giovedì 31 luglio 2008

Don Alejandro

Praticamente un’intera puntata de La Zanzara (Radio 24 ORE 19.15 circa) che gira intorno alla notizia su Jovanotti e al tema del plagio in generale. L'ho sentita a sprazzi, ma spero nel podcast per riascoltarla tutta.
A quanto pare (la fonte è sempre quella plagimusicali.net) Jovanotti non sarebbe però il primo ad ispirarsi ad Alejandro Sanz.

Gigi d’Alessio Un Cuore Ce L'hai


Non so se questi ragazzi, con il loro bel girasole in macchina, che mi stanno pure simpatici come tutti quelli che cantano in auto (perdoniamo la battutina sulla spazzatura?) e che pensano di cantare una hit di Gigi D’alessio sanno di interpretare un ritornello del solito Alejandro Sanz: non capisco cosa aspetti a venire in Italia visto che ha un mercato praticamente aperto. Si aggiungerebbe agli Jglesias e ai Bosè. Potrebbe diventare il più famoso Alejandro d’Italia, dopo Don Alejandro de la Vega, papà di Zorro.

Alejandro Sanz - Aquello Que Me Diste

mercoledì 30 luglio 2008

...e se quelli copiati fossero Nitti & Agnello

A proposito di "A te", le orecchie fini di plagimusicali.net propongono anche questo accostamento. Vero che un po' alla volta possiamo davvero arrivare a Bach...


Nitti & Agnello - I ragazzi innamorati -Sanremo 1998
.

El ombligo de elmundo.es

Sarà perchè è estate e non si sa di cosa parlare, ma torna d’attualità e rimbalza tra stampa e tv la notizia del presunto plagio di Jovanotti ai danni della popstar iberica Alejandro Sanz. Tutto ri-parte dall’intervento di un blogger del quotidiano spagnolo El Mundo.

L’autore dice chiaramente di non avere la minima idea di cosa dica il testo del nostro Jo’ ma l’ascolto della melodia gli è sufficiente per parlare almeno di plagio musicale. Giro armonico tutto sommato semplice che sembrerebbe poi attribuibile addirittura a Bach.
La cosa non è nuova, se ne parla da tempo tant’è che coscienzasporca, che ben poco intiende espanol, s’era preso la briga di tradurre il testo del buon Alejandro. La questione dei plagi ha dato un po’ di visibilità al blog, anche al di fuori della schiera degli aficionados, specie per la storia di Poster/Valsinha rimbalzata tra siti di fans di Claudio Baglioni prima e di Mia Martini poi. Tranquilli, non voglio riproporla. A mo’ di replica estiva voglio invece segnalare a chi l’avesso perso, il confronto tra il Caetano di “London London” e la Sanremese “Che sarà” questione forse un po’ sottovalutata dai cercatori di plagi.

domenica 27 luglio 2008

Tanta Saudade - Chico Buarque e Djavan



Era tanta saudade
Era tanta la saudade
É, pra matar
tanta che quasi uccide
Eu fiquei até doente
come una malattia
Eu fiquei até doente, menina
come una malattia, bambina
Se eu não mato a saudade
se non sono io ad uccidere la saudade
É, deixa estar
puoi starne certa
Saudade mata a gente
sarà la saudade che ci ucciderà
Saudade mata a gente, menina (...)
sarà la saudade che ci ucciderà, bambina (...)

Quis saber o que é o desejo, de onde ele vem
Ho voluto sapere cos`è il desiderio 
e da dove viene 

Fui até o centro da Terra e é mais além

sono andato fino al centro della terra 
e ancor più in là
Procurei uma saída e amor não tem

ho cercato una via di uscita
 che l`amore non ha
Estava ficando louco, louco de querer bem

stavo diventando pazzo , pazzo
 per il tanto amare


Quis chegar até o limite de uma paixão

Ho voluto arrivare al limite 
di una passione
Baldear o oceano com a minha mão

Svuotare l`oceano 
con la mia mano

Encontrar o sal da vida e a solidão
trovare il sale della vita 
e la solitudine
Esgotar o apetite, todo o apetite do coracão
vincere l`appetito, tutto l`appetito 
del cuore


Mas voltou a saudade
Ma è tornata la saudade
É, pra ficar
è tornata per rimanere
Ai, eu encarei de frente
e l’ho presa di petto
Ai, eu encarei de frente, menina
l’ho presa di petto, bambina
Se eu ficar na saudade
Se rimango nella saudade
É, deixa estar
Puoi starne certa
Saudade engole a gente
La saudade ci ingoia
Saudade engole a gente, menina (...)
La saudade ci ingoia, bambina (...)

Ai amor, miragem minha, minha linha do horizonte

Ah amore, mio miraggio, mia linea d’orizzonte
É monte atrás de monte, é monte

E monte al di là del monte
A fonte nunca mais que seca,
Una fonte che non si asciuga mai
ai saudade ainda sou moço

ahi saudade sono ancora giovane
Aquele poço não tem fundo,
Quel pozzo non ha fondo
É um mundo dentro
 um mundo
è un mondo dentro un mondo
é um 
mundo que me leva
è un mondo che mi porta via.

La traduzione deriva, quasi interamente, da un articolo dedicato al tema "saudade" da Bruno Persico su musibrasil.net

La canzone è del 1983 ed anche il video deve avere i suoi anni...
Il pezzo è stato riproposto un paio di anni fa nella tournè dal vivo (e nel relativo disco/dvd) che vede insieme Ana Carolina & Seu Jorge. Del resto Ana Carolina deve parte del suo successo anche ai brani ripresi dal repertorio di Chico (uno per tutti "Beatriz") reinterpretati nella chiave scura della sua voce.



