Construção è una canzone di Chico del 1971. Un classico, purtroppo sempre d'attualità.
Ho messo solo la traduzione italiana. Qui l'originale.
Qui una versione "ao vivo" dei Syd Vinicius (menzione speciale anche solo per il nome.
Construção (Chico Buarque)
Amò quella volta come se fosse l’ultima
baciò la sua donna come se fosse l’ultima
ed ogni figlio suo come se fosse l’unico
attraversò la strada con il suo passo timido
salì la costruzione come se fosse macchina
costruì sul piano quattro pareti solide
mattone dopo mattone in un disegno magico
i suoi occhi gonfi di cemento e lacrima
si sedette a riposare come se fosse sabato
mangiò riso e fagioli come se fosse un principe
bevve e singhiozzò come se fosse un naufrago
danzò e rise come se ascoltasse musica
e inciampò nel cielo come se fosse un ubriaco
e fluttuò nell’aria come se fosse un uccello
e si finì per terra come un pacco flaccido
e agonizzò in mezzo al passeggio pubblico
morì in contromano disturbando il traffico.
Amò quella volta come se fosse l’ultimo
baciò la sua donna come se fosse l’unica
ed ogni figlio suo come se fosse il prodigo
attraversò la strada con il passo ubriaco
salì la costruzione come se fosse solido
eresse sul piano quattro pareti magiche
mattone su mattone in un disegno logico
i suoi occhi gonfi di cemento e traffico
si sedette per riposare come se fosse un principe
mangiò riso e fagioli come se fosse macchina
danzò e rise come se fosse il prossimo
e inciampò nel cielo come se ascoltasse musica
e fluttuò nell’aria come se fosse sabato
e finì per terra come un pacchetto timido
agonizzò in mezzo al passeggio naufrago
morì in contromano disturbando il pubblico.
Amò quella volta come se fosse macchina
baciò la sua donna come se fosse logico
costruì sul piano quattro pareti flaccide
si sedette per riposarsi come se fosse un uccello
e fluttuò nell’aria come se fosse un principe
e si finì per terra come un pacchetto ubriaco
morì in contromano disturbando il sabato.
mercoledì 18 aprile 2007
domenica 15 aprile 2007
senza paura
Penso che un personaggio come Sergio Bardotti meriti un approfondimento. Paroliere di tanti brani di successo: basta fare un salto nella sua pagina su wikipedia per scoprire su quante canzoni davvero famosissime (e molto spesso diversissime) abbia messo la sua firma. Perfino sull’inno ufficiale di "Uniti per l'Ulivo" che, in verità, a molti fece rimpiangere bandiera rossa.
Per me, ovvio, fondamentale il Bardotti “brasiliano”. In un bel articolo da il manifesto ("Per far una canzone, ci voleva Bardotti" di Stefano Crippa e
Flaviano De Luca) qualche curiosità su quel periodo fatto di grandi incontri e di whisky a colazione. Tra le canzoni su cui Bardotti ha messo le mani da abilissimo traduttore, certamente una delle più amate rimane “Senza paura” adattamento di "Sem medo" di De Moraes-Toquinho (come si direbbe a Sanremo) che davvero non teme il confronto con il testo originale di Vinicius.
Il testo è perfetto in ogni sfumatura, e l’energia della canzone è davvero un ottimo antidoto a tante paure. Qui sotto la versione di Meg da un Live MTV di qualche tempo fa e di seguito il testo.
Senza paura (S. Bardotti - V. de Moraes - Toquinho)
Ma come fai quando tu sei bambino
a prendere coraggio e fede nel destino
se papa' ti mette per castigo al buio
poi di notte a letto "zitto che c'è il lupo,
zitto che c'è il lupo, zitto che c'è il lupo"
E la mamma dice "chiamo l'uomo nero
chiamo il babau ti mangia tutto intero
nella notte scura ti fa la puntura
ti fa la puntura ti fa la puntura"
Ma passa per il buio senza paura
Poi all'improvviso ti arriva l'età
di amare follemente l'uomo che non va
non c'è via d'uscita né di qua né di là
tuo padre griderà tua madre pregherà
tua madre pregherà tua madre pregherà
L'amante poi si butta giù dal fabbricato
perché quello che è facile diventa complicato
dato che la vita è dura che la vita è dura
che la vita è dura
Ma passa per l'amore senza paura
Il pericolo c'è fa parte del gioco
tu non farci caso se no vivi poco
tieni sempre duro comincia di nuovo
comincia di nuovo comincia di nuovo
Anche per la strada tu stai rischiando
stai soprappensiero stai rimuginando
passa la vettura della spazzatura
ed il conducente aumenta l'andatura
aumenta l'andatura aumenta l'andatura
Ma va per la tua strada senza paura
Ed un bel giorno di qualunque settimana
ed un bel giorno di qualunque settimana
battono alla porta battono alla porta
è un telegramma lei ti sta chiamando
è un telegramma lei ti sta chiamando
Per uno viene presto per l'altro tardi
comunque presto o tardi tranquilla e sicura
viene senza avviso viene e ti cattura
viene e ti cattura viene e ti cattura
ma passa per la morte senza paura
ma passa per il buio senza paura
ma passa per l’amore senza paura
ma va per la tua strada senza paura
ma passa per la morte senza paura
Per me, ovvio, fondamentale il Bardotti “brasiliano”. In un bel articolo da il manifesto ("Per far una canzone, ci voleva Bardotti" di Stefano Crippa e
Flaviano De Luca) qualche curiosità su quel periodo fatto di grandi incontri e di whisky a colazione. Tra le canzoni su cui Bardotti ha messo le mani da abilissimo traduttore, certamente una delle più amate rimane “Senza paura” adattamento di "Sem medo" di De Moraes-Toquinho (come si direbbe a Sanremo) che davvero non teme il confronto con il testo originale di Vinicius.
Il testo è perfetto in ogni sfumatura, e l’energia della canzone è davvero un ottimo antidoto a tante paure. Qui sotto la versione di Meg da un Live MTV di qualche tempo fa e di seguito il testo.
Senza paura (S. Bardotti - V. de Moraes - Toquinho)
Ma come fai quando tu sei bambino
a prendere coraggio e fede nel destino
se papa' ti mette per castigo al buio
poi di notte a letto "zitto che c'è il lupo,
zitto che c'è il lupo, zitto che c'è il lupo"
E la mamma dice "chiamo l'uomo nero
chiamo il babau ti mangia tutto intero
nella notte scura ti fa la puntura
ti fa la puntura ti fa la puntura"
Ma passa per il buio senza paura
Poi all'improvviso ti arriva l'età
di amare follemente l'uomo che non va
non c'è via d'uscita né di qua né di là
tuo padre griderà tua madre pregherà
tua madre pregherà tua madre pregherà
L'amante poi si butta giù dal fabbricato
perché quello che è facile diventa complicato
dato che la vita è dura che la vita è dura
che la vita è dura
Ma passa per l'amore senza paura
Il pericolo c'è fa parte del gioco
tu non farci caso se no vivi poco
tieni sempre duro comincia di nuovo
comincia di nuovo comincia di nuovo
Anche per la strada tu stai rischiando
stai soprappensiero stai rimuginando
passa la vettura della spazzatura
ed il conducente aumenta l'andatura
aumenta l'andatura aumenta l'andatura
Ma va per la tua strada senza paura
Ed un bel giorno di qualunque settimana
ed un bel giorno di qualunque settimana
battono alla porta battono alla porta
è un telegramma lei ti sta chiamando
è un telegramma lei ti sta chiamando
Per uno viene presto per l'altro tardi
comunque presto o tardi tranquilla e sicura
viene senza avviso viene e ti cattura
viene e ti cattura viene e ti cattura
ma passa per la morte senza paura
ma passa per il buio senza paura
ma passa per l’amore senza paura
ma va per la tua strada senza paura
ma passa per la morte senza paura
sabato 14 aprile 2007
uno che è riuscito a fare grande musica e grande poesia rimanendo se stesso, mica da tutti

