non vedo l'ora di spararmela nelle orecchie per vedere quanta strada mi portano a correre questi nove minuti in cui la fanfara di Strauss incontra il funk di Eumir.


mercoledì 8 dicembre 2010

Lalà







“No Rancho fundo” è un pezzo storico che ascolto sempre con piacere.
Il brano è frutto di una parceria tra due autori, uno molto noto come Ary Barroso, ed un certo Lamartine Babo a me colpevolmente ignoto. Colmo la lacuna leggendo della collana “Raizes da Musica Popular Brasileira” uscita da marzo nelle edicole brasiliane come iniziativa multimedia del quotidiano Folha. 25 cofanetti con libro e CD dedicati alle origini della MPB, ottimamente presentati su questo sito, dove si possono trovare diverse informazioni su questi 25 autori. Nella prima uscita doppio appuntamento con i classici di Noel Rosa (la cui Conversa de Botequim fa da jingle nel lancio tv della collana) e con Lamartine Babo appunto.



Quello che colpisce subito, inutile negarlo, è l’aspetto non proprio affascinante di Lamartine Babo, fisico magrissimo, un testone sproporzionato e una fronte che sembra tirata con Photoshop. Leggo come il nostro Lamartine, detto Lalà, prendesse la cosa con disinvoltura, come conferma questa sua affermazione: “Pensavo di essere un colosso. Ma un giorno, guardandomi allo specchio, ho visto che non ho il collo, io ho solo osso”. 


Lalà sfruttò la propensione alla battuta, ai giochi di parole, alla comicità nonsense sia come collaboratore di riviste satiriche che come personaggio radiofonico.  Scorro la lista dei brani per cui è ricordato ancora oggi: diversi samba, valsas ("Eu Sonhei que Tu Estavas tão Linda”), sertanejas (“No Rancho fundo”, appunto) ma soprattutto una lista infinita di “marchinhas”  scritte nell’ “Época de Ouro" del carnevale: tra queste "O Teu cabelo não Nega" (composta più di 80 anni fa, insieme a Irmãos Valença) è certamente tra la più memorabili e ancor oggi riproposta sui carri musicali dei vari carnevali brasiliani.


O teu cabelo não nega (interprete Castro Barbosa)


Sempre nel sito dedicato all’iniziativa editoriale trovo citata la sua prima registrazione discografica che parlava della moda maschile di portare pantaloni a zampa d’elefante: un tema davvero curioso trattandosi di un pezzo datato 1930. Tifoso dell’America Football Club (con cui condivide l’anno di nascita, 1904) Lalà scrisse gli inni per diverse squadre, l’America ovviamente, ma anche Flamengo, Fluminense, Botafogo e Vasco. Un po’ come se l’autore di “Per fortuna che Silvio c'è” avesse scritto anche l’inno di Futuro e Libertà.

Hino DO AMÉRICA-RJ

Hino Do Flamengo

Hino Do Fluminense

Hino do Botafogo

Hino do Vasco

mercoledì 1 dicembre 2010

M&M


A parte che oggi si usano quelli di carta, dove vedete in TV uno che si soffia il naso nel fazzolettone e tira la gamba per reinfilarlo nella tasca dei jeans? Solo per citare un piccolo, ma siginficativo, dettaglio.
Questo Match lo ricordo benissimo, come "Io sono un autarchico" passato in tv (ancora sullo schermo in bianco e nero, visto che il Grundig a colori sarebbe arrivato solo l’anno dopo, per i mondiali d’Argentina). Ricordo anche la “Marchesa von O” visto al cineforum, con un Bruno Ganz allora tra i miei attori preferiti. Il botulino anche per me, non è lontano.


domenica 21 novembre 2010

Se ci sei...batti un colpo!