La canzone è talmente bella che regge le diverse versioni, restando sempre se stessa: quel po' di jazz latino che vi mette Zizi Possi e l'abbondante axè della versione di Ivete Sangalo. Peccato che tutti questi video (tranne quello di Ana Carolina e Seu Jorge) siano di bassa qualità.

martedì 22 luglio 2008

"Call me" 2: canta Petula Clark.

Scrivendo il post precedente, mi sembrava impossibile che nessun gestore l’avesse usata per un suo spot… e poi mi suonava nelle orecchie... infatti... Quella usata da Vodafone è la versione di Petula Clark di cui "ascolteremo" certamente altre cosucce.


venerdì 18 luglio 2008

(ancora) Astrud Gilberto & Walter Wanderley: "Call Me"

Walter Wanderley, con il suo hammond, davvero uno dei creatori delle sonorità lounge, piacciano o meno. Da un disco storico come "A Certain Smile, a Certain Sadness".

giovedì 17 luglio 2008

Le onde di pietra


foto da flickr.com

Giustamente “bipedeingrato” mi fa notare che il tappeto srotolato sotto i piedi di Astrud Gilberto -due post qui sotto- non è altro che la riproduzione del marciapiede ("calçadão") a onde di Copacabana, una delle icone della città.
Una finezza di quegli straordinari scenografi che facevano grandi gli spettacoli RAI del sabato sera.
Ho cercato qualcosa e leggo che si tratta di pietre bianche e nere portoghesi e dovrebbero risalire agli anni ’20. Particolarità: le onde non sono sempre state nella stessa direzione! Nel 1931 il marciapiede viene trasformato e l’onda diventò perpendicolare alla spiaggia, per tornare poi parallela, come in origine.

“A onda de pedra” è un corto della milanese Raffaella de Antonellis, girato proprio a Copacabana. Qui il sito dedicato al film (in italiano) con tutte quello che c’è da sapere sulla sua ideazione e produzione. Tra l’altro nel film il protagonista ascolta un bel po’ di musica brasiliana Chico Science, Caetano Veloso, Skank, Fernanda Abreu e Gabriel o Pensador.

mercoledì 16 luglio 2008

Nuove bellezze dal Brasile



Si chiama Amanda Alvez. Tutto il resto è qui.

martedì 15 luglio 2008

Pausa pranzo: "dammi un'idea"....


Introdotta dalle note di The Girl From Ipanema (il brano che l’ha resa celebre in tutto il mondo) ecco Astrud Gilberto in "Dammi un'idea", versione italiana di Samba de Verão che qualche-post-fa ho proposto cantata da Bebel Gilberto.
Tra le due la comunanza del cognome non è casuale: Astrud Weinert sposò João Gilberto e ne prese il cognome, anche in carriera. Bebel è figlia dello stesso João Gilberto e di Miúcha, seconda moglie di João e sorella di Chico Buarque… Una volta dovetti chiamare “deejay italia” perché Linus ne aveva fatto, errore comprensibile, madre (Astrud) e figlia (Bebel)… Nel disco italiano di Astrud, va menzionata anche la presenza di Walter Wanderley all'organo Hammond

lunedì 14 luglio 2008

Gilberto Gil - Banda Larga Cordel 2008


Castello d'Este (Padova) 13/07/08: coscienzasporca c'era.

Tutto sul nuovo tour, sul sito dedicato all'evento (video & foto)
Gil come sempre, umile e disponibile, nonostante il carisma
dei 66 anni e la carica istituzionale di Ministro della Cultura.
Un "signore" della musica, con tanta voglia di palco.

mercoledì 9 luglio 2008

Frasi che valgono una canzone.

Capisco perfettamente come accada che, mettendosi alla ricerca di qualche notizia di musica brasilana, si finisca per capitare su coscienzasporca. Non certo per meriti particolari di questo blog, se non la passione di chi lo tiene in piedi e di chi vi partecipa con i suoi commenti, ma perchè di musica brasiliana si parla da noi davvero poco. A fatica trovo qualche commento sulle due tappe del tour di Caetano a Bollate e a Ferrara (a proposito Andrea alla fine ci sei stato?), qualcosa si saprà del suo passaggio a Umbria Jazz ... eppure si tratta di una delle pop star più acclamate dell'intero continente sudamericano.

Capita però che una canzone, il suo testo e la sua musica, siano presenti in diversi blog che si interessano di argomenti spirituali, diciamo pure di ispirazione cattolica. Niente di strano per una canzone che si intitola “Romaria” (con l’accento sulla i) ovvero “processione”. La canzone ha in effetti una sua dimensione profonda, non so se sia possibile definirla religiosa certamente spirituale. È stata scritta da Renato Teixeira e portata al successo da Elis Regina.

La canzone è innegabilmente bella (per dirla con larobi “una mia ossessione di questi giorni”) con un testo semplice, capace di mettere insieme una storia in poche righe e con un verso finale fortissimo: “Ma dal momento che non so pregare, 
sono venuto semplicemente a mostrare 
il mio sguardo, il mio sguardo, il mio sguardo”. Ci sarebbe da parlare a lungo delle frasi che valgono un’intera canzone...

Chiudo parlando di un’altra ossessione di questi giorni: parlo di "Estação Brasil" che vedete qui a fianco, un disco di Zé Ramalho del 2003. Il disco contiene un sacco di classici (tra l’altro proprio una bellissima versione di Romaria con la partecipazione speciale di Fagner, che mi ha spinto a scrivere il post) interpretati con la sua voce particolare. Sinceramente è un cantante e autore (bella la sua canzone che apre l'album) che non avevo mai preso in grande considerazione. Adesso questo album, che non vi sarà difficile recuperare, è il più ascoltato della mia estate. Comunque se ne avete voglia potete ascoltarlo per intero, con testi e schede tecniche complete, direttamente dal suo sito.