Qualcuno laggiù ha da accendere?
Cosa dici … non parli con gli sconosciuti? “Le rose non parlano” non te la ricordi? Forse nemmeno la conosci. Non te ne faccio una colpa .... del resto mi hanno fatto incidere il primo disco a 65 anni. Oggi a 15 anni rischi di essere già in classifica.
Io a 15 anni stavo ancora a casa, poi meu pai mi ha sbattuto fuori... per un po’ ho dormito sui treni della Central do Brasil, sì quella del film, vedi che abbiamo qualcosa in comune … ah scusa non ti ho ancora detto il mio nome...
…sono Angenor de Oliveira ma tutti mi chiamano Cartola per via del cappello di carta che portavo da muratore. No, il nome non ce l’ho scritto sulla maglietta verde oro. Io gioco in una squadra speciale: Euclides, Saturnino Gonçalves, Marcelino José Claudino, Pedro Caim, Abelardo da Bolinha, Zé Espinguela. Nessun Ronaldo, nè Ronaldinho. Siamo quelli della Escola de Samba Estação Primeira de Mangueira, anno 1928. Anche i colori li ho scelti io, rosa e verde. Dici che non stanno bene insieme? Verde speranza, rosa amore, per me funzionano benissimo.
Io a Mangueira ci sono stato bene, ci ho vissuto e ci sono pure morto, povero ovviamente, in una casa che mi hanno dato quelli della prefettura di Rio. Mangueira è la mia vita. Quando me ne sono andato, perchè non andavo più d’accordo la direzione della scuola, lontano da Manguiera mi è capitato di tutto. La meningite. Lavare le macchine per campare. Poi sono tornato, ho ritrovato Dona Zica e abbiamo vissuto insieme tanti anni. È stata lei ad ispirarmi molte canzoni che la gente ha amato e cantato. "Tive Sim", "O sol Nascerá", "Nós Dois" che le ho scritto due giorni prima di sposarci. Anche “As rosas não falam” è nata parlando con lei nel giardinetto dietro casa. Zica mi disse «Accidenti, Cartola, com’è che queste rose crescono così in fretta?» e io le risposi: «E chi lo sa. Le rose non parlano…». Intanto mi avete fatto venir freddo il caffè. Qualcuno ha di nuovo da accendere?
Angenor de Oliveira, più conosciuto come Cartola (Rio de Janeiro 1908-1980) è stato forse il massimo poeta del samba. Ha scritto più di 600 samba, cominciando con il venderli ad altri per guadagnarsi da vivere. Oggi ascoltiamo le sue canzoni nei dischi e ai concerti di Alcione, Paulinho da Viola, Chico Buarque, Marisa Monte, Caetano Veloso, per fare nomi noti. Due interi lavori gli sono stati dedicati da Ney Matogrosso "Ney Interpreta Cartola" (2002) e da Beth Carvalho “Canta Cartola” (2003)
Preferisco sempre le versioni di Cartola, anche se la voce di Beth non si discute e anche se Ney è uno dei miei idoli.
Lírio Ferreira e Hilton Lacerda gli hanno dedicato un documentario che chissà mai chi potrà vedere (esce al cinema in Brasile proprio questo mese). Comunque ci sono degli spezzoni su You Tube. Uno per tutti.
giovedì 12 aprile 2007
E' morto Sergio Bardotti
11.04.07 - Un infarto ha causato la morte del produttore, paroliere, traduttore, discografico, Sergio Bardotti. Da tempo malato, é stato “regista” del periodo brasiliano della Vanoni. É stato amico, collaboratore, traduttore e produttore, anche in patria, dei brasiliani Buarque, Jobim, Vinicius de Moraes e Toquinho.
Fu autore, insieme a Luis Bacalov, di una commedia musicale per bambini, I musicanti ("Os Saltimbancos") in scena da 22 anni in tutto il Sud America.
Fu autore, insieme a Luis Bacalov, di una commedia musicale per bambini, I musicanti ("Os Saltimbancos") in scena da 22 anni in tutto il Sud America.
domenica 25 marzo 2007
La vita, amico, è l'arte dell'incontro.