Ornella Vanoni - LA GENTE E ME  ("Cheva, suor e cerveja") 

(Caetano Veloso - Sergio Bardotti)




Non so come sia, ma "A un certo punto", il disco che contiene la versione italiana di Cheva, Suor e Cerveja è del 1974, mentre "Muitos carnavais" con la versione di Caetano è del 1977... probabilmente in Brasile il brano sarà stata lanciato e inciso da qualcun altro/a. Questa proprio non la so!
Nel disco della Vanoni (in occasione del quale Ornella fonda la propria etichetta Vanilla) c'è pure L'apprendista poeta (O poeta apprendiz) di Vinicius & Toquinho, sempre con testo italiano di Bardotti.

lunedì 1 novembre 2010

Fiera dei Santi

Questi, nel mio amato paesello, sono i giorni della Fiera dei Santi, per me un piacevole incubo, al ricordo di quando abitavo in “piassa e gavevo le giostre soto le finestre”. Sotto una pioggia che non molla, coi “pisaroti ” che scendevano dai teli sopra i banchetti, sono uscito per l’immancabile "fritola co’ la maresina”.
Adesso che, quasi per caso, mi passa in sottofondo questa splendida “Festa de Santo” di Dani Gurgel mi suona come una piacevole coincidenza e mi spinge a farne un istant post. Pensando anche a tutti i Santi, ed in Brasile sono davvero tanti, che in questo momento staranno a commentare l’elezione di una grintosa signora atea, dal prossimo 1 gennaio 2011 alla guida del più grande paese cattolico del mondo.

Renatos







Papo de passarim (CD e DVD come d’abitudine per le registrazioni dal vivo) mette insieme due "renati", ovvero Zé Renato e Renato Braz, due delle più belle voci maschili della MPB. Una copertina che ha poco di esotico e molto di ECM: nessuna lussuriosa vegetazione tropicale, ma rami spogli su un cielo  grigio azzurro. Niente paura: il calore viene dell’amalgama elegante delle voci di questi signori dai capelli grigi (ma " Braz" è un ragazzo di 42 anni) incorniciate in una dimensione intimista da chitarra, basso acustico e percussioni. 14 brani che variano dal samba d’autore, alla musica del nordest, al canzoniere classico brasiliano, alle composizioni dello stesso Ze Renato in coppia con Milton Nascimento. Scorrendo titoli e relativi autori emergono altre coppie d’eccezione come Wilson das Neves e Paulo César Pinheiro a cui si deve questa “Um novo amor chegou”. Ritroveremo con certezza, e con merito, questo disco nell'elenco dei migliori del 2010.


sabato 30 ottobre 2010

Escravo da alegria



Toquinho oltre che raffinato chitarrista è autore di diversi brani di successo. Se non ricordo male, questa Escravo da Alegria, dovrebbe essere tra le preferite del querido “alfa”. 
Autori Toquinho, appunto, Mutinho ottimo batterista. Manca solo Coutinho, promettente centrocampista e la formazione sarebbe al completo. Una nota sul video: siamo sicuramente in Italia, l'anno riportato è il 1983... 











Escravo da Alegria

Toquinho

Composição: Mutinho e Toquinho



Eu que andava nessa escuridão 



io me ne andavo in questa oscurità
De repente foi me acontecer
e all'improvviso mi è successo
Me roubou o sono e a solidão
mi ha preso il sonno e rubato la solitudine
Me mostrou o que eu temia ver
mi ha mostrato ciò che avevo paura di vedere
Sem pedir licença nem perdão
senza chiedere permesso né perdono
Veio louca pra me enlouquecer
è arrivata, folle, per farmi impazzire
Vou dormir querendo despertar
vado a dormire desiderando di svegliarmi
Pra depois de novo conviver
per vivere di nuovo insieme
Com essa luz que veio me habitar
con questa luce che vedo abitare in me
Com esse fogo que me faz arder
con questo fuoco che mi fa ardere
Me dá medo, vem me encorajar
mi fa paura e viene a darmi coraggio
Fatalmente me fará sofrer
fatalmente mi farà soffrire
Ando escravo da alegria
vago schiavo dell'allegria
Hoje em dia, minha gente
di questi tempi, gente mia
Isso não é normal
questo non è comune
Se o amor è fantasia
se l'amore è fantasia (la maschera del carnevale)
Eu me encontro ultimamente
mi ritrovo 
ultimamente