ROMARIA
di Renato Teixeira

É de sonho e de pó

É de sonho e de pó
O destino de um só,
Feito eu perdido em pensamentos
Sobre o meu cavalo
É de laço e de nó, de gibeira o jiló,
Dessa vida cumprida a sol…


È fatto di sogno e di polvere
Il destino di un solitario
Io, perso nei miei pensieri
Sul mio cavallo...
È fatto di laccio e di nodo,
di giubba, l’amaro
di questa lunga vita all’aria aperta.


Sou caipira, Pirapora Nossa,
Senhora de Aparecida,
Ilumina a mina escura e funda
O trem [5] da minha vida…

Sono un cafone, Pirapora Nostra,
Signora di Aparecida
Illumina questo buco nero e profondo
Questa “cosa” che è la mia vita...


O meu pai foi peão, minha mãe solidão
Meus irmãos perderam-se na vida
Em busca de aventuras
Descasei[6], joguei, investi, desisti,
Se há sorte, eu não sei, nunca vi.


Mio padre fu un poveretto, mia madre la solitudine
I miei fratelli si sono persi nella vita
Cercando avventure.
Ho lasciato mia moglie, giocato, ho investito, desistito
Se esiste la fortuna, non lo so, non l’ho mai vista.

Me disseram porém que eu viesse aqui,
Prá pedir de romaria e prece,
Paz nos desaventos,
Como eu não sei rezar, só queria mostrar
Meu olhar, meu olhar, meu olhar…


Però mi hanno detto di venire qui,
per chiedere, con pellegrinaggio e preghiera,
pace nelle disavventure,
poiché non so pregare, volevo solo mostrare
il mio sguardo, il mio sguardo, il mio sguardo...

domenica 29 giugno 2008

calcio bailado

Approfitto della "mattinata lavatrici" per vedere quello che mi sono perso sui vari blog durante la settimana e riprendere contatto con coscienzasporca.
Sul blog di Andrea ho scoperto un montaggio di scene di grande cinema sulle note di “Nine out of ten” di Caetano. Nel video compaiono pure Garrincha e Fred Astaire.

Se qualcuno si chiedesse cosa possono avere in comune Fred e Garrincha troverà risposta in questa sequenza.

venerdì 20 giugno 2008

Inizia l'estate.

Il sottoscritto, ormai alle corde, vi lascia per qualche giorno di vacanza.
Vi lascia soprattutto due tre cose da ascoltare che forse meriterebbero post più approfonditi, ma tant’è.

La prima cosa, pensando ad un post di onan che parla di come sarà il futuro della musica e di stadi da riempire. Bene questo è il Maracanà ovvero lo stadio più grande del mondo e lei è Ivete Sangalo. Così nessuno mi potrà rimproverare che propongo solo cose “uscesce' uscesce” e non propongo mai “pom pom”
Il pezzo Não Quero Dinheiro è di Tim Maia, quindi trascinante. Il resto, una voce con sfumature piacevolmente scure, tutina e sudore è tutto suo.




Il secondo brano, visto che inizia or ora l’estate è un classico di Marcos e Paulo Sérgio Valle. Samba de Verão (o “So Nice” nella versione inglese) Altra interprete femminile, Bebel Gilberto, altro modo di essere attraentemente brasiliana.



Continuo con un altro pezzo di Gilberto Gil nella versione in tempo reale che Gilberto Gil vollè condividere con tutti ancora in fase di scrittura facendosi riprendere, con una telecamerina o un telefonino, alla sua prima esecuzione “casalinga”. Della serie “Tocando em casa” numero 2.
Il pezzo è Banda Larga, composto circa un anno fa, presente ovviamente nel nuovo album.


Per larobi che con il suo innamoramento per Chico ha animato gli ultimi post (e spero continui a farlo) un Chico raro, giovanissimo e italiano, presentato niente meno che da Gino Bramieri. Di Bardotti e Francisco Buarque de Hollanda Una mia canzone ("Meu Refrão") canta Chico.

giovedì 19 giugno 2008

Banda Larga Cordel: undici anni dopo il precedente...

... è uscito il nuovo disco di Gilberto Gil. Preso da preparativi vari l'ho ascoltato di fretta. Lascio quindi come riferimento la recensione di Antonio Forni su Musibrasil. Tra l'altro, Gil è al Castello di Este (PD) domenica 13 luglio nell'ambito della rassegna VenetoJazz.

Tra le 16 tracce questa "Olho Magico" proposta nel video in versione "voz e violão"
Ciao e um abç a todos.

mercoledì 18 giugno 2008

Coincidenze

Mentre lavoro ancora un po' e ascolto questa canzone scritta da Gonzaguinha mi chiedo "ma quanti anni avrà Maria Bethania?" Cerco e vedo che compie gli anni proprio oggi. Auguri Maricotinha!