Tratto da un articolo di MATTEO CUCCINI su musibrasil.net
[...] Questa è la ricetta, per chi ancora non la conoscesse: c’è un certo Endrigo, Sergio Endrigo, nato a Pola di Istria, cantore popolare di vena poetica sopraffina, malinconica e inquieta, profeta critico di un epoca dominata, in campo musicale ma non solo, dalla filosofia dell’usa e getta. C’è Vinicius, Vinicius de Moraes, compositore brasiliano, poeta, sceneggiatore e diplomatico, che canta e recita, malinconico e beffardo, ironico e pungente: in quell’anno, in quell’inverno del ’69 a Roma, quasi per esilio dai tragici eventi politici del suo paese.
C’è la chitarra di Toquinho, quella chitarra perfetta, in cui lo stesso Vinicius riconosce substrato ideale per le sue composizioni. E c’è un poeta, puro e fra i più grandi del nostro novecento, Ungaretti d’Alessandria. Un poeta innamorato di un poeta, Vinicius appunto, che imparò a conoscere e a frequentare già dal ’37 quando, insegnando letteratura italiana all’università di San Paolo, si ritrovò a soggiornare in Brasile. Un poeta innamorato a tal punto di quei versi, i versi del giovane esordiente Vinicius, da sentire quasi l’esigenza, il dovere morale di tradurli, qualche anno più tardi, nella nostra lingua. E c’è infine il genio assemblatore di questa opera, Sergio Bardotti, autore, direttore artistico, traduttore e produttore fra i più importanti dell’industria discografica italiana. Per un equilibrio quasi magico di dosi fra questi non trascurabili ingredienti è nato uno dei concept album più interessanti della storia della musica italiana contemporanea; un album non a necessario e circoscritto uso e consumo di appassionati di Brasile ma, anche e soprattutto, di chiunque sia ancora in grado di cogliere, in questa epoca del frivolo e dell’effimero, l’alto valore della poesia. [...]
Cos’altro aggiungere? La copertina originale è quella a destra, con il disegno della chitarra. Ma in una bancarella non ho saputo resistere all'acquisto di una ristampa (?) con una diversa copertina.
Il brano con cui si apre e chiude l’album è il Samba delle benedizioni
("Samba da benção") di Baden Powell e Vinicius de Moraes. La chiusura del brano è concepita come lunga dedica e benedizione agli amici, agli artisti con cui condividere il viaggio nella musica. Capita così che, in ogni tempo e ad ogni latitudine, ognuno può adattarla alle proprie amicizie vecchie e nuove, senza dimenticare i grandi della musica popolare brasiliana.
"Samba da benção" compare anche in Timeless l'album in cui Sergio Mendes (classe 1941) ripropone alcuni classici brasiliani in chiave hip hop, in compagnia, tra gli altri, di personaggi come Black Eyed Peas, Stevie Wonder, Justin Timberlake, Marcelo D2 (che interpreta appunto Samba da benção). Nel sito il brano è definito come "earlier version of rap" visto la lunga parte parlata e declamata sulla melodia di Baden Powell.
Il brano è divenuto celeberrimo nella versione francese "Samba Saravah"(con testo di Pierre Barouh che credo ne sia l’interprete, anche nel film) inserita nella colonna sonora di Un Homme Et Une Femme di Claude Lelouch, del 1966. Un brano per me irresistibile quanto l’irresistibile fascino di Anouk Aimée.
sabato 24 marzo 2007
Gilberto Gil fermato negli States