Em pleno carnaval
nel pieno del carnevale


domenica 24 ottobre 2010

70





No, non me ne sono dimenticato. Pelè ha festaggiato ieri il suo 70 compleanno. Parliamo di quello che rimane, forse, il personaggio più conosciuto del Brasile. Uno che fuori dal Brasile ha giocato solo nei Cosmos di N.Y. Uno che oggi all'età delle medie sarebbe già la miniera d'oro di qualche club europeo.
Si conclude dicendo "era un altro calcio". A fine carriera gli si rimproverò perfino di essere troppo venale per i tanti abbinamenti a marchi commerciali. Pensare che questo oggi accade per gente che ha ancora tutto da dimostrare. Lui i suoi 1281 goal li ha comunque fatti. In tre dei cinque mondiali brasiliani c'era pure lui. E, ad ascoltarlo con Elis Regina, non canta nemmeno troppo male. Auguri Edson Arantes do Nascimento.

As borboletas

In ogni lingua la parola usata per definire le farfalle risulta un'espressione colorata e musicale: farfalla, butterfly, papillon, mariposa, ecc. La parola portoghese Borboleta non è da meno. 
As Borboletas è il titolo di una breve composizione  poetica di Vinicius De Moraes. 
Riparto proprio da qui, dalle poesie e dalle canzoni per l’infanzia, per riprendere “il discorso” su Vinicius, per quel poco che queste paginette possono fare. 
As Borboletas è un testo semplicissimo, una di quelle poesiole da imparare all’asilo per prendere confidenza con i nomi dei colori, bianco, azzurro, giallo e nero. 
Vi propongo l’ascolto di questa versione musicata, a cui dobbiamo aggiungere la firma di Cid Campos, ed interpretata da Adriana Calcanhotto nel cd Adriana Partimpim 2. Ipnotica, affascinante e perfino vagamente inquietante, una versione "adulta" che mescola colori e una certa oscurità. 




Brancas, azuis, amarelas e pretas 
Brincam na luz as belas borboletas
Borboletas brancas São alegres e francas.
Borboletas azuis Gostam muito de luz.
As amarelinhas São tão bonitinhas!
E as pretas, então . . . Oh, que escuridão!

sabato 16 ottobre 2010

Ero tentato dal titolo "Il grande Fred"...

Fred Martins - Tempo Afora
(Composição: Fred Martins / Marcelo Diniz)




Questo giovin signore sa scrivere canzoni: l’ha capito benissimo uno che se ne intende come Ney Matogrosso che, nei suoi ultimi dischi, ha più volte attinto dal canzoniere di Fred Martins.
Guanabara e Tempo Afora sono due album da prendere in considerazione. Oltretutto Fred sfoggia una bella faccia alla Simone Annicchiarico, non trovate anche voi?



Qui sotto Ney Matogrosso con Pedro Luis e A Parede registrano Tempo afora per il bellissimo Vagabundo (2004), album che consiglio "ad alto volume" per riscaldare questo anticipo di inverno.  





martedì 12 ottobre 2010

Amico mio e di tutti voi (che class!)


Come dicevo in questo periodo mi è quasi impossibile scrivere qualcosa. 
Ma oggi è la giornata dei bambini “O Dia da Criança” è come sempre mi piace ricordarlo. Sappiamo che ai bambini Vinicius ha dedicato delle bellissime poesie canzoni, che conosciamo anche nella versione italiana. In questo caso la canzone è di Bruno Lauzi, dall’album Johnny Bassotto, ma la dedica è pur sempre per Vinicius de Moraes.

venerdì 8 ottobre 2010

Mi dispiace moltissimo quando non trovo il tempo per postare.

Almeno una canzone. Senza un perché nè un niente.
Loro sono i Publica. L'album, del 2008, Como num filme sem um film.