EXPLODE CORAÇÃO
Gonzaguinha

traduzione da www.musicaememoria.com

Chega de tentar dissimular
Basta tentare di dissimulare
E disfarçar e esconder
E simulare e nascondere
0 que não dá mais pra ocultar
Quello che non si può più nascondere
E eu não posso mais calar
E io non posso più restare in silenzio
Já que o brilho desse olhar
Visto che la luce di quello sguardo
Foi traidor e entregou
È stato traditore e mi ha svelato
0 que você tentou conter
Quello che tu hai tentato di trattenere
0 que você não quis desabafar
Quello che non mi hai voluto dire
E me cortou
E mi ha ferito

Chega de temer, chorar, sofrer, sorrir, se dar
Basta temere, piangere, soffrire, sorridere, darsi
E se perder e se achar
E perdersi e trovarsi
E tudo aquilo que é viver
E tutto quello che è vivere
Eu quero mais é me abrir
Io voglio aprirmi
E que essa vida entre assim
E che questa vita entri così
Como se fosse o sol
Come se fosse il sole
Desvirginando a madrugada
Deflorando l’alba
Quero sentir a dor dessa manhã
Voglio sentire il dolore di questa mattina

Nascendo, rompendo, rasgando
Nascendo, rompendo, lacerando
Tomando meu corpo e então
Prendendo il mio corpo e allora
Eu chorando, sofrendo, gostando, adorando, gritando
Io, piangendo, soffrendo, provando piacere, adorando, gridando
Feito louca alucinada e criança
Come una pazza allucinata e bambina
Sentindo o meu amor se derramando
Sentendo che il mio amore si disperde
Não dá mais pra segurar
Non è possibile resistere più

Explode coração.
Scoppia il cuore.

lunedì 16 giugno 2008

Quem te viu, quem te vê
 (ci provo: se sbaglio mi correggerete)

Lo spunto è l’ambiente del samba, i suoi costumi e i suoi personaggi (le “cabrochas” ovvero le mulatte che animano le varie ali della sfilata e il "mestre-sala" il ballerino solista che danza con la Porta-bandiera, il “gingado” ovvero il senso del samba nei propri movimenti) per raccontare qualcosa che accade ovunque.
Per questo non mi dispiace la traduzione di Bardotti, che nel 1970 ha adattato la canzone ad un contesto italiano, raccontando la trasformazione di una normale ragazza della compagnia in una elegante signora borghese. Insomma una storia classica, raccontata in tanti romanzi e film specie di quel periodo a cavallo tra anni 60 e 70. La differenza la fanno, come al solito, parole e interpretazione di Chico che rendono splendida questa canzone anche dopo 40 anni. Con quel finale "tremendo": "se você sentir saudade por favor não dê na vista
,bate palma com vontade, faz de conta que é turista". Una grande classico, un altro pezzone da bis, tutti in piedi a cantare con Chico.

La traduzione, un po’ più difficile del solito (escono le mie lacune!): non trovo conforto in nessun'altra traduzione, nemmeno inglese. Anzi in un forum inglese, vedo che altri si sono impantanati nelle mie stesse difficoltà, specie nel verso “Pra lembrar que sobra espaço no barraco e no cordão”

 da cui non ne vengo fuori. Se qualcuno può dare una mano .... Si tratta quindi di una traduzione un po’ più libera e un po’ più “a senso” di altre. Comunque buon ascolto. (Nel primo video, visto l'abbigliamento rosa verde di alcune signore in sala, penso sia una serata per la Scuola di samba di Mangueira)





Quem te viu, quem te vê
Chico Buarque

Você era a mais bonita das cabrochas dessa ala

Tu eri la più bella tra le “cabrochas” di questa fila
Você era a favorita onde eu era mestre-sala

tu eri la preferita dove io ero “mestre-sala”
Hoje a gente nem se fala mas a festa continua

oggi nemmeno ci parliamo, ma la festa continua
Suas noites são de gala,nosso samba ainda é na rua
le tue serate sono “di gala”, il nostro samba è ancora sulla strada.

Hoje o samba saiu, lá lalaiá, procurando você

Oggi il samba è uscito lá lalaiá, venendo in cerca di te
Quem te viu, quem te vê

Chi ti ha visto (allora), chi ti vede (oggi)
Quem não a conhece não pode mais ver pra crer
chi non ti conosce, non può capire
Quem jamais esquece não pode reconhecer

chi mai ti scorderà non ti riconosce più.


Quando o samba começava você era a mais brilhante

Quando il samba aveva inizio tu eri la più splendida
E se a gente se cansava você só seguia a diante
e se la gente si stancava, tu da sola continuavi là davanti

Hoje a gente anda distante do calor do seu gingado

oggi la gente è lontana dal calore del tuo “gingado”
Você só dá chá dançante onde eu não sou convidado

tu dai soltanto thè danzanti a cui io non sono invitato.


Hoje o samba saiu, lá lalaiá, procurando você
...

O meu samba assim marcava na cadência os seus passos

Allora il mio samba prendeva il ritmo dalla cadenza tuoi passi
O meu sonho se embalava no carinho dos seus braços

e il mio sogno si cullava nella tenerezza delle tue braccia
Hoje de teimoso eu passo bem em frente ao seu portão

oggi, testardo, passo apposta di fronte alla tua porta
Pra lembrar que sobra espaço no barraco e no cordão


per ricordare il vuoto che hai lasciato nella nostra casa e nel “bloco do cordao”

Hoje o samba saiu, lá lalaiá, procurando você
...

Todo ano eu lhe fazia uma cabrocha de alta classe
Per un anno intero ti preparavo una "cabrocha" di alta classe
De dourado eu lhe vestia pra que o povo admirasse

ti vestivo d’oro perchè la gente ti ammirasse
Eu não sei bem com certeza porque foi que um belo dia

non riesco a capire come accadde che un bel giorno
Quem brincava de princesa acostumou na fantasia

chi recitava il ruolo di principessa sia entrata davvero nella parte.


Hoje o samba saiu, lá lalaiá, procurando você
...

Hoje eu vou sambar na pista, você vai de galeria

Oggi vado a sambare in pista, tu sarai in galleria
Quero que você me assista na mais fina companhia

spero che tu mi possa vedere nel gruppo di samba più bello
Se você sentir saudade por favor não dê na vista

se dovesse prenderti la nostalgia, per favore non darlo a vedere
Bate palma com vontade, faz de conta que é turista
batti con più forza le mani, fai finta di essere una turista.


Ed ecco la versione italiana di Sergio Bardotti
sempre per l'album "Per un pugno di samba".

La più bella tu sei stata

Della nostra compagnia

Eri un po' la fidanzata

Eri un po' la fantasia

Poi un giorno sei sparita

Non so quando non so come

Hai cambiato la tua vita

Hai cambiato il tuo cognome


Tu sei una di noi

Anche se non lo vuoi


Chi ti vede non ti crede

Chi ti conosceva

Ormai non ti dà del tu

Io che ti volevo

Non ti riconosco più


Lunghe sere di canzoni

Pochi soldi molto vino

Quante belle ispirazioni

Quando tu mi eri vicina

Oggi sei la più elegante

Del San Carlo e della Scala

Senti musica importante

Che una volta ti annoiava


Tu sei una di noi
......



Oggi è il giorno della festa

Sentirai le nostre voci

Ti apriranno la finestra

Le canzoni che conosci

Ma se provi nostalgia

Non mostrare che sei triste

Guarda giù con simpatia

Come fanno le turiste


Tu sei una di noi

Anche se non lo vuoi

Chi ti vede non ti crede

Chi ti conosceva

Ormai non ti dà del tu

Io che ti volevo

Non ti riconosco più.

mercoledì 11 giugno 2008

Tocando em casa (1) : Bia Krieger canta "João e Maria".


Di Bia Krieger sto ascoltando con piacevole sorpresa l'ultimo album "Nocturno" (2008).
Nel frattempo da Youtube, per una mini serie di cose suonate in casa di amici, di nuovo João e Maria per alimentare l'ossessione di larobi, con tanto di versione francofona dal titolo "Le Chevalier" della stessa Bia (che per quel niente che intendo di francese mi sembra una bella traduzione). Ciao e buona notte.


domenica 8 giugno 2008

Rotativa ("Roda Viva") e molte altre cose

Dal momento che, con la storia di Valsinha, il blog è finito pure sul sito ufficiale dei fans di Mia Martini, mi sembra giusto dare a Mimì quello che è di Mimì, ovvero una qualità e sensibilità artistica davvero con pochi paragoni, che sembra quasi banale ribadire.
Lo dimostrano, oltre alle sue interpretazioni, le sue scelte musicali anche quando si è trattato di incidere delle cover (“Miei compagni di viaggio” -1983) o di rileggere, in chiave jazz, grandi successi da Battisti ai Beatles (12 concerti insieme a Maurizio Giammarco e un album “Mia Martini in Concerto” del 1991 che gelosamente posseggo e continuamente ascolto).
Miei compagni di viaggio contiene ben tre brani di Chico Buarque, la più volte citata Valsinha (con testo di Vinícius de Moraes), Rotativa (Roda Viva) e per finire Ed ora dico sul serio (Agora falando sério) che diventò l’occasione per “cantare” la scelta di allontanarsi per un certo periodo (che durò poi fino all’89) dalla scena musicale.
Questi due brani erano stati tradotti e adattati da Sergio Bardotti in occasione del disco tutto italiano inciso da Chico nel 1970 con gli arrangiamenti di Ennio Morricone non a caso intitolato “Per un pugno di samba”. A questo disco parteciparono come coriste sia Mimì che Loredana Bertè, inserite nel gruppo dei mitici Cantori Moderni di Alessandroni.

Giangiacomo Landolfi, che all’incontro tra Chico e Morricone ha dedicato un bell’articolo, manifesta qualche perplessità sulle traduzioni, valutandole il punto debole di questo particolare progetto. Su questo aspetto non riesco a dare un giudizio: tradurre le parole, le atmosfere, gli intenti, i riferimenti ad aspetti della vita brasiliana sempre presenti nei testi di Chico non è facile e capisco lo sforzo di Bardotti per riproporli in un contesto “più italiano”. Prendiamo Roda Viva ad esempio. Come lo rendiamo in italiano? Paolo Scarnecchia nella sua traduzione (dal libro Musica Popolare Brasiliana- Gamma Libri 1983) lo lascia in portoghese nel titolo e lo traduce nel testo come “confusione”. Con quale parola definire questo movimento continuo che trascina tutto con sè? Tutto sommato l’idea della rotativa rende l’idea. Quindi accettiamolo com’è e ascoltiamo insieme questa versione dal vivo con una Mia Martini decisamente in forma.
Più l’ascolto, più mi piace, anche nella traduzione/adattamento che mi sembra conservare lo spirito del pezzo. Impossibile caricare il video, lascio quindi il link Mia Martini "Rotativa" Concerto Live “Miei compagni di viaggio”. (in coda al post metto tutti i link al concerto, disponibili su YouTube)

In Brasile “Roda Viva” è stata ripresa in una nuova versione proposta da Fernanda Porto (con la partecipazione di Chico) presente nella colonna sonora del film “Cabra-Cega” (la nostra “mosca cieca”) di Toni Venturi, regista brasiliano dal cognome e dalle origini italiane. Vista la relativa attualità (il film è del 2005, in Italia penso si sia visto in questa festival) scelgo questa versione: su Youtube la possibilità di soddisfare poi qualsiasi curiosità dalla prima interpretazione di Chico con il quartetto vocale MPB4 alla versione “tambureggiante” e dal vivo di Fernanda Porto.





La traduzione è quasi per intero quella di Paolo Scarnecchia dal libro sopra citato.

Roda Viva
(Chico Buarque)

Tem dias que a gente se sente
Ci sono giorni che ci si sente

Como quem partiu ou morreu
Come chi è partito o chi è morto
A gente estancou de repente

Ci si è fermati all’improvviso
Ou foi o mundo então que cresceu...


O è stato il mondo che è andato avanti
A gente quer ter voz ativa
Vogliamo dire la nostra

No nosso destino mandar

Poter guidare il nostro destino
Mas eis que chega a roda viva

Ma ecco che arriva l’agitazione
E carrega o destino prá lá ...

E porta via il destino con sè ..

Roda mundo, roda gigante

Gira mondo, ruota panoramica
Roda moinho, roda pião

Gira mulino, gira trottola
O tempo rodou num instante

Il tempo girò in un istante
Nas voltas do meu coração...


Nelle pieghe del mio cuore

A gente vai contra a corrente

Andiamo contro corrente
Até não poder resistir
Fino a non farcela più

Na volta do barco é que sente

È quando torna la barca che sentiamo
O quanto deixou de cumprir
Quanto resta da fare

Faz tempo que a gente cultiva
Coltiviamo da tempo

A mais linda roseira que há

La più bella rosa che c’è
Mas eis que chega a roda viva
Ma ecco che arriva l’agitazione
E carrega a roseira prá lá...
E porta via il roseto con sè...
Roda mundo, roda gigante

Gira mondo, ruota panoramica
Roda moinho, roda pião
Gira mulino, gira trottola

O tempo rodou num instante
Il tempo girò in un istante
Nas voltas do meu coração...
Nelle pieghe del mio cuore...


A roda da saia mulata

La gonna da far roteare, la mulatta
Não quer mais rodar não senhor

Non vuole più far girare, no signore
Não posso fazer serenata

Non posso intonare serenate
A roda de samba acabou...
La “roda de samba*” è finita


A gente toma a iniciativa

Prendiamo l’iniziativa
Viola na rua a cantar
le chitarre in strada per cantare
Mas eis que chega a roda viva

Ma ecco che arriva l’agitazione
E carrega a viola prá lá...


E porta via la chitarra con sè...
Roda mundo, roda gigante

Roda moinho, roda pião

O tempo rodou num instante

Nas voltas do meu coração...



O samba, a viola, a roseira

Il samba, la chitarra, la rosa
Que um dia a fogueira queimou
Che un giorno il fuoco incendiò

Foi tudo ilusão passageira
È stato tutto un’illusione passeggera

Que a brisa primeira levou...
Che la prima brezza ha portato via


No peito a saudade cativa
Nel petto la saudade fatta prigioniera

Faz força pro tempo parar

Preme per fermare le cose
Mas eis que chega a roda viva
Ma ecco che arriva l’agitazione

E carrega a saudade prá lá ...


E porta via la suadade con sè

Roda mundo, roda gigante

Roda moinho, roda pião

O tempo rodou num instante

Nas rodas do meu coração...

* roda de samba: ci si mette in cerchio e a turno si entra per mostrare la 'ginga', ovvero la capacità di sambare.
Un esempio? Eccolo qui


Rotativa - Roda Viva

(Versione italiana di Sergio Bardotti e Chico Buarque)

A volte un ragazzo si sente
come uno che parte o che muore
e scopre che non conta niente
che il mondo è più grande di un cuore
Nel cuore il ragazzo coltiva
la rosa più bella che c'è
ma attento che la rotativa
si porta la rosa con sé

Rotativa, ruota gigante
ruota motore, ruota che va
un'ora un minuto un istante
ti butta di qua poi di là.

Un uomo va controcorrente
con tutto il coraggio che può
ma un giorno si stanca e comprende
che il fiume è più forte, però vorrebbe trovare una riva
e farsi lasciare dov'è ma attento che la rotativa
si porta la riva con sé

Rotativa, ruota gigante
ruota motore, ruota che va ...

A volte la gente protesta
e scende per strada a cantare
è come vedere una festa
il popolo intero che va
la rabbia non ha alternativa
là dove l'amore non c'è
ma attenti che la rotativa
si porta la rabbia con sé

Rotativa, ruota gigante
ruota motore, ruota che va ...

La rosa la riva la rabbia
volarono al vento così
son come un castello di sabbia
che ognuno di noi costruì
e mentre si va alla deriva
ci resta un ricordo, finché
non cade nella rotativa
che porta il ricordo con sé

Rotativa, ruota gigante,
ruota motore, ruota che va
un'ora un minuto un istante
ti butta di qua poi di là.


Dal concerto "Miei compagni di viaggio".

Il pescatore
Suzanne
Un giorno dopo l'altro
Signora (Señora)
Cime tempestose (Wuthering heights)
Taxi giallo (Big yellow taxi)
Alice (non si trova)
Valsinha
Le ali della mente (Little wing)
Rotativa (Rodaviva)
Vedrai vedrai
Guilty
Imagine
Ed ora dico sul serio

Giulio Capiozzo: batteria
Giorgio Cocilovo: chitarre
Mimì Gates: Viola
Mark Harris* / Gilberto Martellieri: tastiere
Claudio Pascoli: sassofono soprano e tenore
Maurizio Preti: percussioni
Carlo Siliotto*: violino, vocoder
Ares Tavolazzi: basso

*arrangiamenti

Shel Shapiro: produttore esecutivo
Ospiti: Aida Cooper, Loredana Bertè, Cristiano De André, Ivano Fossati, Riccardo Zappa

venerdì 6 giugno 2008

Speed Stacking (adesso che è finita la scuola con cosa giocheranno i nostri figli?)




La cosa strana è che cercando su google, cerca nei blog, blog in italiano, trovo solo 4 risultati. Dal che deduco che questo gioco o sport (ormai tutto è sport) non sia particolarmente diffuso italia. Eppure la specialità dello speed stacking prevede pure dei campionati mondiali, dispiacerebbe non fosse presente la rappresentativa italiana.

Le regole esatte non le so, ma insomma si capisce che si tratta di creare e disfare piramidi di bicchieri seguendo una precisa sequenza e con diverse possibili varianti. Insomma un’idea di base molto semplice, la possibilità di complicarla all’infinito e soprattutto il tentativo di essere sempre più veloci... Il fatto che di questi bicchieri di plastica esistano varie versioni grafiche (compresa la versione notturna fluorescente) già solletica lo spirito del collezionista, il prezzo di un set dovrebbe essere di 16,99$ su ebay, quindi uno sport assolutamente accessibile e popolare.

Nel sito ufficiale si spiega ai genitori perchè lo stacking farebbe bene ai loro figli. Se siete quindi dei genitori coscienziosi procuratevi al più presto uno Speed Stacks StackPack con il tappetino timer, i 12 bicchieri omologati da competizione, il DVD con tutte le spieghe, il sacchettino per andare in trasferta in casa di amici. O no?


mercoledì 28 maggio 2008

João e Maria (Sivuca - Chico Buarque)

Chi ha letto i commenti al post precedente sa perchè oggi parlo di “João e Maria”.
Ma in fondo che c’è da dire? Larobi ha suggerito una canzone straordinaria e lo dimostra il pubblico che canta a una sola voce con Chico, roba da Albachiara nei concerti di Vasco Rossi.
Delle versioni disponibili su YouTube ho scelto proprio questa, dove Chico si sente di meno, ma si sente tutto il calore che si porta dietro. La sua capacità di coinvolgere con occhi che parlano e con parole che ti guardano dentro.



“João e Maria” del 1977 è anche il brano che chiude l’ultimo lavoro di Chico ovvero la registrazione su DVD della tournè “Carioca ao vivo” (show registrato al Tom Brasil di São Paulo l'11 ottobre 2006). Credo che tutte le cose che abbiamo linkato vengano proprio da quella tournè.

La coincidenza davvero singolare è che il suggerimento di Larobi arriva in data 26 maggio che non è un giorno qualsiasi ma è la data di nascita (26/05/1930) dell’autore della musica Sivuca. Se non ho inteso male la musica di Sivuca precede di diversi anni la scrittura di Chico che, ispirato da questo valzerino dal sapore infantile, vi aggiunge uno straordinario dialogo tra bambini.
Il ritmo di valzer, l’uso delle parole di Chico ti girano dentro e la canzone diventa come dice Larobi “la canzone che mi ossessiona da mesi”.

Per scoprire infine un altro lato di Chico oltre al poeta, al cantante, all’autore teatrale e oltre all’impenitente calciatore consiglio a chi non l'avesse già fatto di procurarsi il romanzo "Budapest" in cui lo scrittore Chico dimostra, tra dolcezza ed ironia, tutto il suo talento.
Davvero una bel leggere, perfetto anche nella lista dei libri per l’estate.

Per la traduzione il merito va interamente a http://terrabrasilis.splinder.com e alla sensibilità della sua autrice. Se ancora non conoscete il sito, merita certamente una visita (per chi segue le cose del Brasile quasi un obbligo aggiungerlo all’elenco dei preferiti)

João e Maria

Agora eu era o herói
Ora io sono l’eroe
E o meu cavalo só falava inglês
E il mio cavallo parlava solo inglese
A noiva do cowboy
La fidanzata del cowboy
Era você
Eri tu
Além das outras três
Oltre alle altre tre
Eu enfrentava os batalhões
Io affrontavo i battaglioni
Os alemães e seus canhões
I tedeschi e i loro cannoni
Guardava o meu bodoque
Mettevo da parte la mia fionda
E ensaiava um rock
E facevo le prove di un rock
Para as matinês
per lo spettacolo del pomeriggio

Agora eu era o rei
Ora io ero il re
Era o bedel e era também juiz
Ero il bidello ed ero pure il giudice 

E pela minha lei
E secondo la mia legge 

A gente era obrigada a ser feliz
Eravamo costretti ad essere felici
E você era a princesa
E tu eri la principessa 

Que eu fiz coroar
Che ho fatto incoronare
E era tão linda de se admirar
Ed eri tanto bella da guardare 

Que andava nua pelo meu país
Che giravi nuda per il mio paese

Não, não fuja não
No, non scappare 

Finja que agora eu era o seu brinquedo
Fai finta che ero il tuo giocatolo
Eu era o seu pião
Che ero la tua trottola
O seu bicho preferido
O il tuo animaletto preferito
Sim, me dê a mão
Sì, dammi la mano 

A gente agora já não tinha medo
Ora non abbiamo più paura
No tempo da maldade
All’epoca della cattiveria 

Acho que a gente nem tinha nascido
Credo che non fossimo nati

Agora era fatal
Oggi era inevitabile 

Que o faz-de-conta terminasse assim
Che il fantasticare finisse così
Pra lá deste quintal
Al di là di questo cortile 

Era uma noite que não tem mais fim
C’era una notte che non ha più fine
Pois você sumiu no mundo
Perché tu sei sparita nel mondo 

Sem me avisar
Senza avvertirmi
E agora eu era um louco a perguntar
E ora io ero un pazzo che va chiedendosi
O que é que a vida vai fazer de mim
Cosa farà la vita di me.

domenica 18 maggio 2008

A cappella

Il programma X-Factor ha portato alla ribalta i gruppi a cappella, voci che bastano a se stesse, senza bisogno di strumenti musicali.

SEIOTTAVI - "CINEMATIC MEDLEY"



CLUSTER - "ENJOY THE SILENCE"



Ovviamente gruppi a cappella esistono a tutte le latitudini, Brasile compreso.
A me capitò di vedere (aprivano un concerto di Baden Powell a Milano, anno 1996) il Trio Esperança, gruppo a cappella femminile di un certo successo, di cui possiedo pure un paio di CD. Al mio lato “tempo delle mele” piaceva in particolare la versione di Rua Ramalhete di Tavito. Tra quello che c’è su YouTube scelgo “Corcovado”, non puramente a cappella, vista la citazione di un piano alla Jobim.

TRIO ESPERANCA - "CORCOVADO"



Uscendo dal Brasile, mi colpirono a suo tempo i Take 6 (ai tempi del disco “So Much 2 Say”, 1990, e del singolo “I L-O-V-E U”) che vedo essere ancora all’opera (l’ultimo CD è del 2006).

TAKE 6 - "I L-O-V-E U"



Stimolato da X-Factor scopro esistere anche questi due gruppi brasiliani: “Banda de Boca” che già nel nome del gruppo dice già tutto, e i “BR6” (evidentemente il 6 è un numero ricorrente nei gruppi a cappella).

BANDA DE BOCA - "BABY GROOVE"


BR6 - "UPA NEGUINHO"

sabato 17 maggio 2008

Caetano Veloso dedica “Tres Travestis” a Ronaldo


“Tres travestis” (1976) è una canzone scritta da Caetano, proposta a Ney Matogrosso (che però non la incise, lo fece invece Zezè Motta).
Oggi a distanza di tanti anni, Caetano decide di rispolverarla nel corso di uno show dal vivo (“Obra em progresso” che diventerà anche CD) dedicandola a Ronaldo e alla sua notte con i tre travestiti, vicenda che evidentemente ha ancora una certa risonanza (non solo pubblicitaria, come ci ricorda la campagna delle lenti a contatto Varilux che apre il post).

Nel video qui sotto, oltre all’esecuzione del brano, tutto quello che Caetano ha detto sulla canzone e sulla storia di Ronaldo. Si capisce che l’intento, nonostante la prima reazione del pubblico, non è quello di ridicolizzare Ronaldo. Anzi.
Dice Caetano “Ronaldo non deve chiedere scusa, non deve chiedere perdono. Qual’è il problema? Quello che è successo la dentro, la vicenda intima, non interessa nessuno. Solo lui e la sua fidanzata, che spero lo perdoni.... La vita è bella e complicata".

L’ispirazione di "Tres travestis" venne mentre Caetano e il bassista Dadi –per inciso ispiratore di “O Leãozinho”- stavano attraversando in macchina Avenida Vieira Souto e Dadi se ne usci con la frase “Olha três travestis” assonanza che ha ispirato il resto della canzone, tutta giocata sulle rime e sulle parole.

"Três travestis/ Três colibris de raça/ Deixam o País/ E enchem Paris de graça."

Secondo voi, per chiudere il cerchio, qual’è la canzone del nostro Cae preferita da Ronaldo?
Ma ovviamente “O Leãozinho” e così tutto torna a perfetto compimento.
Aspettiamo Caetano a Ferrara il prossimo 7 luglio (tra l’altro l’appuntamento più costoso del festival) per eventuali aggiornamenti.

giovedì 15 maggio 2008

Nato a Galluzzo, provincia di Firenze, il 15 maggio 1918 ...

Avrete notato che non mi piace parlare di cose personali.
Faccio un’eccezione perché, oggi, mia papà avrebbe festeggiato i suoi 90 anni.



una delle cose più belle scritte da Bernie Taupin e, ovviamente, Elton John

martedì 13 maggio 2008

Piccola, grande soddisfazione.


Nel mio piccolo “gongolo” per aver ricevuto un inatteso commento da parte di Francesco Giappichini della redazione di musibrasil.net, testata web e portale di riferimento per chi segue con passione fatti, cultura e musica del Brasile. Di più, nel riprendere la vicenda del presunto o acclarato plagio di Baglioni ai danni di Chico Buarque, Francesco Giappichini ha riportato il post dedicato da coscienzasporca al confronto tra i due brani. Beh, non lo nascondo. È una piccola grande soddisfazione, giusto per citare Baglioni.

Ringrazio di nuovo Francesco per l'attenzione, ricambiando i complimenti per le loro diverse attività e per i tanti argomenti trattati, sempre di grande interesse.

lunedì 12 maggio 2008

Un girasole colore dei tuoi capelli

Le ultime sveglie obbligate mi portano ormai ad alzarmi all'alba anche quando non ce n'è motivo.
Cosa postare allora, mentre il sole cresce, il caffè è bevuto e mentre aspetto il momento di mettermi in moto? Avendo recentemente parlato di quel particolare incontro di talenti musicali e poetici che è stato "Clube da esquina" ripropongo un brano da quel disco, tratto da una bella serie di videoclip in cui i protagonisti raccontano quei giorni dell'ormai lontanissimo 1972. Qui Lo Borges parla dell'incontro con Milton Nascimento di cui ha conosciuto prima la voce e poi il volto: "mandato dalla mamma a prendere il latte", Lo Borges sente un canto e una chitarra che lo calamitano verso quel fenomemo vocale che è Milton. Storie di ragazzini che ormai veleggiano sopra i 65 anni...

Nel clip la canzone è "Um girassol da cor de seu cabelo", semplicemente bella, specie adesso con il clima delle 6 di mattina, uccellini alla finestra di casa, un po' di umidità mattutina in cui è perfino possibile percepire una vaga sensazione tropicale.