martedì 19 giugno 2007

Conquistando o Brasil, restaurando vidas.


Ho pronto questo post da 10 giorni, ma la pigrizia dell'estate ha avuto il sopravvento ... comunque eccomi qua ...


Si chiama “Marcha para Jesus” e, per semplificare al massimo, potremmo pensarla come una sorta di family day brasiliano. Semplificando. È la più importante manifestazione della capacità aggregativa delle chiese evangeliche brasilane, una dimostrazione di forza di un fenomeno religioso che molti, probabilmente a ragione, definiscono anche economico e politico. Tutti gli ultimi post girano intorno a questi temi, ma non è colpa mia se la materia sembra inesauribile.
Tanto per capirci, i numeri sono pazzeschi, visto che si parla di milioni di persone, il che potrebbe essere normale per una megalopoli come Sao Paulo (dove si tiene la manifestazione più importante) ma sono comunque numeri impressionanti per una religione ancora considerata alla stregua di una setta.
In Italia, per quello che son riuscito a leggere, le uniche ad interessarsi all’evento sono state le organizzazioni gay, per il fatto che le ultime marce per Gesù sembrano aver preso di mira proprio loro. Oltretutto la marcia si è tenuta sulla stessa piazza e solo pochi giorni prima della Parada Gay di Sao Paulo, la più grande al mondo, capace di portare nella centralissima Avenida Paulista qualche milione di persone. Pensando a quanto avviene anche in Italia viene proprio da dire che tutto il mondo è paese. Collegandovi qui troverete il commento di gay.it alla manifestazione del 7 giugno 2007.
Qui sotto, invece, una sintesi di cosa sia la “Marcha para Jesus” sempre dallo stesso portale ma ripescata dall’archivio del 2005.

“Durante tutta la sfilata, nessuno ha acceso una sigaretta e tutti hanno bevuto rigorosamente solo bevande non alcoliche, salvo poi formarsi una gran fila quando la marcia e' passata davanti al McDonald's dell'Avenida Paulista. 

Pur senza alcol o altri eccitanti, tutti rigorosamente banditi, la marcia evangelica si e' trasformata rapidamente in un carnevale, come quasi sempre succede in Brasile. Non mancava un blocco di un centinaio di percussionisti, come quelli del Carnevale di Rio, tutti con le magliette azzurre con la scritta ''Bateria Salmo 15'', e un leone, che simboleggia la fede, che dilania con le grinfie il peccato e i demoniaci gay, e i ''trios eletricos'' come nel Carnevale di Bahia, camion stracarichi di amplificatori con in cima un palco per cantanti e gruppi musicali, dove al posto di Daniela Mercury o Gilberto Gil si alternavano i gruppi gospel, con il pubblico di devoti che scandiva slogan e ritornelli inneggianti a Gesu' a ritmo di samba e axe”.

domenica 10 giugno 2007

who's a virgin?


Nel lungo capitolo religione, morale, buone e cattive abitudini, dopo papi, calciatori, predicatori, scende in campo anche Gisele, 500.000 euro per 3 minuti di sfilata, clausola contrattuale che impedisce a qualsiasi azienda e fotografo di pretenderla a culo totalmente scoperto ...

Sappiamo come la pensi il papa in fatto di preservativi, rapporti prematrimoniali, aborto. Abbiamo sentito Kakà dichiarare di essere arrivato con la moglie vergini al matrimonio ...

Ora Gisele Caroline Nonnenmacher Bündchen, in Brasile per le sfilate di Rio, critica le regole della chiesa scritte secoli fa e sfida Kakà a trovare una sposina ancora vergine.
“Oggi nessuna donna è vergine quando si sposa...mostratemi qualcuna che è vergine!".
Mi viene in mente un film che in ‘sti giorni passa su sky prodotto niente meno che da Andy Warhol con un titolo davvero emblematico “Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!”

sabato 2 giugno 2007

iGod





Proseguo questa lunga parentesi dedicata a papi, preti in-cantatori, santi e peccatori tornando a Kakà e alla sua Chiesa “Renascer em Cristo”.
Sappiamo che il papa ha fatto visita al Brasile anche per contrastare il successo delle chiese evangeliche. Sembra essere una questione di share: passata la domenica si contano i presenti alle messe cattoliche e a quelle evangeliche, un po’ come si contano gli spettatori di Domenica In e di Buona Domenica.
Dalla loro gli evangelici hanno il richiamo della musica, una sorta di gospel brasileiro, che potete ascoltare anche nel post su kaka.
Se tutto fa proseliti ecco allora che gli stessi gospel finiscono nelle suonerie dei cellulari come reclamizza il sito di Renascer: “Adesso quando qualcuno vi contatta al cellulare potete ascoltare la vostra musica preferita, com louvor e unção, con lode e devozione. Selecione a sua operadora para verificar os aparelhos disponíveis”.
Se c’è un’altra cosa che va di moda dappertutto sono poi i tatuaggi.
Ecco allora, sempre dal sito Renascer, un bell’esempio di tatoo da imitare nel caso di una repentina conversione.
La Chiesa “Renascer em Cristo” è stata fondata dai coniugi Sônia Haddad Moraes Hernandes e Estevam Hernandes Filho. Per soddisfare la vostra eventuale curiosità, eccone un estratto biografico da un articolo di Francesco Giappichini (blog.musibrasil.net)

Ma chi sono questi due coniugi che hanno catalizzato l’interesse dei media brasiliani? O meglio, chi erano prima di riciclarsi come “apostolo” (lui) e vescovo, o “vescova” (lei)? Estevam era, sino all’86, il direttore del settore marketing della Xerox, e lei, l’ineffabile Sônia, era la sofisticatissima proprietaria d’una altrettanto sofisticatissima boutique paolista.
Poi, nell’86 appunto, hanno fondato una chiesa evangelica, riuscendo a dimostrare che questo è uno dei migliori business da intraprendere in Brasile. Hanno cominciato nel salotto di casa, si sono piú tardi trasferiti in una pizzeria (Pizzaria Livorno); ed oggi hanno oltre millecinquecento templi (vari anche all’estero), due milioni di fedeli, una televisione, una radio, una casa discografica, una scuola, una casa editrice, una linea di abbigliamento, una societá di mutua assistenza...


Alla prossima puntata ....


venerdì 1 giugno 2007

Che brai Tosi

Il Cruciani su Radio24 l'ha definito l'Apicella veronese.
Gabriele Rama, nel suo scantinato, canta per Flavio Tosi, neo Sindaco di Verona.


venerdì 25 maggio 2007

Dalla segreteria di Ricardo Izecson dos Santos Leite in arte Kakà: "Sono Kaká. Al momento non posso rispondere. Grazie. Dio ti benedica. Ciao".


Mentre questo sito ha un numero di lettori che si conta sulle dita di una mano (il piacere di una lettura esclusiva!) si ritiene che circa 2,5 miliardi di persone abbiano assistito in tv alla finale Milan-Liverpool. In molti avranno così notato il gesto, non nuovo, di Kakà inginocchiato a fine partita in mezzo al campo, braccia sollevate in segno di preghiera, maglietta con scritta “Gesù ti appartengo”. Un gesto spontaneo, credo, ma anche una bella forma di pubblicità per la chiesa evangelica a cui kaka appartiene (Renascer em Cristo). L’altro giorno il papa, parlando dell’italia multietnica e delle diverse religioni che vi sono professate, ha detto giusto rispettarle tutte ma un buon cattolico non dovrebbe rinunciare a far proseliti. Peccato che alla squadra di Bento XVI manchi un testimone come Kakà, uno che, a quanto pare, si è fatto personalizzare le scarpe da calcio dall'Adidas con la frase "Dio è fedele"o qualcosa di simile. Kaka è un campione, una faccia pulita, una bella persona. Massimo rispetto per il suo credo religioso. Certo che quando questo avviene di fronte a qualche centinaia di milioni di persone non si tratta più della preghierina pima di andare a dormire inginocchiato di fronte al proprio lettino. La missione 'sta volta è davvero compiuta. Secondo quanto apprendo da vari siti di fan del brasiliano (uno per tutti in italiano) questo sembra essere il gruppo musicale e la canzone che preferisce. Strano che un tipo così sia finito nella squadra del diavolo.


giovedì 24 maggio 2007

Vallo a prendere in culo ("Va tomar no cu")

(Questa volta il brasile c’entra per puro caso).

Estate tempo di tormenti e tormentoni: potremmo per questo adottare il tormentone brasiliano che, lanciato direttamente su youtube, ha dato immediata notorietà alla sua interprete Cris Nicolotti.

"Vallo a prendere in culo... Quando manderai a prenderlo in culo/ per la prima volta, riprenderai/ il controllo della tua vita/ Con me, fratelli! tutti insieme/ Vallo a prendere in culo/ Vallo a prendere in...''.


Da vero tormentone, youtube è già invasa da diverse versioni, tra cui questa da ufficio che consiglio a reboman per le ragioni che sa.
Credo che anche radio deejay stia lanciando un nuovo tormentone visto il successo di "Siamo una squadra fortissimi". Dovrebbe comunque tener conto anche di questa hit da abbinare, quest'estate, alle famose ciabatte brasiliane.


giovedì 17 maggio 2007

Nell'alto delle classifiche



Quest’uomo deve avere fatto questo calcolo: “quante persone ci stanno in una chiesa e quante ce ne stanno in uno stadio? Bene se la Chiesa merita più proseliti allora scelgo lo stadio”.
Nasce così il fenomeno Padre Marcelo Rossi, il prete cantante che ha ridato appeal alla chiesa cattolica contrastando il successo degli evangelici, sullo stesso piano della spettacolarizzazione del rito e del forte coinvolgimento emotivo. Concetti semplici invece di alta teologia. Ne ha parlato anche The New York Times ed il Corriere in un articolo che inizia così ...

"Quando (…) diventò famoso, una decina di anni fa, il caso arrivò alle orecchie di Papa Wojtyla e la questione fu probabilmente girata anche all’allora guardiano della fede Ratzinger: che fare con quel sacerdote brasiliano? Ha appena preso i voti, raccoglie più gente in una messa di tutti gli altri preti di San Paolo messi insieme, ed è in testa alle hit-parade. Al di là delle apparenze, fecero sapere i suoi superiori brasiliani, è tutto in regola. Dal Vaticano non arrivò alcuna obiezione, padre Marcelo poteva continuare a cantare e saltellare sugli altari e negli stadi.”


Tuttavia, se mal non ho inteso, durante la visita di “Bento XVI” gli è stato imposto di restare ad almeno 50 metri dal pontefice. Padre Marcelo si consola con il successo di “Minha Benção” album più venduto del 2006, ancora al 3° posto nelle hit parade brasiliana (settimana dal 25 aprile al 1 maggio) subito dietro Ivete Sangalo e Avril Lavigne. Eccolo in TV la vigilia di Natale ...


martedì 15 maggio 2007

Ho cantato per il papa


Qualcuno in effetti ce l’ha fatta, magari non in questa, ma in precedenti occasioni.
Si tratta di Fafà de Belem, che ha avuto modo di esibirsi sia di fronte a Giovanni Paolo II (stadio Maracanà, Rio, nel 1997) che di fronte all’attuale Benedetto XVI (a Valencia nel 2006, giornata mondiale della Famiglia). Del resto Fafà ha in repertorio una versione dell’Ave Maria che ben si addice a questo tipo di esibizioni (detto senza ironia). Non ho idea di cosa avrebbero invece potuto cantare i fratellini Sandy&Junior.

Devo ammettere che, se non di nome, non sapevo nulla di questa Fafà: questi episodi mi hanno però incuriosito e costretto a cercare qualche notizia in più.
Fafà (che lo scorso anno si è esibita anche in Italia) sembra essere un tipo impegnato, avendo partecipato ai movimenti di liberazione e democratizzazione del paese, oggi vicina al presidente Lula e, come si vede, ben accetta anche alla Chiesa.

Ultima curiosità: a Fafà si addice evidentemente l’ufficialità visto che sembra essere l’unica cantante autorizzata ad incidere l’“Hino Nacional Brasileiro” (non so se crederci) con cui in Italia ha aperto le sue esibizioni (questo invece è certo).
Vermelho (“Rosso”) è una canzone d’origine popolare del Nord del Brasile divenuta un inno di libertà. È stata adottata anche dalla curva del Benfica come secondo inno della squadra. Appena entrata su YouTube, questa versione live …


lunedì 14 maggio 2007

Fratello Junior, Sorella Sandy.



Questi non fanno paura neanche a una mosca. Eppure il loro concerto, previsto in occasione della visita del papa a São Paulo, è stato bloccato (sembra direttamente con veto papale) perché considerato inadeguato alla solennità dell’evento. Nessuna licenza al di fuori del cerimoniale, nemmeno per Sandy&Junior duo pop adolesceziale che ha venduto qualche milione di dischi. Forse anche per questo la tournè del papa ha registrato meno pubblico del previsto.
Vada per il rifiuto alla Mercury (di cui al precedente post) che certo sul palco non induce a casti pensieri, ma questi due ....
... come la Mercury si sono però dichiarati a favore del preservativo: sarà questa la ragione della loro bocciatura?
Ho scelto un video, non recentissimo, in cui cantano la Pausini perché non possiate dire che non vi faccio ascoltare buona musica.

grazie a blog.musibrasil.net

domenica 13 maggio 2007

Chiesa, chiusa.


Ancora un giorno e il Papa lascerà il Brasile. Sarà così tempo di consuntivi. Per adesso prendo per buoni i contenuti di questo articolo che ci ricorda quale Brasile aspettasse il papa alla vigiglia del suo viaggio. Un forte calo dei Cattolici (scesi dall'83% al 67% in 14 anni), fedeli messi in fuga da un linguaggio per loro sempre più lontano e sempre meno comprensibile. La Chiesa del Sud guarda allora con attenzione a quello che avviene nella Chiesa del Nord (america s'intende) dove canti e invocazioni di alleluia stanno attirando sempre più persone alla ricerca di una chiesa e di celebrazioni più gioiose. Sarebbe forse tornata buona anche in Brasile la carica di Daniela Mercury che, oltre ad essere profetessa dell'axè e del samba-reggae, si dichiara da sempre credente e vicina alla Chiesa di Bahia. Provocatoriamente qualche ripetizione dalla Daniela (che ha ospitato anche il nostro Jovanotti in un suo Live MTV) poteva tornare utile ...
Peccato che 2 anni fa, invitata a rappresentare il Brasile al Concerto di Natale, si sia vista chiudere le porte in faccia per aver partecipato a una campagna governativa per l'uso del preservativo durante il carnevale di Salvador. Daniela non fece marcia indietro, dissentì dalla posizione del Vaticano, confermando che per lei il preservativo rappresentava uno strumento di protezione della vita.
Chi ama la musica "che fa sudare" (ma non solo) potrà vedere Daniela Mercury al prossimo Latinoamericando dov'è ormai ospite fissa.


venerdì 11 maggio 2007

Samba della Solitudine (Samba da Solidão)


da blog.musibrasil.net

"Se chiedete quale sia la cantante italiana che preferiscono, nove brasiliani su dieci vi risponderanno: Laura Pausini. L’interprete romagnola ha grande successo nel Paese ed è imponente, come in tutto il sudamerica, la macchina promozionale che opera alle sue spalle. Oltre che per l’area ispanica, ogni suo album prevede infatti una versione ad hoc per il Brasile, con più brani in portoghese. È lei la regina tricolore in terra verdeoro." (nel video, dal programma Altas Horas di Rede Glogo, Aprile 2007, con Ivete Sangalo che evidentemente non sa una parola di italiano)
Ma c'è una certa Mafalda...

giovedì 10 maggio 2007

Das Mädchen aus Ipanema

Rolling Stone USA pubblica le 40 canzoni che hanno cambiato il mondo. Se leggi il blog di onanrecords sai già tutto, forse però non sai ancora che ...

..mi sono divertito a fare un test che non ha nessun valore. Ho cercato “Garota de Ipanema” (1962) su YouTube è trovo 240 risultati. Poi cerco le prime 4 canzoni dell'elenco, scritte tutte entro quella data. "That's alright" (anno 1955) compare 163 volte, "I got a woman" (anno 1954) 100 volte. “Maybelline” (anno 1955) 193 volte perchè c’è una marca di cosmetici. Se aggiungo Chuck oppure Berry ne trovo 4. “A hard rain's a-gonna fall” (anno 1962) 32 volte. Le cose non cambiano se cerco su Google.

Se cerco Presley + "That's alright" arrivo a 40.700. Meglio va per “"A hard rain's a gonna fall" + Dylan con 85.800. Ma “Garota de Ipanema” + Jobim mi arrivano a 132.000. Se poi digito il titolo con cui la conoscono gli americani, ovvero “The Girl from Ipanema” beh ...qui mi arrivano 806.000 risposte. Se anche aggiungo Jobim non scendo sotto le 226.000 risposte. Certo se cerco “Like a Virgin” + Madonna tocco gli 816.000 risultati. Imagine + Lennon 1.440.000.
Insomma applicando il giochino che faccio quando ho un dubbio su come si scrive una parola (cerco i due modi in cui penso si possa scrivere e scelgo quello che dà più risposte) mi conforta sapere che le canzoni di Jobim si difendono ancora bene nei confronti di una star assoluta come Lennon e di una popstar come Madonna.

Ho scelto “La ragazza di Ipanema” (4.130 risultati solo in italiano) non perchè mi piaccia particolarmente, ma perchè ha certamente influito su un certo gusto musicale e sul costume. Non è certo una canzone dai grandi contenuti, forse non è nemmeno una canzone manifesto, forse è solo "lift music" come in una scena di The Blues Brothers.
E' però una canzone che anticipa certi incontri tra generi diversi (Jazz e Pop per esempio) tra luoghi diversi (nord e sud america) ed è stata un grande successo proprio negli Stati Uniti grazie alla collaborazione tra Stan Getz e Joao Gilberto: non a caso Record e Album of the Year ai Grammy Awards del 1965.
Mi verrebbe da dire che se questa è la visione del mondo dei critici musicali USA, quale potrebbe essere la visione del mondo dei loro militari? La mia è ovviamente una battuta ad un puro giochino pseudo-statistico, che spero vi abbia comunque incuriosito e messo voglia di suonarla.



mercoledì 18 aprile 2007

morti bianche: morire contromano disturbando il sabato

Construção è una canzone di Chico del 1971. Un classico, purtroppo sempre d'attualità.
Ho messo solo la traduzione italiana. Qui l'originale.
Qui una versione "ao vivo" dei Syd Vinicius (menzione speciale anche solo per il nome.

Construção (Chico Buarque)

Amò quella volta come se fosse l’ultima
baciò la sua donna come se fosse l’ultima
ed ogni figlio suo come se fosse l’unico
attraversò la strada con il suo passo timido
salì la costruzione come se fosse macchina
costruì sul piano quattro pareti solide
mattone dopo mattone in un disegno magico
i suoi occhi gonfi di cemento e lacrima

si sedette a riposare come se fosse sabato
mangiò riso e fagioli come se fosse un principe
bevve e singhiozzò come se fosse un naufrago
danzò e rise come se ascoltasse musica
e inciampò nel cielo come se fosse un ubriaco
e fluttuò nell’aria come se fosse un uccello
e si finì per terra come un pacco flaccido
e agonizzò in mezzo al passeggio pubblico
morì in contromano disturbando il traffico.

Amò quella volta come se fosse l’ultimo
baciò la sua donna come se fosse l’unica
ed ogni figlio suo come se fosse il prodigo
attraversò la strada con il passo ubriaco
salì la costruzione come se fosse solido
eresse sul piano quattro pareti magiche
mattone su mattone in un disegno logico
i suoi occhi gonfi di cemento e traffico

si sedette per riposare come se fosse un principe
mangiò riso e fagioli come se fosse macchina
danzò e rise come se fosse il prossimo
e inciampò nel cielo come se ascoltasse musica
e fluttuò nell’aria come se fosse sabato
e finì per terra come un pacchetto timido
agonizzò in mezzo al passeggio naufrago
morì in contromano disturbando il pubblico.

Amò quella volta come se fosse macchina
baciò la sua donna come se fosse logico
costruì sul piano quattro pareti flaccide
si sedette per riposarsi come se fosse un uccello
e fluttuò nell’aria come se fosse un principe
e si finì per terra come un pacchetto ubriaco
morì in contromano disturbando il sabato.


domenica 15 aprile 2007

senza paura

Penso che un personaggio come Sergio Bardotti meriti un approfondimento. Paroliere di tanti brani di successo: basta fare un salto nella sua pagina su wikipedia per scoprire su quante canzoni davvero famosissime (e molto spesso diversissime) abbia messo la sua firma. Perfino sull’inno ufficiale di "Uniti per l'Ulivo" che, in verità, a molti fece rimpiangere bandiera rossa.

Per me, ovvio, fondamentale il Bardotti “brasiliano”. In un bel articolo da il manifesto ("Per far una canzone, ci voleva Bardotti" di Stefano Crippa e
Flaviano De Luca) qualche curiosità su quel periodo fatto di grandi incontri e di whisky a colazione. Tra le canzoni su cui Bardotti ha messo le mani da abilissimo traduttore, certamente una delle più amate rimane “Senza paura” adattamento di "Sem medo" di De Moraes-Toquinho (come si direbbe a Sanremo) che davvero non teme il confronto con il testo originale di Vinicius.
Il testo è perfetto in ogni sfumatura, e l’energia della canzone è davvero un ottimo antidoto a tante paure. Qui sotto la versione di Meg da un Live MTV di qualche tempo fa e di seguito il testo.






Senza paura
(S. Bardotti - V. de Moraes - Toquinho)


Ma come fai quando tu sei bambino
a prendere coraggio e fede nel destino
se papa' ti mette per castigo al buio
poi di notte a letto "zitto che c'è il lupo,
zitto che c'è il lupo, zitto che c'è il lupo"
E la mamma dice "chiamo l'uomo nero
chiamo il babau ti mangia tutto intero
nella notte scura ti fa la puntura
ti fa la puntura ti fa la puntura"

Ma passa per il buio senza paura

Poi all'improvviso ti arriva l'età
di amare follemente l'uomo che non va
non c'è via d'uscita né di qua né di là
tuo padre griderà tua madre pregherà
tua madre pregherà tua madre pregherà
L'amante poi si butta giù dal fabbricato
perché quello che è facile diventa complicato
dato che la vita è dura che la vita è dura
che la vita è dura

Ma passa per l'amore senza paura

Il pericolo c'è fa parte del gioco
tu non farci caso se no vivi poco
tieni sempre duro comincia di nuovo
comincia di nuovo comincia di nuovo
Anche per la strada tu stai rischiando
stai soprappensiero stai rimuginando
passa la vettura della spazzatura
ed il conducente aumenta l'andatura
aumenta l'andatura aumenta l'andatura

Ma va per la tua strada senza paura

Ed un bel giorno di qualunque settimana
ed un bel giorno di qualunque settimana
battono alla porta battono alla porta
è un telegramma lei ti sta chiamando
è un telegramma lei ti sta chiamando
Per uno viene presto per l'altro tardi
comunque presto o tardi tranquilla e sicura
viene senza avviso viene e ti cattura
viene e ti cattura viene e ti cattura

ma passa per la morte senza paura
ma passa per il buio senza paura
ma passa per l’amore senza paura
ma va per la tua strada senza paura
ma passa per la morte senza paura

sabato 14 aprile 2007

uno che è riuscito a fare grande musica e grande poesia rimanendo se stesso, mica da tutti


Qualcuno laggiù ha da accendere?
Cosa dici … non parli con gli sconosciuti? “Le rose non parlano” non te la ricordi? Forse nemmeno la conosci. Non te ne faccio una colpa .... del resto mi hanno fatto incidere il primo disco a 65 anni. Oggi a 15 anni rischi di essere già in classifica.
Io a 15 anni stavo ancora a casa, poi meu pai mi ha sbattuto fuori... per un po’ ho dormito sui treni della Central do Brasil, sì quella del film, vedi che abbiamo qualcosa in comune … ah scusa non ti ho ancora detto il mio nome...

…sono Angenor de Oliveira ma tutti mi chiamano Cartola per via del cappello di carta che portavo da muratore. No, il nome non ce l’ho scritto sulla maglietta verde oro. Io gioco in una squadra speciale: Euclides, Saturnino Gonçalves, Marcelino José Claudino, Pedro Caim, Abelardo da Bolinha, Zé Espinguela. Nessun Ronaldo, nè Ronaldinho. Siamo quelli della Escola de Samba Estação Primeira de Mangueira, anno 1928. Anche i colori li ho scelti io, rosa e verde. Dici che non stanno bene insieme? Verde speranza, rosa amore, per me funzionano benissimo.

Io a Mangueira ci sono stato bene, ci ho vissuto e ci sono pure morto, povero ovviamente, in una casa che mi hanno dato quelli della prefettura di Rio. Mangueira è la mia vita. Quando me ne sono andato, perchè non andavo più d’accordo la direzione della scuola, lontano da Manguiera mi è capitato di tutto. La meningite. Lavare le macchine per campare. Poi sono tornato, ho ritrovato Dona Zica e abbiamo vissuto insieme tanti anni. È stata lei ad ispirarmi molte canzoni che la gente ha amato e cantato. "Tive Sim", "O sol Nascerá", "Nós Dois" che le ho scritto due giorni prima di sposarci. Anche “As rosas não falam” è nata parlando con lei nel giardinetto dietro casa. Zica mi disse «Accidenti, Cartola, com’è che queste rose crescono così in fretta?» e io le risposi: «E chi lo sa. Le rose non parlano…». Intanto mi avete fatto venir freddo il caffè. Qualcuno ha di nuovo da accendere?



Angenor de Oliveira, più conosciuto come Cartola (Rio de Janeiro 1908-1980) è stato forse il massimo poeta del samba. Ha scritto più di 600 samba, cominciando con il venderli ad altri per guadagnarsi da vivere. Oggi ascoltiamo le sue canzoni nei dischi e ai concerti di Alcione, Paulinho da Viola, Chico Buarque, Marisa Monte, Caetano Veloso, per fare nomi noti. Due interi lavori gli sono stati dedicati da Ney Matogrosso "Ney Interpreta Cartola" (2002) e da Beth Carvalho “Canta Cartola” (2003)
Preferisco sempre le versioni di Cartola, anche se la voce di Beth non si discute e anche se Ney è uno dei miei idoli.
Lírio Ferreira e Hilton Lacerda gli hanno dedicato un documentario che chissà mai chi potrà vedere (esce al cinema in Brasile proprio questo mese). Comunque ci sono degli spezzoni su You Tube. Uno per tutti.



giovedì 12 aprile 2007

E' morto Sergio Bardotti

11.04.07 - Un infarto ha causato la morte del produttore, paroliere, traduttore, discografico, Sergio Bardotti. Da tempo malato, é stato “regista” del periodo brasiliano della Vanoni. É stato amico, collaboratore, traduttore e produttore, anche in patria, dei brasiliani Buarque, Jobim, Vinicius de Moraes e Toquinho.

Fu autore, insieme a Luis Bacalov, di una commedia musicale per bambini, I musicanti ("Os Saltimbancos") in scena da 22 anni in tutto il Sud America.

domenica 25 marzo 2007

La vita, amico, è l'arte dell'incontro.





Tratto da un articolo di MATTEO CUCCINI su musibrasil.net

[...] Questa è la ricetta, per chi ancora non la conoscesse: c’è un certo Endrigo, Sergio Endrigo, nato a Pola di Istria, cantore popolare di vena poetica sopraffina, malinconica e inquieta, profeta critico di un epoca dominata, in campo musicale ma non solo, dalla filosofia dell’usa e getta. C’è Vinicius, Vinicius de Moraes, compositore brasiliano, poeta, sceneggiatore e diplomatico, che canta e recita, malinconico e beffardo, ironico e pungente: in quell’anno, in quell’inverno del ’69 a Roma, quasi per esilio dai tragici eventi politici del suo paese.

C’è la chitarra di Toquinho, quella chitarra perfetta, in cui lo stesso Vinicius riconosce substrato ideale per le sue composizioni. E c’è un poeta, puro e fra i più grandi del nostro novecento, Ungaretti d’Alessandria. Un poeta innamorato di un poeta, Vinicius appunto, che imparò a conoscere e a frequentare già dal ’37 quando, insegnando letteratura italiana all’università di San Paolo, si ritrovò a soggiornare in Brasile. Un poeta innamorato a tal punto di quei versi, i versi del giovane esordiente Vinicius, da sentire quasi l’esigenza, il dovere morale di tradurli, qualche anno più tardi, nella nostra lingua. E c’è infine il genio assemblatore di questa opera, Sergio Bardotti, autore, direttore artistico, traduttore e produttore fra i più importanti dell’industria discografica italiana.

Per un equilibrio quasi magico di dosi fra questi non trascurabili ingredienti è nato uno dei concept album più interessanti della storia della musica italiana contemporanea; un album non a necessario e circoscritto uso e consumo di appassionati di Brasile ma, anche e soprattutto, di chiunque sia ancora in grado di cogliere, in questa epoca del frivolo e dell’effimero, l’alto valore della poesia. [...]


Cos’altro aggiungere? La copertina originale è quella a destra, con il disegno della chitarra. Ma in una bancarella non ho saputo resistere all'acquisto di una ristampa (?) con una diversa copertina.

Il brano con cui si apre e chiude l’album è il Samba delle benedizioni
("Samba da benção") di Baden Powell e Vinicius de Moraes. La chiusura del brano è concepita come lunga dedica e benedizione agli amici, agli artisti con cui condividere il viaggio nella musica. Capita così che, in ogni tempo e ad ogni latitudine, ognuno può adattarla alle proprie amicizie vecchie e nuove, senza dimenticare i grandi della musica popolare brasiliana.

"Samba da benção" compare anche in Timeless l'album in cui Sergio Mendes (classe 1941) ripropone alcuni classici brasiliani in chiave hip hop, in compagnia, tra gli altri, di personaggi come Black Eyed Peas, Stevie Wonder, Justin Timberlake, Marcelo D2 (che interpreta appunto Samba da benção). Nel sito il brano è definito come "earlier version of rap" visto la lunga parte parlata e declamata sulla melodia di Baden Powell.


Il brano è divenuto celeberrimo nella versione francese "Samba Saravah"(con testo di Pierre Barouh che credo ne sia l’interprete, anche nel film) inserita nella colonna sonora di Un Homme Et Une Femme di Claude Lelouch, del 1966. Un brano per me irresistibile quanto l’irresistibile fascino di Anouk Aimée.

sabato 24 marzo 2007

Gilberto Gil fermato negli States


23.03.07 - Gilberto Gil é stato fermato e interrogato dalle autoritá di frontiera Usa di Fort Worth, presso Dallas. Non era entrato come Ministro, ma per il tour con cui lancerá nel mercato Usa l'ultimo cd Gil Luminoso. L'inconveniente, durato poco, é dovuto al suo arresto per possesso di marijuana nel lontano '76.


da musibrasil.net

mercoledì 21 marzo 2007

I comunisti mangiano i bambini, perché i bambini mangiano il puffo.




Come nei veri blog cerco, per una volta, di seguire un filo logico. L'ultimo post parlava di canzoni per bambini (se ancora può aver senso questa definizione). Siamo partiti in alto, Endrigo&CO, per planare oggi molto più in basso, se non altro per ragioni di statura. Parlo dei Puffi, gli omini blu di cui tutti conserviamo almeno un esemplare plastificato, rimasuglio di qualche ovetto kinder, o un esemplare vetrificato su un bicchiere della nutella. La notizia, di qualche giorno fa, è che è morto uno dei padri dei Puffi. Chi fosse lo potete leggere qui. Ebbene questo strano mondo, una società fatta di tanti Puffi e una sola Puffa, o per meglio dire Puffetta, mi ha riportato a un tema già presente nel blog, ovvero la poligamia. In generale il mondo dei fumetti si dimostra più aperto dei nostri politici alle nuove forme di relazione familiare. Paperopoli per fare un esempio (oddio un’altra “opoli”). Il mondo dei Puffi, per farne un altro, con Puffetta al centro di una serie di relazioni poligame. Qualcuno, semplificando, conclude dicendo che Puffetta la dà a tutti … ma si tratta, appunto, di una semplificazione. E poi c'è questa teoria dei puffi comunisti. E non è la sola. C'è pure quella dei puffi massoni. Perfino Donnie Darko ha una sua teoria. Avete tutti i link utili, se la cosa vi incuriosisse. Ma se preferite sentirvela raccontare come foste al bar ....


sabato 17 marzo 2007

Il cane, il gatto, io e te.


Incredibile ma vero: sono di nuovo collegato ad internet.
Come promesso devo un post a Sergio Endrigo per aver confuso due dei suoi lavori discografici.

Mi riferisco a L’Arca di Noè, doppio LP da uno spettacolo live, registrato nel 1970 al Piccolo Teatro di Milano, e L’Arca disco dedicato nel 1972 alle canzoni “per bambini “ di Vinicius de Moraes.

A causa della mia brasilofilia avevo “dimenticato” il primo, ricordando solo il secondo. Con l’aggravante (per la mia memoria) che del primo (“L’Arca di Noè” di Endrigo) conservo pure una copia, come vedete dalla foto.

Del secondo invece non ho la versione Endrigo (con vari ospiti come Ricchi e Poveri e Marisa Sannia) ma una versione anno 1981 concepita come omaggio a Vinicius de Moraes da parte di artisti brasiliani. Per non dire di “A Arca de Noè 2” ...e mi fermo qui.

Spero di non aver confuso ulteriormente le idee.
Si tratta di album di cui, tra l’altro, conosciamo tutti diverse canzoni, certamente "L’Arca di Noè" scritta da Endrigo e portata anche a Sanremo e canzoncine come “La casa”, “La pulce” scritte da Vinicius con diversi co-autori tra cui Toquino, Bardotti, Bacalov.

Endrigo è molto popolare in Brasile, tanto da essere l’unico non brasilano che ha inciso un doppio album di canzoni (in italiano) nella classica serie “A arte de …” dedicata esclusivamente ai grandi artisti della musica brasiliana.
Insomma c’è un’arca italiana e un’arca brasiliana che si sono felicemente incontrate nel mare della musica e che per un attimo se la son vista brutta nei marosi della mia mente.

Esiste, infine, una fantastica versione di “La pulce” interpretata da Reboman, conservata gelosamente nella memoria di chi vi ha assistito. Dovrete accontentarvi della versione di una Bebel Gilberto bambina, ancora lontana dal suo fortunato album di debutto solista (Tanto Tempo - 2001).
Ciao e benritrovati.

mercoledì 7 febbraio 2007

A Silvia


Ci vorrebbe un po' di coraggio e un po' di ironia. Penso che il nome di Silvio Berlusconi sia tra i più citati su tv e giornali. Proporrei a tutte le persone con un po' sensibilità che lavorano su questi media (almeno su quelli che non dipendono da Lui) di chiamarlo da oggi in poi "la Silvia". Non più cavaliere, presidente, leader dell'opposizione ma sempre e semplicemente la Silvia. La Silvia ha risposto a Veronica, La Silvia è scesa negli spogliatoi del Milan, La Silvia si è rifatta il lifting. Strillerà, si indignerà ma alla fine, magari solo per non passare per una checca isterica, se ne farà una ragione. E chiederà a D&G di disegnare la nuova cravatta di Forza Italia.

giovedì 1 febbraio 2007

Macherio Confidential



Sua Altezza Serenissima Principessa Miriam Raffaella Bartolini di Macherio e Sivio Berlusconi sfidano finalmente le grandi dinastie europee tentando, attraverso la pietra dello scandalo, la scalata al palcoscenico già occupato dai vari Windsor, Grimaldi ed oltreoceano da famiglie come i grandi Kennedy o i più modesti Clinton.

Cercando su internet se qualcuno la pensasse come me, trovo un intervento di Teppista che esprime esattamente le mie sensazioni: “ … la moglie di Silvio, la bella Miriam in arte Veronica Lario, mi ricorda il personaggio di L.A. Confidential, la prostituta d'alto bordo straordinariamente somigliante a Veronica Lake (interpretata nel film da Kim Basinger). E non è un caso che anche il nome d'arte della Miriam si ispiri all'attrice hollywoodiana”.

Non si è poi capito se Massimo Cacciari si fosse candidato nel ruolo che nel film è interpretato da Russell Crowe.

mercoledì 24 gennaio 2007

E tu che prodotto sei?





“Siamo tutti dei prodotti” afferma il simpatico Lele Mora. Per questo serviva una raccolta di figurine, per promuovere o celebrare i personaggi di questa presunta galassia di star.
Che belle, al confronto, le raccolte Cantanti lanciate dalla solita Panini nel 1968, mica un anno come un altro, o poi in alcuni anni successivi. Che bella Patty Pravo sulla copertina del 72. Se non avessi promesso di evitare parole in “opoli”, verrebbe da dire “che merdopoli”.

domenica 21 gennaio 2007

Elis 3 (e poi passo a parlar d’altro, per evitare la sindrome di Gianni Minà)



Una vita intensa, 2 mariti, 3 figli, l’epilogo drammatico a soli 36 anni, sono ovviamente pane per i denti aguzzi dei produttori di fiction ad ogni latitudine, figuriamoci a Rede Globo che per la ricorrenza non si è fatta scappare l’occasione di una serie dedicata a Elis Regina. La cosa non è piaciuta a molti dei fans che faticano ad accettare qualsiasi attrice, seppur somigliante, nel ruolo di Elis e soprattutto infastiditi dal modo con cui si gira intorno alle ragioni della morte che ovviamente in tv fanno ancora audience. Per i fans “quello” è un fatto privato di Elis, per loro conta tutto il resto. Certo la cosa colpisce perché Elis non era Janis Joplin, ma una cantante che, fossa stata in Italia, avrebbe probabilmente fatto Canzonissima a fianco di Massimo Ranieri e condotto lo show del sabata sera. Probabilmente quello che infastidisce è il tono morboso da servizio di “Studio Aperto”. Devo dire che qualcosa di simile ho provato guardando la fiction dedicata a Dalida, interpretata da Sabrina Ferrilli se non ricordo male su Canale5. In quel caso c’era addirittura qualcosa di aberrante nel fatto che la Ferrilli apparisse frequentemente nei break pubblicitari come testimone di una tintura per capelli L’Oreal … specie pensando che, anche nella fiction, la Ferrilli/Dalida si presenta con acconciature e tinte diverse … e non sembrava affatto una casualità …

Rede Globo ha promosso lo sceneggiato con alcuni speciali che mixano immagini d’epoca, spezzoni della fiction, interviste, musica. Si trovano anche su YouTube divisi in 4 parti. Da lì ho pescato la 3^ parte in cui si parla di Elis cantante e mamma, che dopo lo show torna a casa per cucinare, stirare e giocare con i figli.
Nel contributo filmato ci sono diverse cose interessanti.
La figlia di Elis, Maria Rita (oggi 30enne), che canta Essa Mulher un brano di Joyce (e Ana Terra). Per dirla in breve la figlia di Elis, che canta nello stile di Elis, un brano che sembra parlare di Elis. Ci sarebbe da spaventarsi se non si trattasse di una splendida canzone in uno stile brasilian jazz. Oltre questo si torna a parlare di O Bebado e a Equilibrista, canzone adottata perfino da Amnesty International … e poi la chicca finale con il rimmel che scende nella antologica interpretazione di Atras da Porta di Chico Buarque, una delle più belle canzone su quanto possa essere “umiliante” l’amore. Qui la si vede per intero con tanti commenti, anche in inglese, che tornano sul tema della droga (Elis solo emozionata o “alterata”?) ma i più a replicare che Elis è “simplesmente a melhor interprete feminina brasileira de todos os tempos” ….



sabato 20 gennaio 2007

Un altro piccolo omaggio


Elis Regina Vive! Con queste parole un fan di Elis inaugurava tre anni fa il blog/tributo dedicato a "Pimentinha", il peperoncino del musica brasiliana.
Ovviamente in occasione dei 25 anni dalla scomparsa sono tante le occasioni per scoprire o approfondire la conoscenza di Elis, tutte puntualmente segnalate dal blog.
Tra le altre un triplo DVD, pubblicato dalla Emi, con “os melhores momentos de Elis” di cui per adesso ammiro solo la “caixa”, il cofanetto, con un’immagine di Elis riccia. Anche i cambiamenti di look fanno parte del racconto di una diva e nel caso di Elis sono quanto mai significativi. Nel video che allego, ad esempio, è tutta un'altra Elis ...
Tra le immagini reperibili su internet (anche sul sito della rete Globo, ma solo previa iscrizione) ho scelto da YouTube un pezzo di Milton Nascimento perchè contiene alcune immagini dei funerali di Elis (mezzogiorno del 20/01/1982). Un brano, nel puro stile Milton, melanconico ed ecumenico, che parla del restare amici “anche se il tempo dice no, anche se hai dimenticato la canzone”. Canção da America! Nei commenti inserisco il testo, di Fernando Brant, tradotto in inglese.