23.03.07 - Gilberto Gil é stato fermato e interrogato dalle autoritá di frontiera Usa di Fort Worth, presso Dallas. Non era entrato come Ministro, ma per il tour con cui lancerá nel mercato Usa l'ultimo cd Gil Luminoso. L'inconveniente, durato poco, é dovuto al suo arresto per possesso di marijuana nel lontano '76.
da musibrasil.net
mercoledì 21 marzo 2007
I comunisti mangiano i bambini, perché i bambini mangiano il puffo.

Come nei veri blog cerco, per una volta, di seguire un filo logico. L'ultimo post parlava di canzoni per bambini (se ancora può aver senso questa definizione). Siamo partiti in alto, Endrigo&CO, per planare oggi molto più in basso, se non altro per ragioni di statura. Parlo dei Puffi, gli omini blu di cui tutti conserviamo almeno un esemplare plastificato, rimasuglio di qualche ovetto kinder, o un esemplare vetrificato su un bicchiere della nutella. La notizia, di qualche giorno fa, è che è morto uno dei padri dei Puffi. Chi fosse lo potete leggere qui. Ebbene questo strano mondo, una società fatta di tanti Puffi e una sola Puffa, o per meglio dire Puffetta, mi ha riportato a un tema già presente nel blog, ovvero la poligamia. In generale il mondo dei fumetti si dimostra più aperto dei nostri politici alle nuove forme di relazione familiare. Paperopoli per fare un esempio (oddio un’altra “opoli”). Il mondo dei Puffi, per farne un altro, con Puffetta al centro di una serie di relazioni poligame. Qualcuno, semplificando, conclude dicendo che Puffetta la dà a tutti … ma si tratta, appunto, di una semplificazione. E poi c'è questa teoria dei puffi comunisti. E non è la sola. C'è pure quella dei puffi massoni. Perfino Donnie Darko ha una sua teoria. Avete tutti i link utili, se la cosa vi incuriosisse. Ma se preferite sentirvela raccontare come foste al bar ....
sabato 17 marzo 2007
Il cane, il gatto, io e te.
Incredibile ma vero: sono di nuovo collegato ad internet.
Come promesso devo un post a Sergio Endrigo per aver confuso due dei suoi lavori discografici.
Mi riferisco a L’Arca di Noè, doppio LP da uno spettacolo live, registrato nel 1970 al Piccolo Teatro di Milano, e L’Arca disco dedicato nel 1972 alle canzoni “per bambini “ di Vinicius de Moraes.
A causa della mia brasilofilia avevo “dimenticato” il primo, ricordando solo il secondo. Con l’aggravante (per la mia memoria) che del primo (“L’Arca di Noè” di Endrigo) conservo pure una copia, come vedete dalla foto.
Del secondo invece non ho la versione Endrigo (con vari ospiti come Ricchi e Poveri e Marisa Sannia) ma una versione anno 1981 concepita come omaggio a Vinicius de Moraes da parte di artisti brasiliani. Per non dire di “A Arca de Noè 2” ...e mi fermo qui.
Spero di non aver confuso ulteriormente le idee.
Si tratta di album di cui, tra l’altro, conosciamo tutti diverse canzoni, certamente "L’Arca di Noè" scritta da Endrigo e portata anche a Sanremo e canzoncine come “La casa”, “La pulce” scritte da Vinicius con diversi co-autori tra cui Toquino, Bardotti, Bacalov.
Endrigo è molto popolare in Brasile, tanto da essere l’unico non brasilano che ha inciso un doppio album di canzoni (in italiano) nella classica serie “A arte de …” dedicata esclusivamente ai grandi artisti della musica brasiliana.
Insomma c’è un’arca italiana e un’arca brasiliana che si sono felicemente incontrate nel mare della musica e che per un attimo se la son vista brutta nei marosi della mia mente.
Esiste, infine, una fantastica versione di “La pulce” interpretata da Reboman, conservata gelosamente nella memoria di chi vi ha assistito. Dovrete accontentarvi della versione di una Bebel Gilberto bambina, ancora lontana dal suo fortunato album di debutto solista (Tanto Tempo - 2001).
Ciao e benritrovati.
mercoledì 7 febbraio 2007
A Silvia

Ci vorrebbe un po' di coraggio e un po' di ironia. Penso che il nome di Silvio Berlusconi sia tra i più citati su tv e giornali. Proporrei a tutte le persone con un po' sensibilità che lavorano su questi media (almeno su quelli che non dipendono da Lui) di chiamarlo da oggi in poi "la Silvia". Non più cavaliere, presidente, leader dell'opposizione ma sempre e semplicemente la Silvia. La Silvia ha risposto a Veronica, La Silvia è scesa negli spogliatoi del Milan, La Silvia si è rifatta il lifting. Strillerà, si indignerà ma alla fine, magari solo per non passare per una checca isterica, se ne farà una ragione. E chiederà a D&G di disegnare la nuova cravatta di Forza Italia.
giovedì 1 febbraio 2007
Macherio Confidential

Sua Altezza Serenissima Principessa Miriam Raffaella Bartolini di Macherio e Sivio Berlusconi sfidano finalmente le grandi dinastie europee tentando, attraverso la pietra dello scandalo, la scalata al palcoscenico già occupato dai vari Windsor, Grimaldi ed oltreoceano da famiglie come i grandi Kennedy o i più modesti Clinton.
Cercando su internet se qualcuno la pensasse come me, trovo un intervento di Teppista che esprime esattamente le mie sensazioni: “ … la moglie di Silvio, la bella Miriam in arte Veronica Lario, mi ricorda il personaggio di L.A. Confidential, la prostituta d'alto bordo straordinariamente somigliante a Veronica Lake (interpretata nel film da Kim Basinger). E non è un caso che anche il nome d'arte della Miriam si ispiri all'attrice hollywoodiana”.
Non si è poi capito se Massimo Cacciari si fosse candidato nel ruolo che nel film è interpretato da Russell Crowe.
mercoledì 24 gennaio 2007
E tu che prodotto sei?


“Siamo tutti dei prodotti” afferma il simpatico Lele Mora. Per questo serviva una raccolta di figurine, per promuovere o celebrare i personaggi di questa presunta galassia di star.
Che belle, al confronto, le raccolte Cantanti lanciate dalla solita Panini nel 1968, mica un anno come un altro, o poi in alcuni anni successivi. Che bella Patty Pravo sulla copertina del 72. Se non avessi promesso di evitare parole in “opoli”, verrebbe da dire “che merdopoli”.
domenica 21 gennaio 2007
Elis 3 (e poi passo a parlar d’altro, per evitare la sindrome di Gianni Minà)

Una vita intensa, 2 mariti, 3 figli, l’epilogo drammatico a soli 36 anni, sono ovviamente pane per i denti aguzzi dei produttori di fiction ad ogni latitudine, figuriamoci a Rede Globo che per la ricorrenza non si è fatta scappare l’occasione di una serie dedicata a Elis Regina. La cosa non è piaciuta a molti dei fans che faticano ad accettare qualsiasi attrice, seppur somigliante, nel ruolo di Elis e soprattutto infastiditi dal modo con cui si gira intorno alle ragioni della morte che ovviamente in tv fanno ancora audience. Per i fans “quello” è un fatto privato di Elis, per loro conta tutto il resto. Certo la cosa colpisce perché Elis non era Janis Joplin, ma una cantante che, fossa stata in Italia, avrebbe probabilmente fatto Canzonissima a fianco di Massimo Ranieri e condotto lo show del sabata sera. Probabilmente quello che infastidisce è il tono morboso da servizio di “Studio Aperto”. Devo dire che qualcosa di simile ho provato guardando la fiction dedicata a Dalida, interpretata da Sabrina Ferrilli se non ricordo male su Canale5. In quel caso c’era addirittura qualcosa di aberrante nel fatto che la Ferrilli apparisse frequentemente nei break pubblicitari come testimone di una tintura per capelli L’Oreal … specie pensando che, anche nella fiction, la Ferrilli/Dalida si presenta con acconciature e tinte diverse … e non sembrava affatto una casualità …
Rede Globo ha promosso lo sceneggiato con alcuni speciali che mixano immagini d’epoca, spezzoni della fiction, interviste, musica. Si trovano anche su YouTube divisi in 4 parti. Da lì ho pescato la 3^ parte in cui si parla di Elis cantante e mamma, che dopo lo show torna a casa per cucinare, stirare e giocare con i figli.
Nel contributo filmato ci sono diverse cose interessanti.
La figlia di Elis, Maria Rita (oggi 30enne), che canta Essa Mulher un brano di Joyce (e Ana Terra). Per dirla in breve la figlia di Elis, che canta nello stile di Elis, un brano che sembra parlare di Elis. Ci sarebbe da spaventarsi se non si trattasse di una splendida canzone in uno stile brasilian jazz. Oltre questo si torna a parlare di O Bebado e a Equilibrista, canzone adottata perfino da Amnesty International … e poi la chicca finale con il rimmel che scende nella antologica interpretazione di Atras da Porta di Chico Buarque, una delle più belle canzone su quanto possa essere “umiliante” l’amore. Qui la si vede per intero con tanti commenti, anche in inglese, che tornano sul tema della droga (Elis solo emozionata o “alterata”?) ma i più a replicare che Elis è “simplesmente a melhor interprete feminina brasileira de todos os tempos” ….
sabato 20 gennaio 2007
Un altro piccolo omaggio

Elis Regina Vive! Con queste parole un fan di Elis inaugurava tre anni fa il blog/tributo dedicato a "Pimentinha", il peperoncino del musica brasiliana.
Ovviamente in occasione dei 25 anni dalla scomparsa sono tante le occasioni per scoprire o approfondire la conoscenza di Elis, tutte puntualmente segnalate dal blog.
Tra le altre un triplo DVD, pubblicato dalla Emi, con “os melhores momentos de Elis” di cui per adesso ammiro solo la “caixa”, il cofanetto, con un’immagine di Elis riccia. Anche i cambiamenti di look fanno parte del racconto di una diva e nel caso di Elis sono quanto mai significativi. Nel video che allego, ad esempio, è tutta un'altra Elis ...
Tra le immagini reperibili su internet (anche sul sito della rete Globo, ma solo previa iscrizione) ho scelto da YouTube un pezzo di Milton Nascimento perchè contiene alcune immagini dei funerali di Elis (mezzogiorno del 20/01/1982). Un brano, nel puro stile Milton, melanconico ed ecumenico, che parla del restare amici “anche se il tempo dice no, anche se hai dimenticato la canzone”. Canção da America! Nei commenti inserisco il testo, di Fernando Brant, tradotto in inglese.
Il fatto del giorno: caldo record.

Sull'Italia caldo record. 27 gradi a Torino, città di olimpiadi invernali, 19 gradi di aumento in un solo giorno. Del resto, non siamo quelli che a Luglio hanno vinto "la cappa del mondo"?.
venerdì 19 gennaio 2007
Maledetto Cinzano

Se ci pensi chi ti uccide è, in fondo, la vita. È successo anche ad Elis Regina, giusto 25 anni fa, 19 de janeiro de 1982. Elis, che oggi sarebbe ancora più giovane di tanti altri/altre che ancora senti cantare. Più giovane di Mina, tanto per fare un nome italiano. Ben più giovane di Ornella Vanoni, tanto per fare il nome di un’interpete vicina anche alla musica brasiliana. Perfino loro devono qualcosa allo stile di Elis.
Del racconto della sua morte mi ha sempre fatto impressione il mix tra Cinzano e cocaina che l’avrebbe uccisa a 36 anni. Cinzano, un vermouth da cinema italiano anni ’60, che se non fosse per il vintage saprebbe soltanto di vecchio. Poi c’è la storia della politica, un inno nazionale cantato durante una cerimonia organizzata dal regime militare, lei rimasta in Brasile mentre molti artisti si trovavano in esilio. Nel ‘79, a regime ormai vacillante, incide O Bêbado e a Equilibrista (pezzo di Aldir Blanc e João Bosco) che diventa subito l’inno dei tanti che aspirano a una nuova epoca di libertà e democrazia per il Brasile. 120 mila persone lo cantano durante il concerto che si tiene in sua memoria pochi giorni dopo la sua morte. Insomma una vita da conoscere e soprattutto tante interpretazioni da ascoltare fino a consumare la puntina. Se qualcuno fosse incuriosito, così per cominciare, mi sentirei di consigliare il classico e imperdibile "Elis & Tom" (l'incontro tra"o maestro" e "a cantora", il maestro e la cantante per eccellenza). Qui c’è tutto quello che c’è da sapere sul disco, e nel disco c’è quello che non si può non aver mai ascoltato del repertorio MPB. Non dico di ascoltarlo in contemplazione: ve lo concedo anche solo al posto dei vari LoungeBrasil, per accompagnare un drink con gli amici, caipirinha, Martini, Campari, quello che volete voi, ma in ogni caso, mi raccomando, niente Cinzano.
giovedì 18 gennaio 2007
mercoledì 17 gennaio 2007
Il fatto del giorno

Dopo il sì del governo italiano forse dedicata a Elvis Presley la nuova superbase americana a Vicenza.
notizie e primi commenti anche sul blog di onan
lunedì 15 gennaio 2007
Faq 1

Inauguro una nuova "etichetta" per i casi in cui, come stasera, dopo aver passato in rassegna qualche sito e blog di fiducia, devo impormi di recuperare il sonno, rimandando ad altri momenti tante cose che vorrei postare.
Qualcuno che vede Sky, mi sa dire perché su Disney Channel tutti si sono messi a cantare?
goodnight
domenica 14 gennaio 2007
La musica con il sorriso
Guardando e riguardando il video del post precedente mi è rimasto impresso il sorriso di Gil, quel sorriso che è leggerezza ed è quasi necessario per cantare una musica fatta di emozioni semplici e raffinate come il samba e la bossa.
Arrivate alla fine di questo video, spazzole, dita sui tasti, la musica di Tom, la solita splendida interpretazione di Elis, perfino la faccia di un pianista che sembra Fabio Concato, per arrivare a quel sorriso che io amo (amore condiviso), quel sorriso ad occhi chiusi, denti bianchi, gengive scoperte, le fossete sulle guancie. Quel sorriso dalle tante definizioni. Dolce. Infantile. Pieno di nostalgia. Disarmante. Irresistivel!
Arrivate alla fine di questo video, spazzole, dita sui tasti, la musica di Tom, la solita splendida interpretazione di Elis, perfino la faccia di un pianista che sembra Fabio Concato, per arrivare a quel sorriso che io amo (amore condiviso), quel sorriso ad occhi chiusi, denti bianchi, gengive scoperte, le fossete sulle guancie. Quel sorriso dalle tante definizioni. Dolce. Infantile. Pieno di nostalgia. Disarmante. Irresistivel!
sabato 13 gennaio 2007
Vasco for President

Marco Polo, Raffaello Sanzio, Galileo Galilei, Valerio Catullo, Guglielmo Marconi. Per la verità ci sono anche un Giuseppe Verdi e un Federico Fellini. Forse ci manca un grande musicista contemporaneo, conosciuto in tutto il mondo, a cui dedicare il nome di un nostro aeroporto, anche piccolo. Del resto se i più noti sono Ramazzotti e la Pausini, meglio restare sul classico. A Rio de Janeiro l’aeroporto internazionale è dedicato ad Antonio Carlos Jobim. Al ministero della cultura c’è un altro musicista, Gilberto Gil. Certo, da noi, con tutta la storia, l’arte, la scienza del passato tutti i posti erano già occupati. Difficile pensare di mettere un Fabrizio De André al posto di un Cristoforo Colombo o un Lucio Battisti al posto di un Leonardo da Vinci. E poi alla cultura abbiamo Rutelli che in quanto ad artista non è secondo a nessuno. Ci siamo concessi perfino un presidente che cantava sulle navi.
Non so se il problema stia nel fatto di avere un passato troppo grande o un presente troppo piccolo. È che da tempo, per quanto di valore, non riusciamo ad esportare (scusate il brutto termine) delle idee e delle emozioni di un certo spessore. A parte “Volere”, giusto per parlare di aeroporti.
Gilberto Gil assume nuovamente il mandato di responsabile della Cultura nel governo di Lula Da Silva: superate anche le incomprensioni con Caetano Veloso che aveva accusato Gil di “egualitarismo demagogico”. I rapporti tornano al sereno, Gil canta e Caetano balla. Come ai bei tempi in cui si ricordavano i bellissimi tempi di Doces Barbaros .
mercoledì 10 gennaio 2007
è un rock bambino?

Così, per iniziare l’anno nel peggiore dei modi, mi avventuro in un campo per me abbastanza ostico, come la musica. La faccio perché è una buona scusa per usare un’altra immagine di Mark Ryden (che sta pure sulla copertina del romanzo "L'amore contro"di Mauro Covacich, Strade Blu, Mondadori, 2001).
Oggi mi è capitato di sentire alla radio un pezzo che si chiama Getting Enough cantata dal 15enne Lil Chris.
Tutto questo mentre i Rolling Stones girano ancora per il mondo.
Dalla pediatria alla geriatria, con la possibilità esaltante, per chi si trova in una condizione di mezzo (ahimè), di poter scegliere se vedere un concerto di qualcuno che ha l’età dei propri genitori o quella dei propri figli.
Insomma, oggi, il rock è più bambino o più anziano? (non si accetta la risposta, fin troppo facile, “senza età”). Da notare che, grazie ai suggerimenti di Onan, ho imparato a linkare, almeno da You Tube ...
welcome back
sabato 30 dicembre 2006
Blob 2006
martedì 26 dicembre 2006
God Only Knows



Commedia di costume. Dovrebbe essere questa la definizione per il film “Commediasexi” di Alessandro D’Alatri, cinepandoro vagamente di sinistra, con attori seri prestati al comico e una storia che guarda alla realtà italiana, un intreccio tra spettacolo e politica in stile vallettopoli. (Parentesi: dal 2007, al di là del monopoli, rifiuterò di ascoltare o leggere qualsiasi dialogo o articolo che contenga parole in “opoli”).
Non è comunque questo il film che ho visto il giorno di Natale.
Ieri ho visto in anteprima uno dei film previsti per Natale 2007, un film che non si limita a mettere in scena quello che abbiamo appeno finito di leggere sulle pagine di tutti i giornali, dal Corriere a Chi.
Si tratta di “Pig Love”, versione italiana e cinematografica della serie tv HBO prodotta tra gli altri da Tom Hanks e trasmessa in Italia dal canale Foxlife, serie che parla dell’esperienza matrimoniale di un uomo che si divide fra tre mogli e tre case collocate una di fianca all’altra (le case).
Devo dire che, nonostante la serie parli quindi di poligamia, l’ho trovata sinceramente monotona. Certamente più riuscita la trasposizione italiana dove il registro drammatico lascia spazio ad un più natalizio registro comico/brillante con qualche licenza pruriginosa del tutto assente nella serie tv. Gioco facile per gli sceneggiatori italiani che attorno ad ognuna delle mogli creano un capitolo del film, con un intreccio di personaggi che si inseguono da un episodio all’altro.
Il vero punto di forza della pellicola è certamente la scelta delle tre mogli che mette insieme, in ruoli che ricordano le loro reali esperienze di vita, tre nomi conosciuti ma assolutamente all’esordio sul grande schermo. In questo senso la lezione di Commediasexi con l’esordio di Bonolis ha aperto una strada.
Straordinaria nel ruolo della moglia in carriera, perfetto mix tra seducente femminilità e senso del comando, Michela Vittoria Brambilla, tailleur e tacchi alti, inconfondibili lunghi capelli rossi (NELLA FOTO 2). L’esperienza di una finale di Miss Italia e la frequentazione di salotti e programmi tv, hanno evidentemente conferito alla sciura Brambilla, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confcommercio, un totale controllo della scena. Divertente l’idea di legare il suo episodio alla ricerca del capitone per la cena della vigilia: tra le diverse occupazione della signora, infatti, c’è quella di presidente di un’importante azienda nel commercio dei prodotti ittici.
Nel ruolo della moglie giovane, “riga in mezzo e italiano forbito”, la seducente e a volte indisponente Annalena Benini, “penna dolcissima e perfida”del Foglio e del settimanale Grazia, sempre carina e quasi sempre saputella. Gli autori di Pig Love non ci fanno mancare nemmeno una comparsata della “zia” di Annalena, nientepopodimeno che la signora Daria Bignardi. Quando dico “zia” capite che i pochi minuti in cui sta sulla scena, sono davvero imperdibili.
Infine nella parte della terza moglie la sorridente e solare Chiara Giordano, che nella vita vera qualcosa di cinema ci capisce visto che ha spostato il bravo e bello Raul Bova. La signora Giordano Bova offre inoltre agli autori lo spunto per inserire nella vicenda il personaggio della suocera interpretato, come nella vita reale, dalla mamma di Chiara, la signora Annamaria Bernardini de Pace (NELLA FOTO 3 con Eros Ramazzotti) l’avvocato matrimonialista più famoso nel nostro paese (per i loro divorzi sono ricorsi alla sua consulenza Romina Power, Katia Ricciarelli, Eros Ramazzotti, la coppia Simona Ventura e Stefano Bettarin). Trovata non indifferente in un film che gira intorno al tema della poligamia e alle conseguenze spesso stressanti di una vita in comune all’ennesima potenza.
Il film ha tutti gli ingredienti di una romantica, divertente, provocante, commovente, irriverente pellicola di natale che nella varietà di temi toccati giustifica anche chi si reca al cinema una sola volta l’anno. Un compendio tra il dolce e il piccante che fa pensare più alla mostarda che al panettone.
Il protagonista maschile nel ruolo del marito? Io un’idea me la sono fatta, ma aspetto con interesse qualche vostra indicazione. Se avete delle idee nuove, la produzione è pronta a rigirare tutte le scene in cui è presente. E a darvi ovviamente una percentuale degli incassi.
(un giorno riuscirò a capire come funzione: intanto chi vuole godersi la bella sigla di Big Love e la grande canzone dei Beach Boys clicchi qui http://youtube.com/watch?v=npTi9KviYmU)
lunedì 25 dicembre 2006
Con le mani nel sacco!

La Signora Citelli mi perdonerà, ma sono letteralmente innamorato delle sue illustrazioni.
Niente commenti da fare (anche se ci sarebbe da parlare dei comitati di liberazione dei Babbi Natale Rampicanti di cui ha parlato anche Caterpillar nella puntata di venerdì 22 e a cui avevo dedicato un vecchio post) ma solo la scusa per fare a tutti gli auguri di buon Natale, sperando che Santa Claus vi abbia portato quello che desideravate.
Visto che vi ho annoiato con i miei commenti sui film panettone spero di raccontarvi in serata cosa sono andato a vedere io.
Auguri